IL PAGATORE DI FONDI PUBBLICI ALLE ORGE OMO E’ GIUSTAMENTE INDIGNATO

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di Maurizio Blondet

“Macchina del fango contro di me  –   Valuterò nelle prossime settimane come procedere a tutela della mia onorabilità. Persone vigliacche che non esitano a denigrare chi compie con lealtà e correttezza il proprio dovere, come sarà presto totalmente evidente anche in questa vicenda».   Questo è Francesco Spano, il  direttore dell’UNAR –l’ufficio contro la Discriminazione    presso la presidenza  del  Consiglio   –  che ha  finanziato coi soldi pubblici un circolo di omosessuali, di cui è  anche socio tesserato.

Spano col cardinal vicario

Dopo la scoperta della natura del circolo di finocchi (prostituti ed orge omo con spaccio annesso), la reazione del  personaggio è l’indignazione.  Si  è dovuto dimettere (su richiesta della Boschi), ma “le mie dimissioni non  sono ammissione di colpa”.  Ma è  vero che aveva la tessera del circolo di sodomiti? “Non so come sia potuto  succedere”. Prima aveva negato. Adesso : “ Potrei aver fornito i miei dati per l’ingresso in un locale di tutt’altro tipo, ma associato a quel circuito».

Un  altro che a sua insaputa: Risposta tipica delle oligarchie che  ormai si  sanno invulnerabili  padrone, e degne di ricevere tutti gli omaggi.  Come  l’indignazione: come osate voi plebaglia omofoba? «Questa squallida vicenda   –   lamenta l’indignato –  mi ha tolto la passione che questo lavoro merita. Quando si ha a che fare tutti i giorni con la sofferenza delle persone ci vuole una dedizione totale”.  Ecco  il male che gli avete fatto: gli avete tolto la passione, adesso non  ci trova  più gusto.  Avete abbandonato  alla sofferenza rom e  kulandre  orgiastiche  che  lui curava. Gli è rimasto soltanto il cappottino arancione. A   voi,   il biasimo e la condanna per   come avete sputato sui nuovi comandamenti di Papap Bergoglio.

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Caso Unar, si dimette direttore Francesco Spano. La mobilitazione di ProVita

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Caso Unar, si dimette il direttore Francesco SpanoLa bufera scatenata dopo il servizio delle Iene, secondo cui l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe finanziato un’associazione dietro la quale sarebbe occultato il business del sesso a pagamento

ROMA – Il direttore dell’Unar, Francesco Spano, si è dimesso dal suo incarico. Spano, 39 anni, avvocato, è stato convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, dopo un servizio de Le iene che ha denunciato un uso improprio dei fondi di palazzo Chigi: nel servizio si accusa l’Unar di aver finanziato un’associazione di persone omosessuali a cui fanno capo circoli nei quali si praticherebbe prostituzione maschile, e il direttore dell’Ufficio di essere socio di questa stessa associazione e dunque, secondo le accuse, in palese conflitto di interesse.

“Le dimissioni – si apprende da una nota – vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l’Unar, istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in recepimento alla direttiva comunitaria n. 2000/43 CE contro ogni forma di discriminazione… La Presidenza del Consiglio, per quanto non si ravvisino violazioni della procedura prevista e d’accordo con il dott. Spano, disporrà la sospensione in autotutela del Bando di assegnazione oggetto dell’inchiesta giornalistica, per effettuare le ulteriori opportune verifiche. I relativi fondi, comunque, non sono stati ancora erogati”. Continua a leggere

Un inferno chiamato droga!

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ImageSegnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line

di Luca La Mantia

Cannabis, cocaina, stimolanti e allucinogeni. Questa la classifica delle preferenze, in fatto di droghe, degli studenti italiani, riportata nella “Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia“, relativa al 2015 e al primo semestre del 2016, depositata lo scorso dicembre in Parlamento ma pubblicata solo a gennaio 2017. Il tutto mentre alle Camere è fermo il ddl sulla legalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”, di cui, complice la tragedia di Lavagna, si è tornato a parlare negli ultimi giorni.

I dati

Il quadro è preoccupante: il 34% degli scolari tra i 15 e i 19 anni ha ammesso di aver consumato stupefacenti almeno una volta nella vita e il 27% ha detto di averlo fatto nell’anno antecedente allo svolgimento della rilevazione. L’85% è monoconsumatore (cioè ha fatto uso di un solo psicoattivo), mentre il 15% è policonsumatore, vale a dire che ha assunto almeno due sostanze diverse. Continua a leggere

UNAR: dopo i libretti gender, orge e sesso LGBTQIA(…)?

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UNAR_IENE_sesso_LGBT-mindi Notizie ProVita

Le Iene hanno mandato in onda ieri sera un servizio che contiene accuse pesanti: l’UNAR, che è un ente del Governo italiano, finanzia con i nostri soldi un’associazione LGBTQIA(…) che, dietro la facciata della sauna e del centro massaggi, organizza orge e sesso a pagamento: prostituzione. Anche prostituzione minorile.

Secondo Le Iene,  l’UNAR – l’Ufficio Nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio – le avrebbe dato 55mila euro.

La notizia è stata riportata da diverse testate come il Giornale, Libero, Il Resto del Carlino.

La bufera ha investito Francesco Spano (nella foto), direttore dell’UNAR. Che conclude l’intervista delle Iene, in cui dice che non ne sapeva niente (i bandi le associazioni li vincono in base ai documenti cartacei che presentano): «Chiederò se c’è una difformità rispetto a quello che è dichiarato nello statuto e quella che è la loro attività svolta. Nel caso, annulleremo questa assegnazione». Continua a leggere

Rito Massonico nella Chiesa-Madre, il giorno in cui l’Inghilterra si consacra alla Vergine di Fatima

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di Maurizio Blondet

Un rito  massonico nella cattedrale anglicana di Canterbury è stato permesso dall’arcivescovo anglicano Justin Welby,  nello stesso giorno in cui, nella cattedrale cattolica di Westminster,   l’arcivescovo Nichols riconsacrava l’Inghilterra e il Galles al cuore Immacolato di Maria, nel centenario della apparizioni di Fatima (17  febbraio  1917. La liturgia è avvenuta davanti ad una statua della Vergine di Fatima, che è stata incoronata durante la cerimonia, alla presenza di quattromila fedeli commossi.

La folla nella cattedrale cattolica

La coincidenza non è sicuramente casuale. I massoni hanno chiesto ed ottenuto la cattedrale di Canterbury per  il trecentesimo anniversario della Gran Loggia di Londra,  dietro pagamento di 300 mila sterline,  donazione che l’arcivescovo ha accettato, dice, perché la  chiesa ha bisogno di riparazioni.  Canterbury, oggi  chiesa primaziale  anglicana, è stata la chiesa madre d’Inghilterra dal tempo della prima evangelizzazione dei sassoni – 597  dopo Cristo, quando  vi giunse  il missionario monaco Agostino inviato da Gregorio Magno,    fino al  1558,  data della morte dell’ultimo metropolita cattolico. L’attuale edificio,  in grandioso stile gotico-romanico,  che risale a poco dopo il 1170 , resta uno dei grandi monumenti del  Cristianesimo, anche perché vi è sepolto san Thomas Becket, ucciso  all’altare  della stessa  cattedrale  mentre diceva Messa il 29 dicembre 1170, da quattro gentiluomini che si ritenne mandati da  re Enrico II.

 

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Pronta la “legge bavaglio” che vuole uccidere la libertà di pensiero e d’espressione sul web

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Il “ministero della verità” è alle porte! Imperativo categorico: tacitare il dissenso non conforme

La Costituzione

Blog di diritto ed economia di Giuseppe PALMA

Eccovi un estratto del disegno di legge di iniziativa parlamentare che pone fine alla libertà di pensiero e d’espressione sul web.

Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose […] è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi o con l’immenda fino a euro 5.000,00.

E chi decide se una notizia è esagerata o tendenziosa? Quale è il metro di misura del concetto di voce o notizia esagerata o tendenziosa? Chi lo stabilisce? Il Governo? Un’autorità filo-governativa? Una multinazionale dell’informazione su delega del Governo? Il MINISTERO DELLA VERITÀ di orwelliana memoria?

Ancora una volta la Costituzione, e nello specifico il primo commadell’art. 21, è stuprata con violenza! Nella totale indifferenza generale…

Ci stanno togliendo la libertà, ma credo che – all’ultimo metro – falliranno inesorabilmente. Una mia zia, che purtroppo ora non c’è più, diceva sempre: “Cercare di reprimere la libertà è come mettere Gesù Cristo in carcere: scompare per poi riapparire da quest’altra parte delle sbarre“!

Giuseppe PALMA

Fonte: http://lacostituzioneblog.com/2017/02/17/arrivano-i-nazisti-la-legge-bavaglio-che-vuole-uccidere-la-liberta-di-pensiero-e-despressione-sul-web-il-ministero-della-verita-e-alle-porte/ Continua a leggere

In arrivo la legalizzazione dell’eutanasia in Italia

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Potrebbe essere presto legge il modello adottato con Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre, fingendo che si trattasse di scelta della vittima
da Verità e Vita

La soppressione di Eluana Englaro diventa il modello adottato dalla legge: il tutore potrà far morire il soggetto incosciente negandogli, oltre che le terapie, anche il cibo e l’acqua.
Il progetto di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento che sta per giungere all’Aula della Camera dei Deputati legalizza esplicitamente l’uccisione dei minori e degli incapaci per decisione dei loro genitori e dei loro tutori.
Il modello adottato è quello della soppressione di Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre/tutore, fingendo che si trattasse di scelta della vittima. Quello che i Giudici decisero in quello sciagurato caso, la proposta di legge vuole rendere legale e normale.

I MEDICI NON POTRANNO RIFIUTARSI
Il testo dell’art. 2 (Minori e incapaci) è chiarissimo: “Il consenso informato (…) è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno”. Quindi, il minore o l’incapace (se potranno: ma ovviamente non potranno farlo né i neonati né le persone in stato di incoscienza) potranno esprimere la loro volontà rispetto alle scelte terapeutiche, ma saranno genitori, tutori ed amministratori di sostegno a manifestare il consenso informato, l’unico ad essere efficace dal punto di vista giuridico, quello sulla base del quale potranno essere iniziate o interrotte terapie. Continua a leggere

Di nuovo Castellucci ed ecco S. Giovanna d’Arco “transgender”

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Nel gennaio 2012 il nostro Circolo Christus Rex organizzò una Messa riparatrice allo spettacolo blasfemo di Milano, in cui veniva lanciato dello sterco sul volto di Cristo. Ma a Castellucci piace attaccare la Religione e ci riprova:

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Duole che gli Italiani vengano conosciuti all’estero per la loro blasfemia. Ancor più duole che il nome del nostro Paese sia associato a quello dei suoi “figli” degeneri.

Di Romeo Castellucci (nella foto) ci eravamo già occupati. Anzi, se n’era occupata la stampa internazionale per la sua oscena rappresentazione dal titolo Sul concetto di volto di Dio, la cui scena centrale consiste in una gigantografia del Cristo raffigurato da Antonello da Messina nel Salvator Mundi, letteralmente inondato di liquami ed escrementi. Siamo purtroppo costretti a parlar di nuovo di questa sorta d’impenitente iconoclasta, acclamato dalla grancassa mediatica, per denunciare l’ennesima sua opera blasfema, opera che ha massacrato l’oratorio drammatico scritto da Paul Claudel e composto da Arthur Honegger, Giovanna al rogo, evidentemente dedicato a Santa Giovanna d’Arco. Continua a leggere

Fraternità, addio!

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E’ un addio che noi abbiamo detto da tempo, constatando quello che lo stesso Mons. Fellay ha ammesso, ovvero che oramai, di fatto, da anni ci sono rapporti normali con il Vaticano, che però è occupato dai modernisti. Se ne aggiungono altri. Motivati e seri, sebbene ancora incompleti, a nostro giudizio. (IL CIRCOLO CULTURALE CHRISTUS REX)

Segnalazione di F.A.

Articolo pubblicato sul sito spagnolo Syllabus

Tutto sembra indicare che stiamo assistendo alla lenta e penosa morte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per mano degli astuti modernisti romani e dei liberali oggettivamente traditori della Fraternità, forse soggettivamente ingenui, Dio lo sa.
Tutta una serie di interviste a Mons. Fellay e a Mons. Pozzo stanno preparando l’opinione pubblica a dare il benvenuto alla notizia dell’erezione della prelatura San Pio X.

A quel punto, dopo molti anni di persistente lavoro, il diavolo avrà raggiunto il suo scopo: demolire il gran baluardo creato da Mons. Lefebvre in difesa della Tradizione e per combattere il modernismo scatenatosi nel concilio Vaticano II.

Mons. Fellay, in tutte queste interviste e nei suoi discorsi, basa la sua argomentazione su due temi fondamentali.

Il primo è che oggi Roma accetta di discutere quello che ieri era l’indiscutibile Vaticano II.
Per Mons. Fellay, questo sarebbe un segno che a Roma sarebbero disposti a correggere gli errori del Vaticano II. Ma discutere qualcosa significa solo due cose: o riprovare e condannare quello che si discute o approvarlo ed accettarlo. Discutere non equivale necessariamente a condannare.
Per Mons. Fellay, discutere significa anche mettere in dubbio. Ma non è così che l’intendono i modernisti a Roma. Loro, infatti, sapendo esattamente cosa significa il Concilio, intendono applicarlo fino alle sue ultime conseguenze, e ne hanno il potere, nonostante ci sia un piccolo gruppo che osa dire qualcosa contro.

L’unica cosa che dovrebbe dire la Fraternità a Roma è: rigettiamo categoricamente il Concilio.
Com’è possibile discutere qualcosa che tanti seri studi teologici – anche da parte della Fraternità – hanno abbondantemente dimostrato che debba condannarsi e che non ha valore come magistero della Chiesa?
Com’è possibile discutere e non rigettare decisamente ciò che Mons. Lefebvre indicò come il male peggiore di tutta la storia della Chiesa?

Lo stesso Segretario dell’Ecclesia Dei, Mons. Pozzo, ha appena detto, senza discussioni: “Un buon cattolico non può rifiutare il Concilio”. Pertanto il Concilio, in sé, continua ad essere inamovibile e indiscutibile.

La Fraternità ha accettato di entrare nella logica della ratzingeriana “ermeneutica della continuità”, per “interpretare cattolicamente” ciò che è premeditatamente infestato di errori. A questo modo essa condivide il machiavellismo dei liberali romani, per imporre il soggettivismo invece della dottrina oggettiva.

Qualche volta, Mons. Fellay, seguendo Mons. Williamson,  ha detto che il Vaticano II è una torta in cui qualcuno ha messo e mescolato del veleno, e che quindi è tutto da buttare. Ma poi, dimenticando quelle parole, ha affermato che il 95% del Vaticano II è buono e accettabile. Oggi dice di essere disposto a discuterlo, che non significa certo che bisogna rifiutarlo.
Il fatto è che Mons. Fellay, come Eva, si è messo a discutere col diavolo, e il diavolo è così astuto che ha saputo intrappolare questi orgogliosi liberali della Fraternità nelle sue scenografie seduttrici, con la famosa promessa: “non morirete”.

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“Le foibe non esistono”. Nell’Emilia che da 70 anni odia gli esuli istriani

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http://m.ilgiornale.it/news/2017/02/15/le-foibe-non-esistono-nellemilia-che-da-70-anni-odia-gli-esuli-istrian/1364298/

Volantini negazionisti dove nel ’47 i partigiani buttarono il latte pur di non darlo ai profughi

di Stefano Zurlo

Sembrano pezzi da museo. Fossili di un’ altra epoca. Zavorra delle ideologie. E invece no: quei fogli in vista sulla bacheca del Comune sono cronaca.

 Non un frammento di storia, ma materia incandescente di polemiche ancora attualissime. Sarà che a San Cesario sul Panaro, nella pianura piatta che corre da Modena a Bologna, la macchina del tempo è andata in tilt. Chissà. Certo, fa impressione leggere quel che i compagni di Rifondazione comunista hanno attaccato al muro. «Le foibe – è l’ incipit – sono una menzogna fascista».

Cosi, bastano poche parole per oltraggiare dopo settanta anni i profughi sopravvissuti alle carneficine lungo il confine orientale e costretti poi a lasciare le loro terre. Altro che giornata del ricordo: il 10 febbraio diventa l’occasione per ribaltare la storia, anzi per seppellirla di nuovo sotto i dogmi del negazionismo più sfrenato. «Nella foiba di Basovizza – si legge in questo stupefacente documento – quando si è scavato alla ricerca di corpi sono stati trovati i resti di alcuni soldati tedeschi e alcune carcasse di animali». Continua a leggere

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