Simulatori di parto per uomini in Cina, coi relativi dolori.

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Un’ulteriore prova del carattere gnostico della “Rivoluzione”:

Cina, clinica offre agli uomini un test che simula i dolori del parto

Cina: Il simulatore di parto per uomini, coi relativi dolori indotti su coloro che vogliano sottoporvisi.

PECHINO – In Cina ci sono uomini così generosi con la propria compagna da voler addirittura condividere con lei i dolori del parto. Una clinica della provincia di Shandong offre infatti un curioso test. Continua a leggere

Denunciate le Femen! Numero speciale di Notizie ProVita! L’ “arte” LGBT

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Segnalazione di Antonio Brandi

PROVITA E GIURISTI PER LA VITA DENUNCIANO LE FEMEN E LA INNOCENZI (silenzio di tutti i media nazionali)

Le cosiddette Femen sono l’espressione del nichilismo distruttivo di tutto ciò che è considerato un valore: la Vita, la pace, la serenità personale, la crescita equilibrata in una famiglia e la sensibilità religiosa.
Negli ultimi giorni, hanno dato spettacolo (osceno) dapprima in televisione e poi in Piazza San Pietro … Continua a leggere

Il “papa” e l’aborto. Minimalismo ecclesiastico?

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del Prof. Antonio Diano

Alcuni dei commentatori al mio articolo infra hanno perfettamente ragione nel porre in evidenza il fatto che uno dei problemi centrali nella gravità del crimine di aborto è che il nascituro (ma già essere umano) non può essere battezzato. Affido ai teologi (io certo non lo sono) una questione: mi risulta che la Chiesa custodisse delle pratiche liturgico/sacramentali ad hoc per battezzare in utero un infante che rischiasse (par qualsiasi motivo) di nascere morto. Esiste ancora negli antichi canoni questo rito atto a conferire il sacramento ante partum? Si potrebbe ripristinarlo almeno nei nostri ambienti (vedere come applicarlo è poi un altro discorso)? Niente a che vedere ovviamente con la pia (ma suggestiva) pratica dei santuari à repit di ancien régime. Continua a leggere

Una postilla sull’aborto post-natale

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del Prof. Antonio Diano

Mi permetto di ricordare che questo aberrante fenomeno dell’aborto post-natale, di cui opportunamente si parla qui, già diffuso negli USA e in Australia, era stato da me segnalato con grande risalto almeno un anno fa anche in questo stesso sito (i “ricercatori” attivi in Australia sono italiani). Mi auguro (non per vacuo amor proprio ma perché si tratta di questione importantissima) che non ve ne siate dimenticati.
Vorrei altresì ribadire che, pur essendo – ovviamente – mostruosamente grave sul piano psicologico, moralmente parlando si tratta di omicidio NE’ PIU’ NE’ MENO rispetto ad un aborto in pancia. Continua a leggere

Fraschetti: “In futuro legalizzeranno l’aborto post nascita”

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Ci stanno preparando un bel mondo: l'aborto post nascitaCi stanno preparando un bel mondo: l’aborto post nascita
di Gianni Fraschetti – informare.over-blog.it
La deriva culturale e morale dell’Occidente non conosce limiti e una nuova tendenza allarmante sta prendendo piede nei corridoi delle nostre università e in quelli di vari Paesi occidentali: la crescente accettazione di un’idea definita come “aborto post-nascita”.
Sì, avete letto bene.
Aborto post-nascita. Infanticidio.
Un po’ di tempo fa, il British Journal of Medical Ethics (JME) ha pubblicato l’articolo “Aborto post-nascita: perché il bambino dovrebbe vivere?”, di due ricercatoti italiani di bioetica:  Continua a leggere

Gay: Curia Milano chiede scusa su presunto censimento

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. © ANSA‘Comunicazione formulata in modo inappropriato’

di Marisa Alagia

L’intento originario, scrive in due brevi righe diffuse nel tardo pomeriggio la Diocesi di Milano, era esclusivamente quello di conoscere dagli insegnanti di religione il loro bisogno di adeguata formazione ‘per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti’. Ma la comunicazione, inviata attraverso un loro sito riservato e diventata presto pubblica, di segnalare le scuole dove si tratta l’argomento omosessualità, ha travolto l’arcidiocesi di Milano. Continua a leggere

Germania. «Lo scandalo gigantesco» dei genitori «incarcerati fino a 40 giorni» perché i figli non partecipano ai corsi gender a scuola

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germania-gay-gender-besorgte-eltern2Novembre 13, 2014 Leone Grotti

I corsi sono obbligatori e tanti sono già finiti in prigione, come i coniugi Martens. Intervista a Mathias Ebert, che ha fondato a Colonia l’associazione “Genitori preoccupati”: «Centinaia di genitori sono nella stessa situazione»

Il 24 ottobre un ufficiale di polizia si è presentato alla porta della famiglia Martens a Eslohe, piccolo comune della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania. Mentre apriva la porta, Eugen conosceva già lo scopo di quella visita: l’arresto della moglie e madre dei suoi nove figli Luise. Sapeva tutto in anticipo perché per lo stesso motivo lui stesso era già stato arrestato il 15 agosto del 2013.
Che cosa hanno fatto dunque i due coniugi di 37 anni di così grave da meritare l’arresto? Non hanno ucciso, non hanno rubato né danneggiato alcuno. La loro unica colpa è di essere padre e madre di una bambina che si è rifiutata di partecipare due volte ai corsi di educazione sessuale previsti per le elementari. Continua a leggere

La Croce Rossa britannica si piega al “gender diktat”

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Bryan BarkleyDalla Gran Bretagna arriva la notizia, pubblicata sul “Daily Mail” del 1 novembre, di un volontario della “Croce Rossa” licenziato in tronco per aver osato manifestare pubblicamente il proprio personale dissenso alla legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Bryan Barkley, 71 anni, dei quali 20 dedicati al volontariato nella “Red Cross” inglese, è stato, infatti, messo improvvisamente alla porta dal momento che le sue idee sono risultate incompatibili con i valori della storica istituzione umanitaria internazionale.

L’imperdonabile colpa del signor Barkley è stata quella di mettere in scena una pacifica protesta solitaria, lo scorso mese di marzo, davanti alla cattedrale di Wakefield, il proprio paese natio nel West Yorkshire, esponendo un cartello con su scritto: “No matrimonio dello stesso sesso”‘ e ‘”No alla ridefinizione del matrimonio”. Continua a leggere

Giudice vieta di chiamare l’ aborto “omicidio”: la Polonia orrore d’Europa!

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Polonia_aborto_sentenza_militanti prolife

Una sentenza del 16 ottobre contro due attivisti pro-vita in Polonia ha scosso l’intera nazione: il Giudice Magdalena Kocój ordina a due attivisti di scusarsi per le loro rimostranze davanti a un ospedale che effettua l’ aborto , affermando che è vietato accusare l’ospedale di “uccidere” bambini.

Lo Specialist Hospital Pro-Familia di Rzeszów ha portato i due attivisti, Jacek Kotula, 48 anni, e Przemysław Sycz, 35 anni, membri del Right to Life Foundation, di fronte al tribunale. Gli attivisti hanno diffuso infatti informazioni sugli aborti effettuati. Continua a leggere

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