Madonna di Pompei piccola ma potente supplica alla Vergine del Rosario

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madonna di pompeiL’8 maggio del 1876 iniziò l’edificazione del Santuario di Pompei luogo dedicato alla Beata Vergine del Rosario o più semplicemente Madonna di Pompei. Milioni di fedeli, 4 secondo i calcoli, si riversano ogni anno da tutto il mondo per richiedere l’intercessione di Maria in questo luogo ed ottenere dunque una sua grazia offrendo preghiere e denaro.

Il quadro

Il fulcro di questo pellegrinaggio è il quadro che raffigura la Madonna. La celebre supplica alla Vergine del Rosario fu redatta dal Beato Bartolo Longo nel 1883 e viene recitata in due giorni all’anno: l’8 Maggio nel quale si ricorda la prima pietra posta del Santuario a Pompei, e quindi nella prima domenica del mese di Ottobre, giorno in cui si celebra la festività della Madonna del Rosario. Oggi vi proponiamo una Supplica breve ma altrettanto potente da poter recitare insieme.

Piccola supplica alla Madonna di Pompei Beata Maria Vergine del Rosario

Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore, donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli, umile serva del Signore proclamata Regina del mondo, dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a Te.
Con fiducia di figli guardiamo il tuo viso dolcissimo. Coronata di dodici stelle, tu ci porti al mistero del Padre, tu risplendi di Spirito Santo, tu ci doni il tuo Bimbo divino, Gesù, nostra speranza, unica salvezza del mondo.
Porgendoci il tuo Rosario tu ci inviti a fissare il Suo volto. tu ci apri il Suo cuore, abisso di gioia e di dolore, di luce e di gloria, mistero del figlio di Dio, fatto uomo per noi. Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi ci sentiamo famiglia di Dio.Madre e modello della Chiesa, tu sei guida e sostegno sicuro. Rendici un cuor solo e un’anima sola, popolo forte in cammino verso la patria del cielo.
Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell’odio e del sangue, le mille antiche e nuove povertà e soprattutto il nostro peccato. A te ci affidiamo, Madre di Misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore. O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino.
E il bacio a te con l’ultimo respiro ci immergerà in un’onda di luce,
nella visione della Madre amata e del Figlio divino, anelito e gioia del nostro cuore con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

VIDEO

fonte – https://www.lalucedimaria.it/madonna-pompei/

La missione dell’Avvocato

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dell’Avv. Andrea Sartori di Verona

Avvocato una missione

La mia professione è una missione.

Sì, lo dico senza presunzione, ma per esperienza.

E’ una missione perché assistere le persone e cercare di risolvere i loro problemi è una missione, consolatoria, perché il primo impatto che si ha con il cliente è sempre quello del turbamento per qualcosa che non funziona, che non è secondo la legge.

Quindi, ascoltare come viene vissuto il problema, inquadrare la persona che si ha di fronte, farle capire che chi ha davanti non è solo un tecnico del diritto, ma è una persona che può comprendere anche il disagio o la rabbia del raccontare il perché sia lì ad un appuntamento, è comprensione.

Così nasce l’empatia.

Il primo passo per entrare nel problema e fare in modo che la persona lasci in ufficio il suo pensiero.
E’ una missione di intercessione, nei confronti della controparte, nei confronti del giudice, per arrivare allo scopo, quello di ristabilire la legalità.
Accade anche quando non c’è un giudice di mezzo e le necessità sembrano prettamente economiche.

Qualsiasi problema ha una radice di incomprensione alla propria base, la prima incomprensione è di chi il problema lo vive, poi c’è quella di chi il problema non lo accetta, ed anche quella di chi rifiuta la soluzione.

Talvolta mi chiedono di adoperarmi perché “è una questione di principio”.
Perdono così di vista che il vero problema è comprendere quale sia il principio.
E se poi perdono anche la vertenza, rischiano di non capire nemmeno più da dove arrivava la loro richiesta.

In chiesa, accanto a mio padre, ascoltando l’omelia la scorsa settimana, ho sentito il parroco che diceva: Gesù è stato il primo avvocato, chiamato ad intercedere presso Dio per la salvezza delle anime.

Ecco, io non sono Gesù, mio padre non è Dio, non salvo anime, ma propongo soluzioni possibili, cercando di usare al meglio e con onestà gli strumenti giuridici.

I risultati non si misurano, a mio parere, sul numero di vittorie. Io non scendo in battaglia.

I risultati li misuro sulla soddisfazione della persona che si è affidata e fidata.

Qualcuno ne approfitta, pazienza. La prossima volta con qualche altro patrocinatore, capirà.

E’ un lavoro, e come tutti i lavori va retribuito. Ma per me non è solo un lavoro.

fonte – https://www.secondoandrea.it/la-missione-dellavvocato-professione-esperienza-legalita-empatia/

Bimbi con due papà? Il no della Cassazione alla trascrizione in Italia

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Gli ermellini: “Si pone in contrasto con il divieto alla maternità surrogata”

In Italia è vietata la trascrizione nei registri civili del provvedimento che riconosce il rapporto di filiazione tra un minore concepito con la tecnica della maternità surrogata e una persona che non abbia con lui alcun rapporto biologico.

Lo hanno deciso le sezioni unite della Corte di Cassazione che, mediante una sentenza di oggi, hanno rigettato la domanda di riconoscimento del provvedimento che riconosceva come figli di una coppia omosessuale due minori, concepiti mediante procreazione assistita. Uno dei due membri della coppia, infatti, aveva concepito i figli con l’aiuto di due donne, una che aveva messo a disposizione i propri ovuli e l’altra che aveva portato avanti la gestazione.

La Corte ha spiegato che riconoscere il rapporto di filiazione col componente della coppia che non ha partecipato alla procreazione dei figli, “si ponesse in contrasto con il divieto della surrogazione di maternità“, stabilito dall’articolo 12 della legge 40 del 2004, che regola la procreazione assistita. A detta degli ermellini, tale disposizione rappresenta “un principio di ordine pubblico, posto a tutela della dignità della gestante e dell’istituto dell’adozione“.Il riconoscimento del rapporto di filiazione dovrebbe avvenire in modo compatibile “con l’ordine pubblico“, che deve essere valutato “alla stregua non solo dei principi fondamentali della Costituzione e di quelli consacrati nelle fonti internazionali e sovranazionali, ma anche del modo in cui gli stessi hanno trovato attuazione nella legislazione ordinaria, nonchè dell’interpretazione fornitane dalla giurisprudenza”. In questo caso, il riconoscimento del rapporto padre e figlio tra il membro della coppia omosessuale che non ha partecipato alla procreazione e il minore, contrasta con la norma che vieta, in Italia, la maternità surrogata, cui la coppia è ricorsa per far nascere i figli.

La sentenza di Cassazione, però, precisa che “i valori tutelati dal predetto divieto, ritenuti dal legislatore prevalenti sull’interesse del minore, non escludono la possibilità di attribuire rilievo al rapporto genitoriale, mediante il ricorso ad altri strumenti giuridici, quali l’adozione in casi particolari“.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bimbi-due-pap-no-cassazione-trascrizione-italia-1691008.html?mobile_detect=false

Siria: testimoni non imbavagliati

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 37/19 dell’8 maggio 2019, Apparizioni di San Michele
Dio li benedica tutti, li protegga e porti loro la vittoria contro la peste terrorista che è stata portata loro dai mostri in Occidente e dai tiranni loro alleati che sono la Turchia, gli Stati del Golfo e Israele”.

Sulla linea del fronte di Idlib, le città cristiane si preparano con coraggio e fede alla sfida del terrorismo
Sono appena tornata a Damasco dopo aver trascorso quasi 4 giorni nelle città cristiane siriane di Al Skeilbiyyeh e Mhardeh. Durante la mia permanenza ad Al Skeilbiyyeh, la città è stata attaccata da Hayat Tahrir Al Sham (già Fronte al Nusra / Al Qaeda). Il 24 aprile, 16 missili Grad lanciati dai terroristi hanno preso di mira case di civili nella città, causando ingentissimi danni materiali, ma per fortuna niente martiri o feriti.
Le Forze di Difesa Nazionale (NDF) hanno risposto vigorosamente e le mie foto mostrano il successo dei bersagli sulle enclavi terroristiche nella Cittadella di Madiq – l’edificio bianco più alto (una ex fabbrica di grano e centro di stoccaggio) è ora occupato da una combinazione di Elmetti Bianchi e Fronte Al Nusra, secondo i soldati delle NDF.
Più tardi nella stessa notte, gli attacchi si sono intensificati considerevolmente, le forze terroriste del Fronte Al Nusra si sono avvicinate a meno di 200 metri dalla città e ci è stato chiesto di tornare in luoghi riparati. Il lancio di missili da parte delle NDF è stato un suono gradito, conoscendo la vicinanza del Fronte Al Nusra ai civili di questa città risoluta e resiliente. Un razzo del Fronte Al Nusra è esploso a meno di 10 metri da dove mi trovavo, secondo i soldati (e il suono dell’esplosione). Mentre le NDF intensificavano il loro fuoco difensivo sulle posizioni terroristiche, un caro amico, Wissam Sliman, mi ha inviato i seguenti messaggi che era riuscito a raccogliere tra i combattenti terroristi: Primo terrorista: “Giuro su Dio, senti come se la terra si spezzasse con ogni razzo che atterra”. Secondo terrorista: “Bastardi! Loro (NDF) stanno sparando 4 o 5 proiettili simultaneamente”. Continua a leggere

Rinascita del fascismo? Una falsità. Parola di Emilio Gentile

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Nel suo ultimo libro Chi è fascista (Editori Laterza, 2019), lo storico Emilio Gentile, Docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, racconta come «fra i nuovi fascisti siano annoverati Trump, Erdogan, Orbàn, Bolsonaro, Di Maio Salvini».

Sull’allarme di un ritorno del fascismo, il professor Emilio Gentile spiega che «in questo voler scoprire i fascisti d’oggi, che non sono come i fascisti dell’epoca mussoliniana e non sono neppure quelli che oggi si definiscono fascisti, ma sono persone e movimenti che negano di essere tali, consiste l’ambiguità e la vaghezza dell’allarme per il rischio incombente sulla democrazia di un ritorno del fascismo sotto altre spoglie, che ritengo non esiste realmente. Esiste invece  effettivamente il rischio che, a furia di vedere fascisti dappertutto, si distolga l’attenzione da altre minacce, queste veramente reali, che incombono sulla democrazia e che nulla hanno a che fare con il fascismo, sotto qualsiasi veste lo si voglia immaginare».

Gentile spiega inoltre che «gran parte dei movimenti e dei governi, democraticamente eletti, oggi accusati di essere fascisti sotto altre spoglie, fascisti non sono. Sono anzi gli oltranzisti del metodo democratico, fino a esigere la democrazia diretta».

A La7, qualche mese fa, Emilio Gentile spiegava ad Enrico Mentana: «Ci troviamo all’inizio del Ventunesimo secolo a riconoscere che praticamente quasi tutto il mondo è infettato dal fascismo. Questo non aiuta a capire quello che sta accadendo in Italia […] Diventa un alibi perché quando si individua un nemico si cerca di coalizzare tutto contro quest’ultimo e lo si ingigantisce quando in realtà non è un pericolo reale e si ignora il pericolo vero […]. C’è un fenomeno, uno svuotamento di ciò che è la democrazia, come metodo e ideale, anche nelle democrazie più anziane e consolidate».

Fonte – https://oltrelalinea.news/2019/05/07/rinascita-del-fascismo-una-falsita-parola-di-emilio-gentile/

‘Dio, Patria e famiglia’ valori fondamentali per il 51% degli italiani

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Ecco il sondaggio che farà discutere. C’è una svolta

E gli italiani si riscoprirono “religiosi”. Sembra destinato a far discutere l’esito dell’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Quorum, in collaborazione con Youtrend. Oltre a rilevare le intenzioni di voto in vista delle prossime elezioni europee, i sondaggisti hanno voluto chiedere agli intervistati un parere su alcune tematiche di attualità.

Tra lavoro, occupazione, migranti e un ipotetico “pericolo fascismo”, una delle domande è stata incentrata sull’espressione “Dio, Patria e famiglia“. Agli utenti è stato chiesto quanto – secondo loro – questa triade rappresenti i valori fondamentali del nostro paese. Ebbene, quasi il 52% degli interpellati ha risposto di sì, mentre il restante 48% ha espresso parere negativo. Certo, si tratta quindi di una vera e propria spaccatura, ma il fatto che la maggioranza dei cittadini, nonostante il qualunquismo religioso ed etico, propenda verso una visione confessionale della vita è certamente un buon auspicio per il futuro dell’Italia.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/dio-patria-e-famiglia-valori-fondamentali-per-il-51-degli-italiani/

Vita e detti dei Padri del deserto: Giovanni il Persiano

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Un tale disse al padre Giovanni: «Abbiamo tanto penato per il regno dei cieli; lo erediteremo infine?». E l’anziano disse: «Confido di ereditare la Gerusalemme dell’alto iscritta nei cieli. Colui che ha promesso è fedele; perché dovrei dubitare? Sono stato ospitale come Abramo, mite come Mosè, santo come Aronne, paziente come Giobbe, umile come Davide, eremita come Giovanni, contrito come Geremia, dottore come Paolo, fedele come Pietro, saggio come Salomone. E credo come il ladrone che colui che per la sua bontà mi ha donato tutto ciò, mi darà anche il regno dei cieli» (237d-240a).

Tratto da Vita e detti dei Padri del deserto, edizione Città Nuova, 1999.

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/padri-del-deserto/2174-vita-e-detti-dei-padri-del-deserto-giovanni-il-persiano-parte-2-ed-ultima.html

Appalti in Calabria, trema il Pd: il presidente Oliverio è nei guai

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Dall’ospedale di Cosenza al museo di Alarico: ombre sugli investimenti pubblici. Terremoto nel Pd: venti gli indagati

Una raffica di avvisi di garanzia, notificati questa mattina dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri, hanno scoperchiato il vaso di Pandora.

 E venti persone, molte delle quali sono esponenti di primo piano della politica regionale, sono indagate nell’ambito di un’inchiesta della procura di Catanzaro sulla gestione di appalti pubblici in Calabria. Gli inquirenti li ritengono a capo di una cupola formata da politici, tecnici e imprenditori. E tra questi c’è anche il presidente della Regione, Mario Oliverio (Pd).

L’accusa è associazione a delinquere. Al centro delle indagini, secondo quanto apprende l’agenzia Agi, sarebbero finiti certi investimenti pubblici erogati alla città di Cosenza. In particolar modo sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sarebbero finiti quelli legati alla costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie Cosenza-Rende e del museo di Alarico. Tra gli indagati, oltre al governatore piddì Oliverio, ci sarebbero Nicola Adamo, ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta (anche lui del Partito democratico), Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Giuseppe Ennio Morrone e il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto (Forza Italia). Inizialmente contrario al progetto metro, Occhiuto avrebbe barattato il proprio assenso con la promessa di finanziamenti per il museo di Alarico.

Gli imputati si sono subito dichiarati estranei ai fatti. Oliverio ha spiegato che alcune ipotesi di reato, come la gara di appalto per la metropolitana di Cosenza, risale al 2014, cioè precedentemente al suo insediamento alla guida della Regione, e che per altre, come la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, è stato prodotto soltanto lo studio di fattibilità. “Sono quanto mai certo che, anche in questa occasione – ha commentato – nessun giudice condividerà una simile impostazione accusatoria, che intravede sospetti di reato in normali condotte di natura politica, nel senso aristotelico del termine”. Anche Occhiuto, dopo aver “chiesto di essere sentito al più presto”, ha provato a smontare le accuse che gli sono state mosse spiegando che “i finanziamenti e la copertura amministrativa per la realizzazione del museo di Alarico erano già stati concessi ben prima che Oliverio divenisse presidente della giunta regionale, e che la gara di appalto dei predetti lavori non può affatto essere definita illegittima, avendo anzi già superato il controllo del competente giudice amministrativo”. Non solo. Il primo cittadino ha anche fatto notare che “la pretesa utilità indebita, costituente contropartita del presunto patto illecito, consisterebbe nella promessa di un finanziamento per l’esecuzione di un’opera pubblica a vantaggio della città di Cosenza, e non già per miei interessi personali”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/appalti-calabria-trema-pd-presidente-oliverio-nei-guai-1690397.html?mobile_detect=false

La fontana ‘demoniaca’ costa al Comune 150mila euro: è polemica

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La prima ‘denuncia social’ è arrivata dal senatore Pillon.

Bufera sull’amministrazione comunale di Vergato, in provincia di Bologna, dopo che il sindaco ha inaugurato la nuova fontana destinata a  uno spazio pubblico. Il complesso scultoreo rappresenta in maniera inequivocabile la figura di un “satanasso” eccitato, che porta sulla schiena un bambino con ali da farfalla.

Una scelta del tutto discutibile, considerando anche i costi che l’amministrazione si è dovuta sobbarcare: ben 150mila euro. La notizia però non è sfuggita al senatore leghista Simone Pillon, che ha “denunciato” l’iniziativa del sindaco tramite un post su Facebook: “Se per i crocifissi vogliono le tendine io chiedo una colata di cemento per nascondere definitivamente questa porcheria“. In molti infatti hanno visto nella statua una raffigurazione sicuramente poco consona a uno spazio pubblico per bambini, nonché un vero e proprio inno alla pedofilia.

Ma a replicare a Pillon è stato lo stesso primo cittadino di Vergato. Massimo Gnudi (Pd) ha spiegato alla stampa locale che il “fauno ritratto è il fiume Reno, che porta sulle spalle il torrente Vergatello, mentre il tritone alla base è l’Appennino.  Insomma, è un’opera che racconta il territorio, con lo stile dell’artista Luigi Ontani”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/la-fontana-demoniaca-costa-al-comune-150mila-euro-e-polemica/

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