A Chigi il patto delle frappe, soddisfazione per vertice governo

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Al centro il punto economico dell’agenda. C’è soddisfazione al termine dell’incontro “cordiale” tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, riferiscono fonti di Palazzo Chigi.

Dopo le consultazioni in Sardegna i tre si sono ritrovati stasera a palazzo Chigi per una cena veloce e per fare il punto economico dell’agenda di governo. Codice degli appalti, parola d’ordine semplificazione, sbloccare opere pubbliche e cantieri, corsia veloce per l’autonomia. Questi alcuni dei temi affrontati dai tre esponenti di governo.

“Vertice a tavola con i vicepresidenti @luigi.di.maio e @matteosalviniofficial per parlare di investimenti, decreto sblocca cantieri, autonomia regionale”.

Così il premier Conte sul suo account Instagram dove ha postato una foto di una confezione di frappe di carnevale e ha parlato della cena con i due vicepremier a Palazzo Chigi.

fonte – https://it.sputniknews.com/italia/201902287348992-palazzo-chigi-patto-delle-frappe-vertice-conte-salvini-di-maio/

L’errore cruciale del governo grillino: non ha ascoltato Sinn & Fuest

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I giornali pro-governo sono stati contenti  per un giorno  che Fitsch   non ci ha declassato del tutto. Non ancora.  Possiamo indebitarsi   sui mercati  a tassi d’interesse da paese del terzo mondo (alla faccia dell’ “euro che ci protegge”); ma  Fitch ci dà previsione di peggioramento – il che significa che i mercati, per prestarci i soldi, ci chiederanno tassi più …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/lerrore-cruciale-del-governo-grillino-non-ha-ascoltato-sinn-fuest/

Fontana: “Prima gli italiani” ovvero il prossimo, conforme al Vangelo

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Il ministro veronese della Famiglia Lorenzo Fontana intervenendo a Pisa ha affrontato la questione migranti in relazione a uno slogan tipico del leader della Lega Matteo Salvini, cioè “prima gli italiani“. «Migranti? Ci dicono che siamo cattivi cristiani. Però bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo – ha detto Fontana -. C’è un passaggio da tener conto: “ama il prossimo tuo“, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità. Se abbiamo 4-5 milioni di poveri – ha aggiunto -, non possiamo andare a occuparci dei poveri del resto del mondo, perché chi governa ha innanzitutto il dovere di far stare bene la comunità che, appunto, governa». (t.d.b.)

Ilfattoquotidiano

fonte – https://www.vvox.it/2019/02/25/migranti-fontana-anche-la-bibbia-ci-dice-prima-gli-italiani/

Nasce il partito per gli immigrati: “Sarà una lotta senza quartiere”

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Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”

L’ultima novità si chiama “Cara Italia”, un movimento nato per “dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

A firmarne il “programma” è Stephen Ogongo, giornalista e originario del Kenya. Arrivato nel Belpaese ormai 25 anni fa, nel suo curriculum vanta l’insegnamento alla Università Gregoriana. All’età di 44 anni ha due figlie ed è caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”. Lo scorso ottobre su Facebook ha dato vita a una pagina per sponsorizzare il movimento “Cara Italia. Le seimila adesioni raccolte, secondo quanto scrive Repubblica, potrebbero presto portare alla nascita di un vero e proprio partito. Il movimento, spiega Ogongo a Rep, “ha come protagonisti gli immigrati e gli italiani che lavorano insieme contro il razzismo e tutte le altre forme discriminazioni. Una casa comune per cercare di mettere insieme associazioni, organizzazioni, gruppi che si occupano dei diritti dei nuovi italiani“. Continua a leggere

Europee 2019: Chi comanderà in Europa?

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La sede del Parlamento europeo a BruxellesMancano 100 giorni dalle europee che dovranno tenersi fra il 23 e il 26 maggio 2019, saranno le elezioni più cruciali dall’istituzione del Parlamento Europeo nel 1979.

Il prossimo voto europeo è molto atteso perché potrebbe rappresentare un passo importante verso un riorientamento del progetto di integrazione europeo e potrebbe determinare l’avanza definita delle forze di maggioranza in Italia — Lega e M5S — e un ulteriore ridimensionamento dei partiti più tradizionali, cioè Pd e Forza Italia

Quale visione politica dominerà il vecchio continente: sovranisti vs europeisti? Come sarà formato il prossimo Parlamento UE? Chi comanderà in Europa? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Raffaele Marchetti, Professore di Relazioni Internazionali della LUISS Giudo Carli.

— Professore, Lei è soddisfatto con quello come sta andando la campagna elettorale per le europee 2019? A Suo avviso, come questo appuntamento elettorale potrebbe essere diverso dai precedenti?

— Per adesso non c’è ancora quasi nessun tipo di discussione sul merito specifico delle elezioni europee. Siamo in campagna elettorale ma di politica europea stiamo discutendo molto poco. Per essere soddisfatto io vorrei vedere un dibattito molto più approfondito e accurato sulle tematiche europee e questo non è ancora presente. Continua a leggere

I casi Diciotti e Renzi lo dimostrano: comanda la magistratura

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 In questi giorni stavo sfogliando i quotidiani degli anni Ottanta. È cambiato quasi tutto, tranne una cosa: la potenza della magistratura nel dettare l’agenda politica o agenda setting, come dicono gli «esperti». Certo, allora si trattava solo di qualche arresto di amministratori locali (ovviamente dei partiti di governo) il giorno prima delle elezioni o di scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto dopo. Ma era già visibile il disegno e già percepibile la tentazione.

Sono passati più di trent’anni e siamo ancora qui, a confrontarci con quello che, parafrasando De Gasperi, potremmo chiamare il «quarto partito», quello della magistratura che, ad ogni snodo, si esprime, sconvolge i piani degli uni e degli altri: in ogni caso plasma il corpo della Repubblica.

Simbolicamente la giornata del 18 febbraio è stata l’apoteosi del trionfo del «quarto partito»: la votazione nella piattaforma Rousseau sul caso Diciotti, che ha spaccato il principale attore della coalizione di governo (e ora vedremo nel voto reale, quello dell’aula). E, nel frattempo, l’arresto dei genitori di Renzi, cioè di colui che stava per rientrare in scena, ammesso ne fosse mai uscito, sia nelle primarie del Pd che nel quadro più generale. Continua a leggere

Ora Salvini può vincere le Politiche

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di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 12/02/2019

L’affermazione della Lega in Abruzzo come primo partito della coalizione di centrodestra era data per scontata, ma solo Paolo Becchi, sulle colonne di questo giornale, aveva intuito che la Lega da sola sarebbe diventata il primo partito delle Regione superando il Movimento 5 stelle. Il valore politico di queste regionali è pertanto nazionale.

Non è rilevante la semplice consacrazione di Salvini come leader indiscusso della coalizione di centrodestra. Il dato saliente è un altro: se in Abruzzo la Lega sfiora da sola il 30%, a livello nazionale non può non avere almeno il 38-40%. Quella soglia che grazie ai meccanismi della legge elettorale, il Rosatellum, consente di vincere le elezioni politiche.

E qui si aprono scenari molto concreti. Berlusconi se in una terra amica come l’Abruzzo non raggiunge, come pare, le due cifre e si ferma sotto il 10% è destinato ad estinguersi con il suo partito o comunque diventa irrilevante per il nuovo progetto politico di Salvini. Berlusconi non può nemmeno dire di aver fatto vincere un suo candidato in Abruzzo, perché il Presidente vincente è di Fratelli d’Italia. Forza Italia, a parte la Liguria con un Toti peraltro molto vicino alla Lega, non controlla più nessuna Regione. Tutto è cambiato anche rispetto alle elezioni regionali in Molise e in Friuli di dieci mesi fa, dove Forza Italia superò almeno al Sud la Lega, la quale ora ottiene addirittura più voti di quelli che un tempo prendeva Berlusconi. Continua a leggere

Se Salvini vince in Abruzzo nessuno lo ferma più

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di Paolo Becchi su Libero, 07/01/2019


Domenica si vota in Abruzzo. Una Regione con quasi un milione e mezzo di abitanti, centrale dal punto di vista geografico ma economicamente molto legata all’Italia meridionale. Le votazioni in questa Regione sono il primo vero test elettorale dopo le elezioni politiche. E questo spiega perché Centrodestra, Centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle diano così tanto peso a queste elezioni.

Che cosa è veramente in gioco? Che cosa spinge in particolare Matteo Salvini ad andare ben sette volte in questa Regione ed ora, già presente sul territorio, a fermarsi lì sino a un giorno prima del voto? Che cosa spinge Berlusconi a scendere anche lui nella Regione per partecipare (oggi a Pescara) a un evento e con Salvini e Meloni e farsi una foto insieme?

Partiamo da questa ultima domanda che è la più semplice. È ovvio, Berlusconi vuol dare l’impressione che nulla sia cambiato, che il Centrodestra è sempre quello di un tempo e che vince quando è unito. Parole. In realtà Berlusconi si è mosso perché se Forza Italia in queste elezioni regionali finisce sotto la soglia del 10% questo vuol dire che il processo di esaurimento del suo partito è ormai irreversibile. I sondaggi gli dicono che potrebbe anche farcela a sfiorare quella soglia ed è per questo che Berlusconi ha deciso di partecipare alla chiusura della campagna elettorale. Ma questo sarà eventualmente solo un piccolo segnale di vita del suo partito. Salvini può aspirare a portare le Lega oltre il 25% dei consensi e quindi ormai il confronto con Berlusconi non esiste più. Berlusconi cerca solo di salvare la faccia. Continua a leggere

Arresto di Battisti: Salvini e Bonafede indagati

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Il 14 gennaio scorso con un volo proveniente da Santa Cruz, in Bolivia, atterrava nello scalo romano di Ciampino, dopo 40 anni di fuga, l’ex terrorista Cesare Battisti. Ad attenderlo in pista c’erano il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini  con la divisa della Polizia e il ministro della Giustizia Alfonso Bonfede. Successivamente c’era stata la pubblicazione di un video, postato dal Guardasigilli su Facebook, che mostrava i momenti salienti della presa in consegna di Battisti da parte della Polizia penitenziaria con tanto di musichetta di sottofondo. Al vespaio di polemiche che ne seguirono oggi si aggiunge una notizia della quale da almeno una settimana sono a conoscenza sia il ministro Salvini che il ministro Bonafede e cioè che per il loro comportamento, a seguito di una denuncia, è stato aperto un fascicolo presso la Procura di Roma, che ha deciso di fare domanda di archiviazione depositandola presso il Tribunale dei ministri, che potrebbe come sappiamo, anche respingerla. Secondo la Procura di Roma Bonafede e in concorso con lui Salvini, avrebbe violato la legge per la mancata adozione delle opportune cautele dirette a proteggere le persone in arresto dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità. A mettere nei guai il ministro della Giustizia sarebbe stato proprio questo video  in cui Battisti veniva mostrato nel passaggio e nella consegna tra le varie forze dell’ordine. Tuttavia per i magistrati romani il fatto non costituisce reato perché mancherebbe il dolo e il vantaggio patrimoniale. Ora la palla passa al Tribunale dei ministri.

www.ilgiornale.it

Certa Magistratura, di fatto, sta aiutando la campagna elettorale di Salvini per le europee di Maggio…(n.d.r.)

FONTE – http://www.imolaoggi.it/2019/02/06/arresto-di-battisti-salvini-e-bonafede-indagati/

Poltiche gender, il Comune di Treviso si sfila dalla rete Ready

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

In Giunta Comunale è stato definito il recesso dalla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”.
TREVISO. Con una delibera della Giunta Comunale è stato definito il recesso dalla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”.

Ecco la nota con cui il Comune di Treviso ha annunciato l’addio alla rete Ready: “L’adesione a RE.A.DY era stata definita nel 2014 portando una serie di impegni e interventi vincolanti, anche sotto il profilo amministrativo, per il Comune di Treviso per la diffusione – anche nelle scuole – delle tematiche attinenti, fra le altre cose, al mondo gender.

L’attuale Amministrazione, nell’orbita di un complessivo riesame del complesso delle politiche comunali – e, in via generale, relative ai temi della inclusione sociale, delle pari opportunità e non discriminazione per un equo bilanciamento delle iniziative a tutela delle varie istanze – intende infatti puntare sulla famiglia e sulla scuola quali strumenti adeguati e sufficienti a trasmettere i valori del rispetto e della diversità di genere.

La Regione Veneto, inoltre, garantisce già – attraverso organi qualificati – la tutela anche legale contro le
discriminazioni. Con legge regionale del 24 dicembre 2013 n. 37 è stato infatti istituito il Garante regionale dei diritti della persona, al quale sono state attribuite funzioni di attività di informazioni e assistenza alle vittime di atti di discriminazione, segnalazione di violazioni e raccolta dati di interesse sulle fenomenologie attinenti alla discriminazione, in collaborazione con le strutture competenti della Regione”.

fonte – https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2019/02/01/news/poltiche-gender-il-comune-di-treviso-si-sfila-dalla-rete-ready-1.30020317

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