Indagate su chi controlla il sistema degli appalti pubblici a Palermo

Condividi su:

mafiaUn’eclatante protesta contro la magistratura messa in scena a due giorni dalla commemorazione della strage di Capaci. a scendere in piazza non è il Pdl come qualcuno potrebbe pensare. Un grande striscione dalla scorsa notte avvolge il muretto perimetrale di piazza Vittorio Emanuele Orlando ovvero quella antistante la cittadella della giustizia di Palermo.

Pretendo un processo anche contro di me per calunnia- scrive Francesco Carbone autore del grande striscione -. Il coraggio di denunciare”.

Non si comprende come l’uomo sia riuscito a mettere in posa quanto necessario alla protesta in un’area super sorvegliata. L’opera di montaggio deve essere stata lunga e complessa. il cartellone, infatti, avvolge il muretto perimetrale della piazza antistante il palazzo di giustizia di Palermo. Continua a leggere

Renzi e il diktat alle scuole: elogiate l’immigrazione

Condividi su:
 

circolare-672x372Roma, 3 ott – Parlate bene dell’immigrazione, bandito ogni spirito critico che possa anche solo minimamente deviare dalla linea tracciata da Alfano e Gentiloni. Non bastasse l’istituzione di una ricorrenza apposita per celebrare quelle che sono morti di Stato – perché senza l’accoglienza indiscriminata e lo Stato ridotto a trafficante di essere umani la stragrande maggioranza di naufragi si sarebbero potuti evitare – arriva anche l’indottrinamento degli studenti. Perché sì, suona più o meno così la circolare che è stata inviata in questi giorni a tutte le scuole d’Italia.

“Il fulcro dell’azione progettuale prende spunto proprio dalle vicende legate alla giornata del 3 ottobre 2013, in grado di far rivivere e riflettere le nuove generazioni sugli aspetti del fenomeno migratorio. Le comunità scolastiche sono quindi invitate ad affrontare e discutere questi temi”, si legge nel documento. Ma quale discussione, vien da chiedersi, se la conclusione è quella descritta poco dopo, e cioé che l’unica strada percorribile ed autorizzata dal governo è quella di “diffondere la cultura dell’informazione e dell’accoglienza, della convivenza e della pace, fondati sul rispetto dei diritti umani”?. Proprio così. Niente senso critico, niente possibilità di sottolineare alcuni aspetti palesemente problematici relativi al fenomeno: “Il coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi costituirà anche un’occasione per confrontarsi sul tema delle discriminazioni e dell’esclusione dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo a livello nazionale ed europeo”. Insomma, uno studente potrà osservare che per la maggior parte dei sedicenti richiedenti asilo la domanda viene respinta, o che in molti dei paesi d’origine di guerre non se ne vedono? O scatterà anche per loro la legge Mancino, ampliata per poter avere conseguenze penali anche per i minori in virtù della lesa maestà governativa?

immigrazione circolare professore scuola MilanoNon tutti i professori, però, ci stanno. E scoppia la rivolta. In un post scritto da un professore di storia di Milano, divenuto virale con centinaia di condivisioni, si legge: “Ore 11.30. Sto spiegando le guerre settecentesche in una quarta. Arriva la bidella con una delle numerose circolari da firmare e da leggere ai ragazzi. Firmo e leggo. Sulla circolare vi è scritto che per decisione del governo, approvata dal parlamento, la giornata del 4 ottobre è divenuta “Giornata delle vittime dell’immigrazione” e che si consiglia a tutti i ragazzi la visione su Rai Tre del film “Fuocoammare” che andrà in onda quella sera. Mi sento profondamente umiliato nella mia professionalità. A ragazzi ai quali cerco di sviluppare desiderio di conoscenza e senso critico sto consigliando (seppure solo come lettore di cose scritte da altri) un misero documentario di propaganda, una schifezza pietistica che deve servire a lavare il cervello alla gente, ad accettare come buona l’immigrazione di massa senza regole“. La conclusione è lapidaria: “Mi sento ridotto a megafono dell’ideologia dominante. Per fortuna mi salva la battuta di un ragazzo: “ieri sera c’era James Bond, ma mica me l’avete detto”. Gli faccio un grande sorriso”.

Continua a leggere

Calabria: testimone di giustizia offre materiale gratis per tendopoli, il Comune dice no

Condividi su:

L'imprenditore di Palmi sotto scorta, Gaetano Saffioti.Gaetano #Saffioti è un ribelle di Calabria. Uno dei primi e uno dei pochi che hanno sfidato a muso duro lo strapotere delle cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Un imprenditore che ha deciso di denunciare alla magistratura soprusi e vessazioni mafiose, dando il via alla storica operazione “tallone d’Achille”, che nel 2002 ha portato all’arresto di numerosi capi clan e al sequestro di beni per decine di milioni di euro.

Una scelta difficile, in un tempo e in una terra ostaggi del silenzio e dell’omertà, che è costata un prezzo altissimo a Saffioti: da quel giorno vive sotto scorta. Non solo. Da quel giorno, gli affari della sua impresa sono colati a picco, e lavorare in Calabria è diventato sempre più difficile. Intorno a lui solo terra bruciata e saluti mancati. È ripartito dall’estero, riuscendo a mantenere aperta l’azienda a Palmi con i proventi degli appalti vinti fuori Italia. Perché in terra calabra, Saffioti neanche gratis riesce a lavorare. E la triste, ennesima conferma, arriva dal rifiuto del comune di San Ferdinando alla sua offerta di fornitura gratuita di ghiaia per la realizzazione della tendopoli che dovrà ospitare i #migranti.

Offerta rifiutata

Sulla base del protocollo voluto dall’ex prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, la tendopoli di San Ferdinando si amplierà con altre 44 tende “per garantire maggiore vivibilità e sicurezza agli immigrati”. Saffioti, interpellato dalla Prefettura, si è offerto di fornire gratuitamente la ghiaia per preparare il terreno. Un regalo da decine di migliaia di euro. Il 6 agosto l’imprenditore ha contattato i commissari prefettizi che amministrano il Comune di San Ferdinando dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, confermando la sua offerta e comunicando che dall’8 agosto la fornitura sarebbe potuta iniziare. Poi il silenzio; dal Comune nessuna notizia, spariti, almeno con il testimone di giustizia. Questi, dal canto suo, apprende che sul cantiere quel materiale starebbe già arrivando. E, ovviamente non è il suo, ma quello di una ditta che non è nella white list e non sarebbe nemmeno in possesso della certificazione dei materiali. Continua a leggere

Macché omofobia…parliamo di Ginecofobia!

Condividi su:

ImageLa ginecofobia è la non accettazione della donna come sposa e madre; se questi ruoli della donna sono definiti stereotipi o pregiudizi e si vuole decostruirli siamo in piena ginecofobia

di Teresa Moro

Parliamo oggi di ginecofobia e lo facciamo con don Massimo Lapponi, sacerdote benedettino attualmente impegnato in Sri Lanka, che ha gentilmente rilasciato un’intervista a ProVita.
In poche battute cercheremo di dettagliare i confini di questa nuova “corrente di pensiero”, di profonda attualità e di grande interesse per ognuno di noi.
Ginecofobia. Di cosa stiamo parlando? A cosa si fa riferimento con questo termine e in quale contesto socio-culturale ha esso origine?
Non sarebbe onesto nascondere che il termine “ginecofobia” è stato suggerito dal termine “omofobia”. Se, infatti, questa parola di nuovo conio vuole indicare la non accettazione come “normale” di una condizione umana che invece risulterebbe “normale”, molto più giustificato risulta definire “ginecofobia” la non accettazione come “normale” della condizione della donna, in quanto naturalmente legata alla sponsalità e alla maternità. Continua a leggere

L’OLIMPIADE 2016 SARA’ RICORDATA COME LA PRIMA VERAMENTE GAY-FRIENDLY

Condividi su:

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intanto la vicepresidente del wrestling mondiale promette atleti gay e transessuali negli incontri ufficiali della WWE
da Osservatorio Gender

Una ricerca del sito specializzato Outsports, che si occupa di omosessualità nel mondo sportivo, ha appena decretato che il numero di atleti LGBT dichiarati sia più che raddoppiato dalle Olimpiadi di Londra a quelle di Rio.
I termini di questa ricerca si riferiscono solo a chi abbia espresso apertamente la propria preferenza sessuale prima o durante i giochi. Se pensiamo che a Londra erano 23, possiamo oggi meravigliarci nel constatare che gli atleti da “coming-out” sono ben 49. Più del doppio, come dicevamo.
Jim Buzinski, uno dei massimi curatori della ricerca, è convinto che la crescita sia dovuta alla continua esposizione mediatica del tema negli ultimi anni, e non di per sé alla tendenza in aumento. Continua a leggere

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Condividi su:

di Umberto Pascali

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Fonte: controinformazione

L’élite anglo-statunitense appare molto preoccupata dai neocon (Bush/Clinton) ancora incapaci di fermare, o anche rallentare, la Russia. Sono sempre più seccati dagli impotenti e isterici Rambo guerrafondai neocon di sinistra e di destra appollaiati su Hillary Clinton. L’élite anglo-statunitense cerca una via d’uscita e, evitando di mostrare disperazione, cerca di resuscitare il leale servitore Henry Kissinger. Invece delle minacce inefficaci dei clintoniani (Ashton Carter, John Allen, Leon Panetta, Michael Morell, ecc), tale élite cerca di rivivere la strategia del lento avvelenamento utilizzata da Kissinger negli anni ’70. Kissinger, ai loro occhi, ottenne tre grandi successi con la sua distensione “amichevole”: Continua a leggere

Metà dei professori bocciati. La scuola rischia di iniziare con 23mila cattedre vuote

Condividi su:

Risultati immagini per Professori somariTra i 71.448 candidati già esaminati agli «scritti», solo 32.036 sono stati ammessi agli orali. Il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza. Più bocciati al Nord, meno al Sud

di Gian Antonio Stella

Meglio un somaro in cattedra o un somaro a spasso? Messa così la risposta è ovvia: non c’è un solo genitore disposto ad affidare il figlio a un insegnante scadente. Non uno. Ma sono così tanti i dubbi e le contestazioni sul concorsone per assumere 63.712 docenti dalle materne alle superiori che c’è da chiedersi: qual è il confine esatto tra la «somarite» di una classe docente demotivata e una selezione che qua e là pare essere stata studiata apposta per bocciare? Certo è che il setaccio sta dando esiti agghiaccianti: un posto su tre resterà vuoto: i candidati non sono all’altezza. Bocciati. Il quadro, apocalittico, emerge dall’ultima ricerca di Tuttoscuola, che da mesi al concorsone fa giustamente le pulci: sulla scelta delle commissioni, sulle paghe da fame ai commissari (50 cent per ogni prova scritta), sui quesiti prescelti (Ernesto Galli della Loggia ha scritto che quelli di storia appaiono «più che un esame un tentativo di decimazione») fino all’abisso che separa il Nord dove sono i posti vuoti e il Sud da dove tanti «prof» spinti a trasferirsi urlano alla «deportazione»… Continua a leggere

Verona, le intercettazioni di Baita sul traforo

Condividi su:

baita

«È successo di tutto». Lo diceva a proposito del traforo veronese delle Torricelle già nel 2011, quando ancora molto doveva in realtà succedere (l’opera è ancora oggi irrealizzata), l’ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita, arrestato poi nel 2013 nell’ambito del maxi processo sulle tangenti del Mose. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, dalle intercettazioni recentemente messe a disposizione dagli inquirenti del Mose emerge che l’allora presidente del colosso delle costruzioni era interessato all’opera veronese già nel 2011.

A gennaio 2012 Baita apprende che «Unicredit è disposta a finanziare il project», in marzo si parte con lo studio del traffico (realizzato dal direttore tecnico di Mantovani, Gianfranco Zoletto) e successivamente si ragiona sugli indici di redditività dell’opera: «1,43 che è quasi bancabile». L’impegno di Mantovani è tale da permettergli di vantarsi, nel maggio di quell’anno, con la segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, di aver «salvato le chiappe» all’ad di Technital, una delle società che fanno parte della cordata promotrice del progetto, Massimo Raccosta.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/08/23/verona-le-intercettazioni-di-baita-sul-traforo/ Continua a leggere

Metà “profughi” li gestisce il Vaticano: e incassa (da contribuenti) 127.750.000 euro

Condividi su:

.facebook_1471969885039Come mai, il Vaticano e il suo braccino mediatico Avvenire (tra l’altro finanziato con le tasse dei contribuenti italiani) sono così ‘entusiasti’ dell’ondata di presunti profughi?

E’ tutta una questione di delirio masochista oppure nasconde anche cospicui interessi economici? Diamo un’occhiata.

Dei presunti profughi ospitati in Italia, 22 mila sono ospitati dal cosiddetto “Sistema SPRAR”, una rete di centri di accoglienza. Ovviamente sono esclusi i finti profughi ospitati negli hotel.

La realtà interessante è che di questi, ben 10 mila – quindi quasi il 50 per cento – sono gestiti attraverso la rete del Cas (Centri d’accoglienza straordinaria) da Caritas.

Significa che il Vaticano mangia circa metà della torta dell’accoglienza. L’altra metà tocca alle coop e associazioni del PD. (Vedi la conferenza Youtube del nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna, tenuta a Reggio Emilia in giugno sul tema dell’accoglienza business, da cui Forza Nuova ha preso spunto per una manifestazione a Ferrara sabato 27 Agosto 2016 per protestare contro la coop. Camelot, N.d.R.)

E si può anche fare un conto – rozzo – di quanto questa accoglienza ‘cristiana’ garantisce a Galantino e soci in termini di euro: 35 euro a clandestino, significa 350.000 euro al giorno.

In un anno, sono 127.750.000 tondi tondi. Una enormità. Tanto per dare un senso alla cifra, con 120 milioni Mondadori comprerà RCS Libri. Un fatturato da multinazionale, della falsa carità.

Ora, quando un vescovo vi dirà con l’acquolina in bocca che bisogna accogliere, sapete perché.

Vi fareste visitare ai polmoni in una clinica Marlboro?

Leggi anche http://voxnews.info/2015/08/12/il-piano-kalergi-seconda-parte/

Fonte: http://voxnews.info/2015/08/12/meta-profughi-li-gestisce-il-vaticano-e-incassa-da-contribuenti-127-750-000-euro/

Continua a leggere

Renzi non vuole schiodarsi: “Si vota comunque nel 2018”

Condividi su:

14021667_1772765466334553_7087400154851636125_nSegnalazione di Cristian

Il premier esclude urne anticipate se vince il No. Altolà a D’Alema: non usi il referendum come sua rivincita

«Comunque vada il referendum costituzionale, si voterà nel 2018». Tornato dalle vacanze, Matteo Renzi parla alla Versiliana, ripete di aver «sbagliato» a personalizzare la partita e toglie dal tavolo l’ipotesi di elezioni anticipate.

Se anche vincesse il No, sembra dire il premier – pur dicendosi certo della vittoria del Sì -, non sarà lui a mettersi di traverso sulla strada di Sergio Mattarella, chiamato a gestire la complessa partita che si aprirebbe dopo una secca sconfitta del governo. Sconfitta dalla quale, ha sempre ribadito, Renzi sarebbe pronto a trarre le conseguenze, dimettendosi. Ma spetterebbe al Colle, a quel punto, decidere le mosse successive, e Mattarella ha fatto sapere che un voto anticipato non sarebbe nel novero delle sue opzioni. Con la sua affermazione di ieri, il premier sembra assicurare che non sarà lui – da segretario del Pd – a chiederle, ostacolando il percorso di un altro governo che dovesse nascere per tentare di riscrivere la legge elettorale. Poi Renzi lancia un segnale di pace all’Anpi, che minaccia di disertare le feste dell’Unità, e invita il presidente Smuraglia (fervido sostenitore del No) ad un confronto sulla riforma. Continua a leggere

1 59 60 61 62 63 64 65 120