Effetto Bergoglio, è boom di “sbattezzati”: 50mila richieste

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Come risaputo, il cosiddetto “sbattezzo” è un’idiozia, poiché una volta ricevuto, il Sacramento del Battesimo non si può più togliere. E’ possibile, altresì, come avviene, farsi cancellare dai registri parrocchiali, come segno di volontà di non appartenere più alla comunità “cattolica”.

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

E’ boom di sbattezzati. Non si ferma la tendenza a chiedere lo sbattezzo anzi, stando ai dati forniti dall’Uaar (Unione degli atei e agnostici razionalisti) sono in costante aumento quanti si rivolgono al sacerdote della parrocchia presso la quale si sono battezzati per dare l’addio alla Chiesa.

papa-francesco

“Le statistiche parlano chiaro – afferma all’Adnkronos Adele Orioli, portavoce dell’Uaar– e, in base ai moduli che continuano ad arrivare, non è un azzardo parlare di vero e proprio record di richieste di ‘sbattezzo’. Si registrano picchi in corrispondenza di determinati scandali: ad esempio con la vicenda di Eluana Englaro furono davvero in tanti a dare l’addio alla Chiesa cattolica”. Colpa della “secolarizzazione galoppante”, denuncia il teologo Paolo Ricca. Continua a leggere

La lunga marcia dei catto-conciliari verso l’evoluzionismo anticristiano

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darwin

Di Raimondo Gatto

La pubblicazione de “L’origine della specie” e’ stata accolta da critiche feroci da parte di tutte le confessioni cristiane del tempo, incluso il cattolicesimo. L’ostilita’ del mondo cattolico verso la nuova teoria e’ durata grossomodo fino al 1914. E’ seguito un periodo di “tregua armata”, fino al 1941, uno di relativa tolleranza, fino al 1969, per arrivare alla posizione attuale in cui, con qualche puntualizzazione, il darwinismo e’ accettato senza problemi. Guerra aperta (1860 – 1914) L’opposizione della Chiesa cattolica alle nuove toerie di Darwin non tardo’ ad arrivare. Posizioni autorevoli di condanna al darwinismo arrivarono gia’ nel 1860, dal sinodo dei vescovi tedeschi riuniti a Basilea. Qualche anno dopo, in un congresso di studiosi cattolici a Monaco di Baviera, questi rivendicarono con forza l’autonomia della ricerca scientifica, accusando il magistero di impedire il progresso della scienza. Come risposta Pio IX incluse nel Sillabo, tra le proposizioni erronee del modernismo, da condannare, quella che i decreti del Magistero impediscono il progresso della scienza. Una condanna del darwinismo era inclusa nel progetto di Costituzione dogmatica contro gli errori del materialismo nel Conclio Vaticano I, ma non e’ stata approvata nel documento finale. Pio IX si espresse in varie circostanze, anche se in forma privata, contro il darwinismo, raccomandando che “simili fantasticherie, assurde come sono, siano confutate dalla vera scienza” (lettera del Papa all’autore, in C. James, Du Darwinisme ou l’Homme-singe, Bruges, 1877, p. 332). “La Civilta’ cattolica” svolse un ruolo di primo piano nella polemica contro l’evoluzionismo. Particolarmente blando fu l’intervento contro studiosi cattolici concilianti con le ipotesi evoluzioniste, in particolare M.D. Leroy, J.A. Zahn e A. Fogazzaro. La Pontifica Commissione Biblica, nel 1909, esamino’ il problema dell’interpretazione allegorica o letterale dei primi capitoli della Genesi, e insistette con molta preveggenza per una interpretazione letterale, lasciando solamente aperta la durata dei “giorni” della Creazione. Si ribadi’ inoltre la distinzione tra descrizione scientifca e popolare, sostendo che il racconto biblico rappresenta i fatti come appaiono ai sensi, nella speranza di poter piu’ facilmente conciliare quest’ultimo con le nuove scoperte scientifiche. Da questo quadro si distaccano alcuni studiosi e teologi. George Mivant, pur ritenendo il darwinismo contrario alla fede cattolica, ritieneva l’ipotesi evoluzionista accettabile per l’origine materiale dell’uomo. Costretto ad un’abiura, si rifiuto’ e venne scomunicato. Il domenicano M.D. Leroy pubblico’ un libro sull’evoluzione in cui afferma che Dio puo’ aver creato l’uomo tramite le “cause seconde” dell’evoluzione. Gli venne imposta una ritrattazione dal S.Uffizio, il che egli fece nel 1895. Sorte simile tocco’ allo scrittore modernista Antonio Fogazzaro e al religioso americano P. Giovanni Agostino Zahm professore di fisica all’Universita’ di Notre Dame di Filadelfia, entrambi costretti all’abiura delle proprie posizioni. In particolare l’opera di Zahn, spinse diverse personalita’ del mondo cattolico a prendere posizione in favore del darwinismo. In particolare il vescovo di Newport, J.C.Hedley difese e fece sue le tesi di Zahn, anche contro le critiche de “La Civilta’ cattolica”. La lotta al darwinismo si pone nel contesto generale della lotta al modernismo, il movimento che tenta in quegli anni di adattare le dottrine di fede al razionalismo scientifico e filosofico. Da un punto di vista filosofico, si contesta al darwinismo, oltre all’insufficienza delle prove, il fatto di essere una cattiva scienza, per il venir meno del principio di ragion sufficiente (gli effetti sono molto maggiori, qualitativamente, delle cause). Inoltre, come si e’ visto, la teologia ritiene che i racconti biblici debbano essere considerati storici in senso proprio: anche se non parlano di scienza direttamente, quando descrivono fatti o avvenimenti devono essere considerati racconti realistici, anche se non esatti in senso scientifico. In particolare la creazione diretta dell’uomo e la derivazione della donna dall’uomo vanno considerati in senso letterale. Occorrera’ aspettare trent’anni perche’ lo sviluppo della conoscenza dei generi letterari diventi patrimonio dell’esegesi cattolica, permettendo una lettura mitica, e quindi falsata, di quei testi. Con l’opera di Darwin, si credeva di infliggere un duro colpo alla concezione di Dio creatore del tempo. Tuttavia, nonostante qualche intervento occasionale del Magistero, non si arriva ad una condanna ufficiale del S. Uffizio. Tregua in armi (1914:1941) La pubblicazione della teoria della Relativita’ Generale di Einstein, nel 1916, crede di cambiare il nostro concetto di tempo, e fa rivalutare il concetto di creazione come enunciato da Tommaso d’Aquino. Il domenicano Sertilanges lancia la strana idea che la creazione e’ una relazione, piu’ che un cambiamento. Pertanto la creazione e’ qualcosa che segue si l’esistenza dell’oggetto creato, ma non la precede. In particolare non ha senso parlare di una creazione situata in un tempo specifico; sono i primi passi verso l’accettazione dell’evoluzionismo; molti si avvedono del pericolo, ma la Santa Sede non interviene.

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Al Santuario della Santa Casa di Loreto si “festeggia” una pastora luterana

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di Matteo Orlando

Loreto

 

La rivista mensile (bimestrale nel periodo estivo) “Il Messaggio della Santa Casa”, organo della Santuario della Santa Casa di Loreto aspetta, nella città marchigiana, una neo-pastora luterana “nella sua nuova veste” per festeggiare il suo “sacerdozio” (sic!). In un articolo si parla della “scelta” di un’assidua frequentatrice, leader del Campo Ecumenico del Santuario, tale May Heldal, “ordinata presbitero” per la chiesa Luterana Svedese di  Linköping.

La signora, adesso che arriva l’estate, è attesa per essere “festeggiata” “con la famiglia allargata dell’VIII Campo Ecumenico insieme agli amici anglicani, ortodossi, cattolici e greco cattolici”. Intanto sono andati in Svezia a festeggiarla suor Dell’Incarnazione e il vice direttore del santuario Marco Federici (nominato Vice Direttore dalla Conferenza Episcopale Marchigiana) insieme ad alcuni amici volontari e organizzatori che ogni anno organizzano le attività ecumeniche della Santa Casa.

Da rabbrividire le conclusioni della rivista: “La fede in Gesù morto e risorto non ha limiti, confini, etichette e la fratellanza costruita in questi anni ci fa gioire dei carismi di tutti perchè messi a servizio di un’unica causa, quella del Vangelo e dell’annuncio di Gesù, via, verità e vita per l’uomo”.

A Loreto dimenticano il magistero della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Codice di Diritto Canonico e il vero spirito ecumenico. (…)

Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/al-santuario-della-santa-casa-di-loreto-si-festeggia-una-pastora-luterana/ Continua a leggere

Chiaroveggenza? No, solo onestà intellettuale

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SINODITE

di Pietro Ferrari

Peccato che non esiste una “agenzia di scommesse ecclesiali” sennò avrei vinto parecchi soldini….

Scrivevo il 22/09/2014 (prima di Amoris Laetitia e prima ancora del MP di Bergoglio e dei Sinodi di Ottobre 2014 e di quello del 2015):

http://www.radiospada.org/2014/09/sinodite-acuta/

4)      Difficilmente vi saranno novità visibilmente rivoluzionarie, essendo più digeribile ai ‘conservatori’ una tattica gradualistica e indiretta: svuotare il valore sacramentale dei matrimonii precedenti da considerarsi quasi ex officio dubbi, rivedere in chiave semplificata, rapida e permissivistica la nuova procedura ecclesiastica (già permissiva) di annullamento rotale, rafforzare ancora di più l’elemento soggettivo del ‘foro interno’ davanti ai fatti compiuti che prepara il prossimo punto;

5)      Probabilmente (se l’ala di Kasper sarà tenace) verranno previsti dei ‘percorsi caso per caso’, di carattere ‘penitenziale’ e ‘privato’ tra divorziati ‘risposati’ e assistenti parrocchiali, per prepararli a poter tornare a ricevere la comunione, senza la necessità di vedersi annullare il precedente matrimonio.”

Chiaroveggenza? No, solo onestà intellettuale.

Pretendere le scuse dei detrattori sarebbe puerile, ma questo sassolino dalla scarpa volevo togliermelo.

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“Prete” blasfemo organizza pranzo islamico e corsi di arabo in parrocchia

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Pranzo interreligioso a Ventimiglia

Oscena la deriva irenista della chiesa, con alcuni suoi ‘parroci’ ormai degradate a macchiette dell’invasione islamica. Il parroco Francesco Marcoaldi, di Ventimiglia, già invasa da orde di clandestini, ha regalato i locali della propria parrocchia ai coloni islamici locali islamizzare i bambini. Ufficialmente, li chiamano “corsi di arabo per bambini”. E il gallo nemmeno ha iniziato a cantare.

Per ringraziarlo della marchetta interreligiosa, si è tenuto nei locali della Parrocchia di San Nicola, a Ventimiglia un pranzo halal. “E’ stato un modo per ringraziarci – ha affermato senza vergogna don Francesco -. Un pranzo in famiglia offerto dalla locale comunità islamica, come segno di gratitudine per aver offerto loro i locali per la scuola”.

“Sono molto grato – ha dichiarato l’Imam – per quello che sta facendo la parrocchia e mi ha meravigliato il fatto di trovare subito le porte aperte”. Ora le chiamano ‘porte’.

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Ci mancava il “patriarca” di Venezia: “no alla legge anti-moschee, è contro libertà religiosa”

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SPATRIARCA

Moraglia segue l’erroneo e quindi eretico concetto di “libertà religiosa” scaturito dal Conciliabolo Vaticano II, estendendo tale “libertà” a tutti i culti, non solo al Cattolicesimo, unica vera Religione:

VENEZIA – Non si deve retrocedere dal «bene fondamentale della libertà religiosa»: così il Patriarca di VeneziaFrancesco Moraglia motiva la propria preoccupazione per quella che è già stata definita la legge veneta “antimoschee”. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il riferimento, sottolinea in un intervento uscito su Gente Veneta, è alla proposta che arriverà il 5 aprile in consiglio regionale veneto sulla «modifica alla legge sul governo del territorio» che punta a introdurre una nuova normativa per la realizzazione di edifici per servizi religiosi e «il loro inserimento omogeneo» negli strumenti urbanistici dei comuni. «L’esercizio, anche pubblico, della fede è valore civile ed ecclesiale – sostiene il Patriarca – che permette a tutti di esprimersi rispettando le altrui convinzioni». Moraglia afferma di comprendere come «il contesto attuale sia complesso e frammentato e, per questo, richieda molte attenzioni». «Si esigano pure le giuste forme di tutela e di garanzia, si richieda un forte senso di responsabilità e di rispetto da parte di tutti, anche un senso più vivo della legalità – chiarisce – ma non si retroceda dal principio irrinunciabile della libertà religiosa». Per il prelato, «la libertà religiosa, rispettosa della coscienza altrui e amante delle buone regole del vivere civile, deve oggi più che mai essere potenziata. Non restringiamone i confini.

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Buddha e Mary Poppins in Cattedrale, in galera chi protesta

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 mery poppins

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ciò che per qualcuno, laicamente, rappresenta un’oscenità, ciò che buon senso e fede considerano più propriamente un sacrilegio, per altri è solo un «progetto culturale». Ad altri, insomma, non fa problema che Buddha e Mary Poppins facciano brutta mostra di sé in una Cattedrale come quella di Santa Cecilia a Ohama, nel Nebraska, Stati Uniti. Cattedrale trasformata in una sorta di grande carro carnascialesco. E tutto questo solo per il Festival dei Fiori, appuntamento annuale divenuto ormai un’abitudine locale, ma profana.

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Firenze, alle Piagge la lavanda dei piedi di “don” Santoro: sull’altare una coppia gay, una rom musulmana, due ortodossi

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DONSANTORO

di GERARDO ADINOLFI

ore 18.51 del 23 marzo 2016

Il prete della comunità alla periferia della città: “Così ci libereremo dalle nostre paure”

Una coppia omosessuale, padri di due figlie, una donna africana, due bambini del quartiere, una rom musulmana, due rom storici ortodossi senza permesso di soggiorno, due mamme del Comitato No Inceneritore, una donna in cura per ludopatia, un disoccupato. Saranno tutti intorno all’altare, nella messa del Giovedì Santo, per la lavanda dei piedi durante la messa alla comunità delle Piagge, in piazza Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin (ex via Lombardia), quartiere alla periferia di Firenze. A celebrarla Don Alessandro Santoro, prete e fondatore della comunità che ha aperto le porte a tutti, senza discriminazioni.

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Mons. de Galarreta: un ‘golpe’ del Papa?

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Alfonso_de_Galarreta

Grottesco notare che quando certe affermazioni le facevamo noi sedevacantisti in merito all’accordo de facto, i fraternitari ci prendevano per matti…

Mons. Alfonso de Galarreta è un vescovo della comunità lefebvriana. “Penso, che il papa andrà nel senso di un riconoscimento unilaterale della Fraternità, e piuttosto per via di fatto che per una via di diritto legale, canonico”.

Mons. Alfonso de Galarreta è un vescovo della comunità lefebvriana; aveva diretto la commissione teologica della Fraternità sacerdotale S. Pio X durante gli incontri con gli esperti romani nel 2009 e nel 2011. Mons. De Galarreta è argentino. In un incontro con esponenti della comunità nei pressi di Versailles qualche giorno fa ha rivelato che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva inviato una proposta per la creazione di una prelatura personale, nell’estate del 2015, accompagnata da una dichiarazione dottrinale. Senza entrare nei dettagli, che chi legge il francese può trovare QUI .  

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