Bergoglio visiterà la moschea di Roma: è il primo “Papa” a farlo

Condividi su:

BERGOLLIO

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Paolo VI non ci voleva mettere piede e persino Giovanni Paolo II aveva riserve, visto il braccio di ferro tra il Vaticano e l’Arabia Saudita che premeva per fare costruire a Roma un minareto più alto del cupolone di San Pietro. Di fatto la Grande Moschea progettata da Portoghesi – la più grande di tutta Europa – non è mai stata oggetto di una visita papale nonostante i reiterati inviti che sono stati inoltrati in passato. I tempi però sono cambiati e mai come adesso la Chiesa e l’Islam si trovano a far fronte ad uno stesso problema, l’estremismo islamico che miete vittime tanto tra i musulmani quanto tra i cristiani.

Continua a leggere

Musulmani in chiesa? Oltre al bluff il flop

Condividi su:

musulmani-chiesa

Secondo Foad Aodi, presidente del Co-mai sarebbero stati più di 23.000 i musulmani che hanno ieri avrebbero aderito al suo appello a recarsi nella chiesa più vicina.

A parte il fatto che non è dato sapere come il Foad Aodi abbia potuto monitorare i 23mila suoi fratelli che si recavano in chiesa in tutta Italia, ma se fate una botta di conti il dato sulla partecipazione che i propagandisti della nuova religione crislamica vendono come di grande partecipazione – se anche fosse vero – è davvero ridicolo, una vera presa per il naso dei beoti.

Continua a leggere

GMG: Sui media “cattolici” la “madrina” è stata la stessa del Gay Pride di Milano…

Condividi su:

Lodovica Comello

di Gianni Toffali

Nell’ambito della GMG 2016, a Cracovia, la “festa degli italiani”, dove è intervenuto in video-conferenza anche Bergoglio, è stata presentata da Lodovica Comello che, nemmeno un mese fa, è stata la madrina al “Gay Pride” di Milano.

La “festa degli italiani” si è tenuta nel luogo simbolo della città polacca, il Santuario della Divina Misericordia – precisamente dal piazzale antistante il Santuario di “San Giovanni Paolo II”, ed è stata trasmessa in diretta da TV2000 e radio InBlu, le emittenti della CEI.

Quindi alla CEI, il responsabile delle manifestazioni artistiche sarà stato sicuramente al corrente, avrà “messo la sua firma”, avrà dato il suo placet, avrà  condiviso che la madrina di un Gay Pride fosse, implicitamente, anche la “madrina” della “festa degli italiani”  della GMG 2016. Se così non fosse, sarebbe un addormentato o uno sprovveduto.

Complimenti!  Ottimo!

Stupenda l’espressione della Comello! Sarà stata quella ad accattivare i responsabili della manifestazione artistica?

Poi uno si spiega perché il popolo del Family Day è stato lasciato solo in piazza. Per ben due volte.

Facciamo una scommessa? Scommettiamo che il prossimo anno il Gay Pride romano sarà trasmesso in diretta da TV2000 e radio InBlu?

Così, per costruire ponti e abbattere muri.

Evvaaaaiii!!!!!

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/06/22/news/gay_pride_milano_lodovica_comello-142572040/

http://agensir.it/quotidiano/2016/7/27/gmg-cracovia-oltre-40mila-pellegrini-al-santuario-della-divina-misericordia/

Continua a leggere

GMG di Cracovia: immagini porno date in pasto ai giovani

Condividi su:

sex shop

Segnalazione di Gianni Toffali

http://www.riscossacristiana.it/sex-and-the-church-lamoris-laetitia-invade-cracovia-di-elisabetta-frezza/

Sex and the church. L’Amoris Laetitia invade Cracovia  

Alla giornata mondiale della gioventù sono stati distribuiti ai ragazzi convenuti da ogni angolo di mondo opuscoli di educazione sessuale il cui contenuto non può che togliere ogni dubbio sulle intenzioni dei suoi ideatori e promotori, e sulle loro pulsioni profonde. Senza nemmeno il tentativo di mascherarle sotto un velo pietoso di pudicizia perché, tutto ormai si consuma nel segno dell’esibizione. Cosa devono ancora vedere le anime belle per capire l’abisso in cui è scivolata la neochiesa?

  Continua a leggere

Galantino cambia la Bibbia per essere “gay friendly”: Sodoma si è salvata…

Condividi su:

sodoma

Segnalazione di Gianni Toffali

 di Massimo Micaletti

Dunque Sodoma si è salvata. Lo apprendiamo da Mons. Galantino con poca sorpresa: basta guardarsi intorno, del resto, per togliersi ogni dubbio.

Forse davvero la condizione di buona parte dei vertici della Chiesa cattolica può essere ben rappresentata da questa uscita sciagurata, e dico “sciagurata” nel senso letterale del termine di “conseguente ad una sciagura”. La sciagura, ovviamente, è il modernismo dilagante che ha fatto sì che ormai troppi pastori ragionino con categorie illuministiche e certamente non cattoliche, sicché il gregge ne viene disorientato o orientato verso il male. E datosi che l’ignoranza su certi temi, in un Monsignore, è inverosimile, non resta che pensare alla mala fede.

Sodoma si è salvata, per il Segretario della CEI, ed in fin dei conti questo è un auspicio di molti cattolici, in talare e non. L’auspicio è che alla fine, in fin dei conti, ci si salvi tutti, e non per Amore ma per sentimentalismo, non per verità ma per tolleranza, non per merito ma per diritto.

Continua a leggere

“Novissimi” dei Neocatecumenali

Condividi su:

KICO

L’eresia neocatecumenale procede ed aumenta. Non conosce crisi perché è aperta ad ogni sorta di relativismo e mondanità, purché con imprimatur del suo “guru”, Kiko Arguello. E’ recente la morte di Carmen Hernandez, la cofondatrice del gruppo e a Kiko non basta aver costruito con l’assenso dei vertici “ecclesiali” una ricca “chiesa” nella “chiesa conciliare” (con ulteriori dottrine eterodosse rispetto al Cattolicesimo tradizionale e strambe celebrazioni) di cui non solo è leader ma monarca assoluto; con la lettera che pubblichiamo, che trasuda di una boria incredibile ma che è pure grottesca, tanto da sembrare scritta dal Mago Otelma, Kiko si sostituisce a Dio, unico Giudice, e decreta solennemente la certa salvezza della sua ex amica e della sua.

 

Dopo le tante stravaganze di questi anni, documentate molto bene da “Chiesa Viva” ma non solo, assistiamo ai Novissimi Neocatecumenali che attribuiscono il Giudizio a Kiko Arguello. E Dio, evidentemente, starà là, in Paradiso, a girarsi i pollici…

 

 

 

Continua a leggere

Il Concilio Vaticano II e Il “Patto delle Catacombe”

Condividi su:

Il Patto delle Catacombe

Storia, con parziale ma già ampio risveglio, di un conciliare convinto (n.d.r.)

Il “Patto delle Catacombe”

Ieri mi sono imbattuto casualmente in un articolo sul “Patto delle Catacombe”.

Mi sono stropicciato gli occhi e mi son detto, alla toscana (un querciolino non rinnega mai le sue radici): oh icchegliè? Incomincio a leggere l’articolo e, man mano che procedo nella lettura, mi sento sempre piú smarrito. Scopro che il

16 novembre 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, quaranta Padri Conciliari, nelle Catacombe di Domitilla, firmarono il “Patto delle Catacombe”. Cado dalle nuvole: in cinquant’anni, non avevo mai sentito parlare di simile patto.

Continua a leggere

Gargamella attacca i Puffi brontoloni che accusano Bergoglio di eresia

Condividi su:

Il buffo e goffo Gargamella invia la infida gatta Birba ad attaccare maldestramente i Puffi, che, come nel cartone animato, hanno sempre la meglio sui due nemici, che fanno sempre magre figure:                    

Stiamo vivendo un momento bellissimo. Perché tante persone non se ne rendono conto ed attaccano il Santo Padre?

Smurfs

Pixabay – CC0

I fumetti dei Puffi sono eccezionali. Ogni storia riesce a trasmettere un messaggio. Ogni personaggio ha un carattere e un’immagine diversa, che possiamo ritrovare nella realtà quotidiana.

Un personaggio che mi ha sempre colpito molto è il Puffo brontolone. Sempre cupo, imbronciato, pronto a brontolare e ad esprimere il suo dissenso su ogni cosa.

Capita spesso di incontrare Puffi brontoloni nella vita di tutti i giorni e perfino nella Chiesa. Pensiamo ai Puffi brontoloni che criticano costantemente il Papa e ne analizzano morbosamente ogni parola. Possiamo incontrarli dappertutto: sui giornali, sui social network, al bar, in chiesa, nell’oratorio… Li riconosci subito perché ti avvicinano e ti comunicano il loro brontolamento, spesso partendo da un fatto d’attualità: “Hai sentito che cosa ha detto oggi il Papa? È scandaloso. Porterà la Chiesa alla rovina”.

I Puffi brontoloni possono agire singolarmente o in gruppo. A volte si riuniscono per produrre libri o dichiarazioni brontolose in cui si stracciano le vesti per i presunti pericoli generati dalle affermazioni del Santo Padre.

Uno dei loro bersagli preferiti è l’Amoris laetitia, l’esortazione apostolica sull’amore nella famiglia. Per questo documento i Puffi brontoloni hanno dovuto fare addirittura gli straordinari, impegnandosi senza sosta per combattere le presunte eresie del Pontefice sulla comunione ai divorziati risposati.

Pare proprio che il destino di Papa Francesco sia quello di essere perennemente bersagliato dai Puffi brontoloni, che non lo capiscono o si rifiutano di capirlo. Si rinchiudono volutamente nel proprio guscio e non sono mai disposti a rivedere le proprie idee. La loro missione è quella di brontolare ed attaccare il Papa ogni volta che apre bocca, spesso senza neppure ascoltare o leggere interamente i suoi discorsi.

Proviamo a fare un esempio. Tra le parole del Papa che hanno suscitato maggiormente l’ira dei Puffi brontoloni c’è stata una dichiarazione sul tema dell’omosessualità, rilasciata ai giornalisti in aereo, tornando dal viaggio in Armenia.

Il Papa ha nuovamente sottolineato che le persone omosessuali non devono essere discriminate, ma devono essere rispettate ed accompagnate pastoralmente. Queste parole sono bastate per scatenare l’ira dei Puffi brontoloni, prontamente scatenati sui social network: “Dove andremo a finire? Dove ci porterà questo Papa?”.

È una situazione che si ripete, ormai, stancamente. Il Papa parla e i Puffi brontoloni entrano in azione. Ogni occasione è buona per brontolare: “Il Papa è comunista. Il Papa è buonista. Il Papa parla troppo dei poveri. Il Papa parla troppo degli immigrati…”. Eppure basterebbe così poco per fare un passo avanti, per sorridere e cercare di percepire la straordinaria bellezza del momento che stiamo vivendo fuori e dentro la Chiesa.

Il mondo è grande e bello. Non è solo il perimetro racchiuso in una piccola casa nel villaggio dei Puffi. Usciamo dal nostro guscio e cerchiamo di mettere in pratica l’invito del Papa a vivere un’autentica cultura dell’incontro e dell’accoglienza!

Abbattiamo muri e barriere! Il Vangelo è con noi.

Continua a leggere

Un protestante alla guida dell’edizione argentina dell’Osservatore Romano

Condividi su:

Amico di vecchia data di Bergoglio, Marcelo Figuroea intervistò il Pontefice lo scorso settembre per una radio di Buenos Aires

Papa e Marcelo Figuroea (Facebook)

Papa e Marcelo Figuroea (Facebook)

Tra i tumultuosi cambiamenti nei media della Santa Sede, spiccano due novità importanti in cui facilmente si intuisce l’intervento in prima persona di papa Francesco.

In primo luogo la nascita di una edizione argentina dell’Osservatore Romano, che aggregherà i propri contenuti all’edizione settimanale in lingua spagnola e porterà in modo completo la “voce” del Santo Padre nel suo paese d’origine.

Secondo quanto riferisce La Nacion, l’edizione argentina dell’organo ufficiale di stampa della Santa Sede inizierà le pubblicazioni a settembre e si caratterizzerà per un numero di pagine da 4 a 8 interamente indirizzate ai lettori del paese latinoamericano, con firme scelte ed autorizzate dal Pontefice.

L’edizione argentina dell’Osservatore Romano sarà supervisionata dalla Conferenza Episcopale Argentina e la commissione editoriale godrà dell’appoggio del rettore dell’Università Cattolica Argentina, monsignor Victor Manuel Fernandez, ormai noto come il “teologo di fiducia” di Bergoglio.

La novità più sorprendente, che ha suscitato più di un mal di pancia tra i cattolici conservatori, è però la nomina di Marcelo Figuroea, giornalista radiofonico, biblista e teologo protestante, che imprime così un’ulteriore spinta al carattere ecumenico del pontificato di Francesco, alla vigilia della viaggio pontificio in Svezia (31 ottobre – 1 novembre 2016) e a pochi mesi dalla ricorrenza del cinquecentenario della riforma luterana (1517-2017).

Amico di vecchia data di Bergoglio, Figuorea è noto per aver realizzato lo scorso settembre, un’intervista con il Papa per FM Milennium 106.7, emittente radiofonica di Buenos Aires. “Tu evangelico, io cattolico, lavoriamo insieme per Gesù”, gli aveva detto in quell’occasione Francesco.

Nell’intervista, il Papa si era soffermato a lungo sull’essenza dell’amicizia, come antidoto contro tutti i fondamentalismi religiosi. Figuroea, compiaciuto, aveva commentato: “tanti, anche atei, dicono: ‘Io non sono cattolico, ma questo Papa mi è simpatico’”.

E il Pontefice, rispondendo ad una domanda sulla natura della missione della Chiesa, gli aveva detto: “Un pastore, a qualsiasi confessione appartenga, non ha confini. È pastore e basta. E uno deve lottare contro i propri egoismi – che ho anch’io – affinché non cancellino ciò che Gesù ti chiede come pastore, cioè, stare in mezzo al Suo popolo”.

Continua a leggere

1 28 29 30 31 32 33 34 62