Furbetti francotedeschi

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di Pietro Ferrari

LAMENTAZIONI SOVRANISTE

Ricordiamoci bene che l’ingresso nell’ euro fu il biglietto da visita che la sinistra postcomunista doveva esibire al gotha della finanza. Non ci potevamo stare ma vollero farci entrare a tutti i costi. L’ abbiamo pagata e la stiamo pagando in modo molto salato.
Primo problema: l’euro è una moneta straniera ma anche la lira era di proprietà di monopolisti privati.
Secondo problema: l’euro è una “moneta coloniale” come la lira perché non può comprare direttamente il petrolio.
Se l’Europa fosse sovrana non solo avrebbe una moneta pubblica ma avrebbe avuto come antieuropeisti gente come Renzi e Macron.

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Monti (proprio lui) accusa il governo di aver ceduto sovranità nazionale

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MontiRoma, 21 dic – Oggi pomeriggio il maxi-emendamento alla manovra sarà presentato dal governo in Senato per poi porre la questione di fiducia. Il calendario votato a maggioranza, senza l’ok dell’opposizione, prevede che inizi subito la discussione in Aula, bypassando il voto della commissione Bilancio.

Questo mancato passaggio – dettato ovviamente dalla fretta di presentare la legge di Bilancio nei termini stabiliti dall’Ue – ha mandato su tutte le furie le opposizioni.
Tanto che il “resuscitato” Mario Monti ha avuto modo di accusare la maggioranza gialloverde. “Il governo sovranista ha ceduto, in modo maldestro, all’Europa una quota della propria sovranità nazionale: l’ha tolta al Parlamento”, accusa l’ex premier, proprio lui che di cessione di sovranità se ne intende molto più di altri. Siamo al paradosso, insomma. Continua a leggere

ESPOSTO DEPOSITATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ORISTANO

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Oggi (24/9/2018), spinto anche dall’ennesima delusione provata nel sentire le parole di Conte al Forum Ambrosetti di Cernobbio (vedi il mio post del 11 settembre), ho depositato presso la Procura della Repubblica di Oristano un esposto con una descrizione sintetica delle incredibili conseguenze e della sofferenza causata nella Società Civile dalla fraudolenta emissione monetaria a debito da parte di un Sistema Bancario privato che si spaccia per proprietario del valore della moneta senza averne titolo. Continua a leggere

Torniamo alla lira, lo dice pure S&P

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Torniamo alla lira, lo dice pure S&P

Fonte: Paolo Becchi

Vogliamo dirlo chiaro e tondo: lo Stato italiano è vittima dell’usura. Gli interessi si cumulano sugli interessi e fanno crescere il debito anche se non ci si indebita più. Da 25 anni lo Stato non ha o meglio non avrebbe bisogno di indebitarsi perché incassa più tasse di quello che spende: nell’ultimo anno circa 30 miliardi di tasse in più delle spese, ma risulta in deficit di circa 40 mld l’anno perché paga circa 70 mld l’anno di interessi. Questo succede dall’inizio degli anni ‘90: da allora lo Stato ha pagato 2.500 miliardi di interessi, più del debito. Lo Stato ha un debito di circa 2.360 miliardi anche se da 25 anni non si indebita perché ha pagato ben 2.500 miliardi di interessi dai primi anni ‘90. Questo è un caso classico di usura, l’incremento del debito dovuto solo all’accumulo nel tempo degli interessi e che diventa impossibile da ripagare perché gli interessi sono troppo alti.

L’aumento dello spread è un fenomeno di usura ai danni dello Stato. Ecco perché. Continua a leggere

Vi spiego la vera carneficina per il sistema bancario italiano

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Risultati immagini per carneficina sistema bancario italianoLa guerra dei 7 anni ai nostri risparmi.

di Albero Bagnai

Nel mio ultimo intervento a Radio Anch’io mi avrete sentito rivendicare di essermi accorto dei problemi delle banche un po’ prima di quelli che ora si stracciano le vesti (le “prefiche dello spread”, come le chiama @lemasabachtani su Twitter).

Vale per il bail-in (che denunciavo ai miei lettori poco prima della sua approvazione) e vale per un problema preesistente, le sofferenze bancarie (che vedete anche chiamare NPL: non-performing loans), la cui crescita a causa dell’austerità, oggi riconosciuta dall’Abi e dagli altri sacerdoti postumi del mainstream, veniva da me prevista nel primo dei tanti QED del blog.

Apprezzate l’onestà del web, che consente a chi ha visto prima (previsto) di dimostrarlo, mettendo chi aveva l’obbligo di essere previdente e vigilante di fronte alla vergogna della propria inadempienza: se ci arrivava un “professorino di provincia” come me, perché non ci arrivavano istituzioni con centri studi e analisti prestigiosi? Continua a leggere

Governi e alta finanza: l’Italia non è sull’orlo del baratro

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“Christus Rex” sostiene quanto trovate in questo articolo da diverso tempo. Su questo tema, le teorie del complotto, i catastrofismi apocalittici ed altro sono frutto di ignoranza, follia o mala fede. Anche nel nostro piccolo e variegato ambiente, ove spesso pare aver ragione chi la spara più grossa, anche se non è ragionevole né documentata. (n.d.r.)

Segnalazione del Centro Studi Federici

L’attuale situazione dello stato italiano commentata dall’economista elvetico Alfonso Tuor. 
 
L’Italia non è sull’orlo del baratro
 
Non è ancora l’inizio di un attacco speculativo contro il Governo grigioverde italiano reo di sfidare le regole europee sul deficit e il debito pubblico. Sembra piuttosto la manifestazione di un fiancheggiamento dei mercati finanziari alle minacce di Bruxelles, cui si aggiungono gli attacchi della stampa internazionale e di quella che dovrebbe essere l’opposizione italiana. Il tutto appare volto a far sì che Roma faccia retromarcia sui progetti di spesa per l’anno prossimo che dovrebbero portare ad un deficit pubblico del 2,4% rispetto al PIL, incompatibile con l’obiettivo di ridurre un debito pubblico che supera il 130% del PIL. Se non è l’inizio della guerra dello spread, potrebbe però esserne il preludio, con le agenzie di rating che deprezzano il merito di credito dell’Italia e soprattutto con l’Eurogruppo che avvia una procedura di infrazione delle regole della moneta unica.

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Spread, Monti confessa: “Soros mi chiamò nel 2011 suggerendomi la Troika”

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Risultati immagini per Montidi Adolfo Spezzaferro

La realtà supera sempre la fantasia. Mario Monti, il super tecnico nemico del popolo italiano che ha devastato la nostra economia già provata dalla crisi globale, proprio quando era premier era in contatto con George Soros, lo speculatore internazionale dietro le Ong e il business dell’immigrazione.
Lo spread era alle stelle, i mercati e la finanza internazionale avevano costretto Berlusconi alle dimissioni, Monti era subentrato per tartassare gli italiani e Soros lo chiamò. A confessarlo è lo stesso Monti, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La7. “Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all’Europa – ha rivelato -, ma noi volevamo evitare di far entrare la Troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana”.
Tutti si ricorderanno però che con la continua minaccia della Troika, Monti varò quell’austerity i cui effetti stiamo ancora scontando. Continua a leggere

Già 70 banchieri d’affari sono stati suicidati…

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Risultati immagini per banchieri d'affari suicidatiGià 70 banchieri d’affari sono stati suicidati….

di Alessandro Plateroti

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/finanza-e-mercati/2018-09-27/crisi-finanziaria-70-banchieri-uccisi-scandali—-070731.shtml?uuid=AEitpI9F&refresh_ce=1 Il 13 marzo del 2014, nel pieno della crisi bancaria, i media americani diedero grande risalto al suicidio di Edmund Reilly, 47 anni, banchiere di punta del Vertical Group, super hedge fund speculativo di Wall Street: si era gettato sotto un treno senza spiegazioni. Ma la vera notizia era un’altra: quello di Reilly era l’undicesimo suicidio di un …

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