Segnalazione di Corrispondenza Romana
(su Nocristianofobia.org) Ancora una volta la lobby Lgbt ha vinto. Ancora una volta ha mostrato il suo vero volto, aggressivo ed intollerante. Ancora una volta ha dato prova di sapere, di poter e di voler condizionare gli ambienti della politica, della finanza, dei media, i gangli vitali della società occidentale.
La legge sulla libertà religiosa, approvata nello Stato americano dell’Indiana, all’arcipelago gay proprio non piaceva. Così ha mosso i pezzi grossi, assieme ai grandi nomi della finanza, per contrastarla. Vistosamente, orchestrando polemiche strumentali e manifestazioni di protesta a comando, anche davanti al Congresso, sui media, urlando una cosa sola: che fosse ritirata.
Ha aperto i fuochi Tim Cook, l’amministratore delegato della Apple. Il quale, dopo aver dichiarato ai quattro venti la propria omosessualità, è di nuovo intervenuto pubblicamente con un editoriale sulWashington Post, definendo discriminatoria la nuova normativa. E’ ricorso a toni da “colpo di stato”: «Qualcosa di molto pericoloso sta accadendo negli Stati della Federazione», è giunto a dichiarare, tacciando questa – come un altro centinaio di proposte di legge – di delitti orribili: di voler razionalizzare «l’ingiustizia», di andare «contro i veri principi sui quali è stata fondata la nazione», di «cancellare decenni di progressi verso una maggiore uguaglianza». E paragonandola addirittura alle norme razziali del secolo scorso. Continua a leggere