Dove si nascondono i moderati

QUINTA COLONNA
Ma che fine hanno fatto i moderati, si chiede Antonio Polito sul Corriere della sera? Già, dove si sono cacciati, ma se è per questo che fine hanno fatto i liberali, i conservatori, i cattolici in politica? Nel giro di poco tempo sono spariti, anche se in tanti pensavano che fossero la maggioranza profonda del paese. Oggi a uno sguardo di superficie, l’Italia si divide in due blocchi principali: uno largo e basso, i radical pop, e uno stretto e lungo, i radical chic.
I primi vengono definiti populisti o sovranisti, i secondi sono il residuo ideologico della sinistra, la punta avanzata di quel che resta dei progressisti. I liberali coltivano il privato, si preoccupano dell’economia come del resto si addice loro, o invocano l’Ue, si agganciano all’Europa. I cattolici sembrano estinti dal punto di vista politico, non hanno uno sbocco comune, come era ai tempi della Dc e come in fondo è stato dopo con la divaricazione in cattolici popolari, inclinanti verso il centro-destra, e cattolici dem che propendevano per il centro-sinistra.



“Continueremo a presidiare le scuole dei nostri figli contro la colonizzazione ideologica di progetti ispirati alla dittatura gender”, dicono i cattolici.
Saranno pure i classici “conti della serva”, ma servo o anche questi per individuare bene le scelte da compiere. I conti sono questi: aiutare i migranti a trovare un futuro nei loro, rispettivi Paesi costerebbe allo Stato italiano quasi sei volte meno che accoglierli, assisterli e provare a “integrarli” a casa nostra.



