Sentenza choc in Olanda sulla pedofilia: Via libera al club che la promuove

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Secondo la Corte d’appello non va vietata la fondazione che propone la liberalizzazione del sesso coi minori

La pedofilia è «un comportamento aberrante». Ma non può essere negato il diritto di fare campagne per promuoverla. È il senso della sentenza shock di una corte d’appello olandese che ieri, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito come non debba essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuove la pedofilia.

Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo `Sticthing Martijn´ rilevando che le sue proposte per legalizzare i contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme ed ai valori della società olandese.

Ieri la corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvenivano la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.

La Corte d’appello ha anche rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani». Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Un suo ex presidente, Martijn Uittenbogaard, ha affermato che i 60 soci non si riuniranno per decidere i prossimi passi, mentre l’ufficio del procuratore sta valutando l’ipotesi di un ricorso in terzo grado. Una portavoce della pubblica accusa ha definito la sentenza «deludente».  Continua a leggere

Clamoroso successo per il “Verona Family Pride”. Con quesito finale…

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F. p.

di Redazione

(In foto si riconoscono da destra: Chiavenato, Polato, Castellini, Fontana, Zanotto, Castagna, Comencini, Valdegamberi  con figlia)

Una settimana di dure contestazioni pubbliche, istituzionali e mediatiche da parte degli organizzatori principali del “Verona Family Pride” ha prodotto il risultato di un “Gay Pride” anomalo rispetto alle solite ostentazioni dell’oscenità e della blasfemia. Abbiamo indotto una moderazione nei toni e nelle pubbliche “mise” che non ha precedenti, salvo qualche caso isolato e documentato.

Verona si è risvegliata con una sensibilità tradizionale più forte di prima sul tema dell’unicità della famiglia naturale, dopo un Presidio presso il campo giochi dell’Arsenale, che ha visto bambini giocare di fronte a madri e padri sorridenti e fieri della loro normalità. Un insperato risultato di presenze (circa 200 persone), che l’organizzazione è riuscita a riunire nell’arco di circa una settimana di preparazione, su un tema che oggi è divenuto controcorrente. Oggi è di moda essere “gay friendly”, come dicono i maestri del politicamente corretto. Chi non lo è, è automaticamente “omofobo”. Si sono, addirittura, dovuti inventare un termine dal nulla, per etichettare i “cattivi” di turno, che chiedono la tutela e la promozione delle Famiglie tradizionali, uniche veramente discriminate e prive di ogni reale sostentamento ed incentivo nello Stato laicista e liberale, servo delle lobby sovranazionali europee.

Naturalmente i Cattolici tradizionalisti (Christus Rex, Famiglia e Civiltà, Radio Spada) hanno pregato un S. Rosario riparatore di fronte ad una bella statua della Santa Vergine Maria, allo scandalo della profanazione della città da parte dell’orgoglio della sodomia, peccato annoverato dal Catechismo tra coloro che “gridano vendetta al cospetto di Dio” e secondo per gravità solo all’omicidio volontario. Usanza comune ed antica da parte dei Cattolici è quella di pregare in riparazione, in maniera pubblica, anche in piazza, laddove lo scandalo sia pubblico. E sappiamo che in alcune chiese o di fronte a capitelli cittadini altri si sono riuniti con la stessa intenzione, soprattutto laici, che hanno raccolto delle firme da recapitare a Roma.

Un altro storico risultato è stato quello di riunire in nome dell’Unicità della Famiglia formata da uomo, donna e bambini, come il Creatore ha voluto, tutte le forze politiche di centro-destra e della destra radicale. Oltre ai Cattolici fedeli alla Tradizione, i cui Responsabili o delegati (Castagna per Christus Rex, Zoccatelli per Famiglia e Civiltà, Maurizio-G. Ruggiero per il Comitato Pasque veronesi, Lissandrini per Radio Spada, Andrea Giovanazzi di ProVita) hanno guidato le rispettive delegazioni (oltre 50 persone). Si è distinta Forza Nuova con Luca Castellini e Yari Chiavenato, protagonista già al mattino, con Castagna e Rinaldi, di un atto dimostrativo sulla scalinata di Palazzo Barbieri, ove hanno mangiato panini imbottiti, alla faccia dell’ordinanza sul decoro urbano, emanata in merito dal Sindaco, che evidentemente ritiene cosa più grave rispetto alla pubblica ostentazione di oscenità, seppur in questa occasione minori e non certo grazie a lui. Poi sono arrivati a sostegno della Buona Battaglia: il Presidente del Consiglio Comunale di Verona Luca Zanotto con l’Eurodeputato Lorenzo Fontana (Lega Nord), Vito Comencini (Giovani padani), il neo-eletto consigliere regionale Stefano Valdegamberi con tutta la famiglia (Lista Zaia), il capogruppo in Comune di Forza Italia Daniele Polato assieme a Francesco Barini e Federico Sboarina. Il tutto, ovviamente, senza bandiere di partito, sotto l’unica bandiera della vera e unica Famiglia. Continua a leggere

Gender anche per Dio? “Dio è anche donna”. La sfida delle anglicane per riscrivere le preghiere

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Risultati immagini per dio è anche donnaSegnalazione di Federico Prati

La proposta: “Chiamiamolo Madre e non solo Padre” L’arcivescovo di Canterbury: “Ma serve un voto del Sinodo”

“Madre nostra che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome “. Comincerà così, un giorno, la preghiera simbolo della cristianità? Nella Chiesa anglicana, che ha da anni ammesso le donne al sacerdozio e per la prima volta da qualche mese ne ha elevate alcune anche al titolo di vescovo, potrebbe succedere. È quello che chiede, in sostanza, un’organizzazione religiosa della Chiesa di Londra chiamata Watch, acronimo di “Women and the Church”, composto per l’appunto da donne sacerdote, donne vescovo e semplici fedeli. “Quando usiamo soltanto un linguaggio maschile per identificare la figura di Dio”, dichiara il reverendo Emma Percy, cappellano del Trinity College di Oxford, “rinforziamo l’idea che Dio è un maschio e così facendo suggeriamo implicitamente che gli uomini sono più simili a Dio delle donne”.
La questione è stata discussa nell’ambito di una speciale commissione creata dall’arcivescovo di Canterbury, il leader spirituale degli anglicani, proprio per “esplorare le esperienze delle donne che hanno scelto il sacerdozio”, riportava ieri il Sunday Times. Ciò non significa che una modifica del testo delle preghiere sia imminente, a cominciare dal Padre Nostro, magari per trasformarlo in “Madre Nostra” o per dare a chi prega l’opportunità di scegliere liberamente l’una o l’altra formula. “Siamo soltanto al livello preliminare del dibattito”, dice Hillary Cotton, la presidente del gruppo Watch. “Riscrivere eventualmente le preghiere della Chiesa d’Inghilterra allo scopo di ampliare la nostra comune percezione di Dio è un problema estremamente complesso, che richiederà probabilmente anni”. E un portavoce dell’arcivescovo di Canterbury avverte: “L’arcivescovo non ha partecipato alla discussione, sebbene sia autorizzata da lui. Qualunque cambiamento
nella liturgia richiederebbe comunque un voto del Sinodo Generale, dopo una approfondita consultazione della commissione liturgica “. Continua a leggere

Verona, Sabato 6 Giugno 2015, si alza la tensione attorno al “Verona Family Pride”

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di Redazione

Dopo l’articolo di presentazione del “VERONA FAMILY PRIDE” pubblicato su L’Arena del 29 Maggio 2015, sale la tensione a Verona a pochi giorni dalla contestatissima “sfilata-carnevalata” dell’orgoglio sodomita. Del resto, siamo a Verona, città baluardo della Tradizione. Cattolici tradizionalisti di “Christus Rex”, Famiglia &  Civiltà, Comitato Pasque veronesi, Associazione “Battiti” di Forza Italia, Forza Nuova, Giovani Padani, Lega Nord, neo-consiglieri della Lista Zaia, Verona Pulita e molti altri liberi cittadini riuniti sotto le insegne del buon senso, saranno uniti nell’affermare l’unicità della Famiglia naturale, formata da uomo e donna e finalizzata alla procreazione. Dalle 15.00 alle 18.00 Sabato 6 Giugno presso il campo giochi di fronte all’Arsenale. Riproponiamo qui sotto l’ampio ed equilibrato articolo di Angiola Petronio, sul Corriere di Verona, inserto del Corriere della Sera di ieri, serata in cui Telenuovo ha ospitato Maurizio Ruggiero su questa tematica. Stasera, in prima serata, gli organizzatori del Verona Family Pride saranno ospiti di TeleArena con collegamento esterno dalla scalinata di Palazzo Barbieri: (Vedi: http://www.larena.it/stories/379_citta/1195374_verona_pride_se_ne_parla_stasera_a_direttaverona/  )

Cat.

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La scienza conferma: discendiamo da Adamo ed Eva

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Tutta l’umanità discende da una sola coppia (monogenismo), non da un gruppo di progenitori (poligenismo)

NO SIMMIA

di Umberto Fasol

Le ricerche scientifiche sull’origine dell’uomo aggiungono di continuo nuovi dati e nuove riflessioni che ci aiutano a dare una risposta sempre più plausibile al grande interrogativo: da dove veniamo? Sappiamo che quello della Bibbia è il racconto teologico della storia dell’umanità, che utilizza un linguaggio e un metodo che le sono specifici, che si preoccupano di dire la verità esistenziale, quella che serve a dare un senso alle cose e alla vita. Il racconto teologico non indica coordinate temporali o spaziali perché non gli interessano.

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Gioco del rispetto. «Ritiro mio figlio dall’asilo»

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Risultati immagini per Ritiro mio figlio dall’asiloAmedeo Rossetti, il genitore che per primo aveva segnalato l’introduzione del “Gioco del rispetto” in una scuola materna di Trieste, ha deciso di ritirare il figlio. Come si vede dal servizio tv, l’uomo spiega di aver posto delle domande alle autorità competenti e di aver sollecitato una risposta. Non avendola ottenuta, non ha mandato il bambino alla scuola materna. Sul “Gioco del rispetto”, attività che sotto l’intento di abbattere gli stereotipi di genere propugna l’ideologia gender, aveva scritto tempo fa un bellissimo articolo la scrittrice Susanna Tamaro. Qui, la sua intervista a Tempi.

Intervistato da Vita nuova, Rossetti ha ribadito le sue accuse. «Quando lo scorso 23 aprile – ha raccontato – ci hanno consegnato il foglio di richiesta autorizzazione a partecipare al “Gioco del rispetto” ero rimasto parecchio interdetto, perché lo stesso foglio non riportava possibilità di scelta tra “autorizzo” e “non autorizzo”; mancava anche il minimo cenno all’attività alternativa prevista; in data 27 aprile abbiamo consegnato una Raccomandata alla scuola ed all’Area Educazione del Comune di Trieste, restituendo il modulo e chiedendo, con specifica richiesta di risposta scritta, informazioni sull’attività alternativa, sul progetto di questa, sulle sue finalità, su materiali e sussidi eventualmente utilizzati, su data, ora e durata di tale attività e le persone che la porranno in essere. Dopo tre giorni di assenza di mio figlio all’asilo, oggi l’ho riportato a scuola ed ho notato un avviso affisso in bacheca, con data 8 maggio, che avvertiva che il 13 sarebbe iniziato il progetto e che in alternativa si prevedeva la lettura di due libri.  Continua a leggere

Cara, è vero che ti amo, ma non si sa mai…

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Dopo l’approvazione del divorzio breve, la prossima ”conquista civile” sarà il divorzio concordato prima di sposarsi
di Tommaso Scandroglio

Gli onorevoli Alessia Morani (Pd) e Luca D’Alessandro (Fi) sono i primi firmatari del cosiddetto divorzio breve. Sei mesi, al massimo un anno e si può buttare nell’inceneritore legale il proprio matrimonio. Gli stessi Morani e D’Alessandro stanno cercando di far approvare un altro disegno di legge volto all’uxoricidio legalizzato, quello concernente i patti prematrimoniali.
Il Ddl prevede l’inserimento nel Codice Civile del seguente articolo, l’art. 162 bis: «I futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare un patto prematrimoniale in forma scritta diretto a disciplinare i rapporti patrimoniali in caso di separazione personale, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».
In buona sostanza si tratta di questo: prima di sposarsi i nubendi mettono per iscritto le loro volontà in merito ai rapporti patrimoniali in caso di separazione o divorzio. Ad esempio possono decidere che una volta che si sono detti addio, l’uno versi all’altra una somma di denaro periodica, oppure le lasci in affitto una casa, oppure rinunci al mantenimento dell’altra parte salvo il diritto agli alimenti, oppure escluda «il coniuge della successione necessaria», come leggiamo nel testo del disegno di legge. Continua a leggere

Stop alla discriminazione: a Vienna arrivano i semafori gay e lesbo

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Risultati immagini per semafori gay a ViennaSecondo le autorità aumentano anche la sicurezza di pedoni e automobilisti perché “attirano l’attenzione”

Per promuovere al tempo stesso la sicurezza stradale e la tolleranza, l’amministrazione comunale di Vienna ha rimpiazzato le luci dei semafori con immagini inedite, che rappresentano coppie gay e lesbiche nei classici colori verde per il via libera e rosso per lo stop. Secondo le autorità cittadine, questi semafori aumenteranno la sicurezza perché attirano l’attenzione “sia degli automobilisti sia dei pedoni”.

Il secondo effetto del cambio di semafori sarà poi quello di “promuovere Vienna come una città tollerante”.

Fonte: http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?/mondo/notizia_2110847201502a.shtml

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