Governo Draghi, via all’ultimo saccheggio

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GOVERNO DRAGHI, VIA ALL'ULTIMO SACCHEGGIO

I lettori avranno almeno apprezzato la perfetta coordinazione e simultaneità: A) “Mattarella pensa di nominare Draghi senatore a vita” b)  Di Maio abbraccia l’europeismo, vuol far entrare il Grillismo nEl partito popolare europeo, sceglie di andare da Fazio per attaccare “i sovranisti” – La crescita delle forse sovraniste in Europa danneggerà l’Italia” – dopo averle bollate di negazioniste dell’Oloché (il …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2723&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2dvdmVybm8tZHJhZ2hpLXZpYS1hbGx1bHRpbW8tc2FjY2hlZ2dpby8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

IL MOSTRUOSO SENZA LIMITI della sodomia

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Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. "Un dono di una madre"

Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. “Un dono di una madre” Elliott Dougherty, Matthew Eledge sua madre Cecile, e la piccola Uma (reuters) Nello stato del Midwest, di cultura conservatrice, l’uomo e il coniuge avrebbero avuto problemi nell’adozione. Aveva anche perso il lavoro dopo il matrimonio

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mostruoso-senza-limiti-della-sodomia/

Curano per cambio di sesso bambini di tre anni

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Scandalo a Londra. Dal Daily Mail:

Fine dell’esperimento  transgender sui bambini  “dicono i lavoratori  che  hanno dato l’allarme  dopo essersi licenziati dalla clinica, che trattano pazienti di appena tre anni

  • Cinque dipendenti i della clinica GID (Gender Identity Development Service) si sono dimessi
  • I medici hanno riferito che i bambini stanno ricevendo una  terapia per il cambio di genere  inutile
  • Un informatore rimase in servizio solo per impedire a più bambini di farsi curare
  • Il numero di giovani indirizzati al servizio è passato da 94 nel 2010 a 2.519 l’anno scorso
  • Cinque lavoratori denunciano  irregolarità presso l’unica  clinica transgender del Servizio Sanitario Nazionale in Gran Bretagna si sono dimessi perché impauriti dal fattto che  bambini di tre anni stanno subendo senza necessità  il trattamento di cambiamento di sesso.

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/curano-per-cambio-di-sesso-bambini-di-tre-anni/

Teologia Politica n° 83. La tassazione non può compensare il deficit causato da un’amministrazione improvvisata

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Studiando i principali punti programmatici dell’estinto Centro Politico Italiano, abbiamo notato che al § 11, citato la scorsa settimana, si legge: «L’imposizione da parte dell’Autorità statale di tributi fiscali è giustificata dalla rispondenza dei suoi servizi alle esigenze del bene comune e deve incidere in misura equamente progressiva sui redditi di capitale nei confronti di quelli di lavoro. Realizzate queste premesse deve ripristinarsi nella coscienza pubblica, anche nei confronti delle leggi fiscali, il concetto che queste, quando sono giuste e giustamente applicate, obbligano in coscienza». (cf. Nuova All., Quad. VIII, p. 29).

Proviamo ad approfondire, sebbene con sintesi. L’imposta è quel tributo (o quella tassa) che lo Stato preleva dalla ricchezza privata per coprire le proprie spese e per provvedere ai servizi pubblici (che non necessariamente devono essere tutti immediati). Due sono i soggetti coinvolti: la legittima Autorità ed il suddito, pertanto duplice ne è il suo aspetto morale. È di necessità naturale l’esistenza dello Stato che deve avere come suo fine il bene comune dei cittadini, quindi deve avere i mezzi, anche economici, per poterlo concretamente conseguire. Può accadere che lo Stato non riesca ad ottenere altrimenti (p. es. vendendo energia al confinante) questi mezzi, totalmente od in parte, cosicché capiamo che ha il diritto naturale, entro certi limiti, di esigere i tributi dai propri sudditi

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/1367-teologia-politica-n-83-la-tassazione-non-puo-compensare-il-deficit-causato-da-un-amministrazione-improvvisata.html

Luigi Bonaventura pentito ‘Ndrangheta: Vi svelo gli affari di mafia coi bitcoin

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Luigi Bonaventura, ex boss di Crotone, è sicuramente uno dei pochi pentiti di ‘ndrangheta che ha reso possibile numerosi arresti collaborando con diverse procure (“sicuramente più di 500”, mi dice lui, confessando di non avere mai tenuto il conto totale). Collaboratore di giustizia da anni (“per amore di mia moglie e dei miei figli”, dice) ha deciso di raccontare a TPI come si muove la nuova ‘ndrangheta.

Mi chiamo Luigi Bonaventura. Sono figlio di Mamma ‘Ndrangheta e con questo voglio dire che nasco ‘ndranghetista per diritto di successione. Così come successe a mio padre, mio nonno, e forse anche al mio bisnonno.

Arrivo all’apice della famiglia in giovane età, nel 2001, quando avevo 30 anni, per volontà di mio zio Gianni Bonaventura, che era il reggente dell’epoca. In realtà non dovrei chiamarmi Bonaventura, dovrei chiamarmi Vrenna perché mio nonno era Luigi Vrenna ‘u Ziu: parliamo di uno dei più importanti boss di ‘Ndrangheta che all’epoca esisteva in Calabria, quando i boss più importanti si contavano sulle dita di una mano

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fonte – https://www.tpi.it/2019/04/09/luigi-bonaventura-pentito-ndrangheta/

Il delitto rituale nella penna di mons. Benigni

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 31/19 del 9 aprile 2019, Santa Cleofa
 
Il delitto rituale nella penna di mons. Benigni
 
Segnaliamo con piacere la pubblicazione da parte di “Sursum Corda” dello studio di mons. Umberto Benigni sull’omicidio rituale giudaico, tratto dalla “Storia Sociale della Chiesa”, Volume IV, Tomo 1, Appendice III, Israele, pagg. 369-387.
Ricordiamo la ristampa dell’opera di mons. Benigni da parte del Centro Librario Sodalitium:

I cristiani sono i più perseguitati al mondo. Ma non hanno amici (e l’Occidente si bea di umanitarismo)

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“Il cristianesimo è la più grande fede in un mondo di religioni fiorenti” scrive John O’Sullivan. “A volte è difficile sentirlo, dal momento che l’immagine mentale che attanaglia la maggior parte degli occidentali, inclusi molti cristiani, è una fede morente in un universo laico disincantato in cui Dio non è tanto morto quanto pensionato. La realtà è molto diversa. Nel 2015 le quattro più grandi religioni (convenzionali) del mondo erano in ordine decrescente il cristianesimo (31,2% della popolazione mondiale), l’Islam (24,1%), l’Induismo (16%) e il Buddismo (7%). Guardando al futuro alle proiezioni della popolazione per il 2060, questa immagine cambia solo leggermente ma in modo significativo. L’Islam sorpassa il cristianesimo come la religione più grande del mondo. Più preoccupante delle cifre complessive è la distribuzione del declino del cristianesimo. Quasi tutta la crescita dei numeri cristiani si verifica nell’Africa sub-sahariana. E il declino si verifica nelle tradizionali zone centrali del cristianesimo, vale a dire l’Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa e le Americhe. In Europa il declino è assoluto e relativo. I cristiani europei stanno diminuendo come percentuale di tutti gli europei in parte perché hanno un tasso di natalità inferiore rispetto ad altri, in parte perché molti semplicemente abbandonano la loro religione. Tra il 2015 e il 2020 il numero di cristiani in Europa diminuirà di 8,2 milioni. Oltre alla demografia, i cristiani di tutto il mondo si trovano di fronte a due pericoli aggiuntivi e crescenti: la persecuzione religiosa e la mancanza di potenti amici. Non sono, ovviamente, gli unici credenti che affrontano la persecuzione. L’omicidio di ebrei in Francia; il tentato genocidio degli yazidi in Iraq e in Siria; la repressione degli zoroastriani (tra gli altri) in Iran; il recente omicidio di massa di musulmani in Nuova Zelanda; questi e altri esempi mostrano che la persecuzione religiosa è dilagante, diffusa e in gran parte senza vergogna in tutto il mondo. Tuttavia, i cristiani in particolare vengono attaccati da tre direzioni. Innanzitutto, nei paesi a maggioranza musulmana in Medio Oriente, Nord Africa, Iran, Pakistan e Turchia, i cristiani (insieme agli ebrei) sono vittime di un’ondata crescente di fervore islamista e jihadista. Continua a leggere

Salvini e i sovranisti in campo: vogliono prendersi l’Ue

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Tre gli esponenti che hanno accompagnato il ministro dell’Interno nella nascita di questo nuovo soggetto politico: il tedesco Jorg Meuthen (Afd), Olli Kotro (Finn Party) e Andres Vistisen (Dansk Folkeparti). Segno che l’Italia ha trovato intanto nell’asse dell’Europa centrale un primo grande alleato dopo aver incassato il sostegno di Rassemblement National e dei sovranisti austriaci. Per Salvini è questa la “nuova Europa” dove non c’è spazio per i “nostalgici” e nemmeno per i “burocrati e i buonisti”, colpevoli di “affossare il sogno europeo”. Perché l’idea è che l’Europa non debba essere distrutta, ma ridefinita.

Secondo Salvini “il pericolo per l’Europa non viene dal passato, ma dal terrorismo islamico”. Un problema già citato dal ministro dell’Interno alla riunione degli omologhi nel G7 di Parigi. Per Salvini è necessario “riscoprire le radici giudaico cristiane” tralasciate in questi anni e lancia un messaggio chiaro: “Con la Lega al governo e con questa famiglia in Europa, la Turchia non entrerà mai nell’Ue”.

Come riporta l’Ansa, il vicepremier ha affermato che “oggi a questo tavolo non ci sono nostalgici estremisti, gli unici nostalgici sono a Bruxelles”. Lo ha detto aprendo la conferenza internazionale ‘Verso l’Europa del Buonsenso!’ con Jörg Meuthen (Alternative für Deutschland – Efdd), Olli Kotro (The Finns Party – Ecr) e Anders Vistisen (Dansk Folkeparti – Ecr).

Il leader della Lega attacca ancora Di Maio. “Sono stanco del dibattito fascisti, comunisti, destra e sinistra, non ci interessa e non interessa a 500 milioni di cittadini europei. Noi guardiamo al futuro, il dibattito sul passato lo lasciamo agli storici” dice Salvini. L’obiettivo è diventare il primo gruppo europeo, il più numeroso. Abbiamo l’obiettivo di vincere e cambiare l’Europa”.

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/09/salvini-e-i-sovranisti-in-campo-vogliono-prendersi-lue/

Orbán, alleanza con Salvini: “Difendiamo l’Europa dal multiculturalismo”

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Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha lanciato la campagna elettorale del suo partito per il Parlamento europeo, e descrive la prossima competizione come uno scontro continentale tra open border e sovranisti. Il Primo Ministro ha osservato che le prossime elezioni europee decideranno “il futuro dell’Europa”. A darne notizia è Breitbart.

“L’Europa rimarrà europea o cederemo il passo alle masse provenienti da altre culture?” ha sottolineato Viktor Orbán:  “Se elezioni stabiliranno se decideremo di proteggere la nostra cultura cristiana europea o lasceremo il posto al multiculturalismo”.

Il voto alle europee assumerà la forma di una scelta relativamente diretta in tutti gli Stati membri dell’UE, secondo il parere del Primo Ministro Orbán, che cade “tra i leader dell’UE dei partiti pro-immigrazione o da quelli che si oppongono all’immigrazione”. Il leader ungherese ha chiarito su quale lato della barricata si è seduto, costruendo un’alleanza con il vice primo ministro e ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, il cui partito potrebbe diventare il primo del Parlamento europeo.

“Gli ungheresi, che hanno protetto l’Europa per mille anni, vogliono l’UE, ma siamo stufi di come vanno le cose a Bruxelles”, ha aggiunto Orbán. Continua a leggere

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