Cacciato da Salvini, passa da Bossi a Mazzini…Ah, però!
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Ecco come Renzi vuole vincere le elezioni (o almeno evitare il disastro)
Sarà una campagna elettorale durissima. I sondaggi fotografano una situazione allarmante per il Pd. Dopo la Leopolda, ecco quali sono le strategie di Renzi per la riscossa. (di Giulio Scranno, LEGGI)
Segnalazione Linkiesta
L’esito del ballottaggio fra Giuliana Di Pillo (M5S) e Monica Picca (centrodestra) lancia un segnale molto chiaro: la sinistra, pur di abbattere la destra, si sta spostando sui pentastellati. I clan? Stanno con chi vince
di Flavia Perina
Le prime analisi prendono il voto di Ostia e lo nascondono sotto il tappeto delle interpretazioni fantasia: i clan, l’astensionismo, il degrado e bla-bla-bla. È una naturale reazione difensiva. Quel voto conferma un dato che non fa comodo a nessuno (tranne il M5S): lo schema immaginato dai partiti tradizionali cinque anni fa, secondo il quale destra e sinistra avrebbero potuto costruire un nuovo Arco Costituzionale contro i grillini e utilizzare l’una il consenso dell’altra per tenersi a galla, non funziona. È sbagliato. L’elettorato della sinistra, sul litorale romano come un mese fa in Sicilia, conserva come sua priorità quella di fermare la destra, e per farlo è pronto a spostarsi sui candidati pentastellati turandosi il naso. Non si spiega altrimenti il quasi-raddoppio dei consensi al ballottaggio della signora Giuliana Di Pillo, che conquista oltre 15mila voti in più, e la debolissima prova della sua avversaria Monica Picca, che si è dovuta accontentare di un modesto “balzo” di settemila voti.
In nessun’altra area italiana come nel Lazio, e in particolare a Roma, il sistema politico e mediatico si è speso per demolire il “racconto” grillino e individuare nei Cinque Stelle il nemico principale di ogni forza realmente interessata alla buona amministrazione. Gli insuccessi della sindaca Virginia Raggi, le sue insufficienze, i suoi continui cambi di rotta e di squadra, il degrado della città che governa, sono diventati da oltre un anno – e non senza ragione – quasi un genere letterario sul quale più o meno tutti si sono cimentati. L’obiettivo era palese. Sollecitare un voto “contro”. Indurre l’elettorato a dirsi: chiunque meglio degli amici di Beppe Grillo. È finita malissimo. L’imponente astensionismo dimostra un rifiuto generalizzato e ostinato di aderire a questa lettura, e più in là il suo totale disconoscimento: il “voto contro” lascia indifferente i due terzi dell’elettorato, mobilita solo le curve, e le curve sono pronte a tutto per battere chi individuano come nemico principale nell’antico schema destra/sinistra.
Il documento di Soros: la lista dei 14 parlamentari italiani “affidabili” | Imola Oggi
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Ma, in Europa, diventerebbero 226:

Maria Giovanna Maglie per Dagospia SOROS Affidabili perché? Amichetti di chi? I parlamentari italiani affidabili per George Soros e la sua Open Society, ma soprattutto per i suoi progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa, sono 14, dei quali 13 del…
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http://m.dagospia.com/maglie-soros-svelata-la-lista-dei-226-parlamentari-ue-considerati-affidabili-dal-miliardario-159870 Continua a leggere
Segnalazione di Pietro Ferrari
(G.p)Il professor Elso Simone Serpentini pubblicherà tra il Novembre e il Dicembre 2017 con Artemia Nova Editrice, una ricca descrizione degli avvenimenti bellici o legati alla cosiddetta ‘resistenza’ che dal 1943 fino al dopoguerra, hanno riguardato la zona settentrionale dell’Abruzzo. Un’opera, questa di “Teramo e il teramano negli anni della guerra civile” che appena annunciata, ha già destato diffuse curiosità non solo in ambito locale.
In esclusiva per i lettori di fascinazione l’avvocato Pietro Ferrari,autore di Fascismi, analisi, storie e visioni, intervista il professore Serpentini.
1) Lei ha avuto un passato da dirigente del MSI e da professore di storia. Come ha vissuto il suo ruolo di militante nella sua città e il suo dovere di formazione verso i liceali, nell’epoca del pensiero unico e di libri di testo scolastici pieni di omissioni, negazionismi di Stato come quello sulla tragedia delle foibe e caricature di ciò che avvenne in quegli anni?
Da dirigente del MSI ho vissuto l’esperienza comune a quanti hanno militato in un partito considerato al di fuori dell’arco costituzionale e, pur sedendo sui banchi del consiglio comunale, ero considerato politicamente poco meno che un reietto. Ho preso parte ad infuocate campagne elettorali, sono stato più volte candidato a vari livelli, ho fatto centinaia di comizi e alla fine son dovuto uscire dal partito per divergenze profonde con la dirigenza regionale e facendo in tempo ad abbandonare quell’area politica prima del tradimento di Fiuggi e delle vergogne seguite dopo. Da professore di storia di liceo ho, ovviamente, risentito dell’ambivalenza del ruolo, dovendo oscillare tra quello dell’educatore e quello del comunicatore di regime, cioè obbligato per legge a trasmettere la vulgata storica autoreferenziale e autotrionfante, contravvenendo alla quale sarei stato passibile di esemplari provvedimenti legislativi ed amministrativi. Ho risolto il problema con un atto di disobbedienza civile che però era perfettamente in linea con il principio della libertà d’insegnamento. Nel mio programma di storia non ho mai incluso né la seconda guerra mondiale né la guerra civile. Continua a leggere
Segnalazione di F.F.
Una simulazione dei risultati ottenuti con la nuova legge elettorale getta nel panico il Pd: non prenderebbe nemmeno uno degli 85 collegi uninominali delle Regioni del Nord
di Ivan Francese
Ora il Pd teme di essersi rovinato con le proprie mani: una simulazione sugli effetti della nuova legge elettorale sugli ultimi sondaggi assegnerebbe zero collegi uninominali sugli 85 in palio nel Nord Italia.
Secondo un documento commissionato da due parlamentari di centrosinistra e visionato daRepubblica, negli 85 collegi uninominali suddivisi fra Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, i dem non ne porterebbero a casa nemmeno uno. Nonostante restino i seggi assegnati con il proporzionale, si tratterebbe di una sconfitta politica di dimensioni epocali. Continua a leggere
Segnalazione di Redazione www.vvox.it

Per Antonini sarebbe «incostituzionale» se al trasferimento di competenze non si accompagnasse anche quello delle risorse
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http://www.vvox.it/2017/10/24/veneto-la-mente-del-referendum-doveroso-anche-il-federalismo-fiscale/ Continua a leggere

Segnalazione Linkiesta
Mattarella e Napolitano contro Renzi: la battaglia è iniziata
I due presidenti – in carica ed emerito – sono sempre più insofferenti a Renzi. Lui, in giro per l’Italia col treno elettorale, è sempre più rottamatore e insofferente ai galatei istituzionali. Resisterà, Renzi? Nel frattempo, Gentiloni si mette al riparo e Veltroni si prepara. (di Giulio Scranno, LEGGI) Continua a leggere
di Redazione
La settimana della Cultura politicamente scorretta, quella dei libri non conformi, cosiddetti identitari e cattolici integristi, perfettamente in linea con lo spirito che portò alla nascita ed alla diffusione di “Traditio” a Verona nel 2015, si è conclusa con la votazione del Consiglio Comunale scaligero della mozione che rigetta la proposta di legge Fiano, che de facto ha istituzionalizzato quello spirito e quelle intenzioni. La nostra città ha nuovamente marcato da che parte sia storicamente schierata.
Segnalazione di A.B.

Ieri sera a Palazzo Barbieri si è discusso di fascismo e antifascismo. Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), con una mozione, si è scagliato contro la proposta di legge Fiano. La mozione spiega che la nuova legge contro la propaganda fascista e nazifascista sarebbe una ingiustificata limitazione dei diritti della libertà di pensiero e quindi c’è stata la richiesta esplicita al Parlamento di bloccare tutto.Durante la discussione il primo ad intervenire è stato Andrea Bacciga (Battiti), secondo il q… CONTINUA SU:
http://m.tgverona.it/pages/630098/politica/fascismo_e_antifascismo_si_a_mozione_anti_fiano.html Continua a leggere
Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori
Il vento della “destra” continua a soffiare forte sull’Europa. Dopo la Germania, anche l’Austria vira infatti bruscamente su posizioni “anti establishment” con la netta vittoria dell’ex ministro degli Esteri Sebastian Kurz, che con i suoi soli 31 anni e il 31,4% dei voti, si appresta a divenire il più giovane cancelliere della storia d’Austria e d’Europa.
Accanto al pronosticato exploit dell’enfant prodige austriaco, vi è l’altrettanto eclatante affermazione del partito anti UE e anti immigrati dell’ “Fpoe” di Heinz Christian Strache che ha raggiunto un risultato storico, con oltre il 27% dei voti. Malgrado il primo posto ottenuto, il partito popolare dell’Österreichische Volkspartei(Oevp) di Kurz non ha, tuttavia, raggiunto la maggioranza e, per questo, per governare avrà bisogno di un alleato, la cui identità sarà più chiara soltanto giovedì quando, una volta completato lo spoglio dei voti per corrispondenza, sarà comunicato il risultato definitivo. Continua a leggere
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