Un errore storico datare la nascita della bandiera italiana a l’anno 1797

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«[…] Dal verbale della Sessione XIV del Congresso Cispadano: Reggio Emilia, 7 gennaio 1797, ore 11. Sala Patriottica. Gli intervenuti sono 100, deputati delle popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Giuseppe Compagnoni di Lugo fa mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Vien decretato. […]»

(Decreto del 7 gennaio 1797 di adozione del tricolore italiano da parte della Repubblica Cispadana).

L’episodio sopra riportato è un mero insegnamento ideologico,  artefatta propaganda, che lede ed alterà la verità  storica, in quanto  la bandiera italiana  esiste da più di 2 secoli, bensì 2 millenni!!!

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Pugno duro di Bolsonaro: “Via la spazzatura marxista dalle scuole”

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Risultato immagine per bolsonaroRio De Janeiro, 3 gen – Ennesimo mal di pancia per i progressisti in seguito al tweet pubblicato da Jair Bolsonaro: il presidente del Brasile non smette di annunciare i suoi propositi di governo e lo fa con una dichiarazione che non si presta a fraintendimenti. Nel mirino stavolta è finito il sistema scolastico brasiliano. Il presidente carioca ha delineato in modo breve ma estremamente chiaro uno dei progetti della sua amministrazione: sbarazzarsi della “spazzatura marxista” che come una piaga infetta gli scolari fin dalla più tenera età, e smantellare dalle fondamenta l’egemonia ideologica sinistrorsa che tiene in scacco il paese.

“Uno degli obiettivi per noi è quello di portare il Brasile fuori dalle peggiori posizioni nel ranking dell’istruzione mondiale e di combattere la spazzatura marxista che è stata inserita nelle sistema edicativo”, ha dichiarato. “Riusciremo così a formare e crescere dei cittadini e non dei militanti politici [di sinistra]”

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Ora l’alleanza dei populisti d’Europa

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Ora l’alleanza dei populisti d’Europa

Fonte: La Verità

L’ultimo è stato l’attentatore di Strasburgo. La Francia è piena di immigrati di nuova generazione che, pur essendo legalmente cittadini, odiano il loro Paese.
«Sì, ci sono molti giovani, francesi a tutti gli effetti, che non si sentono francesi. Pensano che, quali che siano i loro sforzi per integrarsi, saranno sempre considerati cittadini di serie B».
E sparano sulla folla?
«Diciamo che, per compensazio- ne, si mettono a fantasticare sull’i- dentità culturale dei loro genitori e nonni, che però hanno a loro volta ormai perduto».
Quindi?
«Quindi vivono un profondo ma- lessere identitario, che li rende vul- nerabili alla propaganda».
Il fondamentalismo islamico sfrutta questi vuoti d’identità?
«In alcune zone, la comunità musulmana ha già cominciato a er- gersi come una sorta
di “controsocietà”».

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Salvini ha contro la Chiesa di Bergoglio ed entra nel cuore dei guai vaticani

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Dagli immigrati al decreto sicurezza, sempre più distanti le posizioni del pontificato Bergoglio da quelle del leader leghista e ministro dell’interno.

“La Chiesa è scesa in campo contro di noi. Me l’aspettavo”. Erano tanti gli indizi che aveva raccolto, Matteo Salvini, che non è amato da Papa Francesco. Ne ha avuto già conferma quando si è visto respingere più di una richiesta di incontro. In quanto vicepremier vorrebbe conoscere il pontefice, senza nascondere le distanze, le differenze. In primis l’immigrazione. Ma sono proprio queste che tengono il capo leghista lontano dal Tevere e da via della Conciliazione. L’ultima in ordine di tempo, il decreto sicurezza che vescovi italiani e alcune importanti comunità cattoliche definiscono non solo disumano (dando fiato ai sindaci “obiettori di coscienza”), ma contrario alla Costituzione.

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Il “Papa” guida il fronte anti Lega sui migranti

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Bergoglio però non cita Salvini, ma anzi allarga la questione coinvolgendo Bruxelles.

Roma – Cercasi leader disperatamente. Se Mario Draghi resta solo un sogno proibito, se Sergio Mattarella, nei limiti imposti dal suo ruolo di arbitro, sta già facendo la sua parte bastonando il governo sulla manovra e sulla «compressione» del Parlamento, se i sindaci in rivolta non sembrano in grado di rovesciare il tavolo, se i cortei delle associazioni sono ininfluenti, ecco allora il personaggio che può infiammare l’opposizione: il Papa.

 «Da parecchi giorni quarantanove persone a bordo di Sea Watch e Sea Eye, le navi delle ong, sono in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai leader europei perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di questi uomini e donne». E ancora: «Non permettiamo alle nostre paure di chiuderci il cuore, ma troviamo il coraggio di aprirci ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di aiuto».

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Un monaco contro le jene

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La civiltà cristiana della cristianissima Spagna è oggi nelle mani solitarie di un monaco benedettino di 46 anni, Santiago Cantera, priore dell’abbazia Santa Cruz, dove è sepolto Francisco Franco. Il monaco difende in solitudine la cristiana sepoltura del Generalissimo dalla decisione lugubre del governo iberico di sinistra di esumare il cadavere di Franco a 44 anni dalla sua morte e cacciarlo dalla sua tomba. Padre Cantera nega l’autorizzazione allo Stato spagnolo di entrare nella cappella, profanare la tomba e ricacciare altrove i resti di Franco. La sinistra globale, e quella nostrana, tifa per la macabra svolta che il coraggioso priore definisce “satanica”. I socialisti di Padro Sanchez e della ministra della Giustizia Dolores Delgado (firmataria del provvedimento), sono giunti al governo senza legittimazione popolare, in minoranza, dopo la crisi che travolse il governo moderato del popolare Mariano Raioj.

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I Gilet Gialli tornano protagonisti nelle strade. Macron vacilla

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I Gilet Gialli tornano protagonisti nelle strade. Macron vacilla La presidenza Macron vacilla sotto i colpi dei manifestanti che vestono il gilet giallo. Vacilla davanti alla totale mancanza di carisma di un presidente che si è nascosto nel momento della crisi della Repubblica. Vacilla per l’imprevedibilità di comportamento di un uomo che ha fondato un movimento per il cambiamento e che invece è diventato il simbolo personificato della repressione.
Vacilla la Repubblica di Macron, la Repubblica dei Benalla, delle feste sfrenate all’Eliseo a ritmo di rap, del totale disprezzo per la Francia rurale e lavoratrice.
Sono due mesi che migliaia di francesi si riversano nelle strade ogni sabato, incuranti dei lacrimogeni, dei manganelli, dei proiettili di gomma, dei dieci morti tra i manifestanti uccisi da automobili presso i blocchi stradali. Se la rivolta due settimane fa sembrava spegnersi, il 5 gennaio una folla di 35000 persone, estremamente motivate, è scesa in piazza diffondendosi oltre i Campi Elisi e mettendo in crisi la polizia che non era preparata ad un simile scenario.
Il governo francese è debolissimo, il “cerchio magico” del presidente è compromesso dalle dimissioni di uomini chiave che hanno garantito l’ascesa di Macron, le promesse di aiuti fiscali formulate da Macron sono cadute nel vuoto.

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Che cosa è il Fascismo (Z. Sternhell) e il XXI Secolo

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di Giacomo Bergamaschi

Si parla ogni giorno di Fascismo, non solo in occidente ma anche dal Brasile all’Argentina, dalle Filippine alla Cina. Quasi sempre a sproposito, decontestualizzando e confondendo abilmente. Come a sproposito si parlò di Napoleone e della “Vecchia Guardia” bonapartista dopo il Congresso di Vienna, il Patto di Yalta dell’800, volendo azzardare un paragone forte e volutamente provocatorio.

Il saggio di Zeev Sternhell  “Nascita dell’ideologia fascista” rimane sicuramente quello più profondo e oggettivo per comprendere il fenomeno fascista, con talune precisazioni, che di seguito tenteremo di avanzare. Zeev Sternhell, israeliano di estrema sinistra, antifascista e materialista storico, oltre a quello citato ha dedicato molti saggi alla questione: Né destra né sinistra, La destra rivoluzionaria, Contro l’Illuminismo: la storia delle idee, Nascita di Israele e molti altri articoli e scritti che spaziano dalla rivoluzione americana a quella francese.

L’autore israeliano è più un filosofo della politica come Del Noce che uno storico puro come De Felice, per questo talune sue intuizioni sono a mie parere brillanti e non superate sulla questione Fascismo. Non possiamo nemmeno prendere in considerazione come autori primi del Fascismo né un Guido Melis, né un Emilio Gentile, in quanto la loro visione empirista, riduzionistica, fenomenologica (soprattutto quella di Gentile, che non fa che trasferire al caso italiano il metodo che Mosse applica al caso tedesco), non permette di comprendere in profondità il fenomeno.

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