Gender a scuola – Analizziamo il ddl Fedeli

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Il neo-Ministro alla “disintegrazione familiare”

Segnalazione di Denis Pittolo

A proposito del gender a scuola, e in generale dell’insinuarsi dell’ideologia gender nel linguaggio e quindi in ogni ambito sociale, non solo nella scuola, è interessante l’analisi puntuale che fa Giovanni Lazzaretti, dell’ Osservatorio Internazionale Cardinale Van Tuan, del ddl Fedeli.

Una lettura da fare con calma, e meditare.

Vale la pena di analizzare il DDL Fedeli quando l’educazione di genere sembra ormai essersi infilata di straforo nel sistema scolastico, attraverso il voto di fiducia sulla cosiddetta “Buona Scuola”? Vale certamente la pena di analizzarlo.

Esaminiamolo dando innanzitutto il titolo esatto: “Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università”.

Porta la firma di Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato; i firmatari sono in tutto 40: 35 senatori del PD, 1 dei “Conservatori, Riformisti Italiani”, 1 del PSI-Autonomie, 1 del gruppo Misto-SEL, 2 del gruppo Misto. Continua a leggere

Teoria dell’Evoluzione: 44 Ragioni che la Smontano

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evoluzionismo inattendibile
di M. Snyder
Traduzione di Anticorpi.info
La teoria dell’evoluzione è falsa.
Semplicemente, non è vera. In realtà è solo una favola per adulti basata su un’antica filosofia religiosa pagana a cui centinaia di milioni di persone in tutto il mondo scelgono di credere per pura fede.
Ogni volta che a un adulto occidentale venga chiesto di illustrare le prove dell’attendibilità della teoria dell’evoluzione, la domanda cade nel vuoto. La maggior parte delle persone farfuglia qualcosa sul fatto che ‘la maggior parte degli scienziati la supportino’, e questo fatto basta e avanza. Tale forma di anti-intellettualismo dilaga ancora oggi nelle università. Se ne dubitate, provate a recarvi in un campus universitario e chiedete agli studenti le motivazioni per cui credono alla teoria dell’evoluzione. In pochissimi saranno effettivamente in grado di fornire risposte. La maggior parte di essi manifesterà solo una cieca fede nella classe sacerdotale nella nostra società (‘gli scienziati’).
Quindi è necessario domandarsi se le affermazioni della nostra classe sacerdotale siano veritiere. Quando Charles Darwin propose la teoria dell’evoluzione, in realtà non aveva alcuna prova che fosse fondata. E da allora la famosa prova non è mica stata prodotta. La maggior parte degli americani resterebbe scioccata nell’apprendere che la gran parte di ciò che viene loro insegnato come ‘verità’ sull’evoluzione è solo il prodotto della creatività iperattiva dei membri della comunità scientifica. Vogliono crederci in maniera così violenta che dicono di tutto per difendere la loro favola. Insistono sul fatto che la teoria dell’evoluzione sarebbe stata ‘provata’ e che quindi l’argomento sia fuori discussione. Nel frattempo le persone comuni preferiscono accettare la ‘verità’ dell’evoluzione per il timore di essere additate dal branco come ‘stupide.’
Di questi tempi è imprescindibile che tutti noi impariamo a pensare con la nostra testa. Non lasciate che chicchessia vi dica che cosa pensare, compreso il sottoscritto. Fate le vostre ricerche e giungete alle vostre personali conclusioni. Da parte mia, di seguito vado ad illustrare 44 ragioni per cui l’evoluzione è solo una favola per adulti.

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Famiglia moderna: con un clic si può diventare “co-genitori”

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co-genitori_famiglia_multiproprietaSegnalazione di Andrea Amico

Per distruggere la famiglia e la dignità dei bambini, oltre all’utero in affitto, si sta diffondendo sempre più un’altra pratica aberrante: quella della cosiddetta co-genitorialità. 

L’idea è nata nel mondo anglosassone ed è arrivata fino in Italia. Abbiamo visto qui il sito italiano dedicato, e ne avevamo parlato anche qua..

Per il mondo ispanico esiste un sito (www.co-padres.net) in cui ci siamo imbattuti e che vi andiamo ad illustrare.

Ci si rivolge a tre categorie principali di persone: chi vuole solo dar via lo sperma, chi vuole riceverlo e chi invece cerca proprio una co-genitorialità, cioè vuole dei figli, ma non vuole una famiglia.

L’obiettivo finale è dissolverla completamente,  l’idea di famiglia e rendere le persone tanti individui più o meno isolati, dediti solo al soddisfacimento dei propri piaceri.

In pratica, chiunque abbia il desiderio di un figlio senza però impegnarsi in una vita di coppia, o di famiglia, in una relazione-affettivo-sessuale e soprattutto nel dovere di educare e crescere i bambini, può diventare “co-genitore”. Ovviamente la co-genitorialità è rivolta a tutti, etero od omosessuali che siano. L’importante è soddisfare i propri desideri e sogni di avere una discendenza. Continua a leggere

Francia: Aborto, approvata legge che vieta di difendere la vita su Internet

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di Francesco Ognibene

Via libera dell’Assemblea nazionale. I siti web delle associazioni pro life rischiano di trovarsi fuori legge. Negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica

L'assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all'aborto su internet

L’assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all’aborto su internet

Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale franceseha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale». Continua a leggere

Austria, 1° Paese europeo a riconoscere l’anagrafe al nascituro

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anagrafe

L’Austria rappresenta ora un precedente importante non solo per il nostro Continente, bensì per il mondo intero: è divenuto, infatti, il primo Paese europeo a codificare e riconoscere espressamente la vita del nascituro ed il suo status di persona a tutti gli effetti. Non rifiuto speciale o prodotto biologico, come preteso dalle lobby pro-choice, bensì essere umano a tutti gli effetti. Tanto da aver diritto ad un nome e cognome.

Il governo è, infatti, riuscito a far approvare una riforma, che consente ai genitori d’iscrivere all’anagrafe civile i propri figli morti prima del parto e di peso inferiore ai 500 grammi. Come? L’ospedale rilascia un apposito certificato, da consegnarsi agli uffici municipali, i quali provvedono, previo consenso di entrambi i coniugi, al rilascio di un certificato di nascita ed uno di morte del piccolo, col suo nome.

Si tratta di un provvedimento fondamentale, in quanto rappresenta il primo passo affinché venga riconosciuta ovunque l’evidenza ovvero che i bambini concepiti sono esseri umani, dotati di una propria personalità giuridica. Soddisfazione è stata espressa in merito dal ministro per la Famiglia austriaco, Sophie Karmasin, che ha specificato essere ancora in corso una verifica, per capire se dare alla riforma valore retroattivo. Continua a leggere

Dopo 7 anni di coma, Giulia si è svegliata: “Mi ha fatto una carezza sulla mano”

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foto-repartoSegnalazione del Centro Studi Federici

Giulia il 24 marzo del 2004 viene presa da un malore. Dopo alcuni accertamenti i medici capiscono che ha una malformazione al cervello e da quel momento inizia un calvario durato ben 7 anni
 
Giulia dopo 7 anni di coma si è risvegliata e ha accarezzato la mano di sua madre che nel corso di questi lunghissimi anni le è sempre stata vicina.
La storia di Giulia ha le sembianze del miracolo e a parlarne è La Stampa. “Ora Giulia è seduta qui davanti a noi, sulla sua sedia a rotella e con una giacca a avento blu. Ci guarda mentre recita una delle cose che scrive per far delle canzoni, perché lei ama la musica: ‘A causa di un aneurisma è successo un cataclisma, mi si è rotta una vena in testa. E non è stata una gran festa…'”.
Giulia aveva 15 anni quel maledetto pomeriggio del 24 marzo 2004, quando è cominciato tutto. Faceva la seconda scientifico all’Einstein, ottimi voti e una vita felice. Giulia era una bella ragazzina, con i capelli ricci e biondi lunghi fino in fondo alla schiena. Era sul pullman con delle amiche che andava a trovare la nonna, quando ad un certo punto si è accasciata a terra urlando: “Ho un male terribile dietro la testa, sopra il collo”.
La 15enne viene subito portata in ospedale e i medici le diagnosticano un aneurisma per una malformazione congenita al cervello, di cui nessuno sapeva niente. “Di questo tipo di malformazioni se ne vedono una ogni 100 anni – racconta la mamma -. I medici ci avevano detto che sarebbe stata dura da affrontare. Ma il primario ci ha voluto provare e ha operato Giulia”. L’intervento è durato 13 ore: “La mia piccola era irriconoscibile, tutta fasciata, completamente gonfia, intubata. Le avevano tolto anche una parte di cervello”.
La mamma non ha mai mollato la figlia che si trovava in coma indotto. Ma quando i medici hanno provato a risvegliarla, inizia una seconda emorragia cerebrale. Così le fanno un’altra craniotomia, Giulia finisce in coma e sta per un anno e mezzo in ospedale. I medici, che mai si sono persi d’animo, decidono di metterle una valvola intracranica, ma la valvola si ottura. Gliene cambiano almeno cinque.
Così passano gli anni. La mamma di Giulia continua a sperare, ogni mattina la veste e la porta a passeggiare anche se lei è in coma. Le prende una tv, organizza la festa di compleanno per i suoi 18 anni con un sacco di gente, i festoni e i palloncini che lei guarda inerte. Ferma. Immobile. Ma non solo. La donna non molla e decide di far venire a sue spese una logopedista, una neuropsicologa e un operatore riflessologo che l’aiutano a mantenere il corpo intatto. Il male, però, rimane sempre dietro l’angolo e il calvario continua: c’è un batterio che infetta Giulia e bisogna operarla di nuovo.
I medici riescono a levarle il batterio, poi arriva quella mattina di febbraio. La ragazza si risveglia, ma bisogna operarla di nuovo: ci sono gli ascessi cerebrali da rimuovere. Ma dopo tutte queste operazioni, complicazioni e sofferenze, Giulia ce l’ha fatta. E quella mattina di febbraio ha riaperto gli occhi. Giulia ha vinto.
 

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la CEI accetta che sia giusto che un sodomita segua la sua inclinazione se lo porta a sentirsi in pace con Dio

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intanto la Pontificia Accademia per la Vita introduce il gender nel proprio statuto
di Cristiano Lugli

Mentre i cinque “dubia” proposti da quattro cardinali di Romana Chiesa restano ancora irrisolti a causa di una diretta mancanza di risposta da parte di Papa Francesco, e mentre le monizioni canoniche paiono avvicinarsi sempre più, i “missionari” di frontiera chiariscono già, indirettamente, le controversie sulla discussa esortazione apostolica Amoris Lætitia.
Seppur non abbia riscosso un granché di pubblicità, è da far presente il Convegno nazionale dell’ufficio famiglia della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), tenutosi ad Assisi dall’11 al 13 novembre scorso.

VI OCCUPERETE DI PASTORALE FAMILIARE
Il titolo “Vi occuperete di pastorale familiare”, pone l’accento proprio sulle sollecitazioni “pastorali” contenute nell’Esortazione post-sinodale, e la direzione dell’evento è stata affidata e diretta dai sacerdoti e dalle coppie di sposi responsabili degli uffici diocesani di pastorale familiare.
All’interno del denso programma della tre giorni di Assisi, non poteva certamente mancare il tema legato all’omosessualità, “dell’esperienza delle famiglie che hanno al loro interno persone con tendenza omosessuale” (AL n. 250) “Quale formazione per sacerdoti e accompagnatori?”.
L’introduzione alla conferenza è stata tenuta da don Paolo Gentile, già presentatore di gran parte del convegno, il quale ha subitamente parlato di “cammini pastorali che non hanno pretesa di rettitudine immorale immediata”, ma che si pongono invece come primo obiettivo “l’accoglienza”.
Nei desideri di don Gentile c’è infatti “una Chiesa samaritana, che attraverso gocce di fede e spiritualità dona il collirio della misericordia”.
La presentazione aveva il semplice scopo di presentare i relatori, come ovvio che sia, ovvero il gesuita padre Pino Piva, coordinatore nazionale per i Gesuiti degli esercizi Ignaziani, e portavoce dell’equipe di “Spiritualità di frontiere”; con lui erano presenti anche due membri di questo gruppo: la suora (laica?) Anna Maria Vitagliani e don Christian Medos, intervenuti ambedue sul tema dell’accoglienza e dell’ascolto. Continua a leggere

ProVita nei cinema con uno spot!

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di Toni Brandi*

voglio condividere con te una bella notizia: ProVita ha ottenuto – grazie ad un sostenitore – la possibilità di proiettare in diversi cinema, tra qualche giorno, un breve spot contro l’utero in affitto!

In anteprima per te, voglio mostrarti il breve annuncio di 30 secondi sull’utero in affitto: clicca sul video qui sotto!

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Il breve spot ci permetterà di trasmettere un messaggio incisivo a tante persone che frequentano i cinema, molte delle quali forse non hanno mai riflettuto sulla natura e sulle conseguenze della nuova forma di tratta di esseri umani chiamata utero in affitto.

La nostra campagna contro la cosiddetta maternità surrogata continua dunque più forte che mai, ora anche al cinema!

Ricorda che puoi partecipare alla campagna contro l’utero in affitto firmando la nostra petizione (clicca qui se non hai ancora firmato). Se hai già firmato potresti inviare la petizione ad almeno un familiare o amico?

La petizione è particolarmente importante in quanto è necessario “svegliare” le autorità, le quali fanno ben poco per ostacolare le agenzie straniere che promuovono l’utero in affitto in Italia …

Grazie! Sempre avanti per la Vita e la famiglia!

*Presidente ProVita onlus 

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Donald Trump nomina due pro-life alla Casa Bianca

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Mentre non si placano le accese polemiche, a tutti i livelli, nei confronti dell’inattesa e, per molti, disorientante elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, tutti gli occhi della stampa mondiale sono ora puntati sulle decisive nomine presidenziali in corso che andranno a definire quello che sarà il nuovo staff della Casa Bianca a partire dal prossimo 20 gennaio 2017.

Le prime scelte, in proposito, del neo eletto Trump, come prevedibile, hanno suscitato reazioni opposte e contrastanti. Se da un lato la stampa progressista ha infatti subito accusato il tycoon di aver optato per consiglieri «estremisti, razzisti e antisemiti», dall’altra parte, i leader conservatori hanno applaudito, accogliendo con soddisfazione le prime investiture del loro presidente. Quest’ultime, come reso noto da tutti i principali media internazionali, sono andate a Reince Priebus e Steve Bannon.

Priebus, eletto a capo di gabinetto, chief of staff, è un politico navigato, appartenente da anni all’establishment del Partito Repubblicano; Bannon, nominato consigliere speciale e chief strategist della Casa Bianca, è stato presidente esecutivo di Breitbart News, uno dei più importanti e attivi siti web della “destra” americana, punto di riferimento soprattutto per la cosiddetta “alt-right”, abbreviazione che sta per “alternative right”, movimento che ha costituito un’importante base elettorale per Trump. Continua a leggere

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