Emergenza conti, senza nuovo governo stangata consumi

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di Mariangela Tessa

Mentre tra Quirinale e segreterie dei partiti, l’Italia cerca affannosamente l’architettura del prossimo governo, il nuovo esecutivo sarà sarà subito chiamato a trovare oltre 30 miliardi di euro per neutralizzare le scadenze fissate dai governi precedenti, ovvero l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti (12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020).

Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italianiche potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso. Continua a leggere

Alberto Bagnai: “Il PD ha distrutto l’economia. I disoccupati sono almeno il triplo”

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Alberto Bagnai: "Il PD ha distrutto l'economia. I disoccupati sono almeno il triplo" “Le forze economiche che sostengono il PD non vogliono che scenda la disoccupazione, perché ciò che abbassa i salari aumenta le rendite. Il PD è il partito della rendita. Comprendendo sottoccupati e scoraggiati, l’Italia è in testa alla classifica sulla disoccupazione”

di Marco Dozio

Professor Alberto Bagnai, docente di politica economica, punta di diamante degli economisti contrari alla moneta unica, candidato per la Lega alle Politiche, Renzi ha detto che lei è un pericoloso estremista che vuole sfasciare tutto.

La mia candidatura è stata commentata dagli avversari politici come la dimostrazione del pericoloso estremismo della Lega. In particolare perché secondo i miei avversari politici io sarei uno che vuole sfasciare l’Europa. È divertente notare che immediatamente dopo, Toni Negri, forse leggermente più estremista del sottoscritto, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair nella quale auspicava che Bruxelles prendesse le redini del governo italiano. È la dimostrazione che esiste un provato estremismo tra i sostenitori del progetto europeo. Progetto che studiosi autorevoli come Vladimiro Giacchè, Luciano Barra Caracciolo e Giuseppe Guarino hanno dimostrato come sia incompatibile con la nostra Costituzione. Non a caso gli avversari che mi danno dell’estremista sono quelli che hanno cercato di cambiare La Costituzione. Da questo punto di vista i conti tornano. Per quanto riguarda l’estremismo: nessuno vuole la guerra e nessuno vuole sfasciare alcunchè. Studi come quello del Fondo monetario internazionale dimostrano che da quando siamo nell’eurozona è in atto una disgregazione delle strutture economiche dei paesi. Nel senso che l’euro avvantaggia i paesi forti e svantaggia quelli deboli. È assolutamente moderata e prudente la posizione di Salvini che si pone il problema di cosa fare ove mai uno scenario di disgregazione dell’eurozona non venisse arrestato. Quello che può arrestarlo, come dice Stiglitz, sarebbe la volontà politica dei paesi del centro dell’Europa di cooperare con la periferia dell’Europa. Ma vediamo ogni giorno di più che questa volontà non c’è. E anzi vediamo che Bruxelles si prepara a un’ulteriore stretta sul sistema bancario che rischia di metterci definitivamente in ginocchio, cosa di cui il nostro attuale governo pare essere inconsapevole. Questo non è essere moderati e prudenti, è essere estremisti: l’estremismo del mercato, l’estremismo del pensare che affidandoci totalmente ai mercati finanziari loro sapranno cosa fare di noi. E infatti lo sanno: carne di porco. Continua a leggere

Tutta la verità sulla flat tax. Inchiesta

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Elezioni 2018 flat tax I segreti della tassa che spacca l’Italia

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De Benedetti al telefono: «Renzi mi ha detto che il decreto sulle popolari passerà»

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L’Ingegnere investì in Borsa 5 milioni di euro prima della decisione del governo

di Fiorenza Sarzanini

ROMA Quattro giorni prima del decreto del governo sulle Popolari varato il 20 gennaio 2015, Matteo Renzi avrebbe rassicurato l’imprenditore Carlo De Benedetti che il provvedimento sarebbe passato. È lo stesso Ingegnere a raccontarlo al professionista che curava i suoi investimenti in Borsa. La registrazione della telefonata — rimasta finora segreta — è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. E sembra smentire la versione fornita da entrambi quando avevano escluso la veicolazione di informazioni riservate. L’indagine per insider trading fu avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. In particolare De Benedetti aveva investito 5 milioni di euro con Romed spa guadagnando 600 mila euro. I magistrati hanno sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi. Ma adesso — in attesa che il giudice decida se accogliere la richiesta dei pm — si esprimerà la Commissione nella relazione finale.

LEGGI L’INTERCETTAZIONE:

http://roma.corriere.it/notizie/politica/18_gennaio_10/popolari-de-benedetti-telefono-696d82f0-f581-11e7-b250-16cc66648122.shtml Continua a leggere

Banche: Gasparri, De Benedetti sapeva

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 © ANSAI giornali che edita quando pubblicheranno le intercettazioni?

(ANSA) – ROMA, 10 GEN – “Carlo De Benedetti, come leggiamo oggi su numerosi giornali, disse chiaramente di aver appreso da Renzi dell’imminente varo di un decreto sulle banche popolari.
Ottenute queste notizie, disse ai suoi uomini di fiducia, sempre stando alla lettura dei giornali, di procedere a determinati investimenti. Queste scelte finanziarie fruttarono a De Benedetti un guadagno di 600mila euro, ma l’inchiesta poi fu archiviata dalla magistratura”. CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/10/banche-gasparri-de-benedetti-sapeva_b021888a-c056-4c0f-a95d-e9bf529df659.html Continua a leggere

Monacelli: «Togliete i bitcoin dalle mani delle banche o saranno guai»

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Monacelli: «Togliete i bitcoin dalle mani delle banche o saranno guai»

Parla il docente della Bocconi: «I futures sui bitcoin non creano rischi sistemici. I pericoli si avrebbero solo se le banche si indebitassero mettendo come garanzia la crescita del valore dei bitcoin». La criptovaluta ha un futuro? «Solo se controlla le oscillazioni con un’autorità di regolazione». (LEGGI)

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Bitcoin e criptovalute, occhio all’euforia, potrebbe costarvi carissima

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Segnalazione Linkiesta

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Bitcoin e criptovalute, occhio all’euforia, potrebbe costarvi carissima

Il valore del bitcoin che continua a crescere a dispetto di problemi come il divieto in Cina e uno “scisma” che ha duplicato i bitcoin in mano a ciascun possessore. A non tornare sono anche le Ico, un crowdfunding dove si ottengono fondi emettendo nuove monete. Ma dove la trasparenza è pochissima. (di Fabrizio Patti, LEGGI)

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Sempre più povere e sole, non è più un paese per partite Iva

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Segnalazione Linkiesta

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Sempre più povere e sole, non è più un paese per partite Iva

Un tempo eravamo i “padroncini” d’Europa. Oggi le partite Iva sono sempre meno, sempre meno istruite, sempre più povere. A crescere, solo gli autonomi senza dipendenti né ordini a proteggerli: di fatto, l’ultimo anello della catena del lavoro. Non una bella notizia. (di Gianni Balduzzi, LEGGI)

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Banca d’Italia, questa sconosciuta

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di Paolo De Gregorio

Banca d’Italia, questa sconosciuta  

Fonte: Paolo De Gregorio

Si parla molto del Governatore della Banca d’Italia (Visco) e delle variegate manovre politiche e istituzionali che lo hanno confermato, tra le quali spicca quella che lo vuole responsabile di una lacunosa attività di controllo sull’intero sistema bancario italiano.

Pochi sanno (e qui dobbiamo ringraziare i nostri solerti professionisti della comunicazione o meglio della omissione) che la Banca d’Italia ha una identità anomala. Pur essendo un istituto di diritto pubblico, con compiti di vigilanza sull’intero sistema bancario, è anche SpA ed ha come azionisti enti pubblici, assicurazioni e banche, comprese quelle principali. Allego a questa premessa l’incredibile elenco di tali partecipanti al capitale e ai dividendi, precisando che dal 2016 le singole quote non possono superare il 3%. Continua a leggere

Se gli Stati Uniti scommettono sul crollo delle banche italiane

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1469083643-7aa88c2a01e452c5720379338acb04e8-xlSegnalazione di F.F.

Bridgewater, il più grande fondo d’investimenti al mondo, ha dichiarato guerra all’Italia. Il Belpaese si trova ora in guai grossi con la pistola puntata alle tempie da un lato da Bridgewater e dall’altro da Angela Merkel. Andiamo con ordine.

Bridgewater scommette contro l’Italia da quasi un mese

Da metà ottobre circa il fondo d’investimento battente bandiera statunitense, Bridgewater, ha iniziato a scommettere contro il sistema bancario italiano e contro alcune delle principali aziende del Belpaese. Si è trattato nello specifico di operazioni di vendita allo scoperto “delle Blue Chip italiane a partire dal 5 ottobre”. Le Blue Chip sono le azioni di banche e aziende italiane quotate in borsa. In questo caso Bridgewater ne ha vendute ben 10 in totale tra diversi gruppi quali: Banco BPM, Unicredit, BPER Banca, Prysmian, Ubi Banca, Assicurazioni Generali, Azimut Holding, Enel, Eni e Intesa SanPaolo.

Il tutto per un totale di 713 milioni di dollari nel settore finanziario e altri 600 milioni nel settore energetico. In realtà  l’attacco portato avanti da Bridgewater non sembra essere isolato. Riportava finanzaonline che oltre al fondo di Ray Dalio, altri hedge fund stanno partecipando a questa manovra speculativa a tenaglia. Sul portale d’informazione finanziaria si possono leggere nomi quali Blackrock, CQS LLP, Oxford Asset Management, Marshall Wace LLP e altri ancora. Continua a leggere

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