A Ventimiglia il killer di Nizza sfilava per aiutare i migranti

Condividi su:

Mohamed Lahaouiej Bouhlel ha schiacciato 84 persone con un tir. La scorsa estate era a Ventimiglia per un corteo in difesa dei profughi

Il jihadista che ha schiacciato 84 persone a Nizza con un tir è passato più volte dall’Italia.

È stato in Puglia, come forse uno dei suoi complici. Ma soprattutto il 4 ottobre scorso era a Ventimiglia per manifestare al fianco di anarchici e antagonisti vari sotto l’insegna “No Borders” in favore dei migranti. Esatto: il terrorista ha passato il confine tra l’Italia e la Francia per partecipare ad un corteo in difesa del diritto all’invasione degli immigrati (guarda il video).

Il corteo “No borders” e il terrorista

Il sit-in in questione era stato organizzato per solidarizzare con i profughi accampati a Ventimiglia sugli scogli, dopo il blocco delle frontiere da parte della Francia e i continui respingimenti. Dietro uno striscione scritto in arabo, rivela Libero, la polizia ha identificato proprio Mohamed Lahaouiej Bouhlel. Il quale aveva dichiarato alle autorità che si trovava nel Belpaese grazie al contatto con una associazione umanitaria francese.

Nei video pubblicato da Fabrizio Tenerelli sul suo canale Youtube, infatti, si vede un ragazzo dai tratti somatici che ricalcano alla perfezione quelli del jihadista di Nizza. Stessa altezza, fa notare sempre Libero, stessa fronte alta, occhi corrispondenti e barbetta sul mento. È lui, con ogni probabilità. Ed ora la polizia italiana sta ricostruendo i tasselli di una vicenda che potrebbe dimostrare, se ce ne fosse ancora il bisogno, che i terroristi usano l’Italia come rampa di lancio per organizzare le loro stragi. Per questo ora i video della maniefestazione di ottobre sono sotto la lente di ingrandimento per capire se i due complici dell’attacco di Nizza, quelli ritratti nei selfie scattati da Bouhlel, siano stati anch’essi tra i “pacifici” manifestanti di Ventimiglia. In particolare, le autorità francesi stanno cercando di identificare l’uomo con la maglia “Fly Emirates”, che forse si chiama Mohamed Walid G., e quello con la maglia a righe, che si pensa possa essere Choukry Chafroud.

Forse c’erano anche loro, o forse no. militanti della sinistra sempre pronta a difendere i diritti dei migranti. Mohamed Lahaouiej Bouhlel era con ogni probabilità al fianco dei militanti di quella sinistra sempre pronta a difendere i diritti dei profughi. Anche a costo di sfilare con un terrorista.

Continua a leggere

COMUNICATO STAMPA: ADESIVI CON BESTEMMIA A VERONA, “CHRISTUS REX” REAGISCE

Condividi su:

 

IMMAGINE CENSURATA

BESTEMMIAS - Copia

Adesivi con una bestemmia mezza in inglese e mezza in italiano, ovviamente non firmata dal “premio nobel per l’idiozia” che li ha appiccicati su un bidone dietro l’ala dell’ arena (vedi foto) e sparsi in giro per il centro storico (come sul muro accanto al teatro Filarmonico) di Verona. Chissà se l’ “eroe” avrà lo stesso ardire di andare ad affiggere questi adesivi oltraggiosi in un Paese di tradizione islamica? Sì, perché là gli taglierebbero una mano o gli darebbero la pena di morte, dopo aver attivato una serrata caccia all’uomo.

Nell’Occidente secolarizzato, nell’Italia laicista, ove persino chi dovrebbe rappresentare il Cattolicesimo tace e si nasconde dietro uno scellerato buonismo e una tolleranza del male che rasenta la follia, sono rimasti solo i cattolici tradizionalisti a difendere la Fede (sulla Morale abbiamo contestato ieri e contesteremo oggi la Cirinnà a Porta Palio). Abbiamo richiesto ad AMIA (che ha risposto quasi subito identificando la segnalazione con il n. 7634-2016) di provvedere alla rimozione degli adesivi segnalati e di effettuare un sopralluogo nelle principali vie del centro per toglierne eventuali altri. Nei prossimi giorni effettueremo una denuncia contro ignoti in Procura per vilipendio della religione ed imbrattamento, annunciando fin da ora che, qualora venisse individuato il responsabile, ci costituiremo parte civile.

Ci appelliamo al buon senso di tutti affinché questi episodi vergognosi e lesivi della sensibilità religiosa della maggioranza degli italiani non abbiano più a ripetersi.

Per il Circolo Cattolico “Christus Rex” – Verona

Simone Costa

Continua a leggere

Polonia: Bergoglio cade davanti alla statua della Madonna. Successe anche a Guadalupe. Segnali dal Cielo?

Condividi su:

Fuori programma per Francesco in Polonia, inciampa e cade davanti all’altare

Fuori programma per papa Francesco in Polonia, inciampa e cade davanti all'altare /Foto 1 - 2

(AFP PHOTO)

Papa Francesco manca il gradino davanti all’altare e scivola, fortunatamente senza riportare conseguenze. L’incidente è avvenuto nella giornata della celebrazione al Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, in Polonia (FOTO).

“Più spavento che male”, scrive in un tweet ‘I.Media’, agenzia in lingua francese specializzata sul Vaticano, raccontando come il Pontefice sia scivolato ai piedi dell’altare, per poi rimettersi velocemente – e senza conseguenze – in piedi.

Nell’omelia presso il Santuario di Jasna Góra, dove ha presieduto la Celebrazione eucaristica in occasione del 1050esimo anniversario del Battesimo della Polonia durante il viaggio apostolico per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, Bergoglio ha detto che “il Signore non mantiene le distanze ma è vicino e concreto, sta in mezzo a noi e si prende cura di noi, senza decidere al posto nostro e senza occuparsi di questioni di potere. Predilige infatti farsi contenere in ciò che è piccolo, al contrario dell’uomo, che tende a voler possedere qualcosa di sempre più grande”.

“Essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano – ha aggiunto – ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque; donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino”.

Continua a leggere

VERONA, BLITZ DI “CHRISTUS REX” A PORTA PALIO: “COMITATO DI ACCOGLIENZA” PER CIRINNA’, ARCIGAY E PD.

Condividi su:

SODOMITI

VERONA E’ LA CITTA’ DI “ROMEO E GIULIETTA”, NON DI “GIULIETTO E GIULIETTO”

Il Circolo Cattolico “CHRISTUS REX” ha predisposto già oggi alle ore 17.45 un “Comitato di accoglienza” presso Porta Palio a Monica Cirinnà ed ai sinistri che lì l’hanno invitata ad intervenire domani, VENERDI 29 LUGLIO 2016 alle 17.45, per quello che nella locandina di invito chiamano “dialogo”, ma che, visti i relatori, sembra di più un “soviet” sulle unioni sedicenti civili e persino sulla possibilità di arrivare a legalizzare adozioni di bambini da parte di coppie sodomite. A loro piace tanto l’accoglienza indiscriminata e così abbiamo pensato che sarebbero rimasti delusi se non fossimo intervenuti a causa della calura estiva e del periodo vacanziero, per far capire, ancora una volta, che qui siamo a Verona!

Ne approfittiamo per lanciare loro a mezzo stampa, tramite questo comunicato, una proposta democratica: invitateci ad un contraddittorio civile, per un “dialogo” vero, e noi domani verremo, perché non è bello arrivare nella città di Romeo e Giulietta a parlare solo di “Giulietto e Giulietto” (e figli, eventualmente loro affidati) peraltro parlandovi addosso, tra gente tutta “omosex-friendly”. Shakespeare si sta già rivoltando nella tomba… accidenti!

Verona ha, purtroppo, un sindaco divenuto amico del Pd, che sarà tra i primi in Italia ad applicare la legge Cirinnà a due omosessuali. Ma moltissimi veronesi non sono d’accordo e, più in generale, non si sentono più rappresentati da chi si è trasformato, attraverso un’autentica “mutazione genetica” (in senso politico, si intende…) nel fratello di Alfano e nel cugino di Renzi.

Noi, almeno dal 2009, siamo tra questi veronesi, delusi e in aperta opposizione politico-amministrativa al tosismo. Sui temi etici abbiamo il diritto e il dovere, come cresimati, di protestare e difendere la Fede e la legge naturale. Intanto, lo facciamo con un eloquente striscione ai cancelli di Porta Palio:

“SODOMITI, GIU’ LE MANI DAI BAMBINI!!! NO ADOZIONI E DIRITTI (IN)CIVILI !!! Circolo CHRISTUS REX” . Inoltre: Continua a leggere

Austria: le Confraternite anti-migranti

Condividi su:

4 (5)

Segnalazione di Federico Prati

 

Decine di cappellini colorati sfilano di fronte all’Università di Vienna e si dirigono verso il Palazzo delle Wiener Korporationsring (WKR), dove ogni mercoledì si ritrovano tutte le Confraternite studentesche nazionaliste di Vienna – le Burschenschaften o B!B! – per trangugiare file di boccali di birra.

Per ogni confraternita c’è un cappello di colore diverso: viola per la B!B! Olympia, gialla per B!B! Teutonia, e così via. I ragazzi sono universitari, tutti rigorosamente maschi: “di solito per le donne è vietato entrare qui”, ci spiega Klaus, 22 anni e membro della confraternita WAT.

 

In Austria esistono due tipi di confraternite: quelle cattoliche e quelle germaniche. Le Burschenchaften si distinguono dalle prime sia per la discriminante “biologica”, poiché l’origine germanica è un requisito di entrata, sia per essere altamente politicizzate.

Ultranazionaliste e schierate nello spettro dell’estrema destra, le B!B! si differenziano tra loro in alcune pratiche e sfumature politiche: “Olympia e Teutonia, ad esempio, sono rinomate per essere le più vicine e implicate nella scena neo-nazista austriaca”, spiega Bernard Weidinger, esperto di confraternite e ricercatore dell’Istituto storico Doew.

Le B!B! hanno sostenuto e foraggiato il partito Nazional Socialista tedesco dei lavoratori (DAP), anche durante il periodo di clandestinità in Austria: in quel periodo il fiordaliso all’occhiello, simbolo delle confraternite, aveva sostituito la svastica fungendo da simbolo anche per il DAP.

Continua a leggere

Caro Saviano, legalizzare la Marijuana è un errore

Condividi su:

O VECIO

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Incalcolabili i danni per la persona e per la società e inoltre non si riduce, ma al contrario si rilancia il potere delle mafie (VIDEO: ex tossicodipendenti contro la cannabis libera)

da Tempi

«È ora di legalizzare il mercato delle droghe in Italia e di farlo in maniera ragionata per evitare che continuino a circolare sostanze che uccidono. Non è più possibile girare la faccia dall’altra parte. È ora di capire che abbiamo troppo da perdere», ha scritto Roberto Saviano sull’Espresso. È il suo – ennesimo – articolo a favore della legalizzazione delle droghe. Niente. È più forte di lui: deve continuare a ripetere la stessa solfa fino alla noia. L’autore di Gomorra dovrebbe però atterrare sul pianeta Terra, togliersi il salame dagli occhi e cominciare a fare un po’ più i conti con la realtà e un po’ meno coi suoi bolsi refrain ideologici. Perché lo dice Tempi? No, perché lo dicono molti di quei magistrati e scienziati che lui dice di stimare. Di esempi ce ne sono a bizzeffe. Non staremo qui a ripetervi quel che diceva Paolo Borsellino nel 1989 (qui trovate ilvideo) quando definiva coloro che propongono di liberalizzare le droghe per combattere le mafie dei «dilettanti di criminologia». Né ripeteremo le parole di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto farmacologico “Mario Negri”, che recentemente ha messo fortemente in dubbio le presunte “qualità terapeutiche” della cannabis. Di marijuana si torna a parlare in questi giorni perché il 25 luglio arriva alla Camera la proposta di legge sulla legalizzazione e qualche giorno fa il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha appoggiato l’idea. Di più: ha proposto che diventino monopolio di Stato e siano vendute nelle tabaccherie. Bene. Ora però dovete leggere l’intervista definitiva sulla questione che spazza via le ridicole tesi di Saviano e che appare oggi sulla Stampa. A parlare non è uno qualunque ma Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro che vive sotto scorta per le sue inchieste contro la ‘ndrangheta. Insomma, uno che la mafia la conosce bene. E Gratteri, tra le altre cose, afferma due cose molto interessanti. Primo: «Penso che uno Stato democratico non si possa permettere il lusso di liberalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini. Uno stato democratico si deve occupare della salute e della libertà dei suoi cittadini, noi sappiamo invece che qualsiasi forma di dipendenza genera malattie, in particolare psichiche, ma genera anche ricatto. Non possiamo liberalizzare ciò che fa male». Secondo: «Il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina. Un grammo di eroina costa 50 euro, un grammo di marijuana costa 4 euro. Non c’è paragone dal punto di vista economico». Volete un esempio, dei numeri? Eccoli: «Ogni 100 tossici dipendenti solo il 5% usa droga leggere. Di questa percentuale solo il 25% viene utilizzato da maggiorenni, l’altro 75% sono minorenni. Se noi pensiamo di liberalizzare e vendere droghe leggere e allora dovremmo ipotizzare di vendere hashish e marijuana anche ai minorenni. Di sicuro non risolveremmo il problema di contrasto alle mafie. Le mafie per coltivare canapa non pagano luce, acqua e soprattutto personale, se si legalizza invece bisogna assumere operai, pagare acqua, luce, il confezionamento, il trasporto. Si è fatto un esperimento a Modena creando delle serre, si è capito che in questo modo un grammo costerebbe 12 euro, tre volte in più di quanto costa al mercato nero. È evidente che il “consumatore” andrà comunque dove paga meno».

Continua a leggere

“Novissimi” dei Neocatecumenali

Condividi su:

KICO

L’eresia neocatecumenale procede ed aumenta. Non conosce crisi perché è aperta ad ogni sorta di relativismo e mondanità, purché con imprimatur del suo “guru”, Kiko Arguello. E’ recente la morte di Carmen Hernandez, la cofondatrice del gruppo e a Kiko non basta aver costruito con l’assenso dei vertici “ecclesiali” una ricca “chiesa” nella “chiesa conciliare” (con ulteriori dottrine eterodosse rispetto al Cattolicesimo tradizionale e strambe celebrazioni) di cui non solo è leader ma monarca assoluto; con la lettera che pubblichiamo, che trasuda di una boria incredibile ma che è pure grottesca, tanto da sembrare scritta dal Mago Otelma, Kiko si sostituisce a Dio, unico Giudice, e decreta solennemente la certa salvezza della sua ex amica e della sua.

 

Dopo le tante stravaganze di questi anni, documentate molto bene da “Chiesa Viva” ma non solo, assistiamo ai Novissimi Neocatecumenali che attribuiscono il Giudizio a Kiko Arguello. E Dio, evidentemente, starà là, in Paradiso, a girarsi i pollici…

 

 

 

Continua a leggere

Come siamo arrivati a legalizzare le “unioni civili”

Condividi su:

JUST MARRIED

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Tommaso Scandroglio

Approvato il decreto ponte sulle Unioni civili dal Consiglio di Stato, a Castel San Pietro, piccolo comune nel bolognese, Elena e Deborah si sono unite civilmente nonostante manchino ancora i decreti definitivi. La prima coppia omosessuale che ufficialmente istituisce una unione civile. Poco importa se ci potrebbero essere stati alcuni vizi formali, ha fatto sapere qualche costituzionalista, l’importante è la sostanza. E la sostanza sta nel fatto che anche in Italia i para-matrimoni gay sono diventati legge dello Stato.

Continua a leggere

George Soros: 30 miliardi per i rifugiati… O crolla l’Europa

Condividi su:

SOROSOROS

di Tyler Durden 

Fonte: Come Don Chisciotte

Pare che abbia quasi  raddoppiato  “i consigli” dello scorso Aprile (dopo che aveva già dato una definizione della “politica di asilo imperfetto” dell’Europa): George Soros ha aumentato il numero dei suoi consigli portando da quattro a sette i pilastri fondamentali per evitare il crollo dell’Unione Europea. In un articolo scritto per Foreign Policy intitolato “L’ultima occasione dell’Europa per decidere una Politica dei Rifugiati” Soros spiega meglio il suo piano (cavalcando l’attuale “approccio frammentario”) per salvare l’Europa prima che sia troppo tardi.

Continua a leggere

Ciclone sulla Merkel, ora l’accoglienza facile sarà la sua dannazione

Condividi su:

BLAAA

di Gian Micalessin 

Fonte: Il Giornale

Ora i nodi vengono al pettine. Che siano jihadisti o neonazisti poco cambia. In una settimana le due grandi scommesse della Cancelliera, quella sull’accoglienza senza limiti e quella sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan stanno diventando la sua dannazione.

Il vero colpo fatale, quello capace di travolgerla per sempre, è la strage di Monaco di Baviera.

Dallo scorso ottobre, da quando lanciò i primi slogan sull’«accoglienza senza limiti», questa regione ricca e cristiana del sud della Germania è la sua Vandea. Qui Horst Seehofer, governatore della regione e leader della Csu il partito gemello della Cdu, non ha risparmiato parole di fuoco contro la Merkel e ha più volte richiamato l’attenzione sui rischi d’infiltrazione terroristica, minacciando persino un’autonoma chiusura dei confini del Land. Fin qui la Merkel s’era salvata per il rotto della cuffia. Per imporre delle regole certe al milione di profughi entratigli in casa dopo le violenze sessuali di Colonia aveva concertato con lo stesso Seehofer e il socialdemocratico Sigmar Gabriel, i due leader con cui governa il paese, rigide regole per l’espulsione degli immigrati non in regola. Per bloccare lo tsunami migratorio e placare la Baviera e gli altri «land» aveva costretto l’Europa a promettere sei miliardi di euro ad Ankara. In cambio aveva esibito la promessa di Erdogan di richiudere i rubinetti dell’esodo da lui stesso aperti. Una promessa che appare oggi quanto mai labile e incerta. Ma la vera sconfitta di Angela è il massacro di ieri sera al centro commerciale Olympia, nel quartiere Mossach di Monaco di Baviera. Quei corpi insanguinati, quei cadaveri portati via a poche ore dall’inizio del fine settimana, l’angoscia di una Germania ostaggio per ore di notizie contraddittorie sono esattamente l’incubo che tutta la Baviera e la maggior parte dei tedeschi temeva da mesi. Che siano terroristi jihadisti o neonazisti poco cambia. Soprattutto se tutto è successo a causa delle solitarie decisioni d’una Cancelliera a cui nessuno aveva delegato libertà d’azione sull’accoglienza. Un’accoglienza che potrebbe sì aver concesso ai jihadisti libertà d’accesso in Germania ma anche aver indotto qualche mente malata dell’estrema destra ad agire. E in ogni caso sarà difficile non vedere le responsabilità della Cancelliera.

Continua a leggere

Paura di che?

Condividi su:

MANINE

Uno degli errori della comunicazione attuale è che si “si cerca di informare presto, anziché informare bene…”

di Franco Cardini

Fonte: Franco Cardini

I nostri media ci bombardano di notizie allarmanti, l’un dietro l’altra e l’una sovrapposta all’altra, a proposito di ogni tipo di crimine o di orrore. La cosa in sé non dovrebb’essere poi allarmante: si dirà che è un loro diritto-dovere riferire quel che accade nel mondo e che non è certo colpa loro se negli ultimi tempi i delitti, e in special modo quelli connessi con il terrorismo, stanno aumentando in modo preoccupante. Anzi, indurre preoccupazione e quindi invitare alla prudenza è, oltretutto, una funzione socialmente meritoria.

Continua a leggere

Contagio psichico su una identità malata. Di multiculturalismo

Condividi su:

TANK

di Maurizio Blondet 

Ora si intravvede bene: alle centrali della strategia della tensione – siano l’IS, la Cia, “Rita Katz”, o il Princeps huius Mundi – non occorre più   cercare e selezionare  i manovali della strage: creato uno stato d’animo collettivo,    il clima elettrico di un contagio psichico si espande ‘spontaneamente’, e i disturbati, spostati, deboli spirituali e mentali si arruolano da sé nel  ‘terrorismo’.

La Germania   ha visto gli effetti del contagio psichico sulla torma inquieta dei nuovi immigrati, in pochi giorni i il 17 enne afghano o pakistano  che accoltella a caso in treno, e adesso il 18 enne di origine iraniana.  Che uccide  gridando in perfetto dialetto bavarese “Sono tedesco!”, inveisce contro gli “stranieri di merda”( “Scheiß Ausländer”) come fosse non un islamista fanatico bensì un plebeo di estrema destra. Lo dice quando un cittadino lo apostrofa da una terrazza vicina e gli dà dello stronzo. E’ allora che lui dice di essere tedesco, e  racconta  di essere  stato   “in cura”, e di vivere sotto “Harz IV”: ridicolmente, i giornali italoidi spiegano che si tratta di “un quartiere povero abitato da percettori di  sussidio pubblico”. Invece Harz IV  è la fase ultima del “Piano Harz”, la cosiddetta riforma dello stato sociale, che   ha ridotto le provvidenze e  previdenze per incitare  un sottoproletariato fatto di birre e droghe    che si contentava del mensile pubblico,  a tornare sul mercato del lavoro: lo Harz IV , dice Wikipedia, ha “unificato indennità di disoccupazione (Arbeitslosenhilfe) e sussidio sociale (Sozialhilfe (Hilfe zum Lebensunterhalt))   (…)  La prestazione normale mensile per una persona sola prima dell’introduzione di ALG II nei Länder occidentali era tra 287 € e 297 €, nei Länder orientali tra 282 € e 285 €, mentre la prestazione normale mensile dopo l’introduzione della ALGII dal 1º gennaio 2005 era di 345,00 € nell’ovest e di 331 € all’est. Le prestazioni una tantum del sussidio sociale in caso di necessità nella ALGII sono prevalentemente incluse nel tasso normale, in modo tale da non poterne più fare richiesta. L’ammontare originariamente previsto per la prestazione normale dell’ALGII secondo dichiarazioni di Peter Hartz era fissato a 511 Euro mensili e quindi largamente al di sopra del sussidio sociale. Inizialmente per gli indigenti che avevano esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione veniva pagato un supplemento che nel primo anno di percezione della ALGII arrivava a 160 €, e nel secondo anno fino 80 €. Questo supplemento dal 1º gennaio 2011 è stato abolito completamente senza essere sostituito”.

cittadino tedesco
“Sono tedesco, sotto Harz IV”

Il giovane assassino che ha risposto al contagio psichico comprandosi una pistola è, dunque, un perfetto esempio del successo della nuova previdenza sociale e della integrazione ‘culturale’ delle masse di immigrati  medio orientali:  è un cittadino tedesco? Che afferma la sua identità – iraniana sciita – contro “i turchi”? Un sottoproletario irrecuperabile che vive con la famiglia  e un sussidio sufficiente a non morire, ma senza alcuna prospettiva. E’ tedesco? E’ iraniano? E’ una bocca inutile sopportata, investita  senza difese spirituali e mentali dall’elettrica tensione  creata dalle notizie di degli attentarti veri e falsi, dai video dell’IS e Rita Katz, da Angela Merkel col suo invito ai milioni di ‘siriani’: venite tutti qui! Ma per il giovane che è stato “in cura” e non ha lavoro, “qui” significa a fianco del suo micro-appartamento nelle gelide periferie, nel quartiere-ghetto  dove abitano le masse di Harz IV, a dividere spazio e sussidi con i nuovi arrivati: stranieri più stranieri più stranieri.

E’ la dimostrazione dello scacco del  folle sogno illuminista  –  del nostro illuminismo impazzito dei ricchi, delle Boldrini, degli El Papa, delle Mogherini  –  che “l’integrazione” sia  facile, nella omologazione generale  e  nei sussidi sociali.  Non chiamatelo islamista. Chiamatelo, come ha fatto lui, un Harz IV  in cura.

Occupiamoci piuttosto delle centrali che creano il contagio psichico; e dei media, che lo diffondono spaventosamente, irresponsabilmente, con la loro chiacchiera infinita sulle poche immagini che arrivavano da Monaco, e parole come “paura”, “attacco terroristico”,   tre islamici in fuga, uno ha il giubbotto antiproiettile,  Monaco sotto assedio…Maledetti untori,  avvoltoi,  maledetti monatti della strategia delle tensione, maledetti servi del Principe di Questo Mondo, che ha al suo comando  gli  “spiriti dell’aria”.

 

Continua a leggere

Seminato il vento, raccogliamo la tempesta

Condividi su:

MC

Segnalazione di Arianna Editrice

di Giulietto Chiesa

Fonte: Megachip

Anch’io, come Pino Cabras, guardando Nizza (e adesso Monaco di Baviera), più che all’ISIS ho pensato a GTA (Grand Theft Auto). Quando, qualche anno fa, scrissi un articolo contro l’aberrazione dei videogiochi violenti, fui sottoposto a un “shit storm”, tempesta di m… organizzata dalle compagnie produttrici di quella m…, utilizzando decine di migliaia di fan dei videogiochi, che protestavano contro la mia proposta di vietarli per legge, in nome della “libertà di gioco”, e della “libertà del mercato”.

Se guardiamo, di fronte all’ondata assassina di luglio 2016, la Luna invece del dito, capiremo che questo approdo odierno è il frutto della deificazione del Mercato, del Denaro, dell’individualismo sfrenato, della degenerazione libertaria trasformata in arbitrio totale in cui ogni desiderio è diventato legge.
L’impazzimento generale, che attanaglia la società europea è il frutto velenoso di un “modello” sociale e politico disumano, dove l’egoismo, la competizione sfrenata, la violenza sono la regola, mentre la solidarietà e l’amicizia, l’onestà e la civile convivenza sono stati banditi come obsoleti e non “divertenti”.

Tutto si tiene. E, anche quando “non si tiene”, c’è chi usa il tutto ai suoi fini. Il pazzo che spara a Monaco non è probabilmente, un terrorista, men che mai islamico. È solo un povero disgraziato demente gettato ai margini della società, che “si vendica” in un colpo solo di quello che ha subito. Ma i creatori di questo mostro, i creatori del Dio Mercato, usano le creature impazzite (che loro stessi hanno prodotto su scala planetaria) per cambiare l’assetto sociale. Il terrorismo viene da quella sorgente. E usa il caos che ha prodotto per trarre il massimo profitto politico.
C’è un filo che lega Charlie Hebdo, Bataclan, Bruxelles, Nizza, Monaco, il golpe turco, Daesh, Afghanistan, Libia, Siria, il nazismo di Kiev, l’esclusione della Russia dalle Olimpiadi? Io credo che ci sia. È la crisi, temo finale, dell’Occidente e dell’Impero.

I padroni universali hanno una ricetta: preparare alla guerra, attraverso la paura, i popoli dell’Occidente, per scagliarli contro Russia e Cina. Prima che Russia e Cina siano in grado di fermare la loro follia.
Ragionando in grande – solo ragionando in grande – si vede il disegno. E questo disegno prevede la guerra, come passo obbligato. 

 

Continua a leggere

Matrimonio di Francesco Giuseppe e cerimonia in Cattedrale

Condividi su:

Matrimonio di Francesco Giuseppe

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Nel video sottostante viene riprodotta tutta la regalità e la magnificenza imperiale ed ecclesiastica del tempo. Se facciamo un confronto con la sciatteria e le pagliacciate recenti, capiamo bene cosa fossero Trono e Altare e cosa siano la democrazia moderna e la Chiesa conciliare…

https://www.youtube.com/watch?v=e3kNfVUDUzg

Continua a leggere

“Opportune Importune” n. 31

Condividi su:

IMPORTUNE

 

Alcuni militanti veronesi e trevigiani di “Christus Rex” hanno avuto il piacere di assistere alla S. Messa presso l’Oratorio di Rimini, assai curato e ordinato, la scorsa Domenica delle Palme

Segnalazione di Casa San Pio X – Rimini

È uscito il n. 31 di “Opportune Importune”, lettera d’informazioni della Casa San Pio X:

http://www.sodalitium.biz/opportuneimportune31/

Clicca qui per scaricare altri numeri: http://www.sodalitium.biz/sodalitium/opportune-importune/

Continua a leggere

1 534 535 536 537 538 539 540 863