“Salvare l’euro fino alla morte” dell’ultimo italiano…

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Ormai la notizia l’ha data persino lo Huffington Post, che è “europeista” Grazie alla moneta unica in 20 anni ogni tedesco ha guadagnato 23 mila euro, ogni italiano ne ha persi 75 mila È quanto emerge dal rapporto “20 anni di Euro: vincitori e vinti”, del think tank Cep (Centre for European Policy) di Friburgo. Secondo lo studio, il problema della …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/salvare-leuro-fgino-alla-morte-dellultimo-italiano/

Trump, Putin e Salvini tolgono il sonno a Prodi…

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«Stiamo attenti perché c’è una crisi di democrazia in tutto il mondo». Parla proprio lui. Romano Prodi, da un convegno a Napoli, torna a fare il Professore dimenticando che per anni è stato presidente del Consiglio e presidente della Commissione europea. Se oggi l’Italia è in recessione è  anche per le politiche che il…

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FONTE – http://www.secoloditalia.it/2019/02/prodi-esce-dal-letargo-e-attacca-m5s-e-sovranisti-la-democrazia-e-in-pericolo/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

La grande bugia dell’austerità: la lezione portoghese

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Lisbona, 23 feb – Dopo la grande crisi del 2008 che ha portato le economie del mondo occidentale sull’orlo del collasso, ci è stato detto che l’unica possibile risposta, inevitabile e necessaria, era quella di intraprendere la strada dei tagli alla spesa pubblica e dei sacrifici, in una sola parola austerità.

In ogni nazione si sono visti tagli ai servizi pubblici, riduzioni degli stipendi, congelamento degli aumenti sulle pensioni e privatizzazione selvaggia di aziende o beni di proprietà statale.

I danni dell’austerità

Non si è salvato da questo destino il Portogallo, uno dei paesi più colpiti dalla profondissima crisi economica, che nel 2011 è stato costretto a ricorrere al programma di Bailout del Fondo Monetario Internazionale, ovvero trovandosi impossibilitato a finanziare il proprio debito pubblico il Portogallo ha ottenuto dalla Troika (ovvero la Commissione Europea ed la Banca Centrale Europea oltre al già citato Fmi) un prestito di 78 miliardi di euro, in cambio di una riduzione drastica della spesa pubblica ed un taglio importante su salari e pensioni.

Nel giro di soli due anni, il governo guidato da Pedro Passos Coelho a capo di una coalizione fortemente europeista formata da socialdemocratici e popolari, ha tagliato i fondi per educazione, sanità e servizi sociali di quasi il 20%. Ovviamente la mancanza di investimenti e di fiducia, unita al deterioramento delle condizioni di vita ha ulteriormente peggiorato la situazione. La disoccupazione ha toccato picchi del 17,5%, il tasso di povertà è cresciuto a dismisura e il numero di imprese insolventi e costrette alla chiusura è aumentato al ritmo del 40% all’anno. Continua a leggere

VENT’ANNI DI EURO – in due grafici di Jacques Sapir

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L’Italia ha visto calare  sia IMPoRT che  EXPORT con l’area euro, ed un peggioramento del proprio saldo netto. Quindi l’euro non è servito ad aumentare l’interscambio; ma l’euro non doveva completare il mercato unico? Ciò è avvenuto anche negli altri paesi dell’eurozona.  In tutti i casi i paesi hanno visto un calo del peso dell’import e dell’export verso l’area euro in percentuale al PIL. Insomma in NESSUN CASO la creazione dell’euro ha portato ad un interscambio maggiore e ad una maggiore interdipendenza. Anzi, ha portato all’effetto opposto (Scenari Economici).

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/ventanni-di-euro-in-due-grafici-di-jacques-sapir/

Euro: vent’anni di guai. Ha steso le imprese e fatto la fortuna del mondo dell’alta finanza

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Euro: vent’anni di guai. Ha steso le imprese e fatto la fortuna del mondo dell’alta finanza

L’euro è stato un disastro per i Paesi del Sud Europa e in particolare per l’Italia, ma non tanto – come spesso si sente dire – perché non ha consentito di svalutare come ai tempi della Lira. In realtà l’euro è stato ed è un meccanismo per gonfiare il credito e il debito delle famiglie e delle imprese e poi anche degli Stati e delle banche. La prova è che negli anni della moneta comune l’indebitamento dell’economia nel suo complesso è esploso, al punto che il rimborso del debito e degli interessi (complessivamente, da parte di famiglie, imprese, Stato) è arrivato al 70% del PIL! Questo è il vero motivo per cui il sistema dell’euro ha provocato la stagnazione economica in gran parte d’Europa e la depressione in Italia.

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Che cosa pensa Alberto Bagnai (Lega) di manovra, regole europee e Francia

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Ecco l’intervento a Palazzo Madama di Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, economista e senatore della Lega, sulla manovra

«Un saldo del 2,4% sarebbe andato benissimo in termini di sostenibilità. Ciò che infastidisce l’Europa è che ora abbiamo meno subalternità». Così Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, oltre che mente economica della Lega, è intervenuto nell’Aula di Palazzo Madama sulla manovra del governo.

Dopo una trattativa con Bruxelles, il rapporto deficit/pil, inizialmente fissato dall’esecutivo al 2,4%, è stato livellato al 2,04%. Una mossa che l’opposizione ha bollato come una retromarcia. La maggioranza, per bocca di uno dei suoi più autorevoli esponenti in campo economico, ha contrattaccato.

Due i bersagli scelti dall’economista e senatore leghista: l’Europa stessa e i precedenti governi, giudicati succubi di Bruxelles.

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Il problema dell’Italia non è il debito ma gli interessi

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 27/12/2018


Lo scopo di questo articolo è confrontare il tanto rumore per nulla delle manovre economiche attuali, con quelle del passato, quando il governo italiano consentiva all’economia di funzionare davvero, grazie al fatto che teneva basse le tasse e faceva investimenti pubblici.

La manovra finanziaria attuale lascia perplessi dal punto di vista economico perché alla fine il risultato da quel punto di vista è praticamente irrilevante. Vale a dire non è costruita pensando alla crescita del Paese. L’economia italiana negli ultimi dieci anni ha perso il 9% del Pil, con la recessione del 2008/9 e poi quella del 2012, una perdita che ha recuperato solo in una piccola parte. E la nuova manovra, nella sua ultima formulazione, non indica un concreto cambio di direzione. Insomma, doveva essere una manovra espansiva e invece così non è.

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Per quelli che dicono che la UE ci rende più forti

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PER QUELLI CHE DICONO: “LA UE CI RENDE PIU’ FORTI

Ashoka Mody “Dal  2007  le aziende coreane hanno raggiunto la Germania  per numero di brevetti. Ora registrano quasi il doppio del numero che i loro omologhi tedeschi, grazie agli enormi investimenti nell’istruzione e nella ricerca. @AshokaMody “La realtà è che la UE,   applicando le politiche germaniche  di deflazione e austerità, sta facendo arretrare l’intero continente anche sul piano tecnologico e …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/per-quelli-che-dicono-la-ue-ci-rende-piu-forti/

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