Report, il Gip archivia denuncia di Biagi a Ranucci: “Files taroccati”…

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Ennesima archiviazione per le accuse a Ranucci

Il tribunale di Padova ha accolto la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Roberti per il quale il comportamento dell’inviato di Report è stato “corretto e nell’esercizio delle sue funzioni”. La querela dell’ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Verona era stata presentata dopo la pubblicazione sul sito della Fondazione Ricostruiamo il Paese che fa riferimento a Flavio Tosi, delle registrazioni clandestine realizzate fatte dal cantautore leghista Sergio Borsato, in accordo proprio con il sindaco di Verona, ai danni del giornalista di Report. I file registrati erano stati portati in procura dallo stesso Tosi che aveva denunciato e accusato Sigfrido Ranucci di voler costruire un dossier falso con il fine di diffamarlo. L’accusa di Tosi era stata già archiviata. Ora da questa seconda indagine emerge anche che uno dei file alla base della denuncia sarebbe stato manipolato o comunque modificato.

E a casa di Borsato sequestrati quadri per l’ammontare di 40.000 euro… ORA CI SI ASPETTA L’IDENTIFICAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE “MODIFICHE” AI FILES.

Si rimanda alla fonte per leggere la rassegna stampa de Il Corriere di Verona e de L’Arena: http://www.report.rai.it/dl/Report/news/ContentItem-99674288-f7de-4e32-94da-c256774ec027.html Continua a leggere

De Gaulle contro il multiculturalismo e il maomettanesimo, tanto da sembrare un gigante

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Persino De Gaulle, l’uomo che svendette l’Algeria ai socialisti corrotti del FLNA, il nemico dell’OAS, sembra oggi un lungimirante; da liberale del 1959, nato nell’ 800, si considerava, nonostante tutto, debitore della vecchia Europa …

http://www.ilgiornale.it/news/politica/oggi-de-gaulle-potrebbe-denunciare-linvasione-islamica-1081139.htmlIl Giornale – Venerdì 9 gennaio 2015

Ma oggi De Gaulle potrebbe

denunciare l’invasione islamica?  Continua a leggere

Verona: Caos Agec

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CdA 3.11.12Segnalazione di www.veronapulita.it

Dopo le mie denunce e le recenti condanne speravo tanto che il nerissimo biennio di storia veronese su Agec fosse definitivamente archiviato, con un CdA che amministra l’azienda, un DG che la dirige, i dirigenti e dipendenti che hanno truccato i bandi a casa, i servizi funzionanti. E invece è esattamente l’opposto. Un’azienda di fatto bloccata, un CdA incapace di … Leggi tutto.

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Democratici su Marte

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Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

marteRoma è divenuta un deserto politico. Un panorama di mitiche architetture, di siti divini, di magnifiche sedi, tutti svuotati e popolati solo dai fantasmi di diverse epoche e dai sogni lontane epopee, che a occhi chiusi non vogliono svegliarsi e aprire gli occhi all’incubo quotidiano. In questo deserto gli uomini e le donne titolati non sanno che farsene della propria autorità, anzi la temono. Mormorano fra sé oppure viceversa urlano biascicate oscenità e sproloqui senza senso. Tra urla e sospiri accusano e si accusano l’uno con l’altro. I grandi siti culturali inaugurati da pochi anni vivacchiano. L’Eur è fallita e la Nuvola si avvia verso il relitto storico di se stessa. Procede la piccola guerra a mercatini e tavolini da bar all’aperto mentre prosegue quella grande dell’Auditorium per divenire monopolio teatrale. Non un distretto industriale è in piedi e l’industria si sta confondendo con il commercio. I ministeri parchi di idee mollano danari solo se vedono sangue. A Roma non c’è più nessuno e nessuno ci sta più con la testa. A destra la diaspora è tale che i più si chiedono come abbiano potuto convivere. Felice, la destra d’antan riscopre il piacere di un suo ghetto sicuro e inoffensivo, dove nessuno mette in discussione nessuno. Moltissimi dai più diversi lati scoprono insospettate liason con il partito di maggioranza e citano felicemente l’anticomunismo di Veltroni. A sinistra, tra fughe, ripensamenti ed Europa, c’è il presidente Pd Orfini, un romano del quartiere Prati, cresciuto tra cinematografia e informazione patinata di sinistra, da dicembre commissario del partito romano, per il quale ha rinunciato a farsi un’istruzione. Nel solco del leader D’Alema alla cui corte, fondazione e corrente è cresciuto, già da segretario di una sezione romana. Promosso alle popolari primarie, chi più di Orfini potrebbe conoscere meglio la sua città? Lo dice anche la fisionomia da romano medio che ricorda lo stempiato di Ecce Bombo ed il Venditti liceale davanti alla scuola. Invece appena sbarcato tra i 100 circoli e gli 8mila iscritti, il 13% del tesseramento nazionale, gli è sembrato di essere su Marte. Su una terra nemica, brulla e fangosa, da radere al suolo, “ ricostruire” e portare di nuovo all’altezza del ruolo di Capitale”. Da quando però Roma non è più degna di questo ruolo? Nel retro pensiero orfiniano, probabilmente da quando la Città Eterna è entrata a pieno titolo nella Costituzione e dovunque si scrive Roma Capitale.

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La City di Londra fa il tifo per Renzi

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Matteo Renzi ultima speranza per la classe dirigente italiana: è questo il titolo, e il succo, di un commento pubblicato oggi dal Financial Times, che analizza la situazione politica ed economica nel nostro Paese, allargando lo sguardo a Irlanda, Spagna, Grecia, all’Europa intera. L’Unione attraversa un periodo a dir poco delicato, all’ombra della perdurante crisi e dell’onda populista che minaccia di rafforzarsi ulteriormente nel 2015. Quanto all’Italia, “il deterioramento dei tradizionali partiti e dei processi democratici è di gran lunga più avanzato” rispetto ai Paesi presi in considerazione, valuta Tony Barber. Continua a leggere

Il Consiglio Onu boccia la risoluzione palestinese

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

onuIl Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha respinto la notte scorsa la risoluzione palestinese che chiedeva la fine dell’occupazione israeliane dei Territori entro il 2017 e un accordo di pace con Israele entro il 2015. A favore hanno votato otto paesi, ma gli Usa, che hanno diritto di veto, si sono espressi contro assieme all’Australia. Cinque paesi si sono astenuti.

La risoluzione doveva essere approvata da 9 paesi per poter passare ma gli Stati Uniti avrebbero comunque opposto il loro veto al progetto. Hanno votato contro Stati Uniti e Australia, a favore Russia, Cina, Francia, Argentina, Ciad, Cile, Giordania e Lussemburgo. Si sono astenuti Regno Unito, Lituania, Nigeria, Repubblica di Corea e Ruanda. Continua a leggere

Discorso di Capodanno del Presidente Vladimir Putin

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putinVogliamo aprire il 2015 con il discorso di un Presidente vero, che avrà certamente i suoi difetti, ma non si perde in bolsa retorica. Si tratta di un discorso di grande spessore meta-politico e politico, che, purtroppo l’Occidente liberal-democratico ha perduto, almeno dal 1945. Un discorso che dovrebbe far capire da che parte stare…

VIDEO DISCORSO DI PUTIN: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=o5yZujMsUSQ 

Il discorso di Capodanno del Presidente della Russia, Vladimir Putin “I successi e la felicità di ogni persona compongono il fiorire della nostra Russia. L’amore per la patria è uno dei sentimenti piu’ potenti ed esaltanti”. Ringraziamo l’associazione Lombardia-Russia e Irina Osipova per la traduzione.

Vi invitiamo a confrontarlo con quello del nostro presidente Napolitano, che invece ha fatto della perdita di sovranità dell’Italia la sua bandiera. Fonte: www.imolaoggi.it 

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Lo scacco di Putin all’occidente

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Segnalazione di Federico Prati

di Gennaro Porcelli 

Notoriamente il presidente russo Putin non sta simpaticissimo all’occidente: viene spesso accusato di essere freddo, crudele e immorale, accuse rafforzate dal suo passato nel KGB. Nessuno l’ha però mai accusato di mancanza d’intelligenza, anzi, le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate.

I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta. Continua a leggere

La parabola discendente di Flavio Tosi

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Tosi giovane e di destra indossa una maglietta contro Papalia e si fa fotografare a fianco della lapide mortuaria in onore del questurino-magistratodi Matteo Castagna

VERONA – A lato una foto emblematica di quando Flavio Tosi si comportava da uomo di destra, amico e sostenitore di tutti i Cattolici Tradizionalisti veronesi, me compreso. Poi, un giorno, a mio avviso corrispondente con la nomina ad Assessore Regionale alla Sanità nella Giunta Galan, il potere ha iniziato a cambiarlo, almeno negli atteggiamenti. Cambiò persino col sottoscritto, che nel rapporto di collaborazione gratuito, inventò e gli fece fare la maglietta che indossava nella foto e di cui il sindaco di Verona era amico, testimone di nozze con rito Cattolico tridentino nel 2001, finché non fiutò che la scarsa propensione al compromesso (o tradimento?) da parte dello scrivente rispetto a quello in cui si era sempre creduto fin dai primi anni ’90 (a quel tempo considerata una virtù da molti leghisti in buona fede) e finché i tradizionalisti non gli divennero scomodi nei rapporti con la Curia diocesana. Continua a leggere

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