
Di Raimondo Gatto
La pubblicazione de “L’origine della specie” e’ stata accolta da critiche feroci da parte di tutte le confessioni cristiane del tempo, incluso il cattolicesimo. L’ostilita’ del mondo cattolico verso la nuova teoria e’ durata grossomodo fino al 1914. E’ seguito un periodo di “tregua armata”, fino al 1941, uno di relativa tolleranza, fino al 1969, per arrivare alla posizione attuale in cui, con qualche puntualizzazione, il darwinismo e’ accettato senza problemi. Guerra aperta (1860 – 1914) L’opposizione della Chiesa cattolica alle nuove toerie di Darwin non tardo’ ad arrivare. Posizioni autorevoli di condanna al darwinismo arrivarono gia’ nel 1860, dal sinodo dei vescovi tedeschi riuniti a Basilea. Qualche anno dopo, in un congresso di studiosi cattolici a Monaco di Baviera, questi rivendicarono con forza l’autonomia della ricerca scientifica, accusando il magistero di impedire il progresso della scienza. Come risposta Pio IX incluse nel Sillabo, tra le proposizioni erronee del modernismo, da condannare, quella che i decreti del Magistero impediscono il progresso della scienza. Una condanna del darwinismo era inclusa nel progetto di Costituzione dogmatica contro gli errori del materialismo nel Conclio Vaticano I, ma non e’ stata approvata nel documento finale. Pio IX si espresse in varie circostanze, anche se in forma privata, contro il darwinismo, raccomandando che “simili fantasticherie, assurde come sono, siano confutate dalla vera scienza” (lettera del Papa all’autore, in C. James, Du Darwinisme ou l’Homme-singe, Bruges, 1877, p. 332). “La Civilta’ cattolica” svolse un ruolo di primo piano nella polemica contro l’evoluzionismo. Particolarmente blando fu l’intervento contro studiosi cattolici concilianti con le ipotesi evoluzioniste, in particolare M.D. Leroy, J.A. Zahn e A. Fogazzaro. La Pontifica Commissione Biblica, nel 1909, esamino’ il problema dell’interpretazione allegorica o letterale dei primi capitoli della Genesi, e insistette con molta preveggenza per una interpretazione letterale, lasciando solamente aperta la durata dei “giorni” della Creazione. Si ribadi’ inoltre la distinzione tra descrizione scientifca e popolare, sostendo che il racconto biblico rappresenta i fatti come appaiono ai sensi, nella speranza di poter piu’ facilmente conciliare quest’ultimo con le nuove scoperte scientifiche. Da questo quadro si distaccano alcuni studiosi e teologi. George Mivant, pur ritenendo il darwinismo contrario alla fede cattolica, ritieneva l’ipotesi evoluzionista accettabile per l’origine materiale dell’uomo. Costretto ad un’abiura, si rifiuto’ e venne scomunicato. Il domenicano M.D. Leroy pubblico’ un libro sull’evoluzione in cui afferma che Dio puo’ aver creato l’uomo tramite le “cause seconde” dell’evoluzione. Gli venne imposta una ritrattazione dal S.Uffizio, il che egli fece nel 1895. Sorte simile tocco’ allo scrittore modernista Antonio Fogazzaro e al religioso americano P. Giovanni Agostino Zahm professore di fisica all’Universita’ di Notre Dame di Filadelfia, entrambi costretti all’abiura delle proprie posizioni. In particolare l’opera di Zahn, spinse diverse personalita’ del mondo cattolico a prendere posizione in favore del darwinismo. In particolare il vescovo di Newport, J.C.Hedley difese e fece sue le tesi di Zahn, anche contro le critiche de “La Civilta’ cattolica”. La lotta al darwinismo si pone nel contesto generale della lotta al modernismo, il movimento che tenta in quegli anni di adattare le dottrine di fede al razionalismo scientifico e filosofico. Da un punto di vista filosofico, si contesta al darwinismo, oltre all’insufficienza delle prove, il fatto di essere una cattiva scienza, per il venir meno del principio di ragion sufficiente (gli effetti sono molto maggiori, qualitativamente, delle cause). Inoltre, come si e’ visto, la teologia ritiene che i racconti biblici debbano essere considerati storici in senso proprio: anche se non parlano di scienza direttamente, quando descrivono fatti o avvenimenti devono essere considerati racconti realistici, anche se non esatti in senso scientifico. In particolare la creazione diretta dell’uomo e la derivazione della donna dall’uomo vanno considerati in senso letterale. Occorrera’ aspettare trent’anni perche’ lo sviluppo della conoscenza dei generi letterari diventi patrimonio dell’esegesi cattolica, permettendo una lettura mitica, e quindi falsata, di quei testi. Con l’opera di Darwin, si credeva di infliggere un duro colpo alla concezione di Dio creatore del tempo. Tuttavia, nonostante qualche intervento occasionale del Magistero, non si arriva ad una condanna ufficiale del S. Uffizio. Tregua in armi (1914:1941) La pubblicazione della teoria della Relativita’ Generale di Einstein, nel 1916, crede di cambiare il nostro concetto di tempo, e fa rivalutare il concetto di creazione come enunciato da Tommaso d’Aquino. Il domenicano Sertilanges lancia la strana idea che la creazione e’ una relazione, piu’ che un cambiamento. Pertanto la creazione e’ qualcosa che segue si l’esistenza dell’oggetto creato, ma non la precede. In particolare non ha senso parlare di una creazione situata in un tempo specifico; sono i primi passi verso l’accettazione dell’evoluzionismo; molti si avvedono del pericolo, ma la Santa Sede non interviene.
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