Grandi Opere, nella maxi-retata arrestati anche il progettista e il manager del ponte sullo Stretto

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Grandi Opere, nella maxi-retata arrestati anche il progettista e il manager del ponte sullo StrettoProprio un mese fa, nel giorno in cui Matteo Renzi rilanciava il progetto, Michele Longo ed Ettore Pagani erano al suo fianco. Da ieri sono agli arresti nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in manette anche il figlio dell’ex ragioniere dello Stato Monorchio e in cui è finito indagato Lunardi jr. Il premier minimizza: “Processo sia rapido. Stiamo parlando di arresti legati a vicende del passato”

di

A un mese esatto dal roboante annuncio del rilancio del progetto del Ponte sullo Stretto, la maxi-retata di mercoledì 26 ottobre ha tolto dalla circolazione alcuni di quelli che erano gli uomini chiave del progetto e che erano proprio di fianco al premier Matteo Renzi a Milano nel giorno dell’annuncio. Si tratta del presidente e del vice-presidente del Consorzio Cociv, Michele Longo ed Ettore Pagani. Due uomini espressione del gruppo Salini-Impregilo. Il primo, Longo, ne è una delle figure apicali essendo general manager domestic operation e avendo quindi la responsabilità non solo delle opere del cosiddetto Terzo Valico, ma anche di tutte le altre operazioni italiane che coinvolgono il gruppo. Di più, è l’uomo del Ponte, colui con il quale lo Stato deve parlare se l’argomento è la maxi opera tra Sicilia e Calabria. E Pagani è il suo braccio destro, nonché “responsabile del progetto Ponte sullo Stretto” per conto di Impregilo, come recita il suo curriculum.

Le misure di custodia cautelare sono scattate nell’ambito di un’operazione sulle Grandi Opere, dove – secondo i magistrati – non c’è solo la solita gigantesca corruttela, ma anche e soprattutto la sistematica violazione delle normative di sicurezza, con lavori non fatti a regola e uso di materiali scadenti (“il cemento sembrava colla”, intercettano gli inquirenti). Opere costosissime, spesso inutili e soprattutto pericolose. Opere su cui il governo Renzi si è esposto molto. Continua a leggere

Vogue sostiene la Clinton perché è “gay friendly”

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie: Luxuria pretende matrimoni gay in chiesa, unioni civili parificate al matrimonio anche in sede penale, le nozze gay dovranno attendere in Australia, i gay sono intolleranti
da Osservatorio Gender

Che la stampa americana sia tutta dalla parte dei progressisti Dem, e quindi della candidata Hilary Clinton, è un dato ormai consolidato. Ora però dalla parte di quella che i sondaggi danno faziosamente in vantaggio, ci si mette pure il mondo delle moda e dei pettegolezzi. Anche Vogue infatti, la rivista americana guidata da Anna Wintour, appoggia spudoratamente Hillary Clinton: “Sappiamo che Clinton non è sempre stata una candidata perfetta, ma la sua intelligenza e la sua considerevole esperienza sono riflesse nelle sue politiche e nelle sue posizioni, che sono chiare e solide” – afferma accoratamente la rivista – sottolineando che le “due parole che danno speranza sono: Madame President. Vogue non ha una storia di sostegni politici concessi a candidati, ma data l’alta posta in gioco in questa elezione – continua – ci sentiamo di dover cambiare. Vogue appoggia Hillary Clinton. Abbiamo seguito la carriera di Hillary Clinton, la sua ascesa da Yale a First Lady e segretario di stato.”
Ma quali sono le vere ed importanti motivazioni per cui Vogue sostiene spudoratamente la candidata Dem? “Hilary sostiene un’ampia riforma dell’immigrazione. Sostiene i diritti Lgbt, inclusa la fine delle discriminazioni contro i transgender”.
Ecco dunque spiegata la questione che, come volevasi dimostrare, è giustificata dai due temi oggi giorno più in auge, e a cui evidentemente i fautori della dissoluzione tengono molto. Una cosa è certa: per attuarli hanno scelto la candidata migliore!

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio). Continua a leggere

“Tornate a casa vostra”. Quando la sinistra sputava sui profughi istriani

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Il Pci non conobbe la parola “accoglienza”. Per gli italiani di Pola e Fiume solo odio. L’Unità scriveva: “Non meritano la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci il pane” (ma con loro i comunisti non avrebbero potuto creare alcun business, n.d.r.)

di Giuseppe De Lorenzo

“Poi una mattina, mentre attraversavamo piazza Venezia per andare a mangiare alla mensa dei poveri, ci trovammo circondati da qualche centinaio di persone che manifestavano.

 Da un lato della strada un gruppo gridava: ‘Fuori i fascisti da Trieste’, ‘Viva il comunismo e la libertà’ sventolando bandiere rosse e innalzando striscioni che osannavano Stalin, Tito e Togliatti“. Stefano Zecchi, nel suo romanzo sugli esuli istriani (Quando ci batteva forte il cuore), racconta così il benvenuto del Pci agli italiani che abbandonarono la Jugoslavia per trovare ostilità in Italia. Quella che fino a pochi attimi prima era la loro Patria.

Quando alla fine della seconda guerra mondiale, il 10 febbraio 1947, l’Italia firmò il trattato di pace che consegnava le terre dell’Istria e della Dalmazia alla Jugoslavia di Tito, la sinistranon conobbe la parola ‘accoglienza’. Tutt’altro. Si scaglio con rabbia e ferocia contro quei “clandestini” che avevano osato lasciare il paradiso comunista.

Trecentocinquantamila profughi istriani e dalmati. Trecentocinquantamila italiani che la sinistra ha trattato come invasori, come traditori. Ad attenderli nei porti di Bari e Venezia c’erano sì i comunisti, ma per dedicargli insulti, fischi e sputi. A Bologna invece per evitare che il treno con gli esuli si fermasse, i ferrovieri minacciarono uno sciopero. E poi roversciarono il latte raccolto per le donne e i bambini affamati.

Ecco. Bisogna dire che Giorgio Napolitano ha ragione: il Pd è l’erede del Pci. Ma oggi la sinistra italiana, che di quella storia è figlia legittima, dimentica gli orrori del febbraio del ’47. Ora si cosparge il capo di cenere e chiede a gran voce che l’Italia apra le porte a tutti i migranti del mondo. Predica l’acccoglienza verso lo straniero che considera un fratello, quando per anni ha considerato stranieri i suoi fratelli. Ma gli unici profughi che la sinistra italiana ha rigettato con violenza erano italiani. Istriani e Dalmati. Continua a leggere

Turchia: un imam permanente nella basilica di Santa Sofia

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Segnalazione Corrispondenza Romana

santa-sofia

Una Turchia sempre più islamizzata, con la forza e coi sotterfugi: piaccia o non piaccia a chi, nonostante tutto, la vorrebbe in Europa, la realtà è questa.

L’ultima riprova è giunta, dopo un tira e molla durato anni, dalla volontà sempre più determinata di trasformare la basilica di Santa Sofia, da museo (qual’era e quale formalmente è ancora, dal 1935) a moschea (come non fan mistero di volere il governo turco guidato dal primo ministro Yildirim e gruppi sempre più consistenti di musulmani, gli stessi che allo scopo hanno promosso insistenti campagne di pressione e che han presentato numerose richieste al Parlamento.

Il primo passo è stato quello di riconoscere da tempo – non si sa a quale titolo – agli imam di passaggio la facoltà di recitare nella basilica due delle cinque preghiere rituali quotidiane islamiche. Ora, secondo quanto diffuso dal sito Ekhathemerini, riprendendo l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, la direzione degli Affari Religiosi del governo Yildirim ed il mufti del distretto di Fathi a Costantinopoli hanno congiuntamente deciso a Santa Sofia la nomina di un imam permanente per la recita di tutte e cinque le orazioni previste dal Corano.

Al momento non vi sarebbero in merito reazioni da parte dell’esecutivo greco e del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, da sempre molto critici verso la spregiudicata, progressiva islamizzazione della Turchia. In passato, il governo ellenico definì la trasformazione di Santa Sofia in moschea «un insulto alla sensibilità religiosa di milioni di cristiani», ancor più grave se perpetrato da un Paese aspirante a divenire «membro a pieno titolo dell’Unione Europea»; il Patriarcato di Costantinopoli, invece, dal canto suo, evidenziò come, qualora la si volesse riaprire al culto, la basilica non possa che «essere di nuovo una chiesa cristiana, dato che fu costruita nel VI secolo per essere tale e non una moschea». Tutti richiami tanto chiari quanto, al momento, disattesi. Ed il fatto che la grande stampa internazionale – Europa ed Italia comprese – non ne parli, non è sicuramente un buon segno… (M. F.) Continua a leggere

Ferrara, la diocesi perde l’affare e insulta i cittadini di Gorino: “Ripugnanti alla coscienza cristiana”

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PERDI IL SOLDINO? INSULTI A GORINO…


“La Chiesa di Ferrara-Comacchio è vicina a coloro, donne e bambini in particolare, che hanno vissuto sul nostro territorio una notte così difficile e ostile, che ripugna alla coscienza cristiana”.

Lo dichiara il vicario generale della diocesi, monsignor Massimo Manservigi, all’indomani della protesta degli abitanti di Gorino (frazione di Goro, nel ferrarese), scesi in strada per impedire l’accesso in paese a 12 donne e 8 bambini, che il prefetto di Ferrara aveva destinato all’ostello del paese. Parlando di “ore drammatiche, in cui tante città italiane sono chiamate a rispondere all’emergenza umanitaria che ogni giorno si fa più preoccupante”, il vicario annuncia che “quanto prima l’arcivescovo monsignor Luigi Negri si recherà a far loro visita”, “per manifestare la vicinanza e la fraternità della nostra Chiesa locale, che ha seguito in queste ore la loro odissea”.

“La Caritas diocesana, espressione massima della cura ecclesiale per ogni forma di povertà, ha costantemente collaborato – ricorda monsignor Manservigi – con le istituzioni civili per far fronte alle grandi emergenze di questi giorni – anche offrendosi, nella serata di ieri, per soluzioni di emergenza – ma sono state mobilitate anche tutte le realtà associative d’ispirazione cattolica, impegnate in uno sforzo che, oggettivamente, sta sempre più investendo una percentuale considerevole delle energie della diocesi”. “Sarà pertanto necessario – prosegue –, nei prossimi giorni, convocare le realtà della Chiesa locale impegnate nell’ambito caritativo – come già nel mese di luglio – a un tavolo con le istituzioni, per valutare le prossime possibili risposte a questa emergenza umanitaria sempre più pressante, ricordando che, fino ad ora, l’arcidiocesi si è sempre schierata in prima fila nell’affrontare ogni richiesta di ospitalità e nel fare tutto quanto era in suo potere. Lo dicono i numeri sugli ospiti accolti e lo dicono le strutture messe in campo”.

agensir.it

Fonte: http://www.riscattonazionale.it/2016/10/25/ferrara-la-diocesi-perde-laffare-insulta-cittadini-gorino-ripugnanti-alla-coscienza-cristiana/ Continua a leggere

Grandi opere, 31 arresti per Tav e Salerno-Reggio

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Corruzione e grandi opere, indagati il figlio di Lunardi e quello di Monorchio Corruzione e associazione a delinquere negli appalti di A3, Terzo valico e il Mover di Pisa. In manette Monorchio jr, indagato il figlio di Lunardi

La vecchia tangente questa volta non c’è: nell’inchiesta romana che ha portato a 21 arresti la corruzione si alimentava con le assegnazioni dei lavori.

continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/grandi-opere-31-arresti-per-tav-e-salerno-reggio/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_content=page-travaglio&utm_campaign=premium2016

Sono ventuno gli arresti nell’inchiesta della procura di Roma sugli appalti dell’alta velocità. Quattordici, invece, quelli richiesti dai pm di Genova. Due inchieste collegate. E tra le persone coinvolte spuntano il figlio dell’ex ministro dei trasporti e quello dell’ex ragioniere generale dello Stato (di Monorchio, illustre membro della C3 International, parlò il nostro Matteo Castagna su www.vvox.it del 2/8/2016)

Ci sono anche due figli illustri nell’inchiesta della procura di Roma per gli appalti sulle grandi opere. Tra gli indagati per corruzione compaiono infatti Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro e attuale responsabile di Rocksoil, l’azienda di progettazione di cui è proprietaria la famiglia Lunardi, e Gian Domenico Monorchio, figlio dell’ex Ragionere generale dello stato, accusato di corruzione ma non del reato associativo.
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Atto vandalico alla basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor

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tabor1-2Segnalazione del Centro Studi Federici
Il 24/10/2016 dei vandali hanno colpito la basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor. Non vi è stata nessuna rivendicazione, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato Latino di Gerusalemme parlano di delinquenza comune, anche se l’atto è avvenuto al termine dei festeggiamenti per il Sukkot.
 
Sui ripetuti atti contro chiese ed edifici cattolici in Terra Santa da parte di gruppi ebraici avvenuti negli ultimi anni:
 

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“Christus Rex”: blasfema adunata sincretista in Val d’Ossola, preghiamo in riparazione!

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cgvqy9fueaaa3bldi Matteo Castagna

A Villa Il 6 novembre si terrà una funzione organizzata dalla Comunità Musulmana del Vco, dalla Chiesa Evangelica Metodista di Verbania e Omegna e dalla parrocchia dei vicariati dei Laghi e dell’Ossola per ricordare gli immigrati, morti nel Mediterraneo. Ricordare i propri morti è doveroso, così come pregare in loro suffragio. La Dottrina cattolica insegna che tale pratica aiuta le anime del Purgatorio ad andare in Paradiso ed attira Grazie da parte loro nei confronti di chi utilizza questa santa pratica di autentica misericordia spirituale. La manifestazione congiunta tra la parrocchia, gli eretici e scismatici evangelici e gli eretici islamici si concluderà scandalosamente con un invocazione musulmana e una preghiera cristiana. Questa adunata sincretista, condannata assieme ad ogni “preghiera comune” alle false religioni ed ai falsi credi nell’ Enciclica “Mortalium Animos” di S.S. Pio XI (1928) è una scandalosa pagliacciata in salsa conciliare che non può piacere all’unico Dio, che è Cattolico, quindi Uno e Trino e che accetta SOLO le preghiere ed invocazioni a Lui rivolte, in quanto unica Via di salvezza. Al contrario, il relativismo religioso attira castighi dal Cielo perché bestemmia l’unico Vero Dio. Il Circolo Cattolico Christus Rex, fedele al Magistero Perenne di Santa Madre Chiesa, reciterà le preghiere di Requiem per i defunti ed un Santo Rosario di riparazione all’offesa che chi dovrebbe essere ministro Cattolico recherà a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, come se fosse assimilabile ad Allah o i Suoi insegnamenti fossero accomunabili a quelli erronei degli eretici protestanti.

Vedi l’articolo segnalato da Andrea Amico di Domodossola: http://www.ossola24.it/index.php/6891-villa-mussulmani-e-cristiani-il-novembre-ricorderanno-i-morti-nel-mediterraneo  Continua a leggere

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DE L’ARENA DELL’AVV. LUIGI BELLAZZI

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L’avv. Luigi Bellazzi  (in foto) è un pezzo di storia politica veronese. Non andiamo d’accordo su molte cose, ma ci riconosciamo profonda onestà intellettuale e coraggio. 

Questa lettera aperta, non ancora pubblicata dal giornale (lo sarà mai?) è un’analisi precisa della situazione del vero “modello Verona” che condividiamo in pieno, sapendo che quello che avviene nella città scaligera accade certamente anche altrove. Ma pochi osano dire e scrivere, quello che tutti sanno ma tacciono per pigrizia, piaggeria, adeguamento al Sistema, collusione. Sul suo profilo Facebook ha scritto questi pensieri, lasciando libertà a chiunque voglia riprenderli, per farli anche propri, come facciamo noi:

Verona, 05/10/16

Egregio Signor

Dr. MAURIZIO CATTANEO

Direttore  De L’Arena

Distinto Direttore,

da più di mezzo secolo, ogni mattina, acquisto L’ Arena. La considero  un po’ cosa mia.

Mi rammaricano le voci di un crollo delle vendite, dalle vette delle 70 mila copie al tempo di Beppino Brugnoli alle odierne 25 mila.

E’ vero c’è la crisi, c’è la rete, ci sono sempre più radio e tivù, ma alla fine c’è il motivo fondante nel crollo delle vendite: manca l’interesse del lettore per spendere un Euro e passa.

La sfida dei quotidiani sta nel saper coniugare notizia (il pretesto)  ed informazione (l’interesse).

Oggi per Verona, la crisi economica può dirsi “peggio di ieri e meno  peggio di domani”. Continua a leggere

FRANCESCO CARBONE A RADIO ACTION 101 SFIDA IL DOTT. DAVIGO, PRESIDENTE A.N.M., SULL’OMERTA’ CIVILE

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Francesco Carbone, prossimamente ospite di Christus Rex – Traditio a Verona e nuovo collaboratore di Agerecontra.it ha compreso che il problema del nostro Paese è questo Sistema e lo combatte con coraggio e determinazione. Lui ha come nemico quella che chiama la “Masso-mafia” che attanaglia il mondo.

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di Francesco Carbone

Ascoltate e diffondete l’intervista rilasciata da Francesco Carbone a Radio Action 101 dove si parla degli appalti illeciti di Poste Italiane .
Delle tantissime denunce presentate in 4 procure della repubblica puntualmente sabotate da magistrati corrotti e collusi con l’associazione criminale massomafiosa da me denunciata attraverso l’uso crimonale e diabolico del mod 45.
E la sfida lanciata al dott. Davigo Presidente dell’associazione nazionale magistrati per un confronto faccia a faccia, visto che sia lui che tanti magistrati vanno in giro per l’italia a fare convegni e rilasciare interviste contro l’omerta’ civile , quando in Italia ci sono centinaia se non migliaia di persone che denunciano come me e le denunce puntualmente vengono sabotate per non far avviare l’azione penale obbligatoria che porterebbe a processi e condanne delle persone legate alla casta criminale.

Audio Player

https://​www​.facebook​.com/​f​r​a​n​c​e​s​c​o​c​a​r​b​o​n​e​i​l​c​o​r​a​g​g​i​o​d​i​d​e​n​u​n​c​i​a​r​e​?​p​n​r​e​f​=​s​t​o​r​y​.​u​n​s​e​e​n​-​s​e​c​t​ion

ASCOLTA L’INTERVISTA SU: http://www.grognards2011.it/2016/10/francesco-carbone-a-radio-action-101-sfida-il-dott-davigo-presidente-a-n-m-sullomerta-civile/ Continua a leggere

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