In Svezia immoralità senza freni: chiesti incesto e necrofilia

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Luf

E’ come per il divorzio: si comincia con questo, poi – guarda caso – arrivano ogni qual volta anche aborto, eutanasia ed eugenetica. Lo stesso per la famiglia: si comincia con le unioni gay, poi – chissà come – si procede con pedofilia, incesti e si arriva alla necrofilia. Aprire il vaso di Pandora dell’impudicizia significa dar libero sfogo agli istinti più immorali. E la riprova giunge dalla Svezia.

La Luf-Gioventù liberale, vivaio del relativo partito, ha approvato lo scorso 21 febbraio una mozione, con cui si propone la legalizzazione dell’incesto (sì, proprio così!), nonché la necrofilia, deviazione sessuale che consiste – tanto per capirci – nel sentirsi attratti dai cadaveri.

Certo, alla riunione annuale recentemente svoltasi a Stoccolma, Cecilia Johnson, presidentessa di tale gruppo, ha ammesso come queste pratiche possano «essere considerate insolite e ripugnanti», ma, ha affermato incredibilmente, «una legge non deve basarsi su quel che piace o che non piace». Poi ha posto comunque dei paletti, che tuttavia risultano incomprensibili, stanti le premesse: la mozione, cioè, farebbe riferimento solo a relazioni sessuali tra fratelli e sorelle di oltre 15 anni, mentre escluderebbe dal computo i rapporti tra genitori e figli. Però, al di fuori di ogni morale, non si capisce davvero perché le prime possano essere accettate ed i secondi no. Appare davvero come una contraddizione in termini.

Circa la necrofilia, invece, Johnson ha avuto il pessimo gusto di specificare come questa possa essere legalizzata nei casi in cui il caro estinto firmi un’autorizzazione scritta prima di morire. Sconcertante! Continua a leggere

Romania pro-family: 2 milioni e mezzo di firme in 90 giorni

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Referendum

No. Un no inequivocabile. Un no forte e chiaro. E’ questo il no, che oltre 2 milioni di rumeni – vale a dire il 10% della popolazione – ha già sottoscritto. Nero su bianco. A tempo di record, in solo un mese e mezzo. Tutti d’accordo, per promuovere un emendamento alla Costituzione, mirato a tutelare la famiglia cosiddetta “tradizionale” ovvero l’unica possibile, quella formata da padre, madre e figli.

Nemmeno i promotori speravano tanto: puntavano, più semplicemente, a raccogliere 500 mila firme in sei mesi, come previsto dalla legislazione nazionale. Invece no, la gente si è rivolta in massa a dire che crede nella famiglia, quella vera. Il termine per la raccolta delle sottoscrizioni è fissato per il 24 maggio: chissà, ad allora, quante saranno, essendosi già ora superato del quadruplo il tetto richiesto.

Meglio chiarire i termini

Coalizione per la Famiglia è una sigla peraltro interconfessionale, di cui fan parte – oltre a cattolici, ortodossi e protestanti – addirittura degli atei dichiarati. Tutti convinti, però, di voler evitare che l’art. 48 della Costituzione rumena venga piegato ad interpretazioni distorte.

Nella formulazione attuale quell’articolo recita: «La famiglia è fondata sul matrimonio liberamente contratto tra sposi, sulla loro eguaglianza e sul diritto/dovere dei genitori di garantire il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli». E’ quel termine, «sposi», a far problema, potendo ormai prestare il fianco a bizzarre interpretazioni. Per evitare le quali, si è pensato bene di riformulare il testo in questo modo: «La famiglia è fondata sul matrimonio liberamente contratto tra un uomo ed una donna, sulla loro eguaglianza e sul diritto/dovere dei genitori di garantire il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli». Continua a leggere

Il tradimento storico dei “cattolici”

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di Roberto de Mattei

L’approvazione dello pseudo-matrimonio omosessuale, avvenuta al Senato il 25 febbraio 2016, con 173 sì, 71 no e 76 assenze è l’ultima tappa di un processo di dissoluzione della società italiana che parte dall’introduzione del divorzio (1970), passa per la legalizzazione dell’aborto (1978) e ha il suo prossimo, imminente passo, nella legalizzazione dell’eutanasia.

Si comprende bene, in questa prospettiva, l’esultazione della stampa laicista. «Nella lunga e tortuosa storia della liberazione sessuale dell’Italia – scrive Francesco Merlo su La Repubblica del 26 febbraio – questa legge ha lo stesso valore epocale della legge sul divorzio e di quella che regola l’aborto». Ciò che hanno in comune questi tre eventi è il tradimento consumato dagli uomini di governo cattolici. Il divorzio passò sotto un governo di centro-sinistra presieduto dal democristiano Emilio Colombo. L’aborto fu varato da un governo democristiano, presieduto da Giulio Andreotti.

La Democrazia Cristiana è caduta, ma i principali responsabili della nuova legge, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, si definiscono, come Colombo e Andreotti, cattolici praticanti. Se il ministro Alfano avesse minacciato le dimissioni avrebbe reso impossibile, o almeno avrebbe procrastinato, il passaggio della legge, ma il politico siciliano ha preferito comportarsi come Andreotti, che il 21 gennaio 1977 annotava sul suo diario: «Seduta a Montecitorio per il voto sull’aborto. Passa con 310 a favore e 296 contro. Mi sono posto il problema della controfirma a questa legge (lo ha anche Leone per la firma) ma se mi rifiutassi non solo apriremmo una crisi appena (dopo aver? ) cominciato a turare le falle, ma oltre a subire la legge sull’aborto la Dc perderebbe anche la presidenza e sarebbe davvero più grave» (Diari 1976-1979. Gli anni della solidarietà, Rizzoli, Milano 1981, pp. 73). La perdita della presidenza di un governo veniva considerata più grave dell’omicidio, per legge, di milioni di innocenti. Continua a leggere

Coppie di fatto: analisi del pasticcio all’italiana

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Risultati immagini per coppie di fattodi Luciano Garofoli

Tanto casino per un pasticcio che per farlo così assurdo occorre solo un mente diabolica. Ma siamo in Italia e tutto è possibile.

Dunque dopo uno scontro durato settimane, dopo rinvii, presentazione di migliaia di emendamenti ed una battaglia politica che ha sconvolto maggioranza, opposizione causando forse delle fratture insanabili (ce lo auguriamo di cuore), alla fine il Senato ha approvato la legge sulle unioni delle coppie di fatto.

Renzi ha accolto il voto con un’enfasi ed una retorica uniche: “Ha vinto l’amore” ha esultato quasi che avesse messo le basi per un rivoluzione epocale, o avesse ottenuto un risultato strepitoso battendo le forze dell’oscurantismo e dei pregiudizi che solo il kattolicesimo è in grado di poter partorire.

Repubblica che è la voce del padrone, così si esprime: Chi è contento e chi no. In Europa eravamo ‘maglia nera’ adesso abbiamo fatto un passo nel riconoscimento dei diritti.”

Arrivati a questo punto è necessario almeno dare un’occhiata al testo licenziato dal Senato dopo questa battaglia epica. Continua a leggere

Valdegamberi: «arrestare Vendola e compagno»

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PRESTO OSPITE A “TRADITIO”…

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«Vendola e il suo compagno siano subito arrestati per il reato di compravendita di minori». Lo chiede il consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi, eletto con la lista Zaia Presidente. «Mi meraviglio che il sig. Nichi Vendola e il suo compagno – scrive Valdegamberi – non siano stati ancora arrestati dalle forze dell’ordine per commercio di bambini, di cui si sono autodenunciati. In un Paese dove per un “carro di carnevale”, del tutto inoffensivo, sono stati arrestati per terrorismo e sovversione ben 24 veneti, ad oggi nessuna Procura italiana si è ancora mossa contro ilcommercio di bambini di cui si sono resi tristemente protagonisti Vendola e il suo compagno».

«Strappare un bimbo dalle braccia della madre naturale che lo ha portato in grembo per 9 mesi – afferma ancora Valdegamberi – è un atto di una bestiale crudeltà, reso possibile a facoltosi personaggi, senza scrupoli, come il sig. Vendola, che si rivolgono per il loro egoismo alsupermercato globale dei bimbi, come fossero degli oggetti presi dal catalogo. Mi aspetto che la magistratura non si giri dall’altra parte, attaccandosi alle solite interpretazioni soggettive del diritto, ma agisca con prontezza a tutela nell’interesse primario dei minori il cui bene è violato per soddisfare gli egoismi di persone depravate».

Fonte: http://vvox.us9.list-manage1.com/track/click?u=15cab36632ab2c19158e4bd2e&id=04f98c7e92&e=cf8baa9aa7

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Catanoso: “L’utero in affitto è reato. Le coppie vanno fermate al rientro”

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Il parlamentare di Forza Italia si inserisce nella polemica dopo la nascita del figlio di Vendola

di Lucio di Marzo

Sono parole durissime quelle che arrivano da Basilio Catanoso, parlamentare di Forza Italia, che su Facebook si inserisce nella polemica sull’utero in affitto, alimentata dalla nascita di Tobia Antonio, primo figlio di Nichi Vendola e del compagno Ed Testa grazie alla maternità surrogata.

 “L’utero in affitto in Italia è un crimine – scrive l’onorevole – ed è grave che un politico italiano in spregio alle leggi della Repubblica voli all’estero per compiere, impunito, quella che nel suo paese sarebbe una illegalità. Fossi il ministro dell’Interno, al rientro di Nichi Vendola e dell’uomo a cui si accompagna, chiederei immediatamente il fermo della coppia“.

Parole che si aggiungono a dubbi che non arrivano soltanto da uno schieramento. Anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, e in maniera più marcata il vicepresidente del Pd,Debora Serracchiani, si sono espresse contro la pratica dell’utero in affito.

L’utero in affitto in Italia è un crimine ed è grave che un politico italiano in spregio alle leggi della Repubblica…

Pubblicato da Basilio Catanoso su Lunedì 29 febbraio 2016

E se le riserve della Boldrini sono su “una pratica che si presta allo sfruttamento delle donne”, la Serracchiani è più chiara: “Sono contenta per Nichi, per il suo compagno e per il piccolo Tobia, ho qualche perplessità, lo abbiamo sempre detto, sull’utero in affitto che è vietato in questo Paese e resta vietato nonostante l’approvazione delle unioni civili“.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/02/29/catanoso-lutero-in-affitto-e-reato-le-coppie-vanno-fermate-al-rientro/1230783/ Continua a leggere

Gender & C.

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Vangelo di S. Marco 9-42

Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.

Vangelo di S. Matteo 18-6

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

Vangelo di S. Luca 17-1,3

Disse ancora ai suoi discepoli: «E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. E’ meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!

 

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera firmata. Non tutti i cattolici sono inebetiti dalle fesserie conciliari…

Mons. Gianfranco Agostino Gardin

Sacerdoti della Diocesi di Treviso

Treviso 06-02-2016

In questi giorni è in discussione il ddl Cirinnà.

Venerdì 12 febbraio 2016, alle ore 20.30 presso l’auditorio Santa Caterina di Treviso, la senatrice Cirinnà assieme ai magistrati Marco Gattuso ed Eduardo Savarese, terranno una conferenza.

Sabato 30 gennaio a Roma si è svolto il Family Day contro il ddl Cirinnà, da varie parti si fa appello ai parlamentari “cattolici” del PD e del MOVIMENTO 5 STELLE.

L’unico articolo SERIO sui parlamentari “cattolici”, è stato scritto da Diego Marani sulla Tribuna del 1-2-2016 (testo in allegato).

Premesso che Dio ha creato TUTTI gli uomini liberi di fare le proprie scelte, anche in fatto di religione ognuno renderà conto a Nostro Signore Gesù Cristo nel giorno del Dies Natalis. Così i parlamentari non sono OBBLIGATI a dichiararsi Cattolici quando non lo sono. In qualsiasi caso la coerenza e il buon senso basterebbero.

Ma la CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA, dov’è?

Bergoglio, non ha proferito una sola parola, prima, durante ed dopo il Family Day. In S. Pietro sono state dichiarate: inopportune le S. Messe per le persone che poi si sarebbero recate al Family Day.

Gli scout cattolici a sostegno del ddl Cirinnà. O almeno la base. Nel giorno del Family Day, infatti, 132 capi scout hanno scritto una lettera aperta ai vertici della loro associazione, l’Agesci. “Constatiamo con profonda gioia – si legge nella petizione – che l’associazione non prenderà parte all’evento del Family Day ma purtroppo questo non basta”.

Oltre al ddl Cirinnà, esiste il nefasto GENDER, dove gli unici incontri sono organizzati dai genitori e/o persone di buona volontà. Cosa fanno le Curie (anche in Veneto)? Ostacolano – o nella “migliore” delle ipotesi si comportano da ignavi.

Tuttavia spesso inviano un prelato come correlatore e controllore.

Alcune domande:

  • Ci siamo resi conto che questo “attacco” materiale alla famiglia a 360°, presentato per il bene e la democrazia, è invece opera del demonio e chiunque lo cavalchi è suo discepolo e servo.
  • Cosa deve fare un Cattolico Apostolico Romano? Perché il generico “cristiano” come in uso oggi presso i “cattolici” non è più tenuto ad osservare la morale Cattolica. È questo il  messaggio che volete lanciare ai poveri oramai excattolici?
  • Ma i “cattolici” PD & C, non sanno che sono scomunicati in base al Decreto del Sant’Uffizio del 01-07-1949.
  • Considerando le parole di Cristo nei riguardi degli scandali ai bambini, quante macine serviranno nel giorno del GIUDIZIO? Non attende forse l’inferno a chi da scandalo?
  • La Curia di Treviso e i Sacerdoti della Diocesi, cosa fanno? Il solito “volemose bene”? Pensano  che  Dio abbia depennato il peccato di omissione?

Ricordo che il 18 giugno 2016 a Treviso si terrà il gay pride. Detto “corteo” potrebbe passare anche sotto il Vescovado e davanti il Duomo.

Dopo avere sostituito le Processioni con il gay pride quale saranno le conseguenze a noi riservate da Dio?

Antonietta Portegno

Allegato:

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Unioni civili, ma quali diritti mancano?

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Ecco i diritti di cui godono in Italia i conviventi (senza distinzione di sesso). Luciano Moia, su Avvenire, ne ha fornito il preciso inventario:

ANAGRAFE – Il regolamento anagrafico in vigore dal 30 maggio 1989 stabilisce che “l’anagrafe è costituita di schede individuali, di famiglia e di convivenza”, senza bisogno in quest’ultimo caso di ulteriori registri.

ASSISTENZA SANITARIA – La legge n. 91 del 1 aprile 1999 prescrive che i medici devono fornire informazioni sulle cure tanto “al coniuge non separato” quanto “al convivente more uxorio“(nel 2012 la Corte d’Appello di Milano ha sancito che nella nozione legale di ‘conviventi more uxorio‘ rientrano anche le coppie omosessuali, per le quali vale “il diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”).

PERMESSI RETRIBUITI – La legge n. 8 del 2000 riconosce il permesso retribuito di tre giorni all’anno al lavoratore e alla lavoratrice anche in caso di documentata grave infermità del convivente.

CONSULTORI FAMILIARI – La legge n. 405 del 1975 assicura assistenza psicologica e sociale per i problemi della coppia e della famiglia anche ai componenti di una convivenza.

ASSISTENZA AI DETENUTI – Le norme sull’ordinamento penitenziario in applicazione della legge n. 354 del 1975 prevedono possibilità di colloqui e corrispondenza telefonica al “convivente detenuto” alle stesse condizioni stabilite per il coniuge.

FIGLI – Nessuna differenza sul piano legislativo tra genitori regolarmente sposati e conviventi. Addirittura la legge n. 6 del 2004, nell’elencare chi dev’essere preferito come amministratore di sostegno di una persona priva di autonomia, colloca “la persona stabilmente convivente” subito dopo il coniuge e prima del padre, della madre, dei figli, dei fratelli.

LOCAZIONI – La corte costituzionale, con la sentenza n. 404 del 1988, ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto di succedere nel contratto di locazione in caso di morte del partner, anche quando sono presenti eredi legittimi.

VITTIME DI MAFIA O TERRORISMO – La legge n. 302 del 1990 ha esteso anche ai conviventi more uxorio le provvidenze che lo Stato accorda alle vittime.

VITTIME DI ESTORSIONE E USURA – La legge n. 44 del 1999 comprende tra i beneficiari delle provvidenze anche i conviventi delle vittime.

ALTRE TUTELE – Oltre ai benefici fin qui elencati, vi sono garanzie per i conviventi anche per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi popolari, l’impresa a carattere familiare, il risarcimento dei danni patrimoniali, la protezione dei collaboratori e testimoni di giustizia.

Che cosa vorrebbero allora in più i fautori della nuova legge? I due benefici che finora spettano soltanto alle coppie sposate: la reversibilità della pensione e la possibilità di adottare dei figli.

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Adozioni gay – La maggioranza degli italiani dice NO

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omosessualismo_adozioni-gay_tribunale_roma_lesbicheSegnalazione di Notizie ProVita

L’85% degli italiani è contrario alle adozioni gay.

Secondo sondaggi condotti da IPR Marketing, in Italia la stragrande maggioranza della popolazione non accetta l’idea che un bambino possa essere privato del papà o della mamma e cresciuto da una coppia omosessuale.

Come spiega sul Quotidiano Nazionale il direttore di IPR Marketing, Antonio Noto, mentre il 74% dei cittadini si dice favorevole al riconoscimento delle unioni civili tra coppie eterosessuali, il 40% si oppone alle unioni gay. Segno che c’è ancora una gran parte di opinione pubblica del Bel Paese che crede ancora nel dato di natura. E infatti si scende al 38% di favorevoli ad un vero e proprio “matrimonio” omosessuale.

Ad ogni modo – per onestà va rilevato – si tratta di percentuali preoccupanti, impensabili solo qualche decennio fa. Segno che la “Rivoluzione” procede spedita grazie alla propaganda, cedimento dopo cedimento dei buoni.

Comunque, ad oggi solo il 15% degli italiani farebbe adottare bambini a coppie dello stesso sesso.

Noto scrive poi che «il tema dei diritti specifici (assistenza familiare al partner malato, reversibilità della pensione, adozione), invece, vede gli italiani assumere posizioni più articolate. Su due questioni, larga parte del campione è propensa ad andare incontro alle richieste delle coppie omosessuali: la possibilità di assistenza di un partner convivente in caso di ricovero ospedaliero (72%) e l’ammissione quale erede naturale pro-quota con altri eventuali familiari in caso di decesso del partner (55%). Respinte, diversamente, la garanzia del mantenimento economico in caso del rapporto di convivenza (favorevole il 44%), così come la reversibilità della pensione del convivente (32%)». Continua a leggere

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