Siamo un Popolo autorazzista, perciò schiavi della Unione Europea

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di Luciano Barra Caracciolo – 03/01/2019

Siamo un Popolo autorazzista, perciò schiavi della Unione Europea

Fonte: La Verità

Luciano Barra Caracciolo, giurista, magistrato, presidente di sezione del Consiglio di Stato, è sottosegretario agli Affari europei, e lavora fianco a fianco con il ministro Paolo Savona. Tra i suoi saggi, Euro e (o?) democrazia costituzionale e La Costituzione nella palude.

Costituzione e norme Ue. Perché l’Italia ha accettato di piegarsi oltre ogni ragionevolezza?

“È un problema culturale di difficile soluzione. In termini di filtro tecnico-giuridico, la Corte costituzionale, all’inizio degli anni Settanta, ha ritenuto che fosse improbabile un impatto negativo delle norme europee sui rapporti politici e sociali, separandoli meccanicamente dai rapporti economici (cioè iniziando a ritenere l’autonomia tecnica della sfora economica da quella politica). Non si percepì quanto potesse essere ragguardevole la trasformazione che sarebbe stata indotta nella società italiana, incidendo anche su occupazione, tutela del lavoro, salari…”.

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Quella lobby dei Comuni rossi che cerca di uscire dall’ombra con la guerra santa anti Lega

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La finta solidarietà degli amministratori in cerca di riflettori: «Basta col giogo padano.

Usano Matteo Salvini per ingigantirsi come faceva Braccio di Ferro con gli spinaci. Non pensate, dunque, che sia la disobbedienza civile del sociologo Danilo Dolci o quella nobile della tradizione radicale.

Nella volontà annunciata ieri dai sindaci di Palermo e di Firenze di ammutinarsi di fronte al decreto Sicurezza del ministro dell’Interno, c’è infatti la solidarietà pelosa che serve a ritrovare un nuovo e personalissimo protagonismo politico. Scomparsi dal dibattito e superati dalla promessa di reddito di cittadinanza a Cinque stelle, a sinistra sono tornati ad agitarsi i campioni ammaccati del populismo, i candidati alle primarie del Pd che in Salvini cercano una resurrezione.

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Non si può commemorare neanche Jan Palach: tuoni antifascisti contro un concerto in suo onore

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Ora non si possono più  commemorare neanche i martiri anticomunisti senza incinrrerere nelle ire dell’Inquisizione anntifascista. Che è success? È successo che a Verona sia stato organizzato un concerto in onore di Jan Palach,  il  patriota cecoslovacco che si diede fuoco a piazza San Venceslao, a Praga, per protestare cntro l’imvesione sovietica. Patrocinata dalla Provincia, l’iniziiva si svolge nel cinquantesimo anniversario del sacrificio del giovane studente praghese, Vale la pena ricordare che il gesto di Jan Palach creò un’impressione enorme  in tutto il mondo libero (così si chiamavano allora l’Occidente e tuttte le aree del globo non sottoposte al dominio comunista). Una iniziativa che non dovrebbe suscitare alcuna reazione negativo.

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Quando Leoluca Orlando attaccava il giudice Falcone

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Notizia di queste ore è l’iniziativa del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che, contravvenendo al decreto sicurezza ha disposto che i cittadini stranieri il cui permesso di soggiorno umanitario sia scaduto, potranno ancora iscriversi all’anagrafe del Comune.

Insieme al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, la sinistra chic rispolvera per una fantomatica “nuova resistenza” una vecchia, vecchissima, conoscenza della Prima Repubblica e della Democrazia Cristiana pur di fare “opposizione” al governo giallo-verde.

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50 italiani chiedono asilo in chiesa. La Caritas: “Aiutiamo solo immigrati”

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Da cinque giorni una quarantina di persone – adulti e bambini – italiani, vivono sul sagrato del Duomo di Catania. Persone che sono lì per chiedere a gran voce «che vengano mantenute le promesse che il sindaco Bianco, PD, ci ha fatto ormai quattro anni e mezzo fa – ha spiegato uno di loro, Salvatore Cutrona – ovvero case, lavoro, la sistemazione delle famiglie disagiate e dei quartieri stessi. Bianco, si legge su http://www.worldnotix.net, è stato eletto con i voti dei quartieri – ha proseguito Cutrona – infatti le 25 famiglie che protestano vengono da Librino, Pigno, Villaggio Sant’Agata, San Giorgio e San Cristoforo – promesse di cui abbiamo ancora le registrazioni, ma risultate fini a se stesse. Siamo qui da giorni senza mangiare né bere e siamo disperati: abbiamo chiesto più volte di essere ascoltati, ultima spiaggia era rivolgersi alla Chiesa, perché non abbiamo casa, tanto meno quelle promesse, e nessun posto dove andare».*

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Salvini chiude il porto di Napoli

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«I porti italiani sono chiusi, abbiamo accolto già troppi finti profughi, abbiamo arricchito già troppi scafisti! I sindaci di sinistra pensino ai loro cittadini in difficoltà, non ai clandestini». Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini rispondendo al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che oggi si era detto disponibile ad aprire il porto di Napoli per la nave di Sea Watch.

Intervistato da Radio Crc, Dema ha attaccato il leader della Lega su più fronti: «Il linguaggio di Salvini è indegno di un ministro dell’Interno e lo dico con rispetto delle istituzioni repubblicane alle quali ho giurato – ha detto – Io non faccio parte di un partito che ha sottratto decine di milioni agli italiani, non vado ad abbracciare criminali durante le partite di calcio e non pavento nemmeno lontanamente l’idea, pur escludendolo, di usare esercito, carabinieri e poliziotti contro i sindaci perché se solo ci prova a pensarlo avrà una risposta politica e democratica talmente adeguata che se la ricorderà per tutta la vita».

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Ong, De Magistris: Napoli pronta ad accogliere nave Sea Watch

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“Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il Governo noi metteremo in campo un’azione di salvataggio e la faremo entrare in porto. Sarò il primo a guidare le azioni di salvataggio”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a Radio Crc, parlando della vicenda della Sea Watch, la nave che da giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 migranti a bordo. “I porti italiani sono chiusi, abbiamo accolto già troppi finti profughi, abbiamo arricchito già troppi scafisti! I sindaci di sinistra pensino ai loro cittadini in difficoltà, non ai clandestini”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Oggi il sindaco di Napoli de Magistris si è detto disponibile ad aprire il porto di Napoli per la nave di Sea Watch. ANSA

 

fonte – http://www.imolaoggi.it/2019/01/03/ong-de-magistris-napoli-pronta-ad-accogliere-nave-sea-watch/

 

Verona capitale della tradizione – intervista a Matteo Castagna

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ESCLUSIVA

Per il terzo anno consecutivo il giornalista vicentino Marco Milioni intervista a Capodanno il nostro Responsabile Matteo Castagna.
Ne è uscito, anche quest’anno, un quadro interessante, anche per chi non è cattolico né tradizionalista…

Matteo Castagna, Christus Rex: Verona capitale italiana del tradizionalismo

Matteo Castagna, presidente del circolo tradizionalista cattolico «Christus Rex», a metà anno ha fatto discutere di sé quando per i tipi di Solfanelli è uscito «Cattolici, tra europeismo e populismo». Dopo qualche mese il libro continua a far discutere in molti ambienti anche in ragione del fatto che Verona è finita più volte è stata descritta su alcuni media come una sorta di Vandea italiana. Castagna, che una delle firme fisse di Veronanews.it, spiega che il 2018 «è stato un anno di lavoro particolarmente intenso» sia quando la pubblicazione del libro è «giunta in dirittura d’arrivo» sia sul piano politico, nel senso lato del termine, proprio in ragione della testimonianza nell’ambito della vita pubblica, che Christus Rex coltiva giorno dopo giorno, evento dopo evento.
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Il sermone di fine anno di Mattarella, tra sbadigli e auguri agli immigrati

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SERGIO MATTARELLA

Roma, 1 gen – Sequela di banalità, consueta capacità di strappare sbadigli, saluto al Papa e auguri agli immigrati. Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica si potrebbe facilmente sintetizzare così, senza soffermarsi troppo sulle altre ovvietà ribadite qua e là. Eppure è stato proprio Mattarella a voler specificare la necessità del suo sermone, iniziato così: “Care concittadine e cari concittadini, siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale”. Continua a leggere

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