Dietro il volto di Mattarella intravediamo quello di Scalfaro

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Segnalazione Quelsi

SCALFA RELLA

by Mario Bocchio

Quando la candidatura di Sergio Mattarella ha iniziato a prendere forma seriamente,l è arrivato puntuale il veto di Berlusconi. Inevitabile. Perchè non ha dimenticato quando il neoeletto presidente della Repubblica, allora ministro della Pubblica istruzione nel sesto governo Andreotti, rassegnò le dimissioni, insieme agli altri ministri della sinistra Dc per protesta contro l’approvazione della legge Mammì in materia radiotelevisiva. Fortemente voluta da Bettino Craxi e ostacolata da Ciriaco De Mita legato a doppio filo all’avversario storico di Berlusconi, Carlo De Benedetti.

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Il voto mafioso in Parlamento (per eleggere il Presidente)

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di Vito Crimi (M5s)

COPPOLA

IL VOTO MAFIOSO IN PARLAMENTO (Per eleggere il Presidente) Un sistema mafioso per controllare il voto. È quello che oggi gli “onorevoli” hanno applicato in aula per eleggere il Presidente della Repubblica. Gli è servito per contarsi, serrare le fila ed evitare i “franchi tiratori”. Gli è servito per impedire la libera espressione del voto. Un metodo semplice, semplice. Efficace quanto un colpo di pistola alla tempia. Scrivevano sulla scheda lo stesso candidato, ma in forme diverse: mettendo il nome prima del cognome e viceversa, scrivendo per esteso il cognome e lasciando il nome indicato dalla prima lettera seguita dal punto, e viceversa. Le combinazioni erano diverse, e ognuna di queste riconduceva al gruppo parlamentare che aveva dato indicazione. Pensate. Fanno leggi per punire con la reclusione il voto di scambio politico-mafioso (416-ter), poi lo usano in Parlamento in occasione dell’elezione della più alta carica dello Stato. Queste le espressioni usate per indicare il candidato Sergio Mattarella: ‘Sergio Mattarella’ ‘Mattarella Sergio’ ‘Mattarella’ ‘Mattarella S.’ ‘S. Mattarella’ ‘On. Sergio Mattarella’ ‘On. Mattarella’ ‘Prof. Mattarella’ LEGGI TUTTO»»

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Persino i parrocchiani di Introvigne e soci temono Mattarella

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

MATTARELLO

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mattarella-al-quirinale-per-liquidare-i-cattolici-11667.htm

E con ragione: Mattarella completerà e integrerà la “pia” opera di Bergoglio, diretta ad asfaltare tutti i conservatori. I tradizionalisti se ne infischiano, considerando Bergoglio e Mattarella (quali sono) degli usurpatori e al pari di tanti altri nemici.

Del resto il primo atto del neo-Presidente moroteo non è stato forse quello di risciacquarsi nell’ideologia resistenziale e paracomunista, alle Ardeatine? E dire che nella società il cattocomunismo è morto e non ha più seguito; ma è alimentato dalla casta repubblicano-conciliare e dalle centrali rivoluzionarie dentro e fuori delle mura vaticane.

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Il Napolitano terzo

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Segnalazione Quelsi.

NAPOLITANO MATTARELLA

by Cristiano Mario Sabbatini

Con l’elezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato può considerarsi concluso o no il cosiddetto Patto del Nazareno? Se il 14 dicembre scorso Libero, via Franco Bechis, pubblicava la velina che a Silvio Berlusconi, fra i tanti possibili candidati della sinistra al Colle, il nome di Sergio Matterella non sarebbe dispiaciuto, la domanda avrebbe una risposta del tutto scontata: NO, il Patto del Nazareno continua e l’elezione del ‘nuovo’ inquilino del Quirinale non lo sfiora del tutto.

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Mattarella Presidente della Repubblica. Il centrodestra è morto

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by Riccardo Ghezzi

MATTARELLA

L’elezione di Sergio Mattarella, giudice costituzionale scongelato per l’occasione dopo anni di silenzio, rappresenta forse la più fulgida vittoria di Matteo Renzi da quando è segretario Pd. Un capolavoro di strategia, ottenuto più per demerito dei suoi avversari che per meriti proprio. Il premier, dopo aver fatto fuori Letta, è riuscito a far approvare la legge elettorale che voleva grazie ai voti di Forza Italia, fregando la minoranza Pd, per poi sconfessare totalmente il “patto del Nazareno” proponendo un nome sgradito a Berlusconi e gradito a Sel e alle correnti anti-renziane del Pd come presidente della repubblica.

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Tsipras getta la maschera e vince il Sistema

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Chi mastica un po’ di politica ed ha un minimo di buon senso lo aveva già capito prima delle elezioni greche. Di Tsipras e della cosiddetta “destra moderata” non ci si doveva né poteva fidare. Una campagna elettorale contro l’Euro e la Ue, molto simile a quella della Lega Nord e sodali del Front National della Le Pen alle ultime europee (che non a caso hanno sostenuto a distanza il comunista Tsiprars alle politiche elleniche) che nei fatti si è subito rivelata uno specchietto per le allodole: racimolare voti per poi stare e fare Sistema nella Ue e nell’Euro, RINEGOZIANDO IL DEBITO con evidenti ricadute anche in Italia. E Obama: “Aiuteremo Atene”. Come volevasi dimostrare… Continua a leggere

A Verona paga sempre Pantalone (veronese o turista che sia…)

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Segnalazione di www.veronapulita.it 

Larena 23.01.15

A VERONA PAGA SEMPRE PANTALONE (veronese o turista che sia…)

Devo essere sincero: mi ero illuso. Leggendo i titoli dei giornali avevo creduto che fosse arrivata la svolta in Comune: basta aumenti di tasse e via coi tanto (da noi) reclamati tagli alla spesa locale (articolo di VRp del 16.12.2014). Lieto e fiducioso apro i giornali e leggo: aumento dei biglietti per entrare in Arena (da 6 a 10 euro), …

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Grecia, Alba Dorata terzo partito

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POPOLO GRECO

Roma – 25 genn Nonostante la feroce repressione subita negli ultimi 15 mesi, Alba Dorata è il terzo partito in Grecia, riportando in Parlamento tutta la leadership del movimento nazionalpopolare ellenico, l’obiettivo criminale di cancellarla dallo scenario politico è clamorosamente fallito. La sinistra pseudoradicale di Tsipras fallirà inevitabilmente, perché legata ai poteri forti liberalmassonici della London School of Economics, imminente ed eclatante sarà allora il successo di Xrysh Aygh‬ con il cui leader perseguitato, Nikólaos Michaloliákos, si è già congratulato il nostro segretario nazionale Roberto Fiore. Forza Nuova La segreteria nazionale – See more at: http://www.radiofn.eu/?p=1253#sthash.EulDMNoO.b8hGGrGe.dpuf

Fonte: http://www.radiofn.eu/?p=1253#sthash.EulDMNoO.dpbs

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La partita del Nazareno

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Segnalazione Quelsi

by Cristiano Mario Sabbatini

Berluskoni-Renzi-1240x620Chi attribuisca chissà quale valore politico nuovo al ribadito accordo del Nazareno è totalmente fuori strada.
Tutto si sta svolgendo secondo i piani, più o meno, e non poteva essere diversamente.
Basta rifletterci appena un po’.

Tutto quello che può costare, in termini di consenso, a Berlusconi e a Forza Italia il proseguimento del patto con Renzi verrà raccolto dalla Lega di Salvini, mai dalle seconde linee dell’ex Popolo della Libertà.
Chi è da sempre percepito come un portaborse dal proprio elettorato di riferimento non cambia il suo status neanche di fronte ad un eventuale debaclè del proprio leader.
Si mettesse l’anima in pace Fitto, mentre fa bene Capezzone a ricordare l’impegno preso con il Tea Party Italia scalpitando per una politica più decisa in favore della riduzione della pressione fiscale e della spesa pubblica, ma niente di più.

Nulla di nuovo sotto il sole, tutto secondo le regole.
Non si potranno stabilire le reali intenzioni politiche dell’ex-Cavaliere, se non dopo il completamento parziale della riforma elettorale e l’elezione del nuovo Capo dello Stato.
Quello che sarebbe veramente devastante per Berlusconi è far cadere Renzi in virtù del suo venire meno agli impegni presi. Questo si metterebbe in tutta evidenza l’eventuale errore politico compiuto. Non deve poter lasciare dire a Renzi che il suo governo sia caduto per colpa di una parola venuta meno.

Solo un bambino non lo capirebbe ed i portaborse, si sa, come provano a camminare con le loro gambe, sono come i bambini quando provano per la prima volta ad allontanarsi dai genitori.
Neanche il più sprovveduto degli spin doctor potrebbe consigliare a Berlusconi di staccare la spina a Renzi ora che è in caduta libera e comunque prima dell’elezione del Presidente della Repubblica che speriamo venga conclusa nel più breve tempo possibile, indipendentemente dai nomi, e senza particolari scossoni tesi a modificare l’attuale scenario politico.
I cittadini di questo paese sfiancati dalla crisi non guadagnerebbero comunque nulla dal procrastinarsi dell’impasse sul nome del candidato al Colle e per sapere come e se sperare ancora sul resto dovranno aspettare ancora un po’, è tanto chiedere ancora alle persone di attendere per sapere almeno che fine si faccia, ma le alternative non ci sono o sono tutte o troppo in nuce o addirittura peggiori di ciò che stiamo già vivendo.

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