L’ossessione del Cavaliere e un patto da firmare, con penale…

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RUBRICA QUINTA COLONNA

di Longino

Mentre il mondo sembra prepararsi alla guerra – vari sono i fronti aperti: la Corea del Nord, le esercitazioni della NATO in corso da mesi sul fronte dell’Est europeo e in particolare in Polonia, quelle dei sottomarini russi nell’atlantico, il riconoscimento USA di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, che può far esplodere irrimediabilmente il Medio Oriente – e mentre Bergoglio, con il suo discorso nella Santa notte di Natale prende la parola a nome di George Soros e Emma Bonino nella Basilica di San Pietro, paragonando Maria, Giuseppe e il Verbo Incarnato ai migranti, Silvio Berlusconi nel suo programma elettorale propone agevolazioni per chi cura gli animali domestici.

Nulla di strano. Disinteressarsi dei problemi veri e raccattare voti è un aspetto determinante per chi fa politica, specie  in questo caso, considerato che per molti gli animali sono più importanti degli esseri umani. Vittoria Brambilla ringrazia per l’elezione che di certo incasserà. Non osiamo neanche immaginare cosa sarebbe il prossimo Parlamento senza la sua presenza. Continua a leggere

Gentiloni bis e poi Draghi? Oppure vinca il populismo

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Il premier traccia il bilancio di un anno al governo. Rivendica meriti e risultati: «Pochi annunci e molte decisioni». Mentre il Colle scioglie le Camere, emerge una figura su cui all’inizio pochi avevano puntato. Serio, rassicurante, persino popolare. In caso di stallo tocca di nuovo a lui?

«Non tireremo i remi in barca. L’Italia non si mette in pausa». Rassicurante, competente, serio al limite della noia. Persino popolare. Paolo Gentiloni traccia il bilancio di un anno di governo e un dubbio si insinua insistente. Vuoi vedere che il prossimo premier sarà di nuovo lui? A poche ore dallo scioglimento delle Camere, il presidente del Consiglio incontra i giornalisti a Montecitorio nel tradizionale appuntamento di fine anno. Durante il suo intervento rivendica i risultati ottenuti, infonde ottimismo e parla del futuro del Paese. Il profilo ormai è quello noto: mai una forzatura, mai un tono sopra le righe. Gentiloni evita con cura ogni polemica e dosa ogni parola. L’effetto finale è evidente. Molto dipenderà dal risultato elettorale, ma se a marzo il Paese si troverà in una fase di stallo il premier potrebbe essere ancora protagonista. Se dal voto non dovesse emergere una chiara maggioranza, un esecutivo di larghe intese con la presenza del Pd difficilmente potrebbe prescindere dalla sua figura. Continua a leggere

IN CINQUE ANNI MONTI, LETTA, RENZI E GENTILONI HANNO DISTRUTTO L’ITALIA

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Matrimoni gay, gender nelle scuole, divorzio breve, immigrazione selvaggia ed ora eutanasia… e le gerarchie della Chiesa (conciliare, n.d.r.) hanno lasciato fare
di Stefano Fontana

Un Parlamento incostituzionale in fase terminale e sotto accanimento terapeutico (in cauda venenum) ha prodotto una legge mortifera sull’eutanasia pensando con ciò di tirare a campare. Atto finale di una legislatura disgustosa e di un governo nato moribondo in forma di fotocopia. Questo atto legislativo in extremis conclude un quinquennio terribile, tanto più terribile quanto condotto da governi sedicenti tecnici o di emergenza o di transizione o del presidente.
Sono stati i governi di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, governi dei competenti e dei moderati, a darci le leggi più estremistiche della vita repubblicana che alla fine del 2011, quando Berlusconi fu costretto a gettare la spugna, non erano nemmeno minimamente all’orizzonte. Non sono stati i rivoluzionari con la bandiera rossa ma i rassicuranti funzionari in doppio petto. I governi post-ideologici ci hanno dato il peggior frutto che le ideologie politiche ci possano dare: la decisione a maggioranza di cosa sia uomo e donna, di cosa sia famiglia, di cosa voglia dire procreare e, ora, di cosa sia la vita e cosa la morte. Continua a leggere

Si chiude la legislatura peggiore della storia

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Si chiude una legislatura drammatica che ha macinato record negativi con record dei cambi casacca, di voltagabbana e dei parlamentari che hanno maturato il diritto al vitalizio

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Il populismo come sintomo

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Segnalazione Arianna Editrice

di Come Carpentier de Gourdon

Il populismo come sintomo

Fonte: Vita

I movimenti populisti non hanno precisi obiettivi o delle strategie sistematiche capaci di garantirne il successo. Al massimo essi hanno dei leaders carismatici capaci di canalizzare le energie del malcontento sociale per il raggiungimento della presa del potere. Continua la nostra serie di interviste sul “momento populista” in Europa e nel mondo

Dopo gli interventi di De Benoist, Tarchi, Veneziani, Fusaro, e Cardini, la nostra indagine sul populismo prosegue con l’intervista a Come Carpentier de Gourdon, autorevole intellettuale di fama internazionale ed editorialista World Journal Affairs. Secondo Carpentier il populismo esprime un sintomo di malessere intrinseco che potrebbe senz’altro sfociare in un sistema dittatoriale o essere superato da uno shock esterno come una guerra o una rivoluzione.

Quali sono le cause scatenanti da cui origina l’ondata di populismo che sta attraversando Europa e Stati Uniti?
Il populismo è strettamente vincolato alla democrazia che è proprio un sinonimo stricto sensu. Aristotele aveva definito la democrazia come un populismo in opposizione all’aristocrazia, o governo dei migliori, ma anche come la decadenza di uno stato sano definito come politeia: o città ben governata. Storicamente la democrazia è stata definita in rapporto con la repubblica di Atene quando era governata da un consiglio dei demos (comuni) ma questo, tuttavia, è un concetto arbitrario. Continua a leggere

Zizek e Chomsky scaricano l’antifascismo: “Un feticcio”

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di Roberto Vivaldelli

Zizek e Chomsky scaricano l'antifascismo: "Un feticcio"

Fonte: Il Giornale

Zizek e Chomsky contro l’isteria antifascista. La paranoia degli ultimi tempi imposta dall’opinione pubblica liberal sta segnando il dibattito politico, dagli Stati Uniti al Vecchio Continente, Italia compresa.

Dalle polemiche sui monumenti fascisti alla recente manifestazione di Como, anche il nostro Paese è impantanato in una discussione surreale e artificiosa sugli spettri del ventennio e dei suoi eredi. Ma esiste davvero il pericolo di un ritorno del fascismo oppure si tratta di un’isteria montata ad arte? Se i progressisti sono sordi ad ogni tipo di critica mossa da destra, ora sono due importanti intellettuali di riferimento della sinistra mondiale come il filosofo sloveno Slavoj Zizek e il grande linguista americano Noam Chomsky a scaricare gli antifascisti, con due articoli usciti a pochi giorni di distanza sul quotidiano britannico The Independent.

“Antifascismo l’oppio dei popoli”
Per Zizek, il nuovo “oppio dei popoli” di marxiana memoria non è più la religione ma l’antifascismo militante. “Un nuovo spettro sta perseguitando la politica progressista in Europa e negli Stati Uniti, lo spettro del fascismo. Trump negli Stati Uniti, Le Pen in Francia, Orban in Ungheria – sono tutti dipinti come il nuovo male verso il quale dovremmo unire tutte le nostre forza. Ogni minimo dubbio e riserva è immediatamente additato come segnale di collaborazione segreta con il fascismo”, osserva il filosofo marxista. L’antifascismo dunque non è altro che un feticcio agitato in maniera strumentale per incanalare i consensi contro il nemico: “L’immagine demoniaca di una minaccia fascista serve chiaramente come nuovo feticcio politico; feticcio nel senso freudiano del termine, ovvero di un’immagine affascinante la cui funzione è quella di offuscare il vero antagonismo”, afferma il Zizek. Continua a leggere

Gentiloni ha rottamato Renzi (e ormai lo sanno tutti, anche i renziani)

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Risultati immagini per gentiloniNella prossima legislatura, con un parlamento balcanizzato e bloccato, le chance dell’attuale Primo Ministro di continuare a Palazzo Chigi sono sempre più alte. Con buona pace del Segretario del Partito Democratico

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L’antifascismo psichiatrico pre-elettorale del cane di Pavlov

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di Roberto Pecchioli

L’antifascismo psichiatrico pre-elettorale del cane di Pavlov

Fonte: Ereticamente

Chi trova un nemico trova un tesoro. Rovesciando il detto popolare, questo ci sembra il commento più adatto all’ondata di antifascismo di ritorno che sta pervadendo l’Italia ufficiale. Colti di sorpresa da qualche inatteso successo elettorale “nemico”, nudi di fronte al loro fallimento politico, lorcompagni e l’esercito ausiliario progressista hanno trovato la soluzione, la solita: antifascismo, ancora antifascismo, ogni giorno di più, a dosi omeopatiche. E’ diventata una dipendenza e, come per gli alcolisti irrecuperabili, basta un solo bicchiere per ubriacarsi. In qualche caso, è sufficiente l’odore del vino. Il neo- antifascismo è ormai giunto a questo stadio penoso. Continua a leggere

Nuovo strappo di Trump: gli Usa fuori dal patto Onu sui migranti

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Segnalazione di F.F.

Gli Usa escono dal patto internazionale sui migranti e sui loro diritti, votato nel 2016: “L’amministrazione Trump ha una politica su migranti e rifugiati non compatibile con il patto e rivendica il diritto di decidere in piena autonomia criteri e logiche per consentire l’ingresso agli stranieri”

di Orlando Sacchelli

Il patto internazionale sui migranti e sui loro diritti (Global compact on migration), raggiunto alle Nazioni Unite nel settembre 2016, vede una pesante defezione: è quella degli Stati Uniti.

La Casa Bianca, infatti, ha deciso di fare un passo indietro perché ritiene che la propria politica su migranti e rifugiati non sia compatibile con il patto. L’amministrazione Usa rivendica il diritto di decidere in piena autonomia criteri e logiche per consentire l’ingresso agli stranieri. Sono questi i motivi dell’abbandono degli Stati Uniti, come reso noto dall’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley: “Le nostre decisioni sull’immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani”. Continua a leggere

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