Bologna, spettacolo gender alle medie. E’ bufera

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Un momento di ‘Fa’ afafine. Mi chiamo Alex  e sono un dinosauro’In scena la storia su un bimbo che è sia femmina che maschio. La rivolta dei genitori

di Matteo Radogna

Castello d’Argile (Bologna), 9 gennaio 2017 – Sembra una storia come tante, c’è un bambino di nome Alex nella sua cameretta simile a quelle di tanti altri adolescenti. Peccato che Alex, in alcuni giorni, calzi le scarpette da calcio perché sente di essere Alexander, altri invece decida di infilarsi l’abito da principessa per tirare fuori l’Alexandra che ha in sé. ‘Fa’ afafine’ è il titolo di questa ‘fiaba’ che il 31 gennaio al teatro di Castello d’Argile, andrà in scena per i ragazzini delle medie. Mancano una ventina di giorni e lo spettacolo sta già sollevando un vespaio di polemiche fra i genitori. Continua a leggere

EUTANASIA: casi di consenso al suicidio e di omicidio del consenziente

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(Tommaso Scandroglio) Walter Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari, è morto per un atto eutanasico  per ordine del giudice tutelare Maria Luisa Delitala. Piludu era affetto da tempo da sclerosi laterale amiotrofica ed aveva espresso più volte la volontà di morire. Il giudice ha ordinato all’Asl la sedazione e quindi lo stacco del ventilatore. L’ordinanza afferma che è «un diritto rifiutare le cure e andarsene senza soffrire: sedati per non sentire ansia o dolore». La decisione del giudice è illegittima.

Vediamone i motivi. Per il nostro ordinamento giuridico la vita è un bene indisponibile. Noi possiamo predicare un diritto alla vita, ma non un diritto sulla vita. Le norme che ci portano a questa conclusione sono le seguenti. Di rango costituzionale ricordiamo l’art. 2 che concerne i diritti inviolabili dell’uomo, tra cui non si può non menzionare la vita. Continua a leggere

OLTRAGGIO A CROCIFISSO: UDIENZA A VENEZIA 12-1-17

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download-1di Pietro Guerini

Giovedì 12-1-17 , alle ore 12 , si terrà presso il Tribunale di Venezia , sito nella “Cittadella della Giustizia” , Santa Croce 430 , Piazzale Roma , Edificio 1 , l’udienza per il procedimento penale incardinato nei confronti del regista Ulrich Seidl e dell’attrice Maria Hofstatter in conseguenza della denuncia depositata dal sottoscritto a seguito della proiezione, avvenuta nell’agosto 2012 , alla Mostra del Cinema di Venezia del film “Paradise Faith“ , nel corso del quale l’attrice ha oltraggiato il crocifisso , tra l’altro , masturbandosi con esso in una scena per nulla breve. (All’epoca, anche noi di “Christus Rex” ci unimmo alla protesta, N.d.R.)

Il Gip ha fissato questa udienza a seguito della mia opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. Continua a leggere

“Teoria gender e ascolti flop, la Bignardi si dimetta”

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Adinolfi mette nel mirino la Bignardi: “Dati auditel impietosi per Stato Civile, sospenda programma come ha fatto con Semprini”

“I dati auditel sono impietosi, l’opera di indottrinamento gender tentata da Daria Bignardi a Raitre imponendo per cinque prime serate consecutive la trasmissione ‘Stato Civile’ sulle unioni gay va a sbattere sui numeri.

Stravince la tradizionale soap ‘Un posto al Sole. Ora la Bignardi davvero dopo l’ennesimo flop dovrebbe dimettersi”. Lo sostiene Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia. “Quando su Raitre l’operazione ideologica gender lascia il passo alla cara vecchia telenovela seriale in salsa napoletana, il canale – rileva Adinolfi – recupera 800mila spettatori e quasi il 60% del suo share, passando dal misero 5% del programma sulla propaganda dell’omogenitorialità all’8% sfiorato da Un Posto al Sole”. Bignardi, nell’opinione di Adinolfi, “ha dimostrato di essere una dirigente tv inadatta al ruolo che produce solo flop, abbia un sussulto di dignità, sospenda il programma come ha fatto con il povero Gianluca Semprini a ‘Politics’ e si dimetta”.

E sul caso “Stato Civile”, il programma che racconta le vicende di alcune coppie omosessuali, sulla Bignardi è arrivato anche l’attacco di Carlo Giovanardi: “La signora Bignardi non può usare la Tv di Stato per le sue battaglie ideologiche, replicando in prima serata su Rai 3, durante le feste natalizie, le sei puntate intitolate ‘Stato civile’, già andate in onda il mese scorso in seconda serata. Di nuovo si tenta di spacciare le unioni civili come matrimoni gay, ignorando nel contempo tutta la tematica, enfatizzata per anni, delle discriminazioni che avrebbero subito le coppie di fatto eterosessuali, con tanto di apparizioni propagandistiche della senatrice Cirinnà e del ministro Pinotti in veste di officianti le false nozze. E’ evidente il tentativo di parificare unioni civili e matrimonio per arrivare dove vogliono arrivare le associazione Lgbt fondamentaliste: l’adozione dei bambini e il procurarsi gli stessi attraverso l’aberrante pratica dell’utero in affitto”. Lo afferma il senatore di Idea Carlo Giovanardi. “Si sperava -aggiunge- che dopo la terrificante bastonata del no referendario alla riforma costituzionale, qualcuno avesse capito che il popolo italiano è stanco di vedersi imporre dalla Tv di Stato queste vergognose campagne promozionali, che nulla hanno a che fare con il rispetto e la tutela dei diritti delle formazioni sociali così come previsto dall’articolo 2 della Costituzione, richiamato esplicitamente nella legge sulle unioni civili”.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/12/27/teoria-gender-e-ascolti-flop-la-bignardi-si-dimetta/1346249/ Continua a leggere

Stato Civile: il gender diktat va in onda in prima serata su Rai3

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

Le normalizzazione LGBT arriva in prima serata sulle emittenti pubbliche italiane con il programma di Rai 3 condotto da Daria Bignardi, “Stato Civile” che andrà in onda per cinque giorni di fila, il 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre, alle 20,05 invece che alle 23, orario in cui era stato trasmesso finora. 

L’obiettivo è quello di entrare nelle case degli italiani all’orario di punta per raccontare e spiegare la “normalità” di ogni tipo di amore, in special modo di quello omosessuale.

Una delle prime a festeggiare per l’inattesa promozione del programa, dalla seconda alla prima serata, è la stessa “madre” della legge, la senatrice Pd Monica Cirinnà che sul suo profilo “Facebook” ha così accolto la piacevole novità:

Le Unioni Civili arrivano in prima serata su Rai3:#StatoCivile. In prima visione il 26, 27, 28, 29 e 30 alle 20.05. Daria Bignardi coraggiosa!

 

 

Stato Civile, la cui prima puntata è andata in onda giovedì 3 novembre, si propone dunque di raccontare, in chiave moderna, sotto forma di docureality, le prime unioni civili celebrate in Italia, mettendone in risalto l’assoluta normalità.

Il programma, che vuole essere un inno ad ogni tipo di unione, a prescindere dal sesso dei componenti, tuttavia sceglie in maniera astuta ed accurata le storie da raccontare, presentando come regola quello che nella realtà costituisce una rarissima eccezione.

Un copione scontato, andato in onda già dalla prima puntata con la storia di Orlando e Bruno, due ultrasettantenni che guarda caso stanno insieme da 52 lunghissimi anni e che nel 2016, grazie al ddl Cirinnà, hanno finalmente hanno potuto coronare il loro sogno d’amore.

OPERAZIONE IDEOLOGICA SENZA PRECEDENTI

In questa prospettiva, il programma della Bignardi rappresenta una vera e propria operazione di indottrinamento ideologico che adotta un metodo noto della propaganda LGBT, esplicitamente teorizzato nel manuale di tattica politica del movimento omosessualista, After the Ball: How America Will Conquer Its Fear & Hatred of Gays in the 90s, pubblicato nel 1989 da Marshall Kirk e Hunter Madsen.

In After the Ball, i due omosessuali educati ad Harvard che con il loro scritto si ponevano l’obiettivo di rilanciare l’azione omosessualista negli Stati Unit, spiegarono chiaramente come la nuova strategia gay avrebbe dovuto adottare tre differenti modalità tattiche di approccio, corrispondenti ad altrettanti gruppi di persone diverse:

  1. quelli fermamente contrari all’omosessualità da isolare e silenziare;
  2. gli indecisi della “Middle America”, da desensibilizzare e convertire;
  3. e per ultimi quelli già “gay friendly”, da mobilitare per la causa omosessuale.

Per ottenere risultati occorreva agire simultaneamente su tutti e tre i fronti anche se quello decisivo, sul quale sarebbe stato determinante concentrare gli sforzi, era quello degli indecisi, definiti dagli autorigli ambivalenti scettici“.

Nei confronti di ognuno di queste gruppi venne stilato un accurato prontuario di suggerimenti e raccomandazioni, “pensato su misura”, per raggiungere i risultati prefissati.

In particolare, per il pubblico degli indecisi si legge:

«indebolisci l’opposizione religiosa all’omosessualità mischiando le acque. Dividi e conquista. Fai scontrare tra loro le chiese liberali e moderate con quelle conservatrici; nelle TV commerciali non tirar fuori donne mascoline, drag queen e così via. Invece presenta le persone dall’aspetto più ordinario: mostra immagini di giovani, donne di mezz’età, persone più vecchie che sono genitori o amici di omosessuali; presenta grandi personaggi storici omosessuali. (…) L’idea che l’omosessualità è associata con la grandezza scuote le credenze delle persone».

IL TARGET SONO GLI SCETTICI

Il metodo adottato dal programma lo “Stato Civile” è identico. Il target di pubblico di riferimento sono gligli ambivalenti scettici“, da incantare e conquistare attraverso una seducente trama costruita a tavolino che mostri rigorosamente solo il volto “bello” e “rassicurante” delle relazioni omosex. Non una parola su infedeltà, malattie, figli allevati senza una madre o un padre, ecc.

In tale ottica, spazio solo a relazioni lunghe e solidissime, con il chiaro intento di spiazzare e smentire il pubblico degli “ambivalenti scettici”, istintivamente, per natura, diffidente di fronte a unioni tra due donne o due uomini, ma che di fronte a “tanta normalità” creata ad arte rimane confuse e titubante finendo coll’abboccare all’abile trappola.

Alla luce di tali considerazioni, la messa in onda del programma “Stato Civile” sulle nostri reti pubbliche in prima serata, lungi dall’essere un lodevole servizio pubblico, rappresenta in realtà un’intollerabile e prepotente imposizione ideologica, volta unicamente a creare disinformazione al fine di piegare gli indecisi o “ambivalenti scetticial diktat etico contemporaneo.

https://www.osservatoriogender.it/stato-civile-il-gender-diktat-va-in-onda-in-prima-serata-su-rai3/

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Treviso è pronta ad accogliere Gesù il Salvatore?

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

Nel periodo cuore dell’Avvento a Treviso non si può proprio dire che si respiri aria di attesa ad accogliere Gesù il Salvatore.
La buona novella dell’arrivo di Gesù è sentita dai trevigiani?
L’automobilista che entra in città è accolto da uno striscione pubblicitario stradale con su scritto “NATALE E’ LEROY MERLIN” mentre passeggiando ci si può imbattere in un titolo di un giornale lasciato sul tavolino di un bar che recita “…i soldi ci sono, manca la felicità”.

Giunti alla centrale Piazza Dei Signori campeggia un pupazzo alto 3 metri che rappresenta una Maga Cornacchia con mantello nero e un teschio al collo, un personaggio dei racconti per bambini della compagnia teatrale trevigiana degli Alcuni. Il titolo dello spettacolo è “LA LEGGENDA DI NATALE: il circo buffo di Natale” un intrattenimento, a detta degli autori, elaborato per i bambini e che, nel titolo, tuttavia contiene una sintesi che colpisce.
Il titolo sintetizza e trasmette ai piccoli spettatori, un’affermazione, evidentemente, opposta alla verità cristiana, dunque falsa e fuorviante. Il titolo dello spettacolo trasmette il concetto falso che il Natale sia di per sé una leggenda.
Nel titolo il Natale è definito inoltre un “circo buffo” e ciò fa venire alla mente lo spettacolo di Dario Fo “Mistero buffo”, spettacolo che ha dissacrato Gesù e la fede cristiana sui palcoscenici di tutto il mondo. Eppure campeggia in piazza dei Signori nei giorni dell’avvento.
Poiché tutti sanno che il natale non è una leggenda ma un fatto storico e che il dibattito relativista vuole tentare di cambiare questo fatto, ci chiediamo se sia davvero costruttivo investire i bambini di questa affermazione così perentoria quanto falsa. Ci chiediamo quindi se sia opportuno trasferire ai bambini la stessa dissacrazione del “Mistero buffo” sulla natività, proprio nel periodo dell’avvento e proprio nel periodo della loro formazione catechistica più emblematica.
Naturalmente non possiamo pensare che tutti i bambini potranno assistere allo spettacolo ed avvedersi.
L’iniziative LA LEGGENDA DI NATALE. IL CIRCO BUFFO DI NATALE E IL NATALE E’ LEROY MERLYN sono sostenute dall’amministrazione comunale di Treviso nell’ambito delle iniziative che Treviso Smart City (Città intelligente) ha inserito all’interno di “Treviso Cuor di Natale”, la maratona di manifestazioni che non dichiara il suo punto d’arrivo, tuttavia non pare sia proprio la natività, visti almeno gli slogan che promuove e asseconda. Ci chiediamo quindi se i consulenti si siano posti questi interrogativi ed a quali conclusioni sino giunti. Ci chiediamo anche se il senso generale della campagna di comunicazione, evidentemente contraria alla verità del Natale (natale leggenda e circo buffo) , sia ciò che ha inteso avvallare ed approvare la giunta comunale cattolica trevigiana.
E’ opportuno far pensare ai più piccoli che IL NATALE sia UNA LEGGENDA oltre che essere UN CIRCO BUFFO? Perché dunque bombardare queste piccole anime con un messaggio diametralmente opposto a Cristo? Perché propagare un concetto contrario al legame spirituale che molti genitori stanno insegnando ai loro figli verso Dio? Infine, cosa pensa l’amministrazione comunale cattolica di Treviso che ha patrocinato l’iniziativa?
La felicità a Treviso si è persa davvero negli ultimi anni e questa amministrazione non sa creare il giusto clima di pace, che il natale porta con se naturalmente, lasciando spazio a polemiche sterili come quelle sulle luminarie nelle vie del centro, anziché pensare al Salvatore di tutti.
  Si può proprio dire che a Treviso no ghe xe più reigiòn.

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Roma: al Campidoglio si discute di “poliamore”. A quando una legge ?

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

https://www.osservatoriogender.it

(di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it)

Dalla monogamia delle unioni etero e omosessuali alla poligamia, rappresentata dal cosiddetto “poliamore”, l’ultima frontiera sessuale che rivendica la possibilità di poter intrattenere più relazioni intime, sessuali o affettive allo stesso tempo, “con il consenso esplicito di tutti i partner attuali e potenziali”.

Questo è il tema al centro di un incontro, sotto forma di talk show, dal titolo “Poliamore: narrazioni, diritti e riconoscimento”, che si terrà a Roma, presso la Sala del Carroccio del Campidoglio, sabato 10 dicembre.I promotori dell’iniziativa, l’associazione R.Eti. e il portale dedicato all’amore multiplo “Poliamore.org“, lamentano infatti come la “non monogamia” sia ingiustamente rimasta ai margini dell’attuale ampio dibattito in corso “sul tema del riconoscimento della famiglia e delle relazioni“, rivendicando, dal canto loro, la necessità che “si inizi a prendere atto dell’esistenza di relazioni significative che non rientrano nella coppia monogama, eterosessuale o omosessuale che sia. Relazioni che a volte coinvolgono anche minori, con tutte le necessità del caso“.  Continua a leggere

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