Lefebvriani: don Pagliarani si getta tra le braccia di Bergoglio…

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Il nuovo superiore Pagliarani è stato ricevuto dal cardinale Ladaria alla Congregazione per la Dottrina della Fede: c’è una «irriducibile divergenza dottrinale» che non può essere elusa.

«Tutto spinge la Fraternità a riprendere la discussione teologica»: lo annunciano i lefebvriani in una nota nella quale riferiscono che il nuovo superiore, don Davide Pagliarani, è stato ricevuto dal cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Luis Ladaria, occasione per conoscersi, registrare una «irriducibile divergenza dottrinale» tra Roma e il gruppo fondato dopo il Concilio Vaticano II da monsignor Marcel Lefebvre e, appunto, «riprendere la discussione teologica» con la Santa Sede «ben consapevoli che il Buon Dio non gli domanda necessariamente di convincere i suoi interlocutori, ma di portare davanti alla Chiesa la testimonianza incondizionata della fede».

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Scontro Italia-Ue, parla l’economista Bifarini: “E’ il momento dell’Italexit”

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Dopo la bocciatura definitiva della manovra da parte della Commissione europea con la prospettiva dell’apertura della procedura d’infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo, da più parti ci si chiede quale strada percorrere. A questo punto, cosa converrebbe fare? Scendere a patti con Bruxelles come sembrerebbe chiedere il ministro degli Affari europei Paolo Savona, o andare avanti con il muro contro muro come chiedono invece Salvini e Di Maio? E soprattutto, è arrivato o no il momento di una rottura definitiva, magari avviando quel percorso di uscita dall’euro da molti auspicato? Lo Speciale lo ha chiesto all’economista Ilaria Bifarini. 

 

Ha senso cercare ancora  un accordo con l’Unione Europea sulla manovra?

“Credo a questo punto che non ci siano più le condizioni. C’è un accanimento da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia che è motivato più da ragioni ideologiche e politiche che da questioni economiche. La spesa a deficit prevista da questa manovra è assolutamente in linea con quanto attuato dai governi precedenti, anzi anche inferiore.

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Franco Bechis: “Renzi e Gentiloni hanno messo nei guai l’Italia”

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Visualizza immagine di origine(di Franco Bechis) – L’Italia è ufficialmente nei guai, perché ieri la commissione europea ha dato il via alla procedura per debito eccessivo. Lo ha fatto scrivendo un report di 21 pagine, che contiene una sorpresa: la base formale della contestazione ha poco o nulla a che vedere con la manovra del governo guidato da Giuseppe Conte, perché è relativa al risultato del debito pubblico negli anni 2016 e 2017. A mettere l’Italia nei guai quindi sono stati Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. La procedura di infrazione è l’ultimo meraviglioso regalo del Pd agli italiani.
Ecco il passaggio chiave di quel documento: “Sulla base dei dati notificati e delle previsioni dell’autunno 2018 della Commissione, l’Italia non ha rispettato il parametro di riduzione del debito nel 2016 (gap del 5,2% del PIL) o nel 2017 (gap del 6,6% del PIL)”. E ancora: “complessivamente, la mancanza di conformità dell’Italia con il parametro di riduzione del debito nel 2017 fornisce la prova dell’esistenza prima facie di un disavanzo eccessivo ai sensi del patto di stabilità e crescita, considerando tutti i fattori come di seguito esposti. Inoltre, in base ai piani governativi e alle previsioni dell’autunno 2018 della Commissione, l’Italia non dovrebbe rispettare il parametro di riduzione del debito nel 2018 o nel 2019”.

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Le sfide per l’informazione al tempo delle fake news

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 «Tra fake news e vera informazione» è il titolo scelto dalla associazione Cittadini contro le mafie per un incontro pubblico organizzato per domattina, sabato 24 novembre, a Verona alle ore 11 presso la sala convegni del caffè Liston 12 in piazza Bra 12.

Il dibattito sarà introdotto da Mario Spezia, referente scaligero dell’associazione. Sul tavolo dei relatori ci saranno Alfredo Meocci, giornalista e già direttore generale della Rai; il giornalista e scrittore Bernardo Calasanzio Borsellino; Matteo Castagna, giornalista e responsabile nazionale della associazione Christus Rex; Marco Milioni, giornalista d’inchiesta, firma fissa di Today.it e Vicenzatoday.it. Modererà il dibattito, che sarà aperto anche ad una fase di confronto col pubblico, il giornalista del quotidiano l’Arena Enrico Giardini.

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Manovra bocciata, parla Becchi: “Siamo sotto attacco. E’ l’ora dei minibot”

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 La Commissione europea ha bocciato definitivamente la manovra economica e ora è iniziato il percorso che dovrebbe condurre all’apertura della procedura d’infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo. Nel governo si fanno strada i “possibilisti”, con in testa il ministro degli Affari europei Paolo Savona, quelli cioè che sarebbero pronti a ritoccare la manovra per favorire una negoziazione con Bruxelles evitando la procedura. Ma a questo punto può permettersi il governo di tornare indietro? No, secondo il filosofo Paolo Becchi, intervistato da Lo Speciale.

Il ministro Savona parla di situazione grave e sembra aprire a possibili modifiche. E’ davvero questa la strada giusta?

“Sono sorpreso da alcune dichiarazioni messe in bocca a Paolo Savona e che testimonierebbero una volontà di riscrivere la manovra. Trovo molto strano che possa essersi spinto ad assumere delle decisioni del genere. Penso che il Governo non debba modificare nulla, perché questa manovra rappresenta il minimo sindacale. Se c’è il rischio di una procedura d’infrazione il deficit andrebbe addirittura aumentato, non diminuito. Dico questo perché non è l’Italia a stare dalla parte del torto, bensì l’Europa”.

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Aquarius, le accuse di traffico di rifiuti e le false informazioni sui vestiti infetti

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 di Angelo Romano

Traffico illecito di rifiuti. È questa l’accusa della Procura di Catania, guidata dal Procuratore Carmelo Zuccaro, nei confronti di Medici Senza Frontiere Belgio e Olanda, al termine dell’indagine “Bordless”. Con loro sono indagate altre 12 persone: 8 rappresentanti a vario titolo dell’Ong, il primo ufficiale Oleksandr Yurchenko e il comandante di Aquarius, Eugenii Talanin, e i due agenti marittimi contattati per le attività di smaltimento dei rifiuti una volta approdati nei porti. L’accusa è di aver sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto illegale di smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo (sanitari e non), prodotti sulle navi Vos Prudence e Aquarius in seguito alle attività di soccorso dei migranti, insieme ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e di sbarco dei migranti, nonostante i “numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani” nei quali sono stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati”. Proprio questo ultimo aspetto è stato messo in risalto da politici, rappresentanti istituzionali e alcune testate giornalistiche che, nel momento in cui hanno diffuso la notizia, hanno parlato di rifiuti a rischio infettivo, facendo pensare a una potenziale diffusione di pericolose epidemie e alimentando a una nuova narrazione sulle Ong: dopo essere state indicate come “taxi del mare” e additate di “destabilizzare” l’economia italiana, ora sono state accusate di essere potenziali untrici.

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Salvini: “Gliela mandiamo noi la lettera all’Europa”

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Salvini: Gliela mandiamo noi la lettera all'Europa

Gliela mandiamo noi la letterina all’Europa, dicendo che ci ha rotto le scatole con le manovre che in questi vent’anni hanno distrutto la nostra agricoltura, la nostra industria…”. Matteo Salvini è un torrente in piena. “Sapete che dicono che non posso toccare la legge Fornero? Beh, fosse l’ultima cosa che faccio, quella legge ingiusta e infame la smonto…” dice il vicepremier in un comizio a Nuoro.

Le parole del ministro dell’Interno seguono quelle di replica, in giornata, al commissario europeo agli Affari economici e monetari. “Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni.

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