I vescovi vittime del comunismo in Romania
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 44/19 del 6 giugno 2019, San Norberto
I vescovi vittime del comunismo in Romania
Una perfida operazione di falsificazione storica ha cancellato dalla memoria dell’Occidente i vescovi, i sacerdoti e i fedeli cattolici vittime della repressione comunista (con la complicità degli scismatici) in Urss e nei Paesi dell’Europa dell’Est. Oggi ricordiamo la sorte di alcuni vescovi della Chiesa greco-cattolica vittime delle atrocità comuniste in Romania.
Romania. I vescovi eroi perseguitati dai comunisti
Nella storia del XX secolo è difficile trovare una persecuzione simile a quella scatenata in Romania dal regime comunista nel 1948 contro la comunità greco-cattolica.
Nella storia del XX secolo è molto difficile trovare una persecuzione simile a quella scatenata in Romania dal regime comunista nel 1948 contro la comunità greco-cattolica. Prima della repressione nel paese essa contava circa un milione e cinquecentomila fedeli. Dopo cinquanta anni di persecuzione, i fedeli si erano più che dimezzati.
È in questo contesto che si inserisce il martirio dei vescovi Valeriu Traian Frenţiu, Vasile Aftenie, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Ioan Bălan, Alexandru Rusu, e Iuliu Hossu che papa Francesco beatifica oggi, domenica 2 giugno, a Blaj, durante il viaggio apostolico in Romania. Frenţiu, Aftenie, Suciu e Chinezu morirono in carcere. Gli altri tre — Bălan, Rusu e Hossu — riuscirono a sopravvivere alla prigione, ma morirono a causa delle terribili condizioni in cui vissero durante il loro domicilio coatto.







Il 15 giugno le due iniziative in contemporanea.

