L’intercomunione e la “messa” ecumenica in cammino… con la benedizione di Bergoglio

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L’autrice utilizza per i conciliari i titoli degli ecclesiastici cattolici. Premettiamo che, invece, vanno riferiti alla “Chiesa conciliare” ed alla sua religione, che sono la perversione di quella Cattolica, Apostolica, Romana.

Segnalazione di www.unavox.it

di Francesca de Villasmundo


Pubblicato sul sito Media Press Info

Le immagini sono nostre

Abbiamo aggiunto in calce alcune immagini che mostrano il falso monaco Enzo Bianchi in compagnia degli ultimi tre papi conciliari


 



Partecipanti al seminario

Dal 6 al 9 settembre 2017, presso la comunità ecumenica di Bose, la Taizé italiana, si è tenuto il seminario annuale, quest’anno dedicato al «dono dell’ospitalità» e in particolare all’«ospitalità eucaristica» e all’«accoglienza dello straniero».

I monaci e le monache di Bose, che «appartengono a Chiese cristiane diverse», diretti dal loro fondatore, il super-ecumenista e progressista frate laico Enzo Bianchi, battezzato nella religione cattolica, ma più che cattolico secondo degli Italiani, hanno invitato ortodossi, luterani, anglicani e cattolici a discutere e a riflettere sul tema proposto.

Papa Francesco ha benedetto questa iniziativa interreligiosa con una lettera di lode inviata il 18 agosto agli organizzatori e ai partecipanti. Rivolgendo agli interessati «il mio cordiale saluto», egli ha tenuto a rendere onore al «contributo al comune cammino verso la piena unità» che la comunità di Bose apporta da 25 anni e ha augurato a tutti «che tale chiamata sia ravvivata dall’ascolto umile e sincero e dalle riflessioni di questi giorni, perché crescano sempre più sentimenti fraterni e maturi un’autentica “ospitalità del cuore”, così che, mentre peregriniamo insieme verso il Regno, siamo sospinti a intraprendere passi più coraggiosi e concreti verso la piena comunione.»

Da parte sua, il Vaticano ha inviato i suoi rappresentanti a questo colloquio, tra i quali c’era il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, alcuni vescovi e Don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana.

Il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bertolomeo I, ha aperto il seminario. Dopo di lui hanno preso la parola il patriarca greco-ortodosso di Alessandria, Theodoros II, il frate laico Enzo Bianchi e il frate Alois, Priore di Taizé, davanti ad un pubblico di personalità religiose di tutte le confessioni cristiane.

L’ospitalità in oggetto è stata esaminata, non solo dal punto di vista storico, spirituale e naturale, ma anche sotto il prisma dell’ecumenismo: accogliere lo straniero significa riceverlo a tavola. Di conseguenza, significa condividere «la cena del Signore»: così che la comunione diventa il sacramento dell’ospitalità e la Messa un banchetto ecumenico.

I ricercatori, religiosi ed oratori hanno messo l’accento su come superare «lo scandalo della divisione», riflettendo sui «passi coraggiosi e concreti» da compiere per andare verso «la piena comunione» e giungendo alla conclusione che bisogna uscire dallo «stallo di una Eucarestia che continua a dividere»… così si è espresso il delegato dei vescovi italiani, Don Cristiano Bettega, il quale ha sottolineato che «la possibilità di riunirsi intorno alla stessa tavola, di condividere, non solo la parola, ma anche il pane e il vino dell’Eucarestia, rimane l’orizzonte verso il quale bisogna camminare e al tempo stesso la ferita che continua a sanguinare».

Per effettuare i «passi più coraggiosi» auspicati da Papa Francesco, niente di meglio che mettere subito in pratica il rimedio emerso delle loro riflessioni: come annota il sito italiano Anonimi della Croce, si sono svolti delle concelebrazioni comuni tra conciliari, ortodossi e protestanti!

Con la benedizione di Papa Francesco che è tutt’altro che ostile a «una Santa Memoria» che si possa «celebrare» «in comunione» con tutti i cristiani insieme, la Messa ecumenica e l’intercomunione, i veri obiettivi di questo seminario sul «dono dell’ospitalità», sono stati l’oggetto di questo incontro come una sorta di anteprima generale…

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Bergoglio dà un nuovo colpo mortale alla famiglia!

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NOTIZIE DALLA CHIESA CONCILIARE (OGNI TITOLO ECCLESIASTICO E’ QUINDI DA INTENDERE RIFERITO ALLA CHIESA CONCILIARE, NON ALLA CHIESA CATTOLICA)

Segnalazione di F.F.

di Francesca de Villasmundo


Pubblicato sul sito Medias Presse_Info

Francesco, il Papa «nero», resterà negli annali della storia come il Pontefice che ha «smantellato» la famiglia tradizionale e che ha protetto la rivoluzione antropologica e sociale in corso, invece di combatterla dall’alto della cattedra pontificia; perseverando nell’auspicio nato nel Vaticano II di istituire una nuova Chiesa in dialogo sempre più stretto col mondo.
E il fatto che questo mondo abbia gettato a mare i valori tradizionali per imporre dei nuovi costumi anti-naturali, non è un problema importante, al contrario!
Lo spirito del Concilio ha sollecitato le più alte autorità della Chiesa ad avvicinarsi e a riconciliarsi col mondo moderno e a «benedire» i suoi riferimenti morali innovativi derivati dal progressismo. Senza che si sia tenuto conto degli avvertimenti di Nostro Signore.

«Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.» (Gc., 4, 4).

L’avvio dato dal Vaticano II col documento finale intitolato «la Chiesa nel mondo contemporaneo» [Gaudium et spes], ha permesso allo spirito mondano di entrare nella Chiesa e di influenzare le mentalità. I comportamenti e la maniera di pensare dei chierici e dei príncipi della Chiesa oggi non sono più illuminati dalla sana dottrina  cattolica, ma dal desiderio di piacere a tutti gli uomini del nostro tempo e di farsi degli amici prendendoli per il loro verso.

Con Papa Francesco questa bonaria attitudine conciliare verso il mondo moderno decristianizzato e in rottura con gli insegnamenti di Cristo, ha raggiunto il suo apogeo. Ed è la famiglia naturale e sacramentale la principale vittima della sua azione rivoluzionaria.

Dopo i due Sinodi sulla famiglia e Amoris laetita, l’esortazione apostata che ne è derivata, Papa Francesco ha appena dato un nuovo colpo di piccone alla concezione tradizionale della famiglia. Ha «rifondato» il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, sostituendolo con una nuova struttura con una missione ridefinita: studiare ancor più, con l’aiuto delle scienze umane, la «realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità».

Con una lettera apostolica in forma di motu proprio, intitolata Summa familiae cura, Papa Francesco mira «ad essere in dialogo col mondo», ha spiegato alla stampa Mons. Paglia questo martedì 19 settembre.

Battezzato Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, questo nuovo organismo vaticanesco ha chiaramente lo scopo di mettere in pratica la riforma sacramentale prevista da Amoris laetitia nei confronti dei divorziati risposati civilmente e di altre coppie in rottura con la cattolicità; e di consacrare i nuovi modelli «familiari» elaborati dagli attivisti arcobaleno.

Nel suo slancio rivoluzionario, il Pontefice argentino si arroga il diritto di decidere che bisogna finirla «con i modelli del passato», e nella sua lettera apostolica scrive:

«Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato.»
[…] «Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre.»

In poche parole, Papa Francesco aderisce all’attuale rivoluzione antropologia che ignora ogni legge naturale e divina in materia familiare e sessuale. Dopo aver relativizzato la Verità, la Roma post-conciliare relativizza la morale divina e si fa apostolo della corruzione dei costumi, più grave della trasformazione artificiale dell’essere umano, con la scusa di rispondere «pienamente alle odierne esigenze della missione pastorale della Chiesa.»

Definendo i limiti della missione dell’Istituto «nel campo delle scienze che riguardano il matrimonio e la famiglia e riguardo ai temi connessi con la fondamentale alleanza dell’uomo e della donna per la cura della generazione e del creato», la lettera Summa familiae curastabilisce come insegnamento fondamentale nel dominio della famiglia e del matrimonio Amoris laetitia e il discernimento pastorale «analitico e diversificato», e cioè una pastorale che non si basa più sull’indissolubilità del matrimonio e l’immutabilità naturale della famiglia.

«Amoris laetitia diventa la nuova Magna Carta» ha sottolineato, felice, il Gran Cancelliere dell’Istituto Mons. Paglia, conosciuto anche per essere il grande simpatizzante gay Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e per essere stato oggetto delle attenzioni della giustizia italiana per «corruzione e associazione a delinquere», prima che questa ritirasse le sue accuse col pretesto dell’«ingenuità del prelato» riguardo al mondo del denaro. Eppure questo vescovo sa muoversi tra i grandi del Fondo Monetario Internazionale…

«Con questa decisione – ha spiegato a Vatican Insider – il Papa allarga la prospettiva: da una focalizzata soltanto sulla teologia morale e sacramentale, a una biblica, dogmatica e storica, che tiene conto delle sfide contemporanee. Francesco ha ben compreso il compito storico della famiglia, sia nella Chiesa che nella società. E la famiglia non è un ideale astratto, ma una realtà maggioritaria della società, che deve riscoprire la sua vocazione nella storia».

«Per Papa Francesco – ha insistito nel corso della conferenza stampa di ieri – la famiglia non è semplicemente un ideale astratto: sono le famiglie tutte, senza distinzione, che devono esser aiutate e accompagnate a riscoprire il loro compito storico, sia nella Chiesa sia nella società»

Se si coglie il messaggio in tutta la sua fredda logica, la famiglia di cui il Papa argentino si ritiene guardiano e guida non è la piccola società fondata naturalmente su un padre e una madre, ed elevata all’ordine della grazia col matrimonio sacramentale, col quale la si definisce cristiana, ma ogni genere di unione con o senza figli: monoparentale, omoparentale, dei divorziati risposati, transessuale, sintetica, chimica, artificiale, ecc. E secondo lui, ognuna di queste «unioni» sarebbe una «famiglia» con un ruolo da svolgere nella Chiesa e nella società.

Considerando come «famiglie» pienamente riconosciute le nuove strutture sociologiche derivate dalla rivoluzione sessuale e culturale scatenata dalle lobby Lgbt e transumaniste, alle quali per di più riconosce che sarebbero essenziali per la vita ecclesiale e sociale, Jorge Mario Bergoglio si fa aedo del progressismo più acceso e della demolizione nichilista dell’uomo e della società.

Chiaramente, non possiamo più accettare come un fatto irreversibile il disordine socio-antropologico postmoderno che distrugge consapevolmente tutti i parametri naturali dell’uomo e impone un nuovo ordine sessuale mondiale che tratta i figli come mercanzia; né partecipare alla messa a morte della famiglia tradizionale attuata così … magistralmente!

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Bergoglio? “Occupa il trono papale senza averne l’autorità. La Chiesa devastata dal modernismo”

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https://www.riminiduepuntozero.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/francesco-home-min.jpg

62 dissidenti hanno accusato pubblicamente l’attuale pontefice di propagare l’eresia. Il papa non può sbagliare. Finché non contraddice gli insegnamenti dei suoi predecessori. Ecco perché in Vaticano sono tutti lontani dal cuore del problema. “Quelli che si definiscono ‘tradizionalisti’ in realtà, sono dei rivoluzionari…”

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https://www.riminiduepuntozero.it/bergoglio-occupa-trono-papale-senza-averne-lautorita-la-chiesa-devastata-dal-modernismo/ Continua a leggere

MESSICO – Ecco la Prima Comunione della “nuova Chiesa” (conciliare)

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NOTIZIE DALLA CHIESA CONCILIARE (CHE NON E’ LA CHIESA CATTOLICA)

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Si la primera Comunión es la primera comida espiritual que recibe el cuerpo para el alma, este sacerdote lo ha hecho literal para que quede en el recuerdo el banquete dado en plena Misa. (Capilla S…

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https://linformatoreweb.wordpress.com/2017/09/16/peru-ecco-la-prima-comunione-della-nuova-chiesa/ Continua a leggere

Adorazione di divinità Indù in chiesa: “vescovo” si scusa, “vicario generale” si dimette

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

CHIESA/RELIGIONE CONCILIARE

https://image-media.gloria.tv/gregor/g/4c/yk63lka91j1wjznfxm61zrfq0jznfxm61zrfu.jpg?sum=3EIiLoy8iJTerJWYCB8Oig&due=1504656000

Domenica, padre Juan José Mateos Castro, vicario generale della diocesi cattolica di Cádiz y Ceuta, ha accolto una processione Indù in onore della divinità Indù Ganesh nella Chiesa Cattolica di Nostra Signora d’Africa a Ceuta, un territorio spagnolo in Nordafrica. Ganesh è un ben noto idolo con testa d’elefante. Durante la processione Indù, i Cattolici hanno salutato Ganesh con l’inno mariano Salve rociera. Lunedì, il vescovo Rafael Zorzona Boy di Cádiz y Ceuta ha trasmesso delle scuse, chiama…

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https://gloria.tv/article/SwQwQVH4N9fy6usodauN9PWD6

*Ogni titolo religioso presente nell’articolo va inteso come appartenente alla “Chiesa conciliare”, non alla Chiesa Cattolica (nd.r.) Continua a leggere

Francesco Soros

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Udienza generale di Papa FrancescoCHIESA/RELIGIONE CONCILIARE

M’INQUIETA
Lo dico con la morte nel cuore, ma questo Papa m’inquieta.
M’inquieta il suo estremismo ideologico, l’assenza di profondità con cui sembra affrontare temi epocali che scuotono dalle fondamenta la nostra società. M’inquieta la sua puntuale strategia mediatica, perfettamente coerente con le esigenze del mainstream da cui sembra golosamente attratto. M’inquieta il fatto che lui dica esattamente quello che le élite mondiali vogliono sentir dire. M’inquieta, su alcuni temi, vedere la Chiesa di Roma succube dello Spirito del Tempo, in linea col peggior mondialismo tecnocratico la cui deriva stiamo scontando sulla nostra pelle. M’inquieta, sull’immigrazione, sentire un Papa parlare come un documento della Open Society.

E se il vicario di Cristo, capo della Chiesa romana, sembra il replicante di Soros forse dovremmo inquietarci tutti. Se ottiene il plauso di Emma Bonino e fai fatica a distinguere il suo messaggio da un articolo di Roberto Saviano, vuol dire che la Chiesa ha cessato di essere “incredibile” per diventare banalmente credibile.

UTOPISMO E IRREALTA’
Le posizioni e le affermazioni di Papa Francesco sull’immigrazione imbarazzano per il livello di utopismo e di irrealtà e per la rottura radicale che questo pontefice sta facendo con gli insegnamenti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, per i quali il “Diritto ad emigrare” (sancito peraltro già da Giovanni XXIII nell’enciclica Mater et Magistra), è sempre stato preceduto da un diritto superiore: il “Diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria” (Giovanni Paolo II). Continua a leggere

In chiesa …fai come se fossi a casa tua!

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immagineSegnalazione di Federico Prati

CHIESA/RELIGIONE CONCILIARE

di Francesco Arnaldi

Un paio di giorni fa il quotidiano Avvenire, tramite la sua pagina Facebook, ci ha regalato un’interessante notizia. Un parroco ha esposto fuori dalla sua chiesa il cartello di cui sopra. L’intento sembrerebbe essere chiaro: far sentire accolti tutti, in qualunque momento, in qualunque circostanza, in qualunque condizione. Meritevole l’intento, disastroso il metodo.

Non me ne voglia il tizio in pantaloncini e canottiera che, mentre portava a spasso il cane sui pattini – sui pattini lui, non il cane – ha deciso di entrare a sdraiarsi un attimo sulla panca mangiando lì il suo panino perché ha visto che in chiesa poteva tenere il cellulare acceso mentre alla libreria di fronte no.

Quando dico che il metodo è disastroso lo dico perché l’effetto principale di un tale cartello, l’effetto più subdolo, è quello di far nascere un astio verso certe regole e verso chi continua ad imporle. Pedagogia spicciola: perché mamma e papà devono concordare una linea educativa comune? Perché se la mamma proibisce la marmellata e il papà appena torna a casa dice al figlio che può tranquillamente mangiarla, l’effetto negativo non sarà certo il boom di zuccheri nel sangue del pargolo. No, l’effetto terribilmente negativo sarà una perdita di fiducia del figlio verso la madre.
Quindi, tornando a noi, l’intento di quel cartello non è far sentire tutti accolti: è dire a tutti coloro che sono lontani dalla Chiesa che se lo sono la colpa non è loro, ma della Chiesa. (CATTOLICA, N.D.R.) Continua a leggere

Avvenire: l’inferno non è eterno e alla fine anche il diavolo sarà accolto in Paradiso…

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CHIESA/RELIGIONE CONCILIARE

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Il quotidiano della CEI rilancia la vecchia idea dell’Apocatastasi di Origene, già condannata dalla Chiesa nel 5° Concilio Ecumenico del 553 
di Michelangelo Socci

Ieri, “Avvenire”, il giornale dei vescovi italiani, in terza pagina, ha dato una notizia clamorosa, da cui si potrebbe perfino evincere che per 2000 anni siamo stati presi per i fondelli: l’Inferno non c’è.
Anzi, precisiamo, l’Inferno c’è, ma è molto simile al nostro mondo, in particolare all’Italia. Difatti i dannati “costruiscono, organizzano e i loro edifici crollano.”
Però non sarà così per sempre. Infatti, dopo questo breve periodo d’infelice apprendistato, ci sarà il via libera. Tutti salvi, Lucifero incluso, come se fossero stati tutti su “Scherzi a parte”.
L’autore dell’articolo Roberto Righetto – per questa sorprendente rivelazione – si rifà ad alcuni passi di un libro del filosofo cattolico Jacques Maritain.
Certo, quella dell’intellettuale francese è solo un’ipotesi, ma esplosiva.
“Poiché l’eternità consuma tutti i tempi,” scrive Maritain, “bisognerà pure che a un certo momento i luoghi bassi dell’Inferno siano svuotati. Se è così, Lucifero senza dubbio sarà l’ultimo a cambiare. (…) E alla fine anche lui sarà restituito al bene.” Continua a leggere

Orrori conciliari con annesso “rito-show”

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CHIESA/RELIGIONE CONCILIARE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Nell’ipotesi infondata di «rendere più coinvolgente la Messa, gli animatori liturgici sbizzarriscono la loro fantasia, escogitando trovate sempre più accattivanti e multiformi», anche introducendo «elementi di altre tradizioni religiose o di mondi culturali diversi»: quanto scritto da Luigi Martinelli nel suo recente libro «”Missa” in scena. Riflessioni teatrali sulla liturgia» (Cavinato, Brescia 2017), ha purtroppo trovato tristi conferme in contesti diversi nella ricorrenza dell’Assunta, durante la quale si è evidentemente scatenata la “creatività” dei pastori.

Ha creato non poco sconcerto, ad esempio, tra fedeli e non, la danza di ballerine in tutù, che ha avuto luogo davanti all’altar maggiore del Duomo di Spoleto, nella Veglia dell’Assunzione. Una danza, che, nella migliore delle ipotesi, ha preposto lo spettacolo alla liturgia e l’esibizione alla sacralità del luogo, un caso di «imbarazzante provincialismo», come commentato dal blog MessainLatino. Non un caso isolato, intendiamoci: altre volte purtroppo sono state tentate sperimentazioni ed inopportuni “trapianti” nella liturgia cattolica di abitudini proprie di altre confessioni religiose e di altri contesti socio-geografici, in una sorta di “ansia da prestazione” sincretistica. Continua a leggere

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