Mons. Fellay a un passo dal timbro modernista
Otto anni dopo che Benedetto XVI ha rimesso la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e che la prelatura personale sotto l’autorità del Papa sembra possa essere la soluzione, un accordo tra la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e Roma appare sfuggente.
In questa intervista in esclusiva con Vida Nueva, Bernard Fellay, suo attale Superiore, riconosce che il cammino sta quasi per concludersi. Ma, a sua volta, dice chiaramente che “non cederemo” su quello che per loro sono le “linee rosse”, l’applicazione del Concilio Vaticano II nel dialogo ecumenico e interreligioso, nella relazione Chiesa-Stato o nella celebrazione della liturgia.
Se c’è qualcuno che può saperlo bene è Bernard Fellay, Superiore generale della FSSPX e principale interlocutore con la Santa Sede in questi otto anni di dialogo.
In questa intervista in esclusiva con Vida Nueva. Fellay riconosce che “ non c’è più alcun ostacolo insormontabile per un riconoscimento canonico della Fraternità” e che vede più che fattibile lo sbocco della prelatura personale. E così, nonostante sottolinei che Francesco è stato colui che ha dato l’impulso definitivo al procedimento e ammetta che ha incontrato in lui “un papa comprensivo e benevolo”, Fellay afferma chiaramente che vi sono delle “linee rosse sulle quali non cederemo”:
“La condizione è che Roma ci accetti così come siamo”. (L’UNITA’ NELLA DIVERSITA’ VIENE QUINDI ACCETTATA PIENAMENTE! N.D.R.)
La cosa più specifica della nostra congregazione è lo spirito del Sacrificio della Croce, del Sacrificio dell’Altare, che il sacerdote rinnova in intima unione con Nostro Signore e con cui deve identificarsi.
Giornalista: Quando uno naviga su Internet per cercare della documentazione sulla FSSPX, incontra due aggettivi che sogliono caratterizzare negaticamente la ricerca: “ultraconservatori” e “settari”. Che direbbe a coloro che vi classificano in questo modo?
Ora, negli anni cinquanta e dopo col Concilio si è voluta cambiare la Chiesa. Ma noi non abbandoniamo il ricco patrimonio della nostra Santa Madre Chiesa, e questo semplice fatto basta per conferirci un aspetto conservatore.
Quando, per certe attitudini o posizioni, ci si etichetta come “settari”, si interpretano malamente le nostre reazioni per difenderci e proteggerci dagli attacchi che ingiustamente abbiamo sofferto fin dagli anni ’70.
Giornalista: Proprio in Virginia, Lei assicurò che la nuova prelatura personale sarebbe “quasi pronta”. Considera la forma della prelatura la più adeguata?










































Segnalazione di Silvano Tognacci

http://www.riscattonazionale.it/2016/05/16/cardinal-scola-delira-grazie-ai-migranti-al-mescolamento-nascera-grande-italia/