Nomine e tangenti: scandalo nella Magistratura

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L’unica vicenda che mi pare assimilabile a quella che stiamo vivendo in questi giorni è quella dello scandalo P2 dei primi anni ’80 del secolo scorso”. Queste le parole del leader di Magistratura Democratica, Giuseppe Cascini. Si è diffusa oggi la notizia di un vero e proprio “centro di potere” esterno al consiglio supremo della magistratura.

In seguito allo scandalo, sono stati defenestrati, tra dimissioni e auto sospensioni, i seguenti consiglieri: Luigi Spina, Gianluigi Morlini, Corrado Cartoni, Antonio Lepre e Paolo Criscuoli. Seguendo le indagini, il giro di accordi ruotava attorno a Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ed ex consigliere CSM già indagato per tangenti al consiglio di Stato, e il faccendiere Fabrizio Centofanti, quest’ultimo legato alla magistratura.

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Fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/06/scandalo-nomine-e-tangenti-nella-magistratura/

La società anti-educativa

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“Fake News! Non è stata eutanasia! E’ stato solo suicidio!”.  Rivoltante la reazione dei media e dei radicali sulla ragazzina olandese  di 17 anni che s’è lasciata morire. Cappato, Mentana e non so chi altro  hanno insinuato che la notizia sia stata falsificata apposta da “quelli di Verona” per bloccare le proposte di legge  sulla legalizzazione della morte eseguita dallo stato su richiesta, che “giace in Parlamento”.Come se  non fosse vero che nei Paesi Bassi l’eutanasia è autorizzata ai minorenni, anche ai  dodicenni.  Esasperato, l’amico Gianluca Marletta, scrittore, saggista, grida la verità che “i media” e “i progressisti” censurano.

E’ “l’OMICIDA FIN DAL PRINCIPIO perché odia l’immagine che è in noi”. Dunque, grida, “tutto quel che  questa splendida civiltà (la “migliore possibile”, giusto?)  sa dire al cospetto della sofferenza è: crepa!

Poi aggiunge :  “Tranquilli: in quella latrina che è il Nord Europa lo fanno “legalmente”; qui da noi lo fanno – a migliaia  – senza autorizzazione. Lo si fa per un compito andato a male, per una donna che non te la cede, perché non assomigli alla sgallettata di Uomini&Donne – o perché  le somiglia troppo.

Ma è comprensibile: sei uno scimmione “evoluto per caso”, esisti per eiaculare e sbronzarti, e  hai una fottuta paura di morire ma soprattutto di vivere!”

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/la-societa-anti-educativa/

26 giugno: oggi è la Giornata Mondiale contro tutte le droghe

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Sensibilizzare i giovani contro una realtà letale che ogni anno uccide centinaia di migliaia di persone.

Il 26 giugno è la “Giornata mondiale contro le droghe”. Ogni anno in questo giorno centinaia di manifestazioni in tutto il mondo sollecitano la riflessione su un tema troppo spesso sottovalutato e dimenticato ai nostri giorni. La ricorrenza è stata indetta nel 1986  dall’Assemblea Generale dell’Onu, con l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale che riesca a liberarsi dalle sostanze stupefacenti.

Ogni 26 giugno,  l’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) si rivolge ai giovani con campagne specifiche che mirano a spiegare gli effetti negativi dell’uso delle droghe.  Sostanze che hanno conseguenze fisiche più o meno immediate, compromettendo gravemente lo sviluppo psicologico ed emotivo della persona. Tra le droghe indicate maggiormente come minacce per l’incolumità umana, l’Onu segnala stimolanti del topo anfetamine, cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici.

Secondo le ultime stime, ogni anno coloro che assumono droga almeno una volta sono circa 200milioni, di cui 25 milioni vengono considerati tossico dipendenti. Disarmante poi il numero annuale delle morti per malattie correlate all’uso di sostanze stupefacenti: se ne contano circa 200mila.

Fonte – https://vocecontrocorrente.it/26-giugno-oggi-e-la-giornata-mondiale-contro-tutte-le-droghe/

Verso il convegno di Vicenza: «Abrogare legge Cirinnà: l’amore non é un diritto»

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Sarà un sabato caldo, il prossimo 15 giugno a Vicenza. Ma senza isterismi, si spera. Per le strade del centro storico sfilerà il Gay Pride, sei anni dopo l’ultimo che si svolse nel 2013. In contemporanea, alle 15.30, all’Hotel De La Ville parleranno invece Gianfranco Amato, presidente di Giuristi per la Vita, e Matteo Castagna, portavoce del circolo Christus Rex, in un convegno organizzato dal Movimento Italia Sociale Vicenza con un titolo che, vista la non casuale coincidenza, è tutto un programma: “Famiglia? Nessun dubbio”.

BERGOGLISMO, OVVERO GESUITISMO POLITICO
I due relatori appartengono a quella parte di mondo cattolico che per capirci contesta apertamente la linea neo-progressista di papa Bergoglio e, quanto ai diritti civili, nega decisamente la legittimità delle unioni omosessuali, oggi riconosciute dalla legge Cirinnà, e, come recita la presentazione dell’evento, da tutti gli «attacchi» alla famiglia eterosessuale. Mentre Castagna, che è anche giornalista e attivista politico a Verona, è un integrista che non si riconosce neppure nella Chiesta post-conciliare, Amato invece, che di mestiere fa l’avvocato, scrive sul quotidiano della Cei, L’Avvenire, collabora alle riviste Studia Moralia e Orientamenti Pastorali ed è stato organizzatore dei Family Day, oltre ad aver fondato il recente movimento culturale Nova Civilitas «per recuperare le radici cristiane della nostra società sull’esempio della rivoluzione benedettina» (la cosiddetta “Opzione Benedetto”, titolo del bestseller dello statunitense Rod Dreher). Conferenziere molto richiesto soprattutto in Sudamerica, non ha mancato di partecipare al discusso Congresso delle Famiglie nel capoluogo scaligero. «Ho un ottimo rapporto con alcuni vescovi», specifica Amato, «ma su alcuni aspetti sono molto critico: vedo una Chiesa divisa come non mai, più preoccupata di apparire una Ong che di annunciare la Verità, debole sulla vocazione e appiattita sulla politica, e questo genera confusione fra i fedeli». Bergoglio colpevole, dunque? «Più che altro, è troppo incline ad ascoltare cattivi consiglieri come Spadaro (Antonio, gesuita come il papa, direttore di Civiltà Cattolica, ndr)».

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“Crocifissi vanno in ogni stanza”. Ma all’ospedale di Chivasso scoppia la polemica

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Nella cittadina torinese di Chivasso la direzione dell’ospedale ha deciso che i crocifissi dovranno essere in tutte le stanze. “Gli anziani ci tengono”, sottolinea il direttore dell’azienda. Ma da sinistra piovono critiche

Chivasso, comune di Torino. Qui il direttore dell’ospedale, Alessandro Gilardi, firma una lettera che scatena subito la polemica.

“Si comunica – si legge nella nota – che a partire dal 10 giugno verranno posizionati presso tutte le stanze di degenza del presidio i crocifissi. Si raccomanda la massima disponibilità di accesso affinché la manutenzione possa svolgere in tempi brevi il compito di posizionamento. Si ringrazia per la collaborazione”.

La presa di posizione di Gilardi viene subito difesa dal direttore dell’azienda sanitaria To4 Lorenzo Ardissone: “Nessuna novità, i crocifissi ci sono sempre stati. Facendo i lavori mesi fa, alcuni crocefissi si erano rotti e abbiamo semplicemente ritenuto di sostituirli”. E poi specifica: “Gli anziani ci tengono particolarmente, ma se un paziente non lo vuole lo togliamo”.

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L’insopportabile retorica dell’Occidente

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Cos’hanno in comune la destra liberale e la sinistra radical chic? Entrambi difendono dei modelli civili che ci sono ostili e che vanno in antitesi con le nostre radici. Se la sinistra propugna un’idea di società multiculturale e cosmopolita, la destra invece difende a spada tratta un modello di civiltà che non solo va contro ogni discorso identitario ma ci è assolutamente nemica: l’Occidente.

I suoi paladini che si scagliano contro l’Islam sono coloro che propongono la difesa di uno Stato liberale, atlantista e cristiano seguendo il modello neocon americano. Allo stesso tempo costoro si definiscono gli unici salvatori della nazione, alle volte si definiscono orgogliosamente “Nazionalisti”, ma non serve essere dei geni per capire che ciò che auspicano è quanto di più antinazionale possibile, in senso politico e ideale. Multiculturalismo e integralismo occidentale sono due facce della stessa medaglia e sono nostri nemici in egual misura.

Uno stato che ospita 120 basi americane, servo della NATO e privo di una politica indipendente è uno stato desovranizzato, di conseguenza chi lo difende è avverso alla nostra sovranità e ostile alla nazione. Un altro discorso è quello dell’idea stessa di Occidente che hanno i rappresentanti della destra (e non solo), un Occidente fondato su dei totem che non si reggono in piedi: una società borghese che rinnega sé stessa e che si basa sulla dissoluzione dei valori classici sacrificati per inseguire il mito capitalista e mercantile. Questa idea è la negazione della tradizione e della storia europea. Il credo di nazionale di certa destra conservatrice è figlio dell’America moderna e non solo dal punto di vista politico prettamente pratico, ma di una vera e propria visione del mondo radicata nel nostro immaginario tramite un processo di indottrinamento a cui noi europei siamo stati soggetti per tantissimo tempo.

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Le cinque domande a Davigo il “Dottor Sottile” che ora tace

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Mentre sul Csm si abbatte lo tsunami che rischia di travolgerlo, e leader vecchi e nuovi delle toghe italiane si affannano per salvare il salvabile, una sola voce non si è fatta sentire (tranne che per un breve intervento nel plenum di martedì): quella di Piercamillo Davigo, l’ex pm di Mani Pulite divenuto leader della corrente di Autonomia e Indipendenza ed eletto un anno fa al Csm in nome del rinnovamento. Bel rinnovamento, verrebbe da dire. Il solitamente loquace «Dottor Sottile» è sparito dalla ribalta. Se Davigo ritrovasse la parola, ecco alcune domande che sarebbe interessante porgli.

1. LA VOTAZIONE INCRIMINATA Lei fa parte della commissione incarichi direttivi del Csm e il 23 maggio scorso, in questa veste, votò a favore della nomina di Marcello Viola a procuratore della Repubblica di Roma. Quella decisione, secondo le indagini, fu il frutto di accordi sotterranei officiati per motivi illeciti da Luca Palamara. Non si accorse di quanto le accadeva sotto il naso? E perché si oppose anche alla audizione dei candidati?

2. LA SUA NOMINA Lei è stato eletto nel 2016 presidente di sezione della Cassazione con i voti determinanti di Unicost, la corrente di Palamara. Ha mai fatto una telefonata per chiedere appoggi all’interno del Consiglio superiore della magistratura in vista di quella nomina? In caso affermativo, a quali esponenti di quali correnti rivolse la sua richiesta?

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Voto in Danimarca, vince la sinistra anti immigrazione

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I socialdemocratici verso il governo del paese.

La Danimarca va a sinistra, ma lo fa scegliendo la linea dura sull’immigrazione. Si sono tenute ieri le elezioni generali per il rinnovo del parlamento nazionale e gli elettori hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Socialdemocratico, che con il 25,9% ha conquistato 48 seggi. Un’affermazione che, sommata a quanto ottenuto dagli altri partiti della sinistra liberale e “rosso-verde” permetterà alla coalizione progressista di avere numeri (seppur risicati) per governare.

Vince quindi quel centro sinistra “diverso”, un’alleanza insolita che ha posto tra i temi centrali del suo programma la lotta senza sconti all’immigrazione clandestina. A guidare il nuovo esecutivo sarà con ogni probabilità una donna: si tratta di Mette Frederiksen, 41 anni, leader del partito “A” (i socialdemocratici, appunto).

Al secondo posto – con il 23,4% – arrivano i conservatori di “Venstre”, guidati dal primo ministro uscente Lars Løkke Rasmusse, che ha già annunciato le proprie dimissioni. Spicca il crollo dell’ultradestra cristiana, passata dal 21% all’8,7%. Un ridimensionamento per molti dovuto alla fuga di voti verso le formazioni di sinistra, con cui il partito “DPP” (questo il nome dei populisti danesi) condivide molte idee sulle politiche migratorie. Ed è proprio su queste tematiche che la premier in pectore Frederiksen ha già fatto sapere che chiederà sostegno in aula, guardando ai banchi della destra estrema.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/voto-in-danimarca-vince-la-sinistra-anti-immigrazione-2/

Preghiera a San Norberto, Vescovo (6.6)

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+ O Signore, che il tuo beato confessore e vescovo Norberto rendesti banditore esimio della tua parola, e per suo mezzo rendesti feconda la tua Chiesa di una nuova famiglia, deh! fa che per i suoi meriti possiamo praticare col tuo aiuto quanto egli ha insegnato con le parole e colle opere. Così sia. +

[6 giugno, San Norberto, Vescovo e Confessore (Xanten, 1080 circa – Magdeburgo, 6 giugno 1134), fondatore dell’Ordine Premostratense.].

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/1706-preghiera-a-san-norberto-vescovo-6-6.html

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