L’ideologia “immigrazionista” è la sintesi del cattocomunismo
Baget Bozzo, prima che la sinistra divenisse manifestamente migrazionista, aveva già compreso i pericoli corsi dalla nostra civiltà a causa del buonismo
Qualche giorno fa, di preciso lo scorso 8 maggio, ricorreva il decimo anniversario della morte di Don Gianni Baget Bozzo.
Sono apparse così una serie di riflessioni tese a rileggere e reintepretare il suo pensiero. Perché il sacerdote sceso in politica nella metà degli anni 80′ con il Partito Socialista, per poi passare con Forza Italia prima e con il Popolo della Libertà poi, aveva in qualche modo pronosticato l’avvento della cosiddetta ideologia migrazionista, che è tipica di certa sinistra.
Più di qualche passaggio, tra quelli a opera di Baget Bozzo sul tema, è approfondibile su Altantico Quotidiano. C’è un pezzo a firma di Anna Bono, che ben sintetizza come il presbitero di Savona possa essere considerato, oggi, un analista con ottime capacità previsionali. Tanto che si parla di quei “brani” in termini “profetici”. Don Gianni, in sintesi, aveva capito come la sinistra italiana stesse per fare del migrazionismo un mantra strutturale e come la colpevolizzazione dell’uomo occidentale, con tutto quello che ne consegue culturalmente, stesse per essere sposata dai leader progressisti che poi si sarebbero seduti sui tavoli che contano di lì a pochi anni. Continua a leggere


Roma, 11 mag – “Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani: RADDOPPIATI GLI SBARCHI DEGLI IMMIGRATI CLANDESTINI”. Recitava così, perentoriamente, un manifesto elettorale del Pd risalente al lontano 2009. Esattamente dieci anni fa il partito dell’accoglienza e dell’integrazione, oggi schierato decisamente contro ogni discriminazione e contro la paura del diverso, nel furore della lotta contro il nemico di sempre, Silvio Berlusconi, non aveva remore nell’utilizzare il termine «clandestino» e nel prefigurare una temibile invasione di immigrati irregolari. Effettivamente allora le paure del Partito Democratico erano fondate: nel 2007 le richieste d’asilo erano state 13.310, mentre l’anno successivo erano più che raddoppiate, giungendo alla esorbitante quota di 31.723. Nulla a che vedere con i numeri davvero esigui registrati, ad esempio, nel 2016, quando le richieste d’asilo furono appena 123.600, o l’anno successivo, quando raggiunsero quota 130.119.
Saranno anche questi i frutti della “primavera conciliare” ? (N.d.R.)
L’Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto”. Questo l’incipit scelto da 21 capi di Stato dell’Unione europea – fra cui Sergio Mattarella – per l’appello congiunto in vista delle prossime elezioni europee.
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
La Lega primo partito italiano in vista delle europee. Il M5S arretra ancora: ora è allo stesso livello del Pd