Gli auguri del Free Syrian Army allo stato d’Israele
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione Quelsi
A questo punto della situazione non si tratta più di un problema ascrivibile a sola cecità politica, ma a vera e propria compromissione oggettiva, il fatto di non vedere come il PD e tutti i suoi associati siano il vero collo di bottiglia che impedisce a questo paese di riformarsi. Il PD ed il suo personale politico sono le sentinelle mercenarie di 800 miliardi ed oltre di spesa pubblica, intermediata in gran parte per sostenere un blocco elettorale che non smetterà di sostenerlo fino a che non verranno chiusi i rubinetti di quell’enorme flusso di denaro pubblico che dalle tasche dei contribuenti finisce con regolarità in quelle di costoro.
La politica italiana è qui analizzata molto bene da Veneziani. Oltre e contro questo Sistema ben descritto ci siamo noi Cattolici fedeli alla Tradizione con i nostri amici. Pochi, ma buoni…
Segnalazione Quelsi
La politica in Italia è ridotta a quattro animatori e una mummia. Al posto dei leader e dei partiti ci sono infatti gli animatori. Renzi è il più brillante, Berlusconi il più vetusto, Grillo il più professionale, Salvini il più ruspante. Provo a descrivere la foto ricordo per la Pasquetta.
Di Matteo Renzi al governo vediamo pochi risultati e molta animazione, una grande capacità d’intrattenere il pubblico con gag, fuffa e giochi di prestigio e di tenere alto il morale della truppa e l’attenzione della platea. Comunque un passo avanti rispetto ai suoi deprimenti predecessori. Beppe Grillo è animatore di mestiere e il segreto del suo successo è stato quello di trasferire il format dal cabaret al Paese, riuscendo a dare un volto tragico alla farsa e un risvolto farsesco alla tragedia, mescolando Fra’ Gerolamo Savonarola e Howard Beale di Quinto Potere (quello che gridava “sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”).
Matteo Salvini, animatore pop di Felpa e Martello, deve il suo successo politico alla sua capacità di attore televisivo, genere reality people, che semplifica in poche, efficaci battute il nodo complesso che strozza l’Italia e offre suggestive scorciatoie alla soluzione della crisi. Silvio Berlusconi è il padre putativo dei tre animatori, il decano degli istrioni, il patrono dei piacioni, impresario televisivo e conduttore egli stesso di uno spettacolo one-man-show che si replica da più di vent’anni, anche se la sua compagnia teatrale, un tempo vasta e variegata, si è ridotta a poche comparse, un cagnolino e qualche figurante, e ogni settimana va fuori qualcuno. Un tempo Berlusconi era la bestia nera della sinistra, oggi è la sua migliore polizza per governare senza vera opposizione: finché c’è lui – azzoppato dagli anni, dai tiraemolla, dai processi, dalle defezioni e dalla tutela delle sue aziende – non sarà possibile alcun centro-destra di governo.
La politica in Italia non c’è più da un pezzo. Al suo posto ci sono i Quattro Animatori, più una selva di caratteristi e collaterali, attori minori, subordinati o insubordinati ai predetti istrioni, più ricco contorno di mariuoli e faccendieri. Naturalmente gli animatori non sono tutti uguali e ognuno ha il suo animatore preferito, ma se non il rango, il genere è lo stesso. Ci piacerebbe che alle loro spalle ci fosse una storia e una nazione, e non solo un gigantesco Ego da palcoscenico. E che davanti a loro ci fosse un disegno condiviso e non una telecamera o un display. Ci piacerebbe che ci fosse una visione, un’idea se non addirittura un ideale, un passato e un futuro, una comunità e perfino una cultura.
Ma non c’è, la loro leadership sorge anzi dalla dissoluzione delle culture politiche e civili.
A loro si aggiunge, dicevo agli inizi, una Mummia, ovvero il contrario di un animatore, una figura inanimata. Parlo di Sergio Mummiarella, e lo dico con un filo rispettoso d’ironia, per alludere alla sua meritata fama di Capo dello Statico, la sua capacità di interpretare muto e inerte il suo ruolo istituzionale e di presentarsi come il massimo esponente dell’Inespressionismo, nuova corrente figurativa fondata sull’abilità di non esprimere mai nulla o per i suoi detrattori di esprimere il Nulla. Proprio per garantire quel che le democrazie chiamano the balance of power, l’equilibrio dei poteri, a fronte di un presidente del consiglio fondato sul moto perpetuo e la parola incessante, il presidente della repubblica compensa con il muto perpetuo e la parola cessata. O appena sibilata, con lieve fischio di consonante e tono depresso-curiale o catatonico come si addice alla sobrietà delle istituzioni.
Passando dal Quirinale si può notare che anche l’edificio che ospita il Capo dello Stato risulta ingessato e avvolto in un busto di lavori in corso, come un immenso sarcofago istituzionale. Per le messe solenni, il Presidente concelebra il rito col Priore di Palazzo Madama e la Badessa di Montecitorio. Anche per la Mummia di Stato si può provare, come per gli animatori, simpatia e rispetto; e ritenere che sia meglio un Presidente Egizio di Tappezzeria che un Presidente che esorbita dal suo ruolo di arbitro e garante.
L’universo politico italiano è risolto nei quattro cartoni animati e uno inanimato. Poi c’è l’Italia, ci sono gli italiani, c’è la vita vera. Bene o male una patria, non un abbacchio.
Segnalazione di Matteo Castagna
dal Web
Davanti all’ultimo massacro dei cristiani in Kenya, 148 uccisi con un colpo alla nuca o decapitati, sembra futile occuparsi ancora una volta di Matteo Renzi. Purtroppo è questo il destino del Bestiario: raccontare i fatti e i misfatti della politica italiana e dei suoi attori. Dunque in periodo pasquale partiamo da una domanda: che cosa contiene l’uovo che Matteo Renzi, il nostro premier, consegnerà agli italiani?
Confesso che comincio a essere stanco di occuparmi di lui. Sono andato a controllare l’archivio dei miei articoli e ho scoperto che scrivo di Renzi da quasi due anni, ossia da quando doveva ancora vincere le primarie del Partito democratico. E ho constatato che non mi è mai piaciuto. A cominciare dalla faccia. Un viso da bamboccio paffuto, qualche neo nel punto giusto, capelli nerissimi e senza un filo di grigio. Anche la voce è quasi da adolescente. Abbastanza stridula, con alti e bassi che sorprendono sempre.
Se per caso sembra svanire, dopo una concione di un’ora e passa, la voce riprende quota e manda al tappeto chi lo ascolta. Nella Prima e nella Seconda repubblica, nessun presidente del Consiglio aveva mai dimostrato la resistenza fisica di Renzi nel comiziare. Neppure Amintore Fanfani che sembrava insuperabile. Me ne resi conto nel 1974, per averlo seguito in qualche tappa della sua battaglia contro il divorzio. Annichiliva le folle parlando a braccio per un tempo infinito. Dialogava con il pubblico, un vezzo che Renzi non ha ancora scoperto. In meno di due mesi tenne duecentodieci comizi. Continua a leggere
Segnalazione di O.F.
Il ministro delle Finanze ha garantito a Christine Lagarde, presidente del Fondo monetario internazionale, che Atene il 9 aprile pagherà la rata di rimborso di 458 milioni di euro. Intanto il Financial Times cita fonti europee secondo cui per arrivare a un accordo definitivo con l’ex troika il governo Tsipras deve scaricare l’ala di estrema sinistra di Syriza
“Intendiamo rispettare tutti gli obblighi nei confronti deicreditori, ad infinitum“. Cioè per sempre. La resa di Yanis Varoufakis sta tutta in questa frase, pronunciata domenica incontrando a Washington la presidente del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde. Nelle scorse settimane il compito di rassicurare analisti e osservatori sulle intenzioni del governo di Alexis Tsipras era sempre stato affidato al viceministro Dimitris Mardas o ad altre fonti dell’esecutivo. Ora invece a metterci la faccia è, per la prima volta, il ministro che si è sempre presentato come un “falco” anti-austerità. Colui che da economista ha sostenuto la necessità di una ristrutturazione del debito accumulato dalla penisola ellenica, ovvero un parzialedefault, e che da quando è titolare delle Finanze si è sempre rifiutato di trattare con la troika, accusata di aver originato la crisi umanitaria da cui ora il Paese tenta di uscire. Ottenendo però, di fatto, solo che il trio Ue-Banca centrale europea–Fondo monetario internazionale cambiasse nome in “Brussels group“. Le richieste, come era inevitabile, sono rimaste invariate: aumentare le entrate dello Stato e limitare le uscite. Continua a leggere
Segnalazione di Federico Prati
Tweet Poroshenko pronto ad “aiutare la Moldavia a ripristinare la propria integrità territoriale, reintegrando la Transnistria”
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
di Eugenio Cipolla
Sullo sfondo della crisi ucraina, al momento congelata ma per nulla risolta, c’è una bomba che potrebbe esplodere presto. Il detonare è nelle mani di Barack Obama che, non avendo ancora deciso se fornire ufficialmente armi letali all’Ucraina, sta pensando di intraprendere una strada alternativa, ossia quella di scongelare il conflitto in Transnistria per provocare Vladimir Putin, constringendolo ad un intervento militare.
A ventilare questa ipotesi, nei giorni scorsi, è stata la rivista francese Nations Presse, mensile indipendente ma che negli ultimi tempi si è avvicinato molto alle posizioni del Front National di Marine Le Pen. A maggioranza russofona, popolata per il 60% da russi e ucraini, la Repubblica moldava di Pridnestrovia (più comunemente nota come Transnistria) è nata nel 1990, un anno prima della caduta dell’Unione Sovietica. Allarmati dalla possibilità di una annessione della Moldavia alla Romania, i separatisti della riva sinistra del Dniester, il fiume che attraversa Tiraspol, diedero vita a questo piccolo stato in terra moldava, oggi de facto indipendente ma non riconosciuto dalla comunità internazionale (Usa e i suoi alleati). Continua a leggere
Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo
In questa Italia marcia e irredimibile, l’inchiesta della Procura di Napoli sulla metanizzazione di Ischia, che ha portato in carcere, ai domiciliari o all’obbligo di dimora 11 persone, merita d’essere citata fra le tante per i protagonisti che vi sono a vario titolo coinvolti e per il sistema che rappresenta.
La storia è presto raccontata: la Cpl Concordia è una Cooperativa Rossa, un pezzo storico (fu fondata nel 1899) di quel reticolo di potere che ha gestito e gestisce appalti, soldi pubblici e favori, fungendo per decenni da apparato a una certa sinistra che ha appreso a perfezione la lezione del capitalismo più avido e sfrenato.
Nel 2013 ha avuto un fatturato di oltre 400 ml ma, vedi caso, pur essendo emiliana l’ha svolto per la gran parte al Sud, grazie appunto alla rete compiacente di amministratori locali intessuta da Francesco Simone, un ex sodale di Craxi soprannominato dagli amici “Tom Tom” per la sua capacità di arrivare ovunque per portare a casa appalti, soldi e, all’occorrenza, voti. Continua a leggere
di Matteo Castagna
E’ stato un Martedì di passione in ogni senso, per più di qualcuno, il 31 Marzo 2015, dopo la visita a Verona della Commissione bicamerale Antimafia. Durissime le prese di posizione, sia nei confronti della Prefettura, che della Procura che di certa politica veronesi. “Qualsiasi altra amministrazione comunale, nelle condizioni di quella di Verona, avrebbe subito la proposta di scioglimento per infiltrazioni mafiose” – così si è espresso il vice-presidente della commissione Claudio Fava, al termine delle audizioni svolte durante tutta la giornata in terra scaligera. “Ci preoccupa la superficialità con cui molti di questi elementi sono stati sottovalutati da chi aveva il dovere e gli strumenti per intervenire”. “Un vicesindaco condannato a cinque anni per corruzione, un’impresa collegata a famiglie mafiose calabresi presente nei più importanti appalti gestiti dall’amministrazione comunale, decine di inequivocabili reati spia, rapporti investigativi altrettanto inequivocabili dei Ros di Catanzaro: il rischio di un condizionamento dell’attività amministrativa in questi anni è stato grave ed attuale”. Fava ha chiesto di rivalutare la possibilità della nomina di una Commissione di accesso al Comune di Verona e magari anche in altri comuni che hanno visto il verificarsi di fatti inquietanti, di rapporti tra amministrazione ed associazioni criminali. Nel mirino degli inquirenti ci sono situazioni analoghe o legate a reati quali il riciclaggio, l’usura, imprese edili collegabili a personaggi “border-line” o al business dello smaltimento dei rifiuti, considerati vicini alla Camorra o alla ‘Ndrangheta in tutto il Veneto, da Treviso a Belluno.
Lo scrittore Leo Zagami, che nel 2013 è stato candidato nelle file del “Grande Sud” di Micciché, annuncia la sua adesione al “Movimento Roosvelt”, fondato recentemente da Giole Magaldi, leader della loggia italiana “Grande Oriente Democratico” salito alla ribalta delle cronache, un anno fa, per avere affermato in TV che le più alte cariche dello Stato italiano sono tutte affiliate alla massoneria.
Zagami esordisce lanciando l’OPA sul Movimento 5 stelle, “che può essere la salvezza, se vengono estromessi Grillo e Casaleggio, legati ai poteri forti”. Parole destinate a far discutere nell’ambiente pentastellato.
Riportiamo il testo di Zagami:
U
n Movimento che nasce non come soggetto politico ma per aiutare la politica. Oggi voglio essere provocatore ma anche ispiratore di una proposta inedita. Per me l’unica soluzione al momento non è creare un nuovo partito in quanto ne esistono fin troppi ma creare una commissione di difesa della democrazia interna all’unico partito che ha dimostrato un barlume di onestà fino ad adesso ovvero il Movimento 5 stelle che è ormai alla deriva se non mette all’angolo i suoi fondatori in particolar modo Gianroberto Casaleggio (tanto Grillo è già stato messo in difficoltà per via dei suoi tanti troppi scheletri nell’armadio). Per fare questo però ci vuole una commissione esterna al 5 Stelle che conoscendo bene l’ambiente illuminato-massonico-lobbista che manipola Casaleggio e Grillo e avendo un livello culturale medio alto possa grazie alla commissione monitorare le scelte di questi due personaggi senza interferire in alcun modo nella democrazia interna dei cittadini a 5 Stelle, garantendo agli stessi la massima trasparenza e smontando sul nascere ogni tentativo manipolatorio di Grillo e Casaleggio alias Casaloggia. Questa operazione potrebbe essere messa in mano a una commissione esterna al Movimento 5 Stelle creata dal sottoscritto con il Movimento Roosvelt a garanzia della massima serietà del progetto.
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