Alinsky: l’ideologo della Clinton e di Obama che adorava Satana e Marx

Condividi su:

 

Alinsky ideologo di ObamaRoma, 8 feb – “I miei critici hanno ragione quando mi chiamano un “Outside Agitator”. Quando una comunità è disperata c’è bisogno di qualcuno che venga ad agitare le acque. Questo è il mio compito” (S.Alinsky). Saul Alinsky fu uno dei più influenti capiscuola dell’estrema sinistra americana, ideologo di Barack Obama e di Hillary Clinton, attivista e scrittore statunitense, teorico della rivoluzione radicale di massa finalizzata alla distruzione dei valori della società occidentale. “Per operare un concreto cambiamento, demoliremo la comune visione morale umana degli ultimi millenni”. Egli concepì un modello organizzativo modulato sul concetto Gramsciano della “lunga marcia attraverso le istituzioni, per cambiare la cultura Occidentale”. Sostenne come orizzonte valoriale un assoluto relativismo etico, sconvolgendo le masse affinché rinuncino all’autodeterminazione e all’indipendenza per subire il controllo in una società plasmata secondo la visione delle elite. Teorico delle “nobili bugie”, atto a ottenere il successo tramite disinformazione e depistaggio, segretezza e inganno al fine di garantire l’egemonia culturale di un “Globalismo Elitarista”. “Stiamo lavorando con discrezione, E per tutto il tempo neghiamo con la voce ciò che facciamo con le mani.”  A suo avviso i cittadini non avrebbero capacità di comprensione, ignorando il quadro globale politico e sociale, così da ritenere necessario “non dare alla gente ciò che vuole, ma ciò che noi decidiamo che debba volere”, attraverso “l’uso della bugia per raggiungere un fine elevato.”Alinsky fu uno dei guru più influenti del Sessantotto, un profeta di quella “controcultura” che influenzò tutti i dirigenti del Partito Democratico e i leader dei movimenti di sinistra. Il suo obiettivo fu di addestrare “agitprop” o “agitatori-propagandisti”, sobillatori sociali che incitassero a compiere azioni di rivolta e di ribellione “In particolare – sottolinea – in quartieri poveri, nei quartieri urbani più degradati e nelle comunità più difficili” Tra loro molti nomi noti oltre, come vedremo, Barack Obama e Hillary Clinton.

BIOGRAFIA
Saul Alinsky, figlio di immigrati ebrei russi, sostenne l’unione sovietica collaborando col Partito Comunista e raccolse fondi per le Brigate Internazionali durante la Guerra Civile Spagnola. Dopo il patto russo-tedesco del 1939, si disse disponibile ad entrare nei servizi segreti americani. Laureato in criminologia, psicologo del Joliet State Prison dell’Illinois, studiò la vita carceraria avvicinandosi alla banda di Al Capone, in modo particolare al luogotenente Frank Nitti. Le sue idee vennero adottate negli anni ’60 da alcuni universitari americani e da altri giovani appartenenti alla Controcultura di quegli anni, che le usarono come fondamento delle loro strategie di organizzazione dei campus Universitari. Gli attivisti qui addestrati vennero in seguito inviati nei luoghi caldi delle lotte sociali americane. Sono stati all’origine del sindacato dei braccianti agricoli in California, quello di Cesar Chavez, hanno collaborato con il Civil rights movement e con il Black Power, nei ghetti neri di New York e nei barrios messicano-americani Californiani.

Alinsky, accusato di essere rivoluzionario e “marxista”, venne comunque invitato a Milano dall’arcivescovo Montini, futuro Papa Paolo VI, per tenere dei seminari sulle sue “tecniche organizzative”. Le idee di Alinsky sono contenute fondamentalmente in due libri: “Reveille for Radicals” (1946) e “Rules for Radicals” (1971), quest’ultimo dedicato nientepopodimeno che a: “Satana – primo rivoluzionario della storia”: «the first radical known to man who rebelled against the establishment and did it so effectively that he at least won his own kingdom —Lucifer».
Il Time scrisse nel 1970: “Non è esagerato sostenere che la democrazia americana è stata cambiata dalle idee di Alinsky”

HILLARY CLINTON
La Tesi di laurea di Hillary Rodham Clinton al Wellesley College fu proprio su Alinsky, nel 1968, dal titolo “C’è solo la lotta: un’analisi del modello di Alinsky “. Hillary Clinton si considera una vera discepola di Alinsky, con cui lei stessa ha intrattenuto rapporti epistolari per molti anni. Hillary collaborò diverse volte con la IAF Industrial Areas Foundation (IAF), fondata da Alinksy nel 1940 per addestrare quelli che chiamava “Outside Agitators”, gli agitatori, definiti anche “Community Organizers“. In due occasioni Hillary fece da testimonial per la Washington Interfaith Network, affiliata alla IAF. In una lettera, datata 8 luglio 1971, Berkeley, Hillary chiedeva ad Alinsky: “Quando esce il suo nuovo libro [«Rules for Radicals»]? O forse è già uscito e io ho mancato il compimento della Rivelazione? Ho bisogno di nuovo materiale per spronare le persone. Lei adesso è rivalutato dai politici della Nuova Sinistra. Sono sopravvissuta alla scuola di Giurisprudenza, mantenendo intatto il mio zelo come “organizer”.

Una volta arrivata alla Casa Bianca, però, durante la presidenza del marito, le esigenze della sua immagine la costrinsero a nascondere i suoi legami con Alinsky. I Clinton addirittura imposero al Wellesley College di sigillare la tesi di laurea della First Lady. Un veto durato fino al 2001. Attualmente ne esiste un solo esemplare, consultabile presso la biblioteca di Wellesley in condizioni molto restrittive: non si può portare una penna, non si possono fare più di due fotocopie e via di seguito. Zelante adepta di Alinsky, nel voler “demolire la comune visione morale degli ultimi millenni”, Hillary Clinton parla di svellere “I codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose, e i condizionamenti strutturali sociali”. “Deep-seated cultural codes, religious beliefs, and structural biases have to be changed” (Hillary Clinton – “2015 Women in the world summit”). Ed ancora: “Le leggi non contano molto se non sono imposte con la forza non solo sulla carta ma in pratica, e le decisioni devono essere messe in atto con risorse e volontà politica”. Il termine usato è “enforced”: imposto con la forza.

BARACK OBAMA
Anche Obama è stata influenzato dal sistema di Alinsky. Negli anni ottanta il giovane Barack seguì un corso nazionale di training sui suoi metodi organizzativi “per la conquista del potere” alla Industrial Areas Foundation (IAF), e trascorse con Alinsky i suoi anni “più formativi”. “Gli anni con Alinsky come community organizer mi diedero la miglior educazione della mia vita”(B. Obama). Nel 1985, la Industrial Areas Foundation fece un’offerta di lavoro a Barack Hussein Obama. Si trattava di arruolarlo per organizzare le rivolte afroamericane del South Side (una carica simile fu offerta anche alla giovane Clinton, che però rifiutò). Obama accettò e seguì il corso di addestramento come “Community Organizer”, passando poi a lavorare per il Developing Communities Project, della IAF. Il suo istruttore, Mike Kruglik, lo riteneva “un maestro dell’agitazione”. Il biografo di Alinsky, Sanford Horwitt sostiene che non solo Obama ha seguito scrupolosamente gli insegnamenti di Alinsky come organizzatore di comunità, ma che tutta la sua campagna presidenziale del 2008 fosse stata influenzata dal sistema di Alinsky. Lo slogan della campagna politica di Obama, “Change!” (Cambiamento), è lo slogan del libro di Alinsky, “Rules for Radicals”.

SAUL ALINSKY, “UN MODELLO PER I SATANISTI AMERICANI DI SINISTRA
Alinsky vedeva in Lucifero “il primo vero radical–comunista della storia”, dedicò quindi il suo famoso libro “Regole per i radicali” a Lucifero:
“Lest we forget at least an over-the-shoulder acknowledgment to the very

first radical: from all our legends, mythology, and history (and who is to

know where mythology leaves off and history begins—or which is which),

the first radical known to man who rebelled against the establishment and did it so effectively that he at least won his own kingdom—Lucifer.”

SAUL ALINSKY

I satanisti americani lo considerano “Un modello per i satanisti”, legati alla sinistra politica.

Federico De Feral

Bibliografia e citazioni:

“Saul D.Alinsky, un modello per i Satanisti di sinistra” (A role model for left-wing Satanists: http://theisticsatanism.com/politics/Alinsky.html

“CONSIDERIAMO SAUL D. ALINSKY UN MODELLO PER I SATANISTI DI SINISTRA”: lo ha scritto nel 2005 Diane Vera (leader “satanista teista” di New York) : “Alinsky è un modello eccellente per i satanisti politici di sinistra, sia teisti sia razionalisti. Ha sposato un sacco di valori che sono familiari ai satanisti di oggi, come la sua enfasi sul potere e l’interesse personale”.

“Se esiste una vita dopo la morte, io sceglierei risolutamente di andare all’inferno. L’inferno sarebbe il paradiso per me. I dannati sono la mia gente” (S.Alinsky)

“Le qualità che stavamo cercando di sviluppare negli organizzatori non possono essere insegnate. Loro possono ottenerle solo tramite un miracolo dall’alto…o dal basso” (S.Alinsky)

Rules for Radicals: https://archive.org/stream/RulesForRadicals/RulesForRadicals_djvu.txt

Continua a leggere

Predicare alla Curia romana tra Martin Lutero e gli ebrei

Condividi su:

ECUMANIA BERGOGLIONA

Il francescano Giulio Michelini guiderà gli Esercizi spirituali di Bergoglio dal 5 al 10 marzo ad Ariccia. Pubblichiamo un’analisi di “padre” Messa sui predicatori “pontifici”

Gli Esercizi spirituali del “Papa” e della Curia romana del 2016 (Foto LAPRESSE)

PIETRO MESSA*

Ogni anno a inizio Quaresima si svolge una settimana di Esercizi per la Curia romana; con papa Francesco essi si svolgono fuori dalle mura vaticane così da favorire il raccoglimento e in questo si può cogliere un tratto del suo essere gesuita. Ma l’influenza ignaziana fu determinante fin nell’istituzionalizzazione di tale momento; infatti Pio XI nel 1239 con l’enciclica Mens nostra oltre a evidenziare l’importanza degli esercizi spirituali annunciò che diede «le opportune disposizioni affinché un corso di santi spirituali Esercizi abbia luogo ogni anno in questa Nostra Sede Vaticana». E così da allora, eccetto alcune sporadiche eccezioni dovute a celebrazioni giubilari o conciliari, ogni anno qualcuno è chiamato a tenere un ritiro al papa e ai suoi collaboratori e la scelta dei predicatori è simultaneamente rivelatrice dell’orientamento di ogni pontificato e nel frattempo una indicazione per la Chiesa tutta.

C’è anche da segnalare che in alcuni anni la scelta del predicatore è motivata da determinate ricorrenze e celebrazioni: così in prospettiva del Sinodo del 2008 inerente a «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa» è stato invitato un biblista di fama internazionale ossia il gesuita Albert Vanhoye mentre nel 2015 a motivo dell’Anno della Vita consacrata è chiamato il carmelitano Bruno Secondin. Ma non secondario nella scelta dei predicatori è il Concilio Vaticano II e la sua recezione; infatti quasi come conseguenza della costituzione Dei verbum – che secondo una certa vulgata avrebbe riconsegnato alla Chiesa la Sacra Scrittura – negli ultimi decenni, oltre al già ricordato Albert Vanoye, vi sono altri biblisti di primo livello che predicano. Così nel 1978 è lo stesso rettore del Pontificio Istituto Biblico, ossia il gesuita Carlo Maria Martini; nel 1982 tocca al biblista francese Stalislas Lyonnet; poi al cardinale Giovanni Saldarini, pure lui biblista; non poteva mancare Gianfranco Ravasi che nel 2013 li predicò subito dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI; e nel 2016 Ermes Ronchi.

Non è che prima ne fossero mancati quali per esempio il gesuita Giuseppe Filograssi, professore di Sacra Scrittura, che predicò per ben due volte gli Esercizi in Vaticano, ossia nel 1939 e nel 1944; interessante è considerare che nel frammezzo di tale predicazione nel 1943 fu pubblicata l’enciclica Divino afflante spiritu di Pio XII «sul modo più opportuno di promuovere gli studi biblici» in occasione del cinquantesimo anniversario della pubblicazione da parte di Leone XIII dell’enciclica Providentissimus Deus sullo «studio delle Sacre Scritture».

Significativo che anche nel 2017 venga invitato un biblista ossia il padre Giulio Michelini; infatti è il quinto centenario della riforma protestante che si fa iniziare convenzionalmente con l’affissione nel 1517 alle porte della chiesa di Wittenberg da parte di Martin Lutero delle celebri tesi. E quale tratto caratterizzante del protestantesimo è indicata la preminenza data alla Sacra Scrittura; quindi la scelta di un biblista ha un significativo valore ecumenico. Tuttavia in Martin Lutero, come in altri che in quei secoli fecero propria l’ansia di riforma, vi fu un non marginale pensiero e azione antigiudaica – al riguardo importante l’introduzione di Adriano Prosperi al volume di Martin Lutero, «Degli ebrei e delle loro menzogne» (Torino 2008) – tanto che quando a Norimberga fu condannato a morte Julius Streicher, direttore della rivista antisemita nazista Der Stürmer, egli disse che al suo posto doveva esserci proprio Martin Lutero. Per esempio tra i Frati Minori osservanti spesso la predicazione era accompagnata da una ostilità verso gli ebrei come nel caso di Bernardino da Feltre – una sua predica a Firenze ebbe come esito l’aggressione della casa di un ebreo che stava per essere ucciso (cfr. Let. Pellegrini, «Tra la piazza e il Palazzo. Predicazione e pratiche di governo nell’Italia del Quattrocento», in «I frati osservanti e la società in Italia nel secolo XV», Spoleto 2013, pp. 120-121 – o Giovanni da Capestrano. Nel tentativo di comprensione di quest’ultimo il professore Giacomo Todeschini ha sintetizzato il tutto con l’espressione «guardiano della soglia» (cfr. F. Sedda, Giovanni da Capestrano un antisemita?, in L. Pezzuto, Giovanni da Capestrano. Iconografia di un predicatore osservante dalle origini alla canonizzazione, Roma 2016, pp. 279-287).

Considerando tutto ciò significativo è che in questo 2017 il predicatore degli esercizi alla Curia romana non solo sia un biblista ma anche un appassionato degli studi ebraici (cfr. per esempio il suo contributo «Nicola da Lira e l’esegesi giudaica», in «I Francescani e gli Ebrei», Firenze 2013, p. 277-296) che ha fatto ricerca e coltiva relazioni con centri di cultura ebraici. Tutto questo potrebbe contribuire a che unitamente le diverse confessioni cristiane giungano non tanto a una «richiesta di perdono» per il passato, ma ad avere un’onestà intellettuale come fece Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Operosam diem indirizzata nel 1996 al cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, in occasione del XVI centenario della morte di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa.

In questo Documento, Giovanni Paolo II, pur elogiando il pensiero del Santo, afferma che «inadeguato si rivelò» l’atteggiamento avuto da Ambrogio riguardo agli ebrei. Infatti il Pontefice parlando del rapporto di Ambrogio con le autorità civili scrive: «Era una strada difficile da percorrere, tutta da inventare; ed Ambrogio dovette di volta in volta precisare meglio modalità e stile. Se gli riuscì di coniugare fermezza ed equilibrio negli interventi già menzionati — nella questione cioè dell’altare della Vittoria e quando fu richiesta una basilica per gli ariani — inadeguato si rivelò invece il suo giudizio nell’affare di Callinico, quando nel 388 venne distrutta la sinagoga di quel lontano borgo sull’Eufrate. Ritenendo infatti che l’imperatore cristiano non dovesse punire i colpevoli e neppure obbligarli a porre rimedio al danno arrecato (Cfr. S. Ambrosii, Ep. extra coll. I, 27-28) andava ben oltre la rivendicazione della libertà ecclesiale, pregiudicando l’altrui diritto alla libertà e alla giustizia».

* Pontificia Università Antonianum. Confratello di padre Michelini

Continua a leggere

La corruzione in Italia

Condividi su:

Segnalazione di Verona Pulita

del Prof. Riccardo Pelizzo

Dimenticata per molti anni sia dagli studiosi, che la consideravano spesso come il risultato involontario di un’incompleto processo di istituzionalizzazione, la corruzione e’ tornata ad essere un importante argomento di ricerca a partire dalla meta’ degli anni novanta.

In quegli anni, alcuni studiosi che collaboravano con la Banca Mondiale, si accorsero che la corruzione non era una semplice questione politica, ma che aveva delle profonde conseguenze per l’andamento dell’economia e dei conti pubblici.

Questi studiosi scoprirono cosi’ che di ad un piu’ alto livello di corruzione, corrispondevano una minore ricchezza, un piu alto tasso di mortalita’ infantile, minori aspettative di vita media, un piu’ basso tasso di alfabetismo, e anche minori investimenti stranieri ed una piu’ lenta crescita economica.

La corruzione fa male. Non solo perche’ utilizza male le risorse disponibili, ma anche perche’ scoraggia quegli investimenti –nazionali e/o stranieri- che potrebbero fare da volano per l’economia. Continua a leggere

Intervista a Carlo Nordio: “Pm e politica? La legge si fa in un giorno”

Condividi su:

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Il magistrato Carlo Nordio commenta il ritardo accumulato dal Parlamento sulla norma che dovrebbe limitare le candidature dei giudici, reclamata dal Consiglio d’Europa.

di Errico Novi

«Disegno preordinato contro la magistratura? No, non è l’idea che mi sono fatto. Non è che ci vogliono affossare: vedo solo incapacità di comprendere i problemi della giustizia e sostanziale indifferenza». Carlo Nordio è disincantato, non scorge perfide macchinazioni, non cede al dietrologismo neppure ora che la mancata estensione della proroga lo mette a un millimetro dalla pensione, prevista il 6 febbraio e a questo punto, per lui, quasi inevitabile. Semplicemente diffida della capacità del legislatore «in materia di codice penale come di trattamento di noi magistrati». Aggiunto a Venezia, svolge funzioni di capo perché il 1° gennaio è già andato in pensione il procuratore Luigi Delpino: dopo una brillante carriera di inquirente assapora il gusto un po’ agrodolce di una funzione direttiva da svolgere per altre due settimane appena. «Ma il pensionamento arriva per me a un età giusta. Il problema non è personale ma ordinamentale: senza la proroga sono già andati in pensione 100 magistrati a gennaio, ancora di più si congederanno nei prossimi mesi, si tratta di uno tsunami senza precedenti per i vertici degli uffici, del tutto insensato: non si risparmia una lira, i magistrati anziani al massimo della carriera percepiscono una pensione identica all’ultimo stipendio. Almeno una parte di noi andrà sostituita, le nuove assunzioni hanno un costo e poi non è che si entra in servizio il giorno dopo aver vinto il concorso…». Il suo scetticismo riguarda anche le regole sull’attività politica dei giudici: reclamate l’altro ieri dal Gruppo anti– corruzione ( Gr. e. co.) del Consiglio d’Europa. «Quella che giace ora in Parlamento si può approvare in mezza giornata». È ferma da quasi tre anni. Continua a leggere

“Demaryburg”: Il mondo LGBT+ proclama la giustizia senza la verità

Condividi su:

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Il mondo LGBT+ che ci accusa di squadrismo e di provare odio, deve anche spiegare dettagliatamente per quale categoria di persone e per quali comportamenti od atteggiamenti sia rivolto questo nostro odio, in modo tale da dichiarare a tutti verso chi, ma soprattutto verso che cosa, ci si possa accusare d’odio. Il motivo per cui non lo faranno mai è semplice e loro lo conoscono molto bene, e sanno pure che non c’è proprio nulla da difendere in quelle pratiche, omo-filiche, omo-erotiche e pedo-filiche che noi detestiamo e denunciamo.
Il velo lo ha tolto proprio Silvana De Mari, l’odio e la repulsione è verso le pratiche fisiologicamente malate e foriere di ragadi, fistole, infezioni e quant’altro di estremamente dannoso e mortale proprio per certe pratiche erotiche tanto promosse dal mondo LGBT+. Alla luce della clinica medica è ormai evidente che non ci possono essere ancora “difese intellettualmente oneste” a favore di queste queste pratiche. Ovvio che no. Ecco perché, si svela in questa fase storica la profonda malafede dell’atteggiamento omo-filiaco, omo erotico come tale. Lo si svela dopo decenni di costruzioni artificiose costruite sui castelli di carte sostenuti da espressioni linguistiche come “orientamenti sessuali alternativi” , classificazioni neuropsichiatriche di NON-malattia mentale, di NON-disordine del comportamento sessuale, in condizione mentali falsamente innate in alcuni, falsamente IRReversibili, falsamente corrispondente “all’ammmore”.

Ora tutto ciò crolla inesorabilmente di fronte alla VERITA’ e, come dice la De Mari: “Il re ormai è nudo”. Ora occorre impedire che arrivino a molestare i nostri figli coi loro progetti gender nelle scuole!!

Continua a leggere

LA RAI APPROFITTA DEL DISASTRO ABRUZZESE PER DIFFONDERE LA MENZOGNA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Condividi su:

10659251_559771730789850_1073172390709716407_nSegnalazione di Raimondo Gatto

L’interrogativo inquietante è: a chi giova questa campagna mondiale di disinformazione forzata? Cosa c’è sotto di così importante da voler mettere la museruola ai governi del pianeta? Cosa hanno in mente per il nostro futuro coloro che stanno organizzando la più grande truffa?

La megatruffa del riscaldamento globale – Gianni Zulato, ricercatore Free Energy indipendente

LA TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

I grafici alla fine dell’articolo.
Da 15 anni veniamo bombardati da allarmi sull’aumento delle temperature causate dalle attività umane, con futuri scenari catastrofici della più varia natura. Sarà veramente così, oppure è un falso ben venduto per scopi occulti?
Molti, nella comunità scientifica contraria al global warming, definiscono il riscaldamento globale indotto da attività umane “la più grande truffa scientifica di tutta la storia umana”, oppure “bugie e solo bugie”. In questo scritto lascio che a parlare siano i fatti, ma prima, per introdurre l’argomento riporto delle predizioni, raccolte da un climatologo, fatte nel 2000 dai sostenitori del caldo, così potete avere un assaggio di come stanno le cose. Continua a leggere

La visita di Scola al Tempio di Milano. Ebrei e cristiani, il ruolo del dialogo (da sempre condannato dalla Chiesa)

Condividi su:

DSC08667Segnalazione di Silvano Tognacci

di Daniel Reichel

Al di là delle parole, serve un dialogo tra le religioni che garantisca davvero la convivenza sociale e sia argine contro radicalismi, intolleranza e antisemitismo, anche quando ha il volto dell’odio per Israele. L’incontro nella sinagoga centrale di Milano tra la Comunità ebraica e il cardinale Angelo Scola, per la prima volta in visita al tempio, è stata l’occasione per ribadire l’amicizia reciproca tra le due realtà – ebrei e cristiani, con la necessità di coinvolgere anche i musulmani – ma anche per ricordare che al dialogo, in tempi di fanatismi e minacce terroristiche, devono seguire azioni concrete. Dalla tevah, rav Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano e presidente dell’Assemblea rabbinica italiana, ha ringraziato più volte il cardinale Scola per aver promosso lui stesso l’incontro. “Abbiamo percorso un lungo tratto ma c’è ancora un cammino da percorrere”, ha sottolineato il rav, ricordando nel suo intervento la Giornata del dialogo ebraico-cristiano e sottolineando come questo dialogo sia nato per “porre riparo a una lunghissima storia di incomprensioni che, in alcuni casi si sono trasformate in tragedie”. “Siamo certi che pur salvaguardando le differenze, – le parole di Arbib – saremo guidati dai valori che le nostre due religioni hanno trasmesso e che sono diventati patrimonio dell’umanità. Continua a leggere

Non solo “nozze” gay . La deriva nichilista dei “diritti umani”

Condividi su:

Mov-No-genderdi Roberto Pecchioli

Barack Obama, il beniamino di tutti i progressismi del pianeta, ha affermato di essere orgoglioso di avere allargato i “diritti” delle cosiddette comunità LGBT ( lesbiche, gay, bisessuali e transessuali ). In occasione della promulgazione della legge sul matrimonio per tutti – così lo chiamano, con una pericolosa torsione semantica – affermò che aveva “vinto l’amore”. In Italia, Renzi si è detto orgoglioso che il suo governo abbia realizzato le unioni civili, ossia il matrimonio omosessuale sotto mentite spoglie, dotato di una sorta di nome d’arte per chiamare “formazioni sociali” i soggetti uniti civilmente e bypassare l’art. 29 della costituzione con la sua antiquata definizione di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La signorina Maria Etruria Boschi e la senatrice Cirinnà, madre surrogata della legge, parlano di “avanzamento di civiltà”. Strano davvero che durante millenni di culture umane la più diverse non ci avesse pensato nessuno, nemmeno Semiramide, e neppure a Sodoma, dove anzi un Dio arcigno e reazionario distrusse la città “omofila” ( oh, i bei neologismi della neomorale aperta e postmoderna!).

La verità è, ovviamente, diversa e ben più prosaica: la civiltà in viviamo, una delle tante che l’umanità ha costruito nella storia, si fonda sulla sacralizzazione della ( grande) proprietà privata e sull’assolutizzazione dell’individuo definito libero. La società di oggi si fonda sulla forma-merce, sul monoteismo del mercato e sull’individualismo proprietario ed utilitaristico. Si è quindi data una sua nuova religione, frutto della secolarizzazione e della manipolazione delle religioni trascendenti: si tratta della religione dei Diritti Umani e della Democrazia Rappresentativa. In assenza e proibizione di principi condivisi, regnano il soggettivismo erto a unica verità indiscutibile ed il più ampio relativismo morale, che vira rapidamente in nichilismo. Una somma aritmetica di individui non è una comunità, che per natura possiede un’etica condivisa e prescrive comportamenti sulla base di un’idea di bene e di male, ma a rigore non è neppure una società, che ha bisogno comunque di regole minime introiettate, almeno una deontologia, e di un sistema di norme codificate che definiscano il perimetro dei patti tra i soggetti partecipanti, atomi desideranti interessati esclusivamente all’utile individuale. E’ la società liberale, disinteressata a qualunque criterio veritativo diverso dalla Proprietà, dal Mercato e dal Consumo. Continua a leggere

La Massoneria a Torino su Gnosi, Cristianesimo e Femminile

Condividi su:

locandina RIBERIIl “femminismo” come invenzione della gnosi massonica, con base documentale tratti di vangeli apocrifi (N.d.R.)

http://www.grandeoriente.it/incontro-21-gennaio-torino-gnosi-cristianesimo-femminile/

Nell’ambito delle attività culturali del Collegio Circoscrizionale del Piemonte Valle d’Aosta, sabato 21 gennaio alle ore 17,00 si svolgerà, presso la Casa Massonica di Torino, l’incontro dedicato a “La Gnosi. Il cristianesimo perduto e il femminile venerato come un principio divino”. Interverrà  Paolo Riberi, autore del libro “Maria Maddalena e le altre”, che racconterà come i vangeli apocrifi contengano una ricca galleria di donne dimenticate, che furono protagoniste di un Cristianesimo perduto – la Gnosi – nell’ambito del quale erano sacerdotesse e maestre e il femminile veniva venerato come un principio divino. Il movimento gnostico fu portatore di una radicale rivalutazione dell’elemento femminile all’interno della mitologia religiosa giudaico-cristiana e dell’immaginario collettivo. La portata di questo cambiamento culturale fu dirompente e forse spiega ostilità a cui la Gnosi andò incontro e l’oblio a cui fu condannata. Continua a leggere

1 52 53 54 55 56 57 58 120