La famiglia multi-genitoriale ultima frontiera della rivoluzione gender

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Segnalazione Corrispondenza Romana

a-child-in-the-netherlands-is-going-to-have-five-parents-876-body-image-1438630930di Lupo Glori

Dall’Olanda arriva l’ultima tendenza nell’incessante processo di ridefinizione moderno della famiglia. Un processo di dissoluzione dell’istituto famigliare naturale che, procedendo per gradi, dalle famiglie allargate e ricomposte, frutto delle sempre più frequenti separazioni e divorzi, è arrivato a rivendicare la legittimazione sociale delle cosiddette “famiglie arcobaleno”, composte da persone dello stesso sesso. La nuova frontiera della famiglia è oggi rappresenta però dalle famiglie multigenitoriali, una particolare e paradossale struttura “famigliare” nella quale il bambino viene allevato, contemporaneamente, da più genitori legali appartenenti a nuclei famigliari differenti. Ad esempio una coppia gay e una coppia lesbica possono crescere il “proprio” figlio come fossero una sola famiglia, vivendo in famiglie separate.

Questo è infatti il folle quadretto famigliare formato da Jaco e Sjoerd, una coppia gay, e Daantje e Dewi, una coppia lesbica, raccontato da “VICE Netherlands”. I quattro si conoscono da dieci anni, e hanno deciso di avere e crescere un figlio insieme. Entrambe le coppie sono sposate, ma il rapporto tra Jaco e Sjoerd coinvolge anche una terza persona: un australiano di nome Sean che è il partner di entrambi da tre anni. A riguardo, Sjoerd spiega come sarebbe ben felice di convolare a nozze anche con Sean se solo la legge lo permettesse: ”Jaco e io siamo sposati da otto anni. Purtroppo non possiamo sposare Sean, altrimenti lo avremmo già fatto in un batter d’occhio“.

I cinque, oltre ai quali vi è anche un anonimo padre biologico, hanno firmato dunque un vero e proprio contratto di fronte al notaio, avente come oggetto i rispettivi compiti e doveri sull’educazione e crescita del nascituro. Come spiega Dewi: ”Cinque genitori con uguali diritti e doveri, divisi in due famiglie: queste sono le condizioni del contratto che tutti noi abbiamo firmato e sottoposto al notaio“.

Per realizzare il suo assurdo e perverso piano famigliare il quintetto è dovuto ricorrere ad alcuni stratagemmi, in quanto, nonostante i Paesi Bassi siano un paese all’avanguardia in termini di politiche familiari, la multi-genitorialità non è ancora contemplata. Secondo l’attuale legge olandese, un bambino può infatti avere un massimo di due genitori legali, e, all’interno di un matrimonio, i genitori sono di norma la madre biologica e il marito o la moglie di lei. Tuttavia, la legge prevede anche che alla madre biologica sia consentito nominare una terza persona come secondo genitore legale. Quest’ultima opzione è stato l’escamotage utilizzato dai cinque, cosicché, Jaco ha assunto il ruolo di genitore legale numero due in sostituzione di Dewi, altrimenti nominata per legge, in quanto moglie della partoriente Daantje. Dewi ha sottolineato come tale decisione sia stata presa di comune accordo per suddividere equamente i “poter legali” tra entrambe le famiglie, parimenti responsabili della crescita e dell’educazione del piccolo in arrivo: “Abbiamo voluto fare in modo che ci fosse un genitore legale in entrambe le famiglie, perché divideremo anche l’educazione“.

La famiglia multi-genitoriale rappresenta solo l’ultima aberrazione del processo di distruzione della famiglia naturale. Un iter ideologico fondato sul relativismo etico e sull’illimitata libertà individuale, il cui disastroso approdo contemporaneo è logico e coerente. Se il Sessantotto aveva proclamato la “morte della famiglia”, i teorici del gender affermano che “tutto è famiglia”, celebrando la nascita di qualsiasi tipo di unione. Un maniera abile e subdola per colpire al cuore l’istituto famigliare svuotandolo della sua unicità e peculiarità intrinseca.

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Aborto, prova schiacciante: PP è una macelleria di bambini; Stereotipi di genere tra gli omini del lego; Transgenderismo; Le prove del gender a scuola

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Segnalazione di Antonio Brandi

[VIDEO] ABORTO – QUINTA PROVA SCHIACCIANTE: PP E’ UNA MACELLERIA DI BAMBINI
Ecco il quinto video del Center for Medical Progress che testimonia l’orrendo traffico che si consuma dietro l’aborto (che è già orrendo di per sé). Dura circa 15 minuti, ma LifeNews avvisa che gli ultimi 5 sono davvero tremendi …

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/video-aborto-quinta-prova-schiacciante-pp-e-una-macelleria-di-bambini/
GIOVANI: SESSO, DROGA E ROCK ‘N ROLL? … FINO A UN CERTO PUNTO
Il mito del “sesso libero” (insieme a droga e rock ‘n roll) che ci portiamo dietro dal ’68 non è certo tramontato. Nonostante, però, il continuo bombardamento ipersessualista che i ragazzi subiscono quotidianamente, di cui parleremo nel prossimo numero di settembre sulla nostra rivista mensile, Notizie ProVita, negli Usa – secondo il Rapporto del governativo Center for Desease Control – è calata sensibilmente, rispetto a 25 anni fa, la percentuale degli adolescenti (fascia 15-19 anni) che ha avuto rapporti sessuali …

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/giovani-sesso-droga-e-rock-n-roll-fino-a-un-certo-punto/

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Gender as simbolic glue: un documento per rilanciare l’offensiva

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

genderdi Lupo Glori

La mobilitazione internazionale contro il gender inizia a dare i suoi frutti e sembra preoccupare, non poco, i suoi promotori, al punto da spingerli a redigere un’approfondita ed allarmata analisi della situazione, per individuare le falle della propria strategia e passare al contrattacco. [ leggi tutto ]

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Dopo i Video-Choc, Obama e i democratici difendono ancora Planned Parenthood

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

La multinazionale dell’aborto gestisce un traffico di organi di bambini abortiti eppure i politici americani la difendono ed anzi invocano la censura sui tre video che hanno smascherato il vile commercio (noi ve li mostriamo sottotitolati in italiano)
da No Cristianofobia

Incredibile! Il Partito Democratico americano, guidato dal Presidente Barack Obama,ha espresso «solidarietà» a Planned Parenthood, accusata di un traffico degli organi dei bambini abortiti presso le proprie strutture, ed ha anzi chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti del Cmp-Center for Medical Progress, l’organizzazione pro-life che ha scoperto e reso pubblico lo scandalo, grazie a due video registrati con una telecamera nascosta da propri attivisti, fintisi compratori d’organi. Nei filmati si vedono e si sentono chiaramente alti funzionari della multinazionale dell’aborto vendere parti dei feti umani ad un costo compreso tra i 35 ed i 100 dollari, trattando anche sul prezzo.

SANZIONI CONTRO I PRO-LIFE CHE HANNO PRODOTTO IL VIDEO CHOC
Con una lettera, inviata al Procuratore Generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, ed al Procuratore Generale della California, Kamala Harris, gli esponenti democratici del Congresso Jan Schakowsky, Zoe Lofgren, Jerry Nadler e Yvette Clarke, pretendono sanzioni esemplari nei confronti della meritoria sigla pro-life, “rea”, a loro dire, «da diversi anni di macchinazioni», nonché d’aver pubblicizzato le immagini ed i dialoghi senza il consenso degli interessati: un pretesto formale viene cioè contrapposto all’indegna e terrificante macelleria smascherata.
Secondo il Center for Responsive Politics, nel 2014, 153 parlamentari democratici hanno ricevuto oltre 676 mila dollari da Planned Parenthood. Lo stesso Presidente Usa, Barack Obama, per la sua campagna elettorale del 2012, ha ricevuto dalla multinazionale dell’aborto ben 1,7 milioni di dollari. Del partito repubblicano, invece, solo il deputato Richard Hanna ha ricevuto 2.823 dollari.
Secondo Lofgren, anzi, Planned Parenthood sarebbe «un’istituzione assai rispettata ed importante per la comunità», mentre Schakowsky critica il Cmp, imputandolo di un’indicibile bassezza ed accusando tutti gli attivisti per la Vita di non fermarsi «di fronte a nulla nei propri sforzi tesi a minare il diritto di scelta della donna». Parole indegne di un esponente del Congresso americano.

NESSUNO CI FERMERA’
Il Cmp, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di fermarsi: anzi, ha annunciato la diffusione di altri video che inchiodino alle proprie responsabilità gli autori di questo mercato disumano, video realizzati grazie ad un’indagine durata tre anni e denominata «Capitale umano».
Ad oggi, sono ben otto gli Stati federali, che hanno avviato indagini contro le cliniche di Planned Parenthood, dopo la diffusione dei video contestati: si tratta del Kansas, della Georgia, della Louisiana, del Texas, dell’Ohio, dell’Indiana e dell’Arizona.
Il governatore del Kansas, Sam Brownback, ha anzi assicurato che il proprio Stato «mantiene l’impegno di promuovere una cultura rispettosa della dignità della vita a qualsiasi età».
Dal canto suo, la Commissione per l’Energia ed il Commercio della Camera dei Deputati americana ha inviato una lettera al presidente di Planned Parenthood, Cecile Richards, con cui le si chiede ufficialmente di presentarsi il prossimo 31 luglio, per difendersi e chiarire le accuse mosse all’istituzione che rappresenta.

Nota di BastaBugie: per i dettagli su ciò che è riportato nell’articolo basta andare al link sottostante
PLANNED PARENTHOOD E IL TRAFFICO DI RESTI DI BAMBINI ABORTITI
Con una telecamera nascosta, la ABC News svela gli orrori della più grande catena di cliniche abortiste d’America (sconsigliamo la lettura a persone facilmente impressionabili)
di Federica Paparelli Thistle
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3843

Ed ecco i tre video-choc che Obama vuole censurare:
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Raccolta firme per l’abrogazione della legge sulla “buona scuola”. Firmate presso i vostri Comuni di residenza

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Segnalazione di Gianni Toffali

È già iniziata la raccolta di  firme per l’abrogazione della legge sulla “Buona scuola”

È già iniziata la raccolta di firme per l’abrogazione della legge sulla “Buona scuola”

Redazione . . La raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge 13 luglio 2015, n. 107 (la cosiddetta “legge sulla buona scuola”) è già iniziata. Qui vi riportiamo la notizia pubblicata oggi dal Mattino di Padova, che segnala la raccolta di firme al Comune di Camposampiero (PD). In particolare si mette in luce la pericolosità di questa legge, che …

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Gender a scuola – Analizziamo il ddl Fedeli

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gender a scuola

A proposito del gender a scuola, e in generale dell’insinuarsi dell’ideologia gender nel linguaggio e quindi in ogni ambito sociale, non solo nella scuola, è interessante l’analisi puntuale che fa Giovanni Lazzaretti, dell’ Osservatorio Internazionale Cardinale Van Tuan, del ddl Fedeli.

Una lettura da fare con calma, e meditare.

Vale la pena di analizzare il DDL Fedeli quando l’educazione di genere sembra ormai essersi infilata di straforo nel sistema scolastico, attraverso il voto di fiducia sulla cosiddetta “Buona Scuola”? Vale certamente la pena di analizzarlo. Continua a leggere

Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”

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Segnalazione Quelsi

FullSizeRenderdi Gianni Rosa

L’ex Deputata Luxuria lancia il Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”. Matera, innalzata dall’Europa a Capitale della Cultura 2019, i Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993, vilipesi da una rima, rigorosamente baciata, che più di cattivo gusto non poteva essere.

Ma, poi, non era meglio “Tutti i generi portano ai Sassi?”. Certo non avrebbe fatto rima ma la parola “sessi”, che indica il corredo genetico, l’insieme di caratteri biologici e fisici che producono il dualismo maschio/femmina, forse contrasta un po’ con le battaglie della comunità lgbtqi.

Invece, “lgbtqi correct” è stata lo sponsor della mozione Polese, Avv. Rapolla, candidata nella lista proprio di Polese, Socialist&Democrats, ed esponente dell’Arcigay lucana. Anche se la teoria gender non esiste, nel suo post l’aspirante Consigliera comunale abolisce i generi grammaticali. E così le parole “tante/i altre/i” diventano “tant* altr*”. Sarà anche primaver* lucan*, ma speriamo di non finire come la Libia. Durante quella araba, nessun’associazione per i diritti lbgtqi si è scandalizzata per gli eccidi compiuti dagli estremisti islamici ai danni della loro comunità.

Entrambe rendono merito al promotore della mozione, Polese, che, però, non riesce a tenere ferme le proprie posizioni e pur di salire alla ribalta nazionale espunge dal testo della suddetta mozione proprio le criticità che noi avevamo messo in rilievo: corsie preferenziali per l’inclusione lavorativa delle persone lbgtqi; gli ingenerosi, oltre che falsi, giudizi nei confronti della Regione Basilicata ed la passiva accettazione delle iniziative dell’Arcigay lucana, che scompare dal corpo dell’atto. Troppo evidenti le speculazioni e le ‘marchette elettorali’ che, in questo modo, il Consigliere Polese ha fatto pagare all’intero Consiglio.

Adesso ci auguriamo di vedere Polese al Gay Pride materano. Ovviamente, se De Magistris ha sfilato a quello napoletano con dei vistosi orecchini rossi, ci aspettiamo qualcosa di più dal giovane delfino del Presidente.

Redazione | luglio 31, 2015 alle 4:02 pm | Categorie: Uncategorized | URL: http://wp.me/p3RTK9-9NL

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ESCLUSIVO: Consiglio Regionale della Basilicata – Mozione contro il Gender nelle Scuole

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di CdP Ricciotti

            Potenza, 21 luglio 2015. È stata presentata oggi in Consiglio Regionale una Mozione, per il momento condivisa da ben nove Consiglieri su ventuno, con l’intento di impegnarsi affinché nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:

            «- non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

            «- sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

            «- si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

            «- si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni  a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.»

            I firmatari della Mozione sono: – in prima firma il Consigliere regionale dei Popolari (PPI – PPE) Aurelio Pace; – a seguire, in ordine, Paolo Castelluccio (FI – Forza Italia), Gianni Rosa (Fratelli d’Italia), Achille Spada (PD – Partito Democratico), Franco Mollica (UDC – Unione di Centro), Michele Napoli (FI – Forza Italia), Nicola Benedetto (CD – Centro Democratico), Luigi Bradascio (PP – Pittella Presidente) e Carmine Miranda Castelgrande (PD – Partito Democratico).

            Fonti interne riferiscono che sarebbero stati attenzionati anche i due Consiglieri regionali del M5S, i quali non hanno voluto firmare la Mozione.

            Alcuni Consiglieri regionali, precisamente altri tre del Centro Sinistra, si sono detti invece interessati alla Mozione ma hanno (diligentemente) chiesto tempo per potersi documentare meglio. Ciò dimostrerebbe che non sono solo le famiglie a non aver idea di cosa sia la “teoria del gender”, ma anche la Politica non ha ben chiaro cosa si vorrà insegnare ai nostri bambini nelle scuole, tutto senza alcun consenso informato e consapevole.

            La Mozione è stata accompagnata da un vasto ed imparziale dossier informativo, per consentire così a tutti i Consiglieri regionali chiamati a pronunciarsi di potersi ben documentare al fine di decidere liberamente, secondo coscienza e scienza, fuori dai “diktat delle lobbies”.

            A quanto pare – al momento in cui scriviamo – la Mozione non sarà discussa, rinviando alla prossima data utile il dibattito. Visto il tema etico (valori non negoziabili) e data la larga e trasversale condivisione del Documento (da Destra a Sinistra), possiamo pensare in un’approvazione futura della stessa, questo a patto che in Partiti non interferiscano “violentando”, ancora una volta, le coscienze dei Consiglieri.

Sotto il testo completo della mozione e le foto con firme:

Mozione

Premesso che:

         – la “Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione italiana, art. 29);

            – con l’espressione “società naturale”, i Padri costituenti, mediante la Carta fondamentale, hanno voluto chiaramente affermare che la famiglia è una realtà che preesiste al diritto, una oggettiva realtà che il diritto non crea;

            – la famiglia è inequivocabilmente una realtà, un “elemento fondamentale” dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana;

            – la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita;

            – la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e, in quanto tale, “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”, come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10.12.1948, art. 16, § 3);

            – è compito della famiglia – “società naturale fondata sul matrimonio” fra un uomo ed un donna – trasmettere la vita, i valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo ed il benessere dei propri componenti;

            – le istituzioni devono, perciò, provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per garantire quanto finora premesso e non per, al contrario, finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso;

            – non si ha intenzione di sollevare polemiche politiche bensì di sollecitare l’aula al rispetto, alla luce di quanto finora esposto, della vita umana, delle famiglie, dei bambini e, infine, del diritto.

Considerato che:

         –  ci troviamo, oggi e purtroppo, davanti ad alcuni interrogativi mai sorti prima poiché oggettivamente illogici ed anti-scientifici: Maschio o femmina si nasce o si sceglie di diventarlo? O, più in generale, che cosa è la persona umana? È una struttura dotata di una precisa identità sessuata, maschile o femminile, oppure è un’entità astratta, modellabile nel tempo in base al desiderio ed alla libera scelta dell’orientamento sessuale di un soggetto?

            – è nostro dovere non glissare su tali pretestuosi interrogativi ma tutelare società, famiglie e bambini, preso atto dell’esistenza della “teoria del gender” che pone gli interrogativi su accennati e numerosi altri ancora;

            – la “teoria del gender” afferma, infatti, che le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio “genere”, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé;

            – la “teoria del gender” vuole, come imposizione dall’alto,  che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”;

            – basti pensare che Simone de Beauvoir, ideologa del “genere”, pronunciò la famosa frase “donne non si nasce, lo si diventa”;

            – tali teorie non sono solamente contrarie al diritto naturale (tutelato dalla Carta fondamentale secondo le intenzioni esplicite dei Padri costituenti), ma sono anche anti-scientifiche. L’umanità è sempre stata caratterizzata da un chiaro dimorfismo sessuale (differenza morfologica fra individui appartenenti alla medesima specie ma di sesso differente), maschio/femmina, il cui determinante biologico è rappresentato dal cromosoma Y: la sua presenza costruisce il maschio, la sua assenza realizza la femmina;

            – la promozione della “teoria del gender” nelle scuole potrebbe essere attuata mediante progetti chiamati educativi, che vorrebbero promuovere codeste pretese per renderle invece “norma”;

            – le famiglie ordinariamente non hanno neanche idea di cosa sia questa “teoria del gender” e di cosa si vuol insegnare, oggi ed in futuro, ai propri bambini, così sottoponendo, di fatto, genitori e figli ad un vero inganno voluto dalla disinformazione sull’argomento;

            – in alcune scuole vengono proposte, e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come “Perché hai due mamme”, “Perché hai due papà” o altre che promuovono apertamente la transessualità come “Nei panni di Zaff” o “Il bell’anatroccolo” che indirettamente  invitano i bambini e gli studenti a “scegliere il proprio genere”, ignorando le proprie origini biologiche;

            – questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e  l’innocenza dei bambini;

            – il sesso rimanda a criteri biologici, ovvero tutte quelle caratteristiche anatomiche e fisiologiche che indicano se si è maschi o se si è femmine, mentre il “genere” sarebbe un costrutto psicologico che cambierebbe e si modificherebbe a seconda delle epoche e dei contesti culturali.

Ciò premesso e ciò considerato, i firmatari si impegnano affinchè nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:

         – non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

            – sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

            – si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

            – si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni  a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

MOZIONE 1

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Dopo i gay, anche i trans potranno entrare nell’esercito USA

militare

Segnalazione di Corrispondenza Romana

 

di Alfredo De Matteo

Nel 2011 i vertici militari statunitensi tolsero lo storico e sacrosanto divieto che impediva agli omosessuali di prestare il servizio militare. Lo scorso giugno, durante una cerimonia al Pentagono per il mese del Gay Pride, il ministro della Difesa Carter dichiarò di voler arrivare ad un punto in cui nessuno deve prestare servizio in silenzio e dove tutti i soldati, marinai, avieri e Marine sono trattati con la dignità e il rispetto che meritano.

Lo stesso presidente Obama invitò alla Casa Bianca un aviere transgender, in occasione di un ricevimento per Lgbt Pride, il quale era a sua volta accompagnato da una fidanzata transgender caporale dell’esercito. Ovvio dunque che prima o poi anche l’ultimo paletto (forse è più prudente dire l’ennesimo…) cadesse sotto i colpi del politicamente corretto e della perversa logica della non discriminazione. Sembra infatti che sia solo questione di poche settimane e il provvedimento che spalanca le porte dell’esercito anche alle persone transgender verrà ufficializzato.

All’inizio riguarderà solamente i trans che già prestano servizio nelle Forze Armate poi inevitabilmente riguarderà anche chi invece intende arruolarsi. In questa prima fase lo scopo principale sembrerebbe quello di impedire che tali personaggi già in uniforme siano costretti ad abbandonare la carriera militare (Il Giornale, 14 luglio 2015).

Procede a tappe forzate il tentativo di giungere alla completa normalizzazione delle perversioni sessuali messo in atto dalle lobby anticristiane, che hanno abilmente sfruttato la dabbenaggine dei politici cattolici e degli uomini di Chiesa per innescare il processo di distruzione dell’ordine naturale facendo leva sul falso principio della non discriminazione, secondo cui sarebbe ingiusto (e contrario allo spirito cristiano) impedire ad alcune categorie di persone l’accesso a determinate mansioni od incarichi pubblici.

«Il medico pietoso fa la piaga purulenta», è un noto proverbio popolare con cui si sottolinea la necessità che il medico intervenga con fermezza e decisione nel curare il paziente, anche se la cura dovesse procurare al paziente stesso eventuali sofferenze. In gioco infatti c’è la vita dell’ammalato che altrimenti perirebbe o vedrebbe peggiorata la sua condizione. Lo stesso vale per la società umana nel suo complesso che ormai è giunta ad un punto tale di imputridimento morale che la sua stessa sopravvivenza risulta essere in serio pericolo.

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La “svolta” LGBT di Radio Vaticana

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Radio Vatikandi Mauro Faverzani

A lanciare l’allarme, sono stati lo scorso 8 luglio il giornalista inglese Edward Pentin del National Catholic Register ed il sito statunitenseCatholic Culture. Entrambi hanno notato, perplessi, l’eccessiva “disinvoltura” dimostrata dal sito in lingua tedesca di Radio Vaticana, nel pubblicare la foto di un bacio tra due donne a commento di un articolo su di un presunto “cambio di linea” da parte della Chiesa sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, in “sintonia” con i nuovi orientamenti dell’opinione pubblica.

L’immagine è stata poi tolta, quindi rimessa on line ed, infine, di nuovo eliminata, dopo la pioggia di commenti negativi espressi da internauti sempre più sconcertati.

Il testo, invece, non è stato modificato, neppure il titolo, quanto mai “forzato”: «La morale sessuale della Chiesa è in movimento», dando peraltro voce, all’interno, a Martin Lintner, presidente della Società Europea per la Teologia Cattolica, dettosi convinto che la sessualità venga sempre più «percepita come una dimensione personale ed olistica», anziché tradizionale. Un articolo, insomma, che, con chiaro riferimento al prossimo Sinodo e ad un ipotetico “ripensamento” della Chiesa in materia, spinge di nuovo sull’acceleratore.

Questo, secondo l’agenzia Riposte catholique, non dovrebbe stupire, in quanto le varie edizioni internazionali di Radio Vaticana rifletterebbero le linee delle rispettive conferenze episcopali e si sa «come quella tedesca sia stata l’avanguardia di una vera e propria campagna per il cambiamento della dottrina della Chiesa in fatto di morale sessuale».

Non è un caso che, ancora una volta, a smascherare le manovre tedesche sia stato il giornalista inglese Edward Pentin, lo stesso che sbugiardò pubblicamente il Card. Kasper: Sua Eminenza, nell’ottobre scorso, negò d’aver mai rilasciato un’intervista molto “critica” verso i Vescovi africani, “rei” solo di aver difeso Scrittura, Magistero e Tradizione in fatto di morale sessuale della Chiesa. Ma Pentin pubblicò l’audio di quella conversazione con la voce del Cardinale.

Inutile dire come ampio spazio alla “novità” di Radio Vaticana sia stato assicurato anche dai siti Lgbt, delusi soltanto dal finale: speravano che quella foto rimanesse…

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