Catto-modernisti, giudei, islamici e massoni a convegno sull’immigrazione

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Segnalazione di Federico Prati

https://www.youtube.com/watch?v=2HRifpXJmlU

LO STRANIERO: ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE. RELIGIONI MONOTEISTE E MASSONERIA A CONFRONTO

Dibattito – confronto organizzato dalla Delegazione della Regione Massonica Toscana il 12 Novembre 2016 a Firenze con la partecipazione di tre rappresentanti delle principali religioni monoteistiche ed uno studioso di etica e di mentalità massonica.

RAV LEVI JOSEPH – Dal 1996 Rabbino capo della comunità di Firenze e della Toscana Centro Orientale. Laureato in filosofia e in psicologia. Dal 1990 è docente di psicologia evolutiva e di Storia della Filosofia Ebraica del Rinascimento all’Università Ebraica di Gerusalemme; dal 1997 è docente di Storia del Pensiero Ebraico presso l’Università di Siena e alla Stanford University e dal 2006 docente dello stesso insegnamento presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontifica Università Gregoriana di Roma. Attivo nel campo del dialogo inter-religioso e inter-culturale.

DON JACOPOZZI ALFREDO –  Docente presso la facoltà Teologica dell’Italia centrale. Ordinato sacerdote nel 1988 a Firenze: da sempre in un percorso di studio e di ricerca volto alla creazione di un dialogo inter-religioso. Direttore dell’Ufficio di Curia c/o l’Ufficio Cultura e c/o il Centro Diocesano per il dialogo interreligioso, Amministratore parrocchiale a San Ruffignano a Monsanto (Barberino Val D’elsa) e a San Giorgio a Cinciano (Poggibonsi). Continua a leggere

la CEI accetta che sia giusto che un sodomita segua la sua inclinazione se lo porta a sentirsi in pace con Dio

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intanto la Pontificia Accademia per la Vita introduce il gender nel proprio statuto
di Cristiano Lugli

Mentre i cinque “dubia” proposti da quattro cardinali di Romana Chiesa restano ancora irrisolti a causa di una diretta mancanza di risposta da parte di Papa Francesco, e mentre le monizioni canoniche paiono avvicinarsi sempre più, i “missionari” di frontiera chiariscono già, indirettamente, le controversie sulla discussa esortazione apostolica Amoris Lætitia.
Seppur non abbia riscosso un granché di pubblicità, è da far presente il Convegno nazionale dell’ufficio famiglia della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), tenutosi ad Assisi dall’11 al 13 novembre scorso.

VI OCCUPERETE DI PASTORALE FAMILIARE
Il titolo “Vi occuperete di pastorale familiare”, pone l’accento proprio sulle sollecitazioni “pastorali” contenute nell’Esortazione post-sinodale, e la direzione dell’evento è stata affidata e diretta dai sacerdoti e dalle coppie di sposi responsabili degli uffici diocesani di pastorale familiare.
All’interno del denso programma della tre giorni di Assisi, non poteva certamente mancare il tema legato all’omosessualità, “dell’esperienza delle famiglie che hanno al loro interno persone con tendenza omosessuale” (AL n. 250) “Quale formazione per sacerdoti e accompagnatori?”.
L’introduzione alla conferenza è stata tenuta da don Paolo Gentile, già presentatore di gran parte del convegno, il quale ha subitamente parlato di “cammini pastorali che non hanno pretesa di rettitudine immorale immediata”, ma che si pongono invece come primo obiettivo “l’accoglienza”.
Nei desideri di don Gentile c’è infatti “una Chiesa samaritana, che attraverso gocce di fede e spiritualità dona il collirio della misericordia”.
La presentazione aveva il semplice scopo di presentare i relatori, come ovvio che sia, ovvero il gesuita padre Pino Piva, coordinatore nazionale per i Gesuiti degli esercizi Ignaziani, e portavoce dell’equipe di “Spiritualità di frontiere”; con lui erano presenti anche due membri di questo gruppo: la suora (laica?) Anna Maria Vitagliani e don Christian Medos, intervenuti ambedue sul tema dell’accoglienza e dell’ascolto. Continua a leggere

La Pontificia Accademia per la Vita introduce il “gender” nel proprio statuto

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pro-sodomite-pope-bergoglioLa Pontificia Accademia per la Vita (PAV) adotta il linguaggio “gender” nel proprio statuto scrivendo come sia suo compito studiare “il rispetto reciproco fra generi e generazioni”. Tale sorprendente ed incomprensibile rivoluzione linguistica, difficilmente imputabile ad una svista, è stata resa nota lo scorso 4 novembre, in occasione della pubblicazione del nuovo regolamento del più importante organismo pro-life vaticano, istituito nel 1994 da Giovanni Paolo II.

“GENDER MAINSTREAM”

L’adozione delle categorie “genderiste” all’interno dello statuto vaticano è un fatto clamoroso ed emblematico di quanto il “gender mainistream” sia riuscito a penetrare ovunque, finanche all’interno delle stesse strutture ecclesiastiche.

La revisione dello statuto in “salsa gender”, messa in atto dal suo neopresidente, monsignor Vincenzo Paglia, fresco di nomina di Papa Francesco, ha per oggetto il paragrafo § 3 completamente revisionato, dell’articolo 1, all’interno del “Titolo I – Natura e finalità”, dove si legge:

“L’Accademia ha un compito di natura prevalentemente scientifica, per la promozione e difesa della vita umana (cfr Vitae mysterium, 4). In particolare studia i vari aspetti che riguardano la cura della dignità della persona umana nelle diverse età dell’esistenza, il rispetto reciproco fra generi e generazioni, la difesa della dignità di ogni singolo essere umano, la promozione di una qualità della vita umana che integri il valore materiale e spirituale, nella prospettiva di un’autentica “ecologia umana”, che aiuti a ritrovare l’equilibrio originario della Creazione tra la persona umana e l’intero universo (cfr Chirografo, 15 agosto 2016)”.

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Germania: commessi in 6 mesi dai ‘profughi’ 142.500 crimini

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Segnalazione Corrispondenza Romana

germania

A dir certe cose si viene qualunquisticamente tacciati di razzismo, ma i numeri sono numeri e non si possono cambiare: i cosiddetti “profughi”, in Germania, nei primi sei mesi del 2016 hanno commesso ben 142.500 crimini. Dati ufficiali, diffusi dall’Ufficio federale di Polizia criminale e subito ripresi dal Daily Mail, oltre tutto dati relativi alla certezza della cattura del responsabile, quindi non fondati né su impressioni, né sui “si dice”.

Tale cifra equivale a ben 780 reati al giorno con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2015: per lo più si tratta di episodi di natura finanziaria o di casi di contraffazione. Ma non solo, c’è di ben peggio. Politicamente questa notizia si è rivelata una bomba, fortissime sono ormai le pressioni esercitate sul Cancelliere tedesco, Angela Merkel, affinché cambi immediatamente rotta rispetto alla sua linea possibilista sulla questione migratoria.

Intanto, è di queste ore ed ha già provocato forte sdegno e dure reazioni la notizia del poliziotto tedesco, che avrebbe cercato di convincere una 15enne a non sporgere denuncia contro un 50enne algerino, accusato d’averla aggredita sessualmente. Alla fine l’agente avrebbe ceduto e compilato il rapporto, ma solo grazie all’insistenza del padre della vittima e di un testimone, un 44enne dettosi pronto, nel caso il funzionario di Pubblica Sicurezza non avesse compiuto il proprio dovere, a denunciare l’accaduto alla stampa.

L’incredibile vicenda, immediatamente ripresa dal Rheinische Post, è accaduta a Rheinberg. L’aggressore è stato rintracciato in una vicina struttura di accoglienza, grazie al personale di sicurezza ed a quello della Croce Rossa, prontamente allertati. In merito alla condotta dell’agente, la Polizia ha avviato un’indagine interna.

Sono notizie, che rendono ancor più sconcertante le frontiere lasciate indiscriminatamente aperte, anzi spalancate dai vertici dell’Unione Europea di fronte ad un’invasione silenziosa di massa, incuranti non solo delle infiltrazioni jihadiste, il che è già evidentemente molto grave, bensì incuranti anche di quelle folle di criminali (e sono tanti, come riportano quotidianamente le cronache), giunti qui per dar impunito sfogo alla propria attività delittuosa. (M.F.) Continua a leggere

Una conferenza della GLDI: «Lucifero portatore di luce…» (2014)

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Segnalazione Corrispondenza Romana

conferenza-lucifero-portatore-di-luce

di P. Paolo M. Siano

Dal sito internet della Gran Loggia d’Italia – Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi(GLDI), http://www.granloggia.it/, è possibile collegarsi al video (durata 01:07:38, “postato” il 16 maggio 2015, http://www.youtube.com/embed/NHGas17jKPs?width=640&height=480&iframe=true) della conferenza Lucifero portatore di luce. Un’indagine oltre le visioni dantesche, tenuta a Torino il 12 maggio 2014 (Salone Internazionale del Libro). La conferenza, organizzata dalla GLDI, si concentra sulla figura di Lucifero e si pone sulla scia del film di Louis Nero Il Mistero di Dante (2014) nel quale (fatta eccezione di due voci cattoliche) «Dante Alighieri è presentato generalmente come un Iniziato Templare dei Fedeli d’Amore» e la sua “Commedia” come «un’opera esoterica».  

Moderatore della conferenza è Giancarlo Guerreri (scrittore), con interventi di don Roberto Carelli (teologo), Khared Fouad Allam (islamologo), Aurora Distefano (scrittrice) e Louis Nero. All’inizio Guerreri mostra circa 7 minuti del film di Nero in cui il Lucifero dantesco è lodato come «la causa dell’inizio del processo di reintegrazione» (Guerreri), oppure come «Metatron il Volto di Dio», «il portatore della luce dentro le tenebre» (Gabriele La Porta), oppure come «il nucleo più profondo di sé stessi che l’Iniziato impara a trovare e a superare» (Marcello Vicchio), oppure come «la pietra occulta che nasconde la vera medicina, che è effettivamente la rivoluzione di noi stessi» (Distefano). Continua a leggere

Islamici: “ridateci le moschee abusive”

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Dopo la chiusura dell’ultimo “centro culturale” fuorilegge arriva la minaccia: “Pronti ad invadere San Pietro”

Roma Nonostante la protesta organizzata dalla comunità musulmana al Colosseo contro la chiusura delle moschee abusive, la polizia locale di Roma Capitale, nei giorni scorsi, ha apposto i sigilli ad un’altra sala preghiera in via Montenovesi, nel quartiere Boccea.

I musulmani romani hanno perciò annunciato una nuova mobilitazione. Quella di Boccea, infatti, è la sesta moschea non a norma ad essere posta sotto sequestro in pochi mesi.

Il motivo è sempre lo stesso: abusi edilizi e mancato rispetto delle norme per la sicurezza all’interno dei locali. Di sale-preghiera così, a Roma, ce ne sono circa 52.

Si chiamano centri culturali islamici, ma in realtà sono vere e proprie moschee, ricavate in garage, scantinati o ex magazzini, che ogni venerdì accolgono centinaia di fedeli islamici (guarda il video).

 

«Qui pregano fino a 300 persone, se ci chiudono dove andiamo?», ci dice Hussein che lavora in una ferramenta a Tor Pignattara, a pochi metri dal centro islamico dove tutti i giorni viene a pregare. Questo quartiere della periferia est di Roma, dove la metà degli abitanti sono musulmani, è il cuore della protesta islamica contro la chiusura dei luoghi di culto.

«Noi viviamo qui, lavoriamo qui, non possiamo mica andare a pregare ai Parioli – spiega Anwar, presidente di una sala preghiera del quartiere -. In Italia non c’è una legge per le moschee, quindi noi troviamo i locali e li sistemiamo a modo nostro».

Qui a Tor Pignattara l’ennesima chiusura la considerano «una presa in giro», perché è avvenuta mentre era ancora aperto il tavolo tra la Prefettura, il Comune e le associazioni islamiche, per trovare una soluzione al problema (guarda le foto). Continua a leggere

La mafia in Sicilia tornò con lo sbarco alleato: Pif lo racconta tra risate e verità

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di Annalisa Terranova

La mafia in Sicilia tornò con lo sbarco alleato: Pif lo racconta tra risate e verità

Fonte: Il Secolo d’Italia

Dopo La mafia uccide solo d’estate, Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna sul grande schermo con un film ancora incentrato su Cosa Nostra, un film coraggioso nell’affrontare una pagina scomoda della storia italiana del Novecento e cioè il supporto da parte dei capimafia allo sbarco americano in Sicilia nel 1943. Prima, il tema era stato portato al cinema da Francesco Rosi con il film Lucky Luciano del 1973. Nel caso del film di Pif, però, siamo dinanzi a una commedia agrodolce che si incardina sulla storia d’amore di Arturo e Flora. Lei è promessa sposa al figlio di un capoclan a New York, lui cerca di mandare in frantumi il matrimonio combinato viaggiando al seguito delle truppe Usa che stanno preparando appunto l’offensiva in Sicilia. Scopo della sua missione: ottenere dal padre di Flora la mano della figlia. Accanto alla cornice quasi fiabesca del racconto si dipana la denuncia sugli accordi tra americani e mafiosi nell’isola grazie alla regia del potente boss Lucky Luciano, tornato in Sicilia nel 1946. Non un film “impegnato”, dunque, destinato ad un pubblico informato e interessato all’argomento, dunque ristretto. Ma un film popolare, per tutti, con al suo interno una verità forte, che rimette in discussione la condotta degli alleati oltre la retorica sulla Liberazione.

Il libro di Augello sullo sbarco alleato

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Sfregio all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e a tutto il mondo cristiano

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n-cenacolo-large570Segnalazione di Raimondo Gatto

Il fondatore di Miss Bum Bum ha pubblicizzato la finalissima del concorso facendo posare le modelle in modo che ricordassero l’Ultima Cena di Leonardo.
Ma sul web è scattata la polemica

di Anna Rossi 

L’Ultima cena, il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, è stato sfregiato: al posto dei 12 discepoli e di Gesù sono state messe le finaliste di Miss Bum Bum.

Così Cacau Oliver, l’ideatore del concorso più famoso in Brasile, ha pensato di promuovere la finalissima della gara. Ma la sua invenzione – se così si può chiamare – non è piaciuta al pubblico che ha accusato Cacau Oliver di blasfemia. La scelta dell’uomo è stata fin troppo azzardata: cercare di nobilitare un concorso, che giudica il lato b migliore, con un dipinto che ritrae soggetti religiosi è stata considerata come una vera e propria offesa da quasi la maggior parte dei cristiani che sul web si sono scatenati.

Una delle finaliste di Miss Bum Bum che si trova nel dipinto reinventato – più precisamente quella che interpreta Gesù – ha espresso il suo disappunto al DailyMail: “Ho fatto la foto a causa del mio contratto. Ma non mi piace e non ero felice. Non si può giocare con la parola di Dio. Capisco perfettamente la gente che si è arrabbiata. Anche io sono arrabbiata, per me tutto questo è una bestemmia. Da quando ho fatto la foto non riesco a dormire. Ho chiesto perdono al Signore. Siamo andati troppo oltre, siamo state parte di un grande peccato”. Continua a leggere

Migranti gettano cibo in strada: “Il riso non è della marca che vogliamo noi”

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Una coppia di migranti e una donna incinta gettano la busta della spesa portata loro dagli operatori dell’assistenza perché dentro non ci sono le bevande che vogliono loro e il riso non è quello desiderato

di 

Spesa in strada perché vogliono altre bevande e quel riso non è nella confezione che desideravano.

Una coppia di nigeriani e una donna incinta, tutti migranti richiedenti asilo, hanno inscenato una protesta che ha indignato i vicini di casa, pensionati che spesso devono tirare a campare con poche lire in tasca versate da una pensione da fame.

Lo sfregio dei migranti

Tre migranti ospitati a Feltre hanno gettato la spesa in strada perché nelle buste della spesa portate loro dalla cooperativa che ne gestisce l’accoglienza “non ci sono le bevande che vogliono loro o se il riso non è nella confezione che si aspettavano”.

Come scrive il Corriere delle Alpi, i vicini di casa dei richiedenti asilo si sono trovati di fronte ad una scena assurda. E si sono indignati. Non ce l’hanno fatta a vedere buttato così il cibo che gli operatori avevano portato ai migranti secondo le indicazioni della dietista. Quando gli abitanti del quartiere hanno chiamato i responsabili dell’accoglienza, questi hanno spiegato che non è la prima volta che i migranti si comportano in questo modo. Anzi. Hanno aggiunto che gli immigrati non sono soliti nemmeno dedicarsi ai lavori più semplici, come tagliare l’erba, e sono refrattari pure a stendere i panni sullo stendino invece che sulla ringhiera dell’appartamento. Con il cibo fanno lo stesso. Come scrive il Corriere delle Alpi “se si intestardiscono di volere l’aranciata o la coca cola al posto dell’acqua minerale o se non vogliono il riso normale perché si impuntano su un’altra qualità, inscenano delle eclatanti azioni di protesta, come quella di gettare gli alimenti sulla strada”.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/02/migranti-gettano-cibo-in-strada-il-riso-non-e-della-marca-che-vogliamo/1326052/ Continua a leggere

Francesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

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Bergoglio con l’ “arcivescova” luterana Antje Jackelen (ansa)                

La parola dell’a-cattolico amico di Bergoglio è identica alla suaFrancesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

Per Bergoglio le religioni dovrebbero affratellarsi a partire da quelle monoteistiche

di EUGENIO SCALFARI

IL 31 OTTOBRE del 1517 Martin Lutero affisse sulla porta della cattedrale di Wittenberg le sue 95 tesi che inaugurarono ufficialmente la religione luterana, ma già l’anno prima il contenuto di quelle tesi era stato elaborato e reso pubblico nelle riunioni dei monaci agostiniani dei quali Lutero era stato nominato vicario generale.

Si dà il caso che in quella stessa data si compie domani mezzo millennio. Il nostro papa Francesco non poteva esimersi dal partecipare a questa ricorrenza che sarà celebrata a Lund in Svezia dai luterani guidati dal rappresentante mondiale di quella religione. La messa sarà naturalmente celebrata da loro. Papa Francesco vi parteciperà pregando e poi terrà un discorso sulla Riforma.

Ho avuto l’onore di ricevere tre giorni fa una telefonata da Lui che desiderava — così mi ha detto — parlare con me di quella Riforma che ebbe un’enorme importanza per tutta la Chiesa e mise in moto allora il luteranesimo ma, in seguito, l’intera galassia protestante che conta ormai nella sua interezza 800 milioni di fedeli. I luterani veri e propri sono una minoranza, 80 milioni in tutto, cioè un decimo del protestantesimo. I cattolici sono un miliardo e trecento milioni.

Se si aggiungono gli ortodossi, gli anglicani, i valdesi, i copti, si superano i 2 miliardi di anime fedeli. Papa Francesco sa che ho studiato abbastanza a fondo la vita di Lutero e la sua Riforma e mi sono chiesto quale sia il rapporto di Francesco con le altre Chiese cristiane al di là dei riti e delle credenze.

Francesco — è bene ricordarlo — crede nell’unicità di Dio. Questo significa che tutte le religioni, a cominciare da quelle monoteistiche ma anche le altre, credono in quel Dio al quale arrivano ciascuna attraverso le sue Scritture, la sua teologia, la sua dottrina e i suoi canoni. Tutte quindi dovrebbero affratellarsi e questo è il risultato che Francesco persegue pur essendo ben consapevole che ci vorranno molti e molti anni per ottenerlo. CONTINUA SU http://www.repubblica.it/vaticano/2016/10/30/news/francesco_lutero_e_il_valore_condiviso_della_riforma-150895049/ Continua a leggere

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