Roma e la Fraternità San Pio X: piccoli passi verso una prelatura personale

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cosa hai da ridere

Segnalazione di www.unavox.it

Articolo pubblicato sul sito Riposte Catholique

Si sa che Mons. Lefebvre e i suoi sacerdoti sono stati sospesi nel 1976 e che i vescovi sono stati scomunicati nel 1988. Ma quale data fisseranno gli storici del futuro per indicare la reintegrazione? In realtà, il processo si svolge per tappe già a partire dall’inizio del XXI secolo: i primi contatti sotto Giovanni Paolo II, la liberalizzazione della Messa tradizionale e la remissione della scomunica sotto Benedetto XVI. tanti piccoli passi sotto Papa Francesco. La storia si scrive a posteriori e nessuno sa quale limite miliare essa fisserà. Viene da pensare alla concessione di uno statuto (una prelatura prossima), ma altri elementi si presentano come seri “candidati”, come la cancellazione delle sanzioni o la concessione di una giurisdizione per confessare. Nell’attesa che l’avvenire si attenga a ciò che forse è il nostro passato, ecco una memoria dei passi avanti sotto l’attuale pontificato.  Abbiamo indicato dei rinvii a degli articoli apparsi su Internet che permettono di illustrare questo dossier. Bergoglio prima di Francesco http://www.dici.org/actualites/le-cardinal-bergoglio-et-la-fraternite-saint-pie-x-en-argentine/ Come vescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio ha facilitato l’azione della FSSPX in Argentina. Don Bouchacourt, allora Superiore del Distretto sudamericano della FSSPX, ha dichiarato a DICI: “L’ho incontrato 5 o 6 volte e mi ha sempre ricevuto con benevolenza, cercando di concedermi ciò che chiedevo, senza farsi indietro in caso di ostacolo…” In pratica, il cardinale Bergoglio aveva ottenuto dei visti per dei seminaristi non argentini de La Reja, in seguito all’espulsione di Mons. Williamson dal suolo argentino. 13 dicembre 2013 http://www.dici.org/actualites/a-propos-dune-rencontre-entre-le-pape-francois-et-mgr-fellay/ Un primo breve incontro tra Mons. Fellay e il Papa nella Casa Santa Marta a Roma. DICI relativizza: “Mons. Fellay e i suoi Assistenti si sono recati a Roma, su richiesta della Commissione Ecclesia Dei, per un incontro informale. Alla fine di quest’incontro, Mons. Guido Pozzo, Segretario della Commissione, ha invitato i suoi interlocutori a pranzare nella sala da pranzo della Casa Santa Marta ove sono stati raggiunti da Mons.

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Verona: Zenti a cena con Maometto…

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ZENTI5

Segnalazione di Gianni Toffali

La Comunità Marocchina ringrazia il Sindaco di Verona Flavio Tosi e tutte le persone della sua amministrazione che hanno sostenuto la realizzazione della cerimonia del mese di Ramadan nel meglior modo.  Grazie al Sindaco di Verona Flavio Tosi, al Vescovo di Verona, al Provveditore agli studi Dott Stefano Quaglia, al Console del Regno del Marocco dott.ssa Nezha Attahar, al Dirigente d’istituto Einaudi dott. Flavio Filini, al Presidente della Federazione Islamica del Veneto sig Bouchaib Tanji, all’assessore Anna Leso,al consigliere l’avvocato Paola Gaiardelli, allo Staff dell’Organizzazione SaaDia e grazie anche alla collaborazione dei nostri amici dell’associazione  Samira Chabib

Samira Chabib#FlavioTosi#

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Tradiz-ecumenismo: Il dialogo tra modernisti e Fraternità San Pio X va avanti

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Riprendiamo da Radio Vaticana un’intervista a mons. Guido Pozzo e una notizia da Le Forum Catholique (nostra traduzione):

Nel sermone pronunciato davanti a 1.700 persone adunate presso Zaitzkofen, in occasione dell’ordinazione presbiterale del 2 luglio, il Vescovo Fellay è tornato sul comunicato di giovedì, indicando che “le discussioni con Roma circa il riconoscimento della FSSPX continueranno”. Egli ha inoltre detto che sarà offerta una nuova crociata con 50 milioni penitenze che accompagnano il Rosario, come offerta al cielo, nell’avvicinarsi del centenario di Fatima. Si precisa che la prossima settimana saranno fornite ulteriori informazioni.


La Fraternità San Pio X oggi non cerca in primo luogo un riconoscimento canonico da parte della Santa Sede: è quanto afferma un comunicato della comunità tradizionalista reso pubblico il 29 giugno.
Si tratta di una battuta d’arresto nel dialogo tuttora in corso? Marie Duhamel lo ha chiesto a mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”:
R. – La Commissione “Ecclesia Dei” non ritiene che sia una battuta di arresto del dialogo: dal comunicato stampa sembra che non si entri nel merito della questioni concrete che sono oggetto di esame nel dialogo e nel confronto tra la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” e la Fraternità San Pio X. Quindi il dialogo e il confronto su tali questioni concrete dovranno proseguire.

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Gli eretici della CEI: “Subito cittadinanza agli immigrati. Gli italiani hanno bisogno di loro”

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Nel 2015 gli immigrati regolari aumentati di un altro 2%. La Cei: “Scommettere sulla cultura dell’incontro”. E chiede il riconoscimento della cittadinanza.

Gli stranieri che resiedono regolarmente in Italia hanno superato la soglia dei 5 milioni.

Sono l’8,2% degli abitanti del nostro Paese. I dati, contenuti nel Rapporto Immigrazione curato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma, risalgono al primo di gennaio del 2015, prima quindi che escplodesse l’emergenza immigrazione. Tuttavia il report registra già un aumento del 2% rispetto al 2014. A commentare positivamente questa crescita è monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, secondo cui non solo “l’immigrazione conviene sul piano meramente economico”, ma gli italiani ne hanno “perfino bisogno”.

Durante la presentazione del 25° Rapporto immigrazione Caritas Migrantes a Roma, Galantino è tornato a parlare positivamente dell’immigrazione. A suo dire è una convenienza non tanto per gli extracomunitari, quanto per gli italiani. “Delle politiche migratorie – spiega – si continua a fare una lettura prevalentemente, se non esclusivamente, economica, ma di un’economia falsata”. È sbagliata, secondo il segretario generale della Cei, la teso secondo cui gli immigrati portano via i posti di lavoro agli italiani.“L’immigrazione costringe a guardare la storia a partire dalla prospettiva di ‘quelli che non ce la fanno’ – argomenta Galantino – il fenomeno della mobilità va guardato con gli occhi, il più delle volte impauriti, dei profughi. Quello della mobilità – conclude – è un fenomeno di volti e di storie che dovremmo almeno tentare di immaginare”.

Nell’anno della misericordia, indetto da papa Francesco, il direttore generale di Migrantes, Gian Carlo Perego, invita tutti gli italiani a “scommettere sulla cultura dell’incontro”. “È l’unica strada da intraprendere sul piano politico e sociale, culturale ed ecclesiale – spiega – ogni chiusura, ogni discriminazione, ogni ritardo nel riconoscimento della cittadinanza, ogni esclusione impoverisce, indebolisce la vita delle nostre città”..

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“Una cum” profugo

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ITALIA UNO

Nella diocesi dei cosiddetti “tradizionalisti”, MORAGLIA, PIACENZA e MARINI, le suore sfrattano le studentesse per ospitare 24 profughe

La scelta delle religiose Gianelline di Genova. Chiudono lo studentato e lo mettono a disposizione della Prefettura per ospitare le migranti. A suon di 35 euro

 

di Claudio Cartaldo

 

Il Papa ha fatto l’appello: “Tutte le parrocchie ospitino i profughi”.

 

Così oltre ai Vescovi, si sono cominciate a muovere anche le suore. Alcune di loro, però, hanno anticipato il Santo Padre, mettendo a disposizione parte del loro convento per accogliere le migranti.

 Come sempre, c’è un “però”. Perché a farne le spese sono state 15 studentesse che in quel pensionato avevano la loro casa. A giugno, infatti, le sorelle si sono riunite ed hanno deciso di ‘convertire’ il loro studentato in un centro d’accoglienza. Una manna dal cielo per la Prefettura, cui non è sembrato vero di poter inviare 24 ragazze immigrate in una struttura già adibita all’abitazione di giovani dedite allo studio.

“Ora, nelle stanze prima dedicate alle ragazze universitarie – ha detto al Secolo XIX madre Cupini, 90 anni – hanno trovato rifugio 24 donne, 21 nigeriane, 2 provenienti dalla Costa d’Avorio e 1 del Ghana”. “Le nuove ospiti hanno detto che stanno vivendo il periodo migliore della loro vita – ha aggiunto Suor Letizia, responsabile della struttura – Abbiamo riflettuto se fosse davvero necessario continuare a mantenere lo studentato. E’ stato deciso di chiuderlo per dare aiuto a chi ora ha più bisogno”.

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I fedeli protestano per il manifesto blasfemo: ma a farlo è stata la parrocchia

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MANIFESTO BLASFEMO

Un manifesto irriverente e blasfemo con la Madonna con occhiali da sole, cappello da marinaio e disco di vinile tra le mani che invita a partecipare alla festa. Tanto da offendere alcuni fedeli che hanno chiamato addirittura la polizia municipale per far rimuovere il manifesto. Peccato che quel manifesto, così tanto criticato, era stato affisso proprio dalla parrocchia con l’intento di raccogliere fondi per sistemare il pavimento della chiesa di Rocca Canavese, dedicata proprio alla Madonna. Il fatto è avvenuto a Rocca Canavese dove la festa di musica dance era prevista nei locali della parrocchia. Sono stati gli agenti, dopo aver telefonato agli organizzatori della serata a spiegare l’accaduto.    I ragazzi che hanno organizzato la discoteca nei locali del parroco, don Diego Goso, hanno pensato di “giocare” con lo slang giovanile. ”Dal mio punto di vista direi di no – afferma il parroco del paese – ho visto le locandine dell’evento e non ci ho trovato nulla di male”. Non sembra l’abbiano preso così però le fedeli che hanno fatto rimuovere il cartello. La festa però si terrà ugualmente- fa sapere il prete-. Noi aspettiamo tutti”.

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Fuori Müller, dentro Schönborn

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Fuori Müller, dentro Schönborn. Il “papa” ha cambiato maestro di dottrina

Per Francesco la giusta interpretazione della “Amoris laetitia” non è quella del prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ma quella del cardinale austriaco. Eccone per la prima volta il testo integrale

di Sandro Magister


ROMA, 30 maggio 2016 – Il prefetto della congregazione per la dottrina della fede è sempre lui, il cardinale tedesco Gerhard L. Müller.

Il quale continua a svolgere con impegno il suo compito, da ultimo con il monumentale discorso da lui tenuto a Oviedo il 4 maggio per una corretta comprensione della “Amoris laetitia”, in sintonia con il precedente magistero della Chiesa sulla famiglia:

> Esercizi di lettura. La “Amoris laetitia” del cardinale Müller

Ma è sempre più evidente che per papa Francesco non è Müller ma è un altro cardinale il maestro di dottrina autorizzato a dare lumi sull’esortazione postsinodale: il cardinale Christoph Schönborn.

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Prete conciliare ospita i migranti e chiede il pizzo per l’accoglienza: è milionario

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Il parroco di San Biagio di Limatola, nel beneventano, accusato di estorsione e usura ai danni dei migranti che ospitava. La guardia di finanza gli ha sequestrato beni per un milione di euro

Il monito di Papa Francesco (“aprite le porte a chi fugge dalla propria terra”), questo parroco di una parrocchia nel beneventano lo ha applicato alla lettera. Se non che ci ha aggiunto una variante piuttosto particolare con lo scopo di arricchirsi.

Le autorità infatti contestano al prete di San Biagio di Limatola (Benevento) i reati di estorsione e usura ai danni di extracomunitari ospitati nei locali della chiesa. Un affare milionario, visto che le Fiamme Gialle hanno sequestrato al prelato beni per 1 milione di euro.

Le indagini

Il prete è sotto la lente delle autorità giudiziarie dal 2014, quando la polizia entra nella sua parrocchia per alcune perquisizioni, contestandogli i reati di estorsione e usura, realizzate avvalendosi della “esperienza” di alcuni pregiudicati. Durante le indagini, inoltre, gli investigatori hanno raccolto le testimonianze di alcuni extracomunitari che vivevano nelle sale parrocchiali e in alcune case a disposizione della parrocchia. Tutte, ovviamente, senza contratto di affitto. Quando non pagavano, poi, scattava la repressione del parroco: Spesso- scrivono gli investigatori – i migranti “avevano dovuto sottostare alle pretese del parroco e alle sue ritorsioni, a seguito del ritardo nel pagamento dei canoni di fitto“. Come lasciarli senza corrente elettrica durante capodanno.

Le accuse e i sequestri

Secondo il pm Giovanni Conzo, come ricostruisce Repubblica, il prete è “soggetto abitualmente dedito a delinquere e a vivere, almeno in parte, dei proventi delle proprie attività illecite“. Così le Fiamme Gialle, durante i controlli, hanno anche evidenziato una sproporzione tra il reddito dichiarato del prete e la sua reale situazione. Al parroco sono così state sequestrate 13 auto (di cui 7 d’epoca), una casa di pregio a Napoli. Il sequestro ha un valore di 1 milione di euro.

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Fatelo smettere di insultare Gesù!

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papa aereodi Maurizio Blondet

Che “Francesco” detesti noi cattolici, è evidente. Ama i protestanti  e dice che sono stati i cattolici a perseguitarli, celebra Lutero come un santo,  gli piacciono i laicisti miliardari come Eugenio Scalfari, è pieno di benevolenza e carità per Pannella e Bonino – ma i cattolici  proprio non li sopporta.  Rifiuta di dare il suo appoggio a quelli che difendono la famiglia. Per  i cattolici ha solo rimproveri  duri. “Fanno figli come conigli”. Sono “farisei”.  Quelli di noi   sgomenti davanti alle sue iniziative più estemporanee, ci accusa di fondamentalismi antistorico, eticismo senza bontà, intellettualismo senza saggezza» (EG 231).  Infinita misericordia per “gli immigrati” purché  musulmani, nessuna per gli immigrati cristiani. Nessuna pietà per i Francescani dell’Immacolata che sta schiacciando e annullando.

Rimprovera i vescovi italiani di essere attaccati al denaro, anche quelli che in realtà vivono poveramente – accusa che i media sono ben lieti di amplificare, perché  mostrare il Papa  “buono” ostacolato dalla Chiesa “cattiva”  fa’ parte del gioco anti-cristiano. Continua a leggere

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