Violenza e retorica sulle donne
QUINTA COLONNA
A che servono le manifestazioni, le assordanti campagne, le facce dipinte e le giornate mondiali contro la violenza subita dalle donne? A giudicare dai risultati non servono a nulla. Da anni c’è un crescendo di mobilitazione femminista, di attenzione mediatica straordinaria, di leggi speciali contro il sessismo maschilista e la violenza alle donne, c’è perfino l’aggravante del femminicidio rispetto a un “semplice” assassinio. E da anni non diminuiscono anzi sembrano aggravarsi i crimini commessi contro le donne. Qualcuno dirà che oggi si denunciano le violenze alle donne mentre ieri no, e per questo sembrano in crescita. Ma il discorso crolla se si fa riferimento agli assassini di donne, che erano ovviamente registrati ieri come oggi e non sono certo diminuiti con gli anni, anzi. L’incertezza e la fragilità del ruolo maschile, l’autonomia e l’emancipazione femminile, innescano nelle menti più deboli reazioni folli, solitamente omicide ma anche suicide, che in una società “maschilista” erano meno frequenti.







Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

di Marcello Veneziani