Norvegia, i cristiani entrano nel governo: “Ora priorità ai temi etici”

Si sono conclusi il 17 gennaio scorso in Norvegia i negoziati che hanno portato alla nuova coalizione di governo, la prima a maggioranza non socialista dal 1985. La coalizione con a capo il Primo Ministro Erna Solberg è composta dai tre partiti già presenti nel precedente governo, il partito conservatore Høyre (H), il conservatore-liberale Fremskrittspartiet (Frp), il partito social-liberale Venstre (V) e dal Partito Popolare Cristiano (KrF), da poco entrato a farne parte.
Il nuovo governo ha presentato ai cittadini norvegesi la Dichiarazione Granavolden, dal nome dell’hotel in cui è stata redatta e presentata, ovverosia un documento comune contenente il programma di governo, frutto di negoziati complessi e carichi di tensione, in particolare sui temi dell’immigrazione, clima e aborto.
Proprio su quest’ultima tematica, fondamentale per il partito Popolare Cristiano (KrF) che ha al centro della sua politica l’inviolabilità della dignità umana, il Premier Solberg aveva aperto alla possibilità di cambiare la legislazione sull’aborto. Le richieste del partito Popolare Cristiano, poste come condizione per l’ingresso nella coalizione di governo, erano due: la cancellazione del paragrafo 2c della legge sull’aborto che consente l’aborto selettivo oltre la dodicesima settimana e il divieto dell’embrioriduzione. Continua a leggere


Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni di alcuni “trasfertisti” del voto per la segreteria di partito: “Non ho mai la possibilità di fare questi viaggi, con pullman e albergo pagati, mi sono divertito. Spero che la prossima volta mi diano anche i soldi”, commenta il signor Giovanni
di Andrea Zhok
di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 25/01/2019
Forza Italia nel finale di partita è – per contrappasso – una specie di Futuro e Libertà.


