Utero in affitto. Figli di coppie gay scambiati

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Utero in affitto. Coppia gay commissiona una figlia in Nepal, ma arriva la bambina sbagliata

Dopo un test genetico i due uomini israeliani hanno scoperto l’errore e hanno rispedito indietro la bambina. «È un errore umano grave ma non è raro»

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Sono partiti da Israele, destinazione Nepal, per prendere la figlia che avevano commissionato a una madre surrogata. Una volta ritornati a casa, dopo aver effettuato un test genetico obbligatorio, si sono accorti che la bambina non era la loro e l’hanno rimandata indietro.

«ERRORE UMANO». È quanto successo a una coppia omosessuale, che si era avvalsa della collaborazione dell’agenzia israeliana esperta in utero in affitto Tamuz. Questa ha dichiarato che si tratta di un «caso di errore umano». L’ovulo comprato e fertilizzato con lo sperma dei due uomini non era infatti stato impiantato nell’utero della donna giusta.

TEST GENETICO. La bambina è nata il mese scorso ma l’errore è stato scoperto solo questa settimana durante un test genetico condotto allo Sheba Medical Center di Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv. Simili test sono richiesti in Israele per legge a tutte le coppie omosessuali che si recano all’estero per la pratica dell’utero in affitto. I risultati solitamente richiedono diverse settimane.

BAMBINI E MADRI SURROGATE. La coppia gay ha rispedito indietro la bambina, che è stata affidata ai genitori che l’avevano davvero commissionata, e ora sta aspettando di vedere se la donna che questi ultimi avevano scelto come surrogata sta portando in grembo il loro bambino oppure no. Se non fosse così, i loro ovuli fecondati potrebbero essere andati persi e la seconda madre surrogata potrebbe essere incinta del figlio risultante dal materiale genetico di una terza coppia.

SBAGLI FREQUENTI. Da sempre il Nepal è una meta ambita dalle coppie omosessuali israeliane, ma la nazione himalayana ha bloccato le nuove pratiche ad agosto in attesa di rivedere la legge, come fatto anche da India e Thailandia. Secondo Dana Magdassi, proprietaria dell’agenzia Lotus, simili errori non sono così rari: «È uno sbaglio molto grave che avviene spesso anche da noi in Israele. Si sente parlare poco di simili errori all’estero, perché i dottori sanno che una volta che le coppie israeliane rientrano in patria sono costrette a fare un test genetico», ha spiegato ad Haaretz.

Foto utero in affitto da Shutterstock

Fonte: http://www.tempi.it/utero-in-affitto-coppia-gay-commissiona-una-figlia-in-nepal-ma-arriva-la-bambina-sbagliata#.VpXnIn5d7qC Continua a leggere

Il registro delle Dat a Treviso: più facile l’eutanasia in Italia?

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(Tommaso Scandroglio) Non c’è solo il gender, la comunione ai risposati civilmente e l’aborto che dovrebbero preoccupare i cattolici, ma anche l’eutanasia. La spinta ideologica verso la dolce morte continua a tutti i livelli culturali, politici, giuridici ed anche – ahinoi – intra ecclesiam.

Il comune di Treviso ha approvato l’istituzione del Registro del testamento biologico. Si tratta di questo. Qualsiasi cittadino residente a Treviso potrà dare comunicazione al Comune, compilando un modulo presso appunto apposito registro, di aver lasciato ad un terzo soggetto precise disposizioni inerenti a quei trattamenti sanitari a cui vorrà o non vorrà essere sottoposto nel caso in cui in futuro non sia più capace di intendere e volere. Il terzo soggetto potrà essere un parente, un congiunto, un amico o un professionista (medico di famiglia, notaio, avvocato, etc.). Quest’ultimo ricoprirà il ruolo di fiduciario e sarà suo onere far rispettare i desiderata del dichiarante.

Alcune brevi riflessioni. Perché il Comune non ha deciso di istituire presso i suoi uffici un registro dove raccogliere direttamente le dichiarazioni anticipate sul fine vita? L’amministrazione comunale di Treviso, così come altre in passato, ha scelto questa strada un poco più tortuosa perché nel 2010 ben tre ministeri, quello del Lavoro e delle Politiche sociali, quello dell’Interno e quello della Salute, avevano congiuntamente siglato una direttiva il cui titolo era Direttiva interministeriale in materia di Registri per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Continua a leggere

Approvate, nella notte, le ‘unioni gay’ in Grecia, anche con voti ‘centrodestra’: riflessioni

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Segnalazione di Radio Spada

by jeannedarc

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La notizia è freschissima: approvate le unioni gay in Grecia, con 194 voti a favore tra cui diversi provenienti dai centristi e qualcuno anche dal centrodestra.

Dati difficili da negare:

  1. Tanto Tsipras è stato debole e perditempo sulle questioni di politica comunitaria, tanto è stato forte e veloce nell’approvare le ‘unioni gay’.
  2. La “chiesa” scismatica greca esce gravemente sconfitta.
  3. Le articolate teorie che volevano trovare in Tsipras una speranza concreta per il futuro hanno dimostrato tutta la loro debolezza e lo hanno fatto su ogni fronte: dalla politica interna, a quella internazionale, dall’economia ai temi etici. Su questo sito, da oltre un anno e spesso in controtendenza, abbiamo tentato di spiegare di quale bluff si trattasse: http://www.radiospada.org/?s=tsipras (archivio quasi completo)

Intelligenti pauca.

jeannedarc | dicembre 23, 2015 alle 10:37 am | Categorie: Attualità, Bioetica | URL:http://wp.me/p3Bugf-61w

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La dittatura gay vuole libertà di scelta della toilette a prescindere dal sesso

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intanto nell’Irlanda del Nord il matrimonio gay non passa (ecco perché nessuna tv l’ha detto… e sono al quinto tentativo)
di Benedetta Frigerio

Finché si trattava di fingere che un ragazzo fosse una ragazza chiamandolo con un nome femminile, i professori della scuola erano disposti a chiudere gli occhi. Ma quando lo studente ha cominciato a pretendere di avere libero accesso allo spogliatoio femminile per fare la doccia con le compagne, il problema della realtà è diventato insormontabile. Così, come riporta anche il New York Times, un istituto superiore dell’Illinois, la Township High School District 211, distretto di Palatine, a nord-ovest di Chicago, ha deciso di negare al ragazzo il “diritto” che reclamava. La cosa, però, non è andata giù al dipartimento dell’Educazione di Obama, che ha ravveduto una violazione del Titolo IX, una legge federale “antidiscriminazione”, e ha dato alla high school un ultimatum di un mese: se entro trenta giorni non consentirà agli studenti di scegliere i servizi igienici in base al “genere” anche quando questo sia diverso dal loro sesso, il caso potrebbe finire davanti alla giustizia e la scuola potrebbe perdere fondi pubblici. «Tutti gli studenti meritano la possibilità di partecipare senza differenze ai programmi e alle attività scolastiche, questo è un diritto civile fondamentale», ha dichiarato Catherine Lhamon, sottosegretario per i Diritti civili del dipartimento dell’Educazione. Continua a leggere

La (disastrosa) situazione dei matrimoni in Italia

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

L’Istat certifica che ci si sposa di meno, crescono divorzi e convivenze… insomma le coppie sono sempre più fragili
di Tommaso Scandroglio

L’Istat ha pubblicato un report sullo stato di salute dell’istituto del matrimonio e della famiglia. Qualche dato riferibile all’anno 2014. Si sono celebrati quasi 190mila matrimoni, 4.300 in meno rispetto all’anno precedente. Nel periodo 2009-2013 il calo è stato in media di 10mila matrimoni all’anno.

I MATRIMONI SONO DIMINUITI
Dal 2008 al 2014 i matrimoni sono diminuiti di 57mila unità. Uno dei motivi è anche anagrafico: ci sono meno giovani di una volta e quindi meno persone che si sposano. Continua a leggere

‘Nozze’ gay: trappola Ue sventata da Polonia e Ungheria

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Ue

Se non ci fossero state Polonia e Ungheria, la frittata sarebbe fatta ed ancora una volta l’Ue avrebbe tradito le radici ed i Valori, su cui per millenni il Continente è stato costruito. Come riferito dal quotidiano spagnolo Abc, grazie al loro intervento, invece, è stato bloccato il 3 dicembre l’accordo all’esame del consiglio dei ministri dell’Interno europei, accordo che avrebbe permesso di riconoscere i diritti patrimoniali di tutte le unioni registrate, comprese quindi le cosiddette “nozze” gay e le coppie di fatto, affidando al giudice la decisione ultima, caso per caso, anche di fronte a divorzi tra partner di diverse nazionalità. Ovviamente, col vincolo di riconoscere poi in qualunque Stato europeo, le sentenze emesse.

Chi ha proposto tutto questo, sapeva bene come ciò sforasse rispetto alle competenze dell’Unione, ma ha sperato di farla franca, contando sulla compiacente complicità di tutti e rassicurando i dubbiosi, suggerendone, a parole, un’applicazione «ampia e volontaria». E invece no: c’è chi nel tranello non è cascato, ha alzato la mano ed ha eccepito come tale provvedimento violi il principio fondamentale di sussidiarietà, interferisca con le identità nazionali e calpesti il diritto di famiglia dei singoli Stati membri, andando contro le loro «tradizioni ed i loro valori» in materia. E’ stato facile, per Polonia ed Ungheria, smontare il giocattolo, ma tanto di cappello per avere avuto il coraggio di farlo in aula.

Così il ministro di Giustizia del Lussemburgo, Felix Braz, ha commentato, sconsolato: «Oggi non ci resta che constatare il fallimento dei negoziati. Non c’è un accordo politico unanime». Da cinque anni tra i 28 Paesi dell’Ue le trattative erano in corso, infischiandosene delle regole essenziali: ma le due delegazioni polacca e ungherese han rimesso le cose a posto, incoraggiando anche i perplessi a dir la loro, come han fatto Portogallo, Lettonia e Slovacchia, i quali han dichiarato di aver accettato per buone le rassicurazioni avute, pur nutrendo perplessità sui provvedimenti, essendo, la loro, una legislazione ancora «tradizionale», come l’han definita. Continua a leggere

CERVELLO “MORTO” E CUORE BATTENTE OPPURE CERVELLO VIVO E CUORE NON BATTENTE L’IMPORTANTE E’ ESPIANTARE

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Risultati immagini per Antipredazione degli organiSegnalazione del dott. M. Dalbuono

Finora il prelievo di organi è stato praticato esclusivamente su persona in cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente (standard neurologico). Ma le opposizioni crescono, la disponibilità degli organi diminuisce, e i trapiantisti da qualche tempo hanno cominciato ad espiantare reni e fegato da pazienti in arresto cardiaco senza patologie cerebrali. Sono pazienti che sulla base di un giudizio di prognosi infausta sono guardati come banca di organi e tessuti. La chiamano “donazione a cuore fermo”. Quello che non si conosce è che l’immediata ed invasiva preparazione all’espianto è precedente all’accertamento di morte cardiaca e praticata sia su coloro che hanno manifestato volontà di donazione sia, in parte, su coloro di cui non si conosce la volontà.
Se il cuore si ferma per 20 minuti (riscontro ECG) per legge si è morti. Ma a cuore fermo gli organi senza ossigenazione si deteriorano rapidamente, tanto più dopo 20 minuti, rendendo impossibile il trapianto. Così ci si prepara per la circolazione extracorporea (ECMO)* non a fini di cura ma per salvaguardare reni e fegato, ostacolando l’afflusso di sangue ossigenato al cervello con un palloncino che chiude l’aorta al di sopra dei reni provocando un crash del cervello. *(Extra Corporeal Membrane Oxygenation).
E’ un terribile protocollo autoritario per il prelievo di organi, che inizia sui moribondi ad imitazione di altri Stati.
A livello internazionale è definito “Non Heart Beating Donor” (NHBD) “donatore a cuore non battente” ma cervello vivo. Negli anni ha acquisito varie definizioni: Donation After Cardiac Death (DCD) “donazione dopo morte cardiaca”, ma anche Donation After Circulatory Death (DCD) “donazione dopo morte della circolazione”. Gli italiani dicono “donazione a cuore fermo”.

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Michael Swift e Mario Mieli: due profeti gay?; Video “Gender Revolution”: la prova definitiva del gender nelle scuole …

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Segnalazione di Antonio Brandi

MICHAEL SWIFT E MARIO MIELI: DUE PROFETI GAY?

L’attivismo gay mostra il suo volto più oscuro attraverso due importanti esponenti: Mario Mieli e Michael Swift. Quanto venne previsto trent’anni fa nel “Gay Manifesto” sembra realizzarsi puntualmente oggigiorno. Vuoi approfondire? Continua a leggere qui

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/michael-swift-e-mario-mieli-due-profeti-gay/

VIDEO “GENDER REVOLUTION”: UNA NUOVA RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA

Pubblicato solo pochi giorni fa, il video ha ottenuto rapidamente decine di migliaia di visualizzazioni. I negazionisti del gender sostengono che non esisterebbe qualcosa come la teoria di genere, e che quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi nelle scuole. Prendi pochi minuti per vedere il video e rifletti. Davvero non esiste nulla che assomigli vagamente a una “teoria” basata sul “genere”? Davvero non sta succedendo nulla nelle nostre scuole?.

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Incontri contro la teoria gender nel veronese. Avvocato Gianfranco Amato, dei Giuristi per la vita. Modulo e consigli pratici ai genitori per difendersi. E altro.

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http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/655-12-settembre-2015-concamarise-vr-gender-cosa-significa

12 settembre, a Concamarise (Vr)

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/659-15-settembre-2015-sommacampagna-vr-famiglia-scuola-societa-le-nuove-sfide-antropologiche-ed-educative

15 settembre, a Sommacampagna (Vr)

21 Colognola ai Colli, sala civica del Comune

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/22-appuntamenti/662-23-settembre-2015-cerea-vr-famiglia-scuola-societa-nuove-sfide-educative

23 settembre, a Cerea

La Croce Quotidiano – 3 settembre 2015

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/663-contro-l-ideologia-gender-a-scuola-7-pratici-consigli-ai-genitori – 5 settembre 2015

CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER A SCUOLA, 7 PRATICI CONSIGLI AI GENITORI

di Gianfranco Amato

Settembre è un mese generalmente triste. Non solo perché è legato alla fine del sogno estivo, ma anche perché coincide con l’inizio delle attività scolastiche. Quest’anno, però, il ritorno sui banchi rappresenta un cruccio anche per i genitori degli studenti. La preoccupazione stavolta ha un nome inglese: gender. Molti si chiedono se e come verrà realizzata anche nelle scuole italiane [la] pericolosa forma di «sperimentazione educativa» sulla teoria gender […]

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il problema oggettivamente esiste: c’è un reale e concreto pericolo che si allarghi il numero di istituti scolastici che intendono introdurre corsi ispirati alla teoria gender. Di fronte a questo rischio, occorre che i genitori reagiscano in maniera razionale, lucida e serena. Non servono inutili allarmismi, ma occorre vigilanza nel prevenire e coraggio nel denunciare. Per questo riteniamo utile fornire ai genitori degli studenti sette consigli semplici e pratici, per poter affrontare in maniera concreta e operativa la questione.

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Così Obama impone Lgbt e aborto ai leader africani di domani

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Segnalazione Corrispondenza Romana

IS2C0444di Mauro Faverzani

«Voi siete il motore del progresso!»: così lo scorso 3 agosto, a Washington, Barack Obama ha caricato 500 giovani africani, che erano lì per lui, all’inaugurazione del programma di cui sono ospiti, lo Yali-Young African Leaders Initiative. Si tratta di una sessione di studi di sei settimane presso una delle più prestigiose università statunitensi. Il tutto assolutamente gratis. Spese e costi vengono interamente sostenuti dalle borse di studioMandela Washington. E’, questa, una “creatura” dell’attuale Presidenza Usa, per lo più sfuggita ai media, ma a torto; giunta alla sua seconda edizione, ne è già stata garantita la prosecuzione, anche dopo la fine del mandato di Obama alla Casa Bianca, nel 2017.

E proprio Obama, all’inaugurazione, si è rivolto ai 500 presenti, parlando loro per più di un’ora. Ha ripreso i temi-chiave dei discorsi tenuti in Kenya ed all’Unione Africana in Etiopia: buon governo, istruzione e posizione delle donne nella società. Spronandoli: «Questo programma vi aiuterà realmente a fare la differenza, quando tornerete nelle vostre case». E loro, i giovani, hanno risposto entusiasti: «Il sogno di Barack Obama ci dà le ali». In realtà, più che le ali, dà soldi, relazioni commerciali ed i contatti giusti; purché, in cambio,facciano esattamente quanto venga loro chiesto.

L’anno prossimo, lo Yali punta a farsi ancor più invasivo: raddoppierà il numero dei partecipanti, non più 500, ma mille giovani africani, tutti di età compresa tra i 25 ed i 35 anni. In pratica, la classe dirigente del domani. Tutti rigorosamente selezionati tra i migliori, i più promettenti, i futuri leader. Non solo. Verrà aperto un altro centro regionale Yali, questa volta ad Accra, in Ghana: è il quarto, dopo Dakar, Nairobi e Pretoria. Inoltre, nel 2016, a loro volta, almeno 80 giovani americani andranno in Africa, per studiare la leadership del posto. I nodi si stringono…

«Cambieremo l’Africa», hanno urlato in coro quei 500 giovani. Già, cambieremo l’Africa. Ma come? Che il Continente si opponga all’agenda Lgbt, all’aborto, all’eutanasia, ai “diritti riproduttivi”, alla “pianificazione familiare”, lo ha dimostrato e lo intende dimostrare chiaramente nell’aula sinodale, ma anche con leggi e decisioni governative coraggiose, pronte a rinunciare agli aiuti, quand’anche necessari, pur di non tradire le proprie convinzioni. Per questo, ora, Washington ha deciso di cambiare strategia: se i leader attuali non accettano imposizioni, quelli di domani, opportunamente indottrinati, forse lo faranno.

E’ quanto si evince dando una scorsa ai nomi degli sponsor, che han reso possibile il programma Yali e pagato le borse di studio Mandela Washington, grazie alle quali questi 500 giovani han potuto seguire la sessione di studi in modo totalmente gratuito. Chi più, chi meno, rappresentano comunque tutti una sorta di gigantesco spot elettorale dell’amministrazione Obama oppure si tratta di realtà orbitanti attorno alle Nazioni Unite, Unfpa (Fondo per la Popolazione) in testa, che è sinonimo di «salute riproduttiva, pianificazione familiare, diritti sessuali», spaziando dall’aborto all’ideologia gender.

Ma vi sono anche sigle più “esplicite” come Advocates for Youth, pronta a finanziare ovunque nel mondo l’agenda Lgbt e le lobby abortiste, al punto da prender recentemente le difese diPlanned Parenthood nonostante i video-choc che hanno denunciato gli aborti illegali da essa effettuati, nonché il traffico e la vendita di parti del corpo sezionate dai bambini abortiti. Ma altri attivisti del gender si trovano tra gli sponsor dello Yali, come il Council for Global Equality, ovviamente l’International Gay and Lesbian Human Rights Commission, lo Human Rights Watch, il National Democratic Institute, mentre il Population Council utilizza la lotta all’Aids ed all’Hiv per promuovere di fatto la cosiddetta «salute riproduttiva» ovvero contraccezione e aborto.

Quello che è stato assemblato dall’amministrazione Obama col programma Yali, dunque, rischia di essere una temibile arma di indottrinamento, per imporre ai popoli africani ciò ch’essi non vogliono. Ciò che è stato allestito è un gigantesco e complesso meccanismo umanitario, finanziario, mediatico, didattico ed educativo, con un solo scopo, ma molto preciso: formare la leadership di domani per deformare il volto dell’Africa di oggi

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