Gender a scuola – Analizziamo il ddl Fedeli

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Il neo-Ministro alla “disintegrazione familiare”

Segnalazione di Denis Pittolo

A proposito del gender a scuola, e in generale dell’insinuarsi dell’ideologia gender nel linguaggio e quindi in ogni ambito sociale, non solo nella scuola, è interessante l’analisi puntuale che fa Giovanni Lazzaretti, dell’ Osservatorio Internazionale Cardinale Van Tuan, del ddl Fedeli.

Una lettura da fare con calma, e meditare.

Vale la pena di analizzare il DDL Fedeli quando l’educazione di genere sembra ormai essersi infilata di straforo nel sistema scolastico, attraverso il voto di fiducia sulla cosiddetta “Buona Scuola”? Vale certamente la pena di analizzarlo.

Esaminiamolo dando innanzitutto il titolo esatto: “Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università”.

Porta la firma di Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato; i firmatari sono in tutto 40: 35 senatori del PD, 1 dei “Conservatori, Riformisti Italiani”, 1 del PSI-Autonomie, 1 del gruppo Misto-SEL, 2 del gruppo Misto. Continua a leggere

Raggi incontra Bergoglio: “Gli immigrati sono nostri fratelli (di business?N.d.r.). Roma ne accoglierà a migliaia”

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MENTRE PERSINO LA UE DICHIARA UFFICIALMENTE CHE IL 90% DEGLI IMMIGRATI SONO CLANDESTINI:

Dal Vaticano, la Raggi promette “migliaia di posti per i profughi” a Roma. E il Campidoglio prepara un hub per “orientare e informare” i migranti che arrivano nella Capitale. “Roma vuole fare la sua parte nell’accoglienza” di migranti e rifugiati. Lo ha detto, stamane, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, intervenendo in Vaticano, al summit dei sindaci europei, organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze, sul tema “Europa: i rifugiati sono nostri fratelli”.

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Crocifisso al seggio, la militante grillina vuole farlo togliere

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In Via San Gregorio una militante pentastellata ha chiesto al presidente di seggio di togliere il crocifisso appeso al muro: la sua richiesta è stata respinta ma per calmare gli animi sono dovuti intervenire i poliziotti

Il crocifisso alla militante grillina proprio non va giù.

A Milano, una sostenitrice del Movimento Cinque Stelle, racconta Milano Today, dopo aver votato si è lamentata con la presenza del seggio di Via San Gregorio per il simbolo sacro appeso alla parete del seggio dove ha espresso il proprio voto.

 Che è regolarmente esposto nelle aule, come in tutte le scuole d’Italia.

Il presidente di seggio, però, ha deciso di non accogliere le proteste della grillina e ha lasciato il crocifisso dove stava. Di fronte al rifiuto di rimuovere il simbolo religioso, la donna ha insistito nelle proprie rimostranze per diverse ore.

Tanto ha detto e tanto ha fatto che alle ore 17 è dovuta intervenire anche una pattuglia della polizia. Solo grazie all’intervento degli agenti è stato possibile riportare la calma nel seggio. Per fortuna, però, nessuno ha pensato di sporgere denuncia.

Il simbolo sacro è rimasto al proprio posto senza che per questo a nessuno sia stato impedito di esprimere liberamente la propria opinione. Nemmeno a chi quel crocifisso vorrebbe rimuoverlo.

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Sona (VR), il paesino che custodisce le ‘Ndrine

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Qualcuno sostiene da sempre che a Verona la mafia non esiste. Non sembrerebbe propriamente così, come si evince anche da questo articolo, che è l’ultimo di decine e che si inserisce nell’ambito delle inchieste e dei numerosi fascicoli d’indagine, aperti soprattutto negli ultimi anni, che dovranno, prima o poi, concludersi e dare risposte definitive. Si fanno riferimenti all’amministrazione attuale:

L’ARTICOLO E’ DE IL MATTINO DI PADOVA del 4/12/2016:

A due passi dal cpoluogo scaligero, un palazzo è il simbolo del radicamento delle cosche

di Gianni Belloni

SONA (VERONA). Il panorama è addolcito dalle colline che preannunciano il lago. Sona, cittadina di 17mila abitanti, a metà strada tra Verona e il lago di Garda, è teatro di storie e gesta della criminalità organizzata.

Qui, tra il dicembre del 2011 e l’aprile del 2012, si sono tenuti almeno tre incontri tra il gruppo ndranghetista emiliano- calabrese che faceva capo al boss Nicolino Grande Aracri e la famiglia Galasso – Larosa che, da quanto si legge nell’ordinanza della procura bolognese, gravita nel veronese.

SUMMIT IN DITTA. Ed in particolare gravita a Sona dove la TM Logistica – azienda specializzata nel noleggio di camion e bilici e sede dei summit ‘ndranghetisti – è intestata a Immacolata Larosa. Argomento degli incontri l’acquisizione di un terreno a Verona nelle mire del gruppo capeggiata da Grande Aracri, ma in cui devono essere coinvolti anche i referenti “veronesi” della cosca, i Galasso – Larosa, appunto.

Famiglia che, come altre, è arrivata in questa zone del veronese negli anni ’70, ha sfruttato il boom del traffico di eroina degli anni ’80, per poi rinvestire il ricavato nell’edilizia e nella logistica. Antonio Gualtieri, uomo di fiducia della famiglia Grande Aracri, ha parole di disprezzo per questa famiglia “veronese” sottolineando il fatto che sono solo dei sottoposti, dei “baluba” non avendo capito che “senza politica non si fa niente”.

VIA PIEMONTE 13. L’affare poi non andrà in porto anche per dissidi tra le due famiglie. Non molto distante dalla Tm – Logistica, nella zona direzionale e commerciale, ad un tiro di schioppo dall’esorbitante centro commerciale La Mela, in via Piemonte 13, troviamo quella che gli inquirenti definiscono il quartier generale della famiglia Giardino. Una pretenziosa palazzina di vetri ed acciaio ospita infatti una serie di società riconducibili alla famiglia, originaria di Isola Capo Rizzuto, stabilitasi nel veronese da una ventina d’anni.

Il palazzo dove hanno sede molte...
A lato Il palazzo dove hanno sede molte società sospette

Ultimamente la famiglia Giardino, in difficoltà per la crescente attenzione delle forze dell’ordine nei loro confronti, è stata raggiunta a Sona da rappresentanti della famiglia Nicoscia – dinastia di importante lignaggio ‘ndranghetista -, alleata ed imparentata con i Giardino. La densità di famiglie a vario titolo riconducibili all’universo ‘ndranghetista, in questa tranquilla cittadina di nemmeno 20 mila abitanti, salta all’occhio.

Tanto più che ad una manciata di chilometri da Sona, a Dossobuono, operava – fino al 2011 quando intervenne la divisione anticrimine dei carabinieri – una ditta di autotrasporti intestata a Rocco Aniello. La ditta di Dossobuono serviva da base logistica per un’organizzazione, attiva nella provincia veronese, definita dai carabinieri una “proiezione della cosca ndranghetista Anello – Fiumara” della provincia di Vibo Valentia.

LE INTERDITTIVE. Sempre nel 2011 vengono arrestati, e poi condannati per traffico di droga, tre personaggi che facevano riferimento alla cosca Piromalli – Molè di Gioia Tauro, residenti entro un raggio di 15 chilometri da Sona. Nel giugno di quest’anno un’impresa di trasporti di Sommacampagna, 5 chilometri da Sona, ha subito l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura veronese. La Albi Service & Noleggi Srl, oltre alla Agl Group Srls di Nogarole Rocca poco distante, sarebbero infatti occultamente gestite dalla famiglia Franco legata alla cosca ‘ndranghestista «Pesce». CONTINUA SU: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/12/04/news/sona-il-paesino-che-custodisce-le-ndrine-1.14516031 Continua a leggere

Mafia Capitale, chiesti altri 24 rinvii a giudizio: c’è anche ex capogruppo Pd D’Ausilio

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Mafia Capitale, chiesti altri 24 rinvii a giudizio: c’è anche ex capogruppo Pd D’AusilioDOMENICA 4 DICEMBRE: #IoVotoNo!

Gli indagati rispondono a vario titolo di reati che vanno dalla turbativa d’asta, alla corruzione, il finanziamento illecito e la rivelazione del segreto d’ufficio

Ci sono anche l’ex capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio, la collaboratrice di Buzzi Nadia Cerrito e Giampaolo Cosimo De Pascali, il carabiniere in servizio presso la presidenza della Repubblica del quale Buzzi, secondo gli inquirenti, si sarebbe servito per avere informazioni e favori. Sono solo tre delle 24 persone per le quali la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito del processo su Mafia Capitale. Oltre a loro, figurano i nomi dell’imprenditore delle cooperative Salvatore Buzzi e dell’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, entrambi già imputati nel procedimento in corso nell’aula bunker di Rebibbia.

Dalle indagini sarebbero emersi una ventina di nuovi episodi penalmente rilevanti fino a oggi tenuti fuori dal processo principale sul cosiddetto mondo di mezzo. Gli indagati rispondono a vario titolo di reati che vanno dalla turbativa d’asta, alla corruzione, il finanziamento illecito e la rivelazione del segreto d’ufficio. Tra gli accusati ci sono Clelia Logorelli, la dirigente del settore verde di Eur spa finita ai domiciliari per corruzione poco più di un anno fa; gli imprenditori Flavio Ciambella e Fabrizio Amorequest’ultimo già a giudizio per l’inchiesta sui lavori per la sala Giulio Cesare dove si riunisce il Consiglio comunale. Continua a leggere

Francia: Aborto, approvata legge che vieta di difendere la vita su Internet

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di Francesco Ognibene

Via libera dell’Assemblea nazionale. I siti web delle associazioni pro life rischiano di trovarsi fuori legge. Negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica

L'assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all'aborto su internet

L’assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all’aborto su internet

Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale franceseha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale». Continua a leggere

Bergoglio oggi è il leader della sinistra mondiale

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(di Antonio Socci su “Libero”, 13 novembre 2016) I “no global” ora hanno un leader planetario: papa Bergoglio. Però non si definiscono più “no-global”, ma “alter-mondialisti” perché vogliono la globalizzazione, ma “in una forma diversa”.

Lo ha spiegato ieri, in un’intervista, Vittorio Agnoletto – portavoce della contestazione contro il G8 di Genova del 2001 – indicando appunto in papa Francesco il loro “punto di riferimento etico e morale”.

Soprattutto adesso che – dice Agnoletto – “la sinistra politica si è dissolta” e sulla scena mondiale ha fatto irruzione il Kattivo: Trump.

“Cinque giorni fa” racconta ancora Agnoletto “il Papa ha convocato in Vaticano un incontro con 180 personalità, leader o protagonisti dei movimenti sociali. C’ero anch’io. Abbiamo lavorato, al di là del credo religioso dei singoli, su tre temi proposti personalmente da lui: lavoro, casa e terra. A questi si è aggiunta una riflessione comune sulla democrazia partecipativa e sulle migrazioni. Alla fine, davanti a più di tremila persone in sala Paolo VI, il Papa ha parlato e ha riproposto i contenuti del nostro movimento. Ma ci ha anche detto che dobbiamo fare un salto nella politica, perché dobbiamo cambiare un sistema fondato sulle ingiustizie”.

Più che un papa è davvero il loro leader politico. Infatti Agnoletto spiega: “Sul piano politico oggi è una partita a tre: gli alter-mondialisti, vicini a Francesco. In mezzo c’è l’establishment. Poi ci sono le destre nazionaliste e razziste, che sono cresciute dove abbiamo perso noi”. Continua a leggere

Celebrato in tutto il mondo il dittatore comunista Fidel Castro

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Venerdì 26 novembre a 90 anni è morto a La Havana il dittatore cubano Fidel Castro, responsabile dell’uccisione di migliaia di oppositori al regime comunista in salsa caraibica. Il líder máximo della revolucion, era al potere sull’isola dal 1959, anno in cui si concluse la lotta armata dei cosiddetti “barbuti”, un gruppo di rivoluzionari provenienti dal Messico, tra i quali il guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, che rovesciò il regime del generale Fulgencio Batista.

Il fratello minore, Raúl Castro, dal 2008 succedutogli alla guida del paese, è apparso in tv per annunciare «al popolo dell’isola, agli amici della Nostra America e al mondo che alle 22.29 del 25 novembre del 2016 è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz». Il Consiglio di Stato cubano, ha prontamente decretato 9 giorni di lutto nazionale fino ai solenni funerali che si terranno il 4 dicembre presso il cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago de Cuba, città dove si trova la caserma Moncada, il cui fallito assalto il 26 luglio 1953 viene tradizionalmente fatto coincidere con l’inizio della Rivoluzione cubana.

La morte di Fidel Castro ha avuto immediate ripercussioni mediatiche in tutto il mondo, con i principali quotidiani e attori internazionali che si sono affrettati a celebrarne i meriti, guardandosi bene dal citare i crimini e le deportazioni perpetrate ai danni del suo popolo in nome dell’ideologia comunista. Un regime spietato, fatto di purghe ed esecuzioni sommarie, che secondo Freedom House, dal 1959, ha causato circa 15mila morti. Non appena appresa la notizia della morte di Fidel Castro, caroselli di auto e frastuoni di clacson hanno invaso la famosa “calle 8” di Miami, la via principale di “Little Havana”, dove una folla di esuli e dissidenti cubani si è riversata in strada per festeggiare la morte del dittatore. Continua a leggere

Vaticano, il convegno anti-proibizionista con l’ok di Bergoglio

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Droga in Vaticano, l'ultimo scandalo: ecco cosa c'entra Papa Francesco
ORA SI COMPRENDONO MEGLIO LA GRANDE AMICIZIA CON PANNELLA E LE PAROLE DI ELOGIO PER EMMA BONINO (N.D.R.)

Il Vaticano di Papa Francesco si avvia verso una svolta antiproibizionista. Durante un convegno promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze, sul tema Narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale per la prima volta si è parlato dei tossicodipendenti intesi come “vittime” e non come peccatori e di “legalizzazione delle droghe leggere”. 

Il Papa, riporta il Tempo, ha detto “ciò che i governi dovrebbero fare è individuare come controllare i circuiti e le forme di corruzione e riciclaggio di denaro”. Nello stesso documento ufficiale che introduce il convegno si parla letteralmente di “trovare un consenso per le strategie più efficaci per governare l’uso delle sostanze e le dipendenze”. Si è parlato ufficialmente di “legalizzazione delle droghe leggere” e la protagonista è stata l’autorità giudiziaria del Portogallo che ne ha messo in luce i risultati assai positivi.

Insomma, considerate le ultime uscite di Bergoglio su aborto, gay, divorzio e tenuto conto del fatto che in Sud America sono in molti, anche tra i gesuiti, a premere verso la legalizzazione (non solo della cannabis ma anche della cocaina), il Papa potrebbe presto annunciare la svolta antiproibizionista sull’uso delle droghe.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12031316/papa-francesco-e-la-droga–svolta-antiproibizionista-.html#.WD2rWqun4Bg.facebook

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Banche, Report contro Consob: “Vendono diamanti da investimento senza prospetto. Che aspetta a intervenire?”

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Banche, Report contro Consob: “Vendono diamanti da investimento senza prospetto. Che aspetta a intervenire?”La trasmissione di Rai3 ha raccontato come gli istituti, che collaborano con società specializzate, li facciano pagare il doppio rispetto al valore di mercato. E i clienti non riescono a disinvestire. Non solo: i prezzi vengono pubblicati ogni trimestre sul Sole 24 Ore dalle società stesse che poi li attribuiscono al quotidiano di Confindustria. Che si è mosso solo dopo la prima puntata sull’argomento. La Commissione di Giuseppe Vegas? “Sta valutando”

“Consob ha emesso un comunicato dove dice, nella sostanza: “Stiamo valutando se in banca vendono questi diamanti come prodotto da investimento”. Ecco, giusto venerdì a un suo cliente Banca Intesa di Roma ha consegnato questo depliant della Dpi con scritto: “Diamanti da investimento”. Allora perché il cliente non dovrebbe crederci? Allora cosa aspetta il placido Vegas?”. Così Milena Gabanelli, durante la puntata di Report del 28 novembre, è tornata ad attaccare il presidente della Consob, di cui a giugno aveva chiesto le dimissioni per la decisione di eliminare gli scenari probabilistici dai prospetti delle obbligazioni subordinate.

Stavolta al centro del caso su cui, secondo la conduttrice, l’authority è stata inerte, c’è appunto l’offerta ai clienti – da parte di Intesa Sanpaolo, Unicredit, MpsUbi , Bpm, Banco Popolare ma anche molte altre piccole popolari e casse di risparmio – di investire i loro risparmi acquistando diamanti. Senza però fornire prospetti informativi che consentano di valutare la convenienza e i rischi. E i diamanti vengono fatti pagare, secondo quanto ricostruito da Report, un prezzo doppio rispetto al valore di mercato fissato da Rapaport, il listino internazionale riconosciuto in tutto il mondo. Continua a leggere

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