Giovane zittisce i prof. durante la tesi di laurea sul signoraggio – VIDEO

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Segnalazione www.nocensura.com

fabio maggiore

Il silenzio durante una discussione di laurea è assenso. L’approvazione della tesi nel totale silenzio conferma e testimonia quanto Fabiuccio Maggiore insieme a tanti altri economisti, professori, scrittori portano avanti sulla sovranità monetaria.

 

https://www.youtube.com/watch?v=7Vu3cETq0e4

 

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Istat: Pil italiano non aumenterà neanche a fine 2014, consumi fermi

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Segnalazione Quelsi

by Vittorio Argese

spesaL’Istat nella nota mensile sull’economia evidenzia che “l’evoluzione ciclica dell’economia italiana si manterrà debole. L’indicatore composito anticipatore, costruito a partire da un insieme di variabili qualitative e quantitative, continua a delineare un rallentamento dell’attività economica nei mesi finali dell’anno”.

L’Istituto di statistica osserva che l’incertezza che ancora permane sul prossimo futuro porterebbe le famiglie ad aumentare gradualmente i livelli di risparmio, sensibilmente inferiori alla media di lungo periodo. Nella seconda parte del 2014 “i comportamenti di spesa sono attesi mantenersi prudenti e i consumi privati in moderato aumento”.

“Negli ultimi mesi”, rileva l’Istat, “al rallentamento delle economie dei paesi emergenti e dell’area euro si è accompagnato l’incremento della volatilità dei mercati finanziari. In Italia, l’andamento stagnante dell’attività industriale ha risentito della debolezza delle condizioni interne di domanda, depresse dalla intensità della caduta degli investimenti fissi lordi e dal rallentamento dell’export”. Continua a leggere

Molti italiani ancora non lo capiscono: l’euro è il problema, non la soluzione

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 Molti italiani ancora non lo capiscono: l'euro è il problema, non la soluzione. Lo scrive The Spectator

“Il paese è prigioniero dell’unione monetaria ed è privato dei mezzi per risollevarsi”

di Francesca Morandi

Molti italiani ancora non lo capiscono: l’euro è il problema, non la soluzione. Lo afferma un’analisi del settimanale britannico The Spectator che, in un articolo intitolato “Il declino terminale dell’Italia e nessuno ha lo stomaco di fermarlo”, dipinge un quadro desolante sulla decadenza economica e politica dell’Italia, definita prigioniera dell’unione monetaria senza un’unione politica e privata dei mezzi per risollevarsi, come la tradizionale medicina valutaria della svalutazione.
L’economia italiana è in stagnazione dal 2000 – scrive The Spectator. Inoltre, negli ultimi cinque anni ha subito una contrazione del 9.1%. Peggio ancora, il mese scorso è entrata in deflazione – quello che tutti temevano – che in Giappone ha causato una stagnazione dell’economia per 20 anni. L’esperienza dell’Italia all’interno dell’unione monetaria europea è stata particolarmente dolorosa – continua. Gli italiani sono entrati nell’euro seguendo il gregge (europeista, ndr), senza un serio dibattito, ma con una tale euforia di firmare che hanno accettato un tasso di cambio con la lira troppo alto. I prezzi dei beni essenziali, come sigarette, caffè e vino, sono raddoppiati nel giro di una notte, mentre i salari sono rimasti fermi. Continua a leggere

Creazione monetaria funzionale e inflazione

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LEOPOLDA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dell’ Avv. Marco Della Luna

 

 

Sempre più spesso si parla della possibilità od opportunità di una monetazione funzionale, ossia che lo Stato si metta a creare direttamente, o a far creare dalla banca centrale di emissione (assumendone il governo) tutto il denaro necessario a fare gli investimenti pubblici diretti che producano/inducano occupazione, domanda interna, adeguamento infrastrutturale, innovazione scientifico-tecnologica, assicurando al contempo l’impossibilità del default – cioè per fare quelle cose che appaiono indispensabili per uscire dall’attuale recessione-deflazione, dopo il fallimento ormai visibile delle ricette dell’austerità e del quantitative easing, difese oramai soltanto da soggetti in mala fede e per interesse.

Quando si parla di questa possibilità od opportunità di ricorrere all’uso funzionale della creazione monetaria, vengono sollevate obiezioni aventi il seguente concetto-base: “Non si può immettere moneta a piacimento nell’economia, perché ci deve essere un rapporto tra quantità di moneta e quantità di beni, altrimenti la moneta si svaluta e/o si generano bolle speculative mobiliari e/o immobiliari, e si è visto che ciò effettivamente accade.”

Alcune repliche sono ovvie e le ho già più volte formulate: 1)Se la moneta aggiuntiva viene usata per aumentare la produzione, quindi l’offerta, di beni e servizi, allora non vi sarà, di principio, inflazione monetaria, ossia aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi, mentre vi sarà un aumento della ricchezza prodotta e del reddito oltreché dell’occupazione; certo bisogna spenderla bene, e una classe dirigente avida e idiota, come tale selezionata, non lo può fare. 2)Se la moneta aggiuntiva viene usata per comperare titoli finanziari e immobili, allora vi sarà una salita dei valori delle borse e degli immobili, e questo fa piacere a tutti gli investitori mobiliari e immobiliari. 3)Se anche, come conseguenza dell’immissione monetaria, vi fosse, magari solo inizialmente, una certa inflazione, questa aiuterebbe i debitori (cioè gli Stati, molte imprese, molti privati…) e danneggerebbe i creditori non indicizzati all’inflazione, mentre stimolerebbe le spese  che oggi vengono differite perché si prevede un calo o una costanza dei prezzi, il che alimenta la deflazione; quindi complessivamente, dopo la presente deflazione, una certa inflazione o reflazione sarebbe benefica.

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Ipotesi IVA al 25%: sarebbe la FINE del paese!

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Leggi anche: Follia delle follie: vogliono aumentare ancora l’IVA! – di nocensura.com

ESPOSIONE NUCLEARENonostante il precedente aumento abbia fatto contrarre i consumi facendo chiudere le attività che già se la passavano male e riducendo le entrate tributarie, vogliono aumentare ancora l’Iva: al vaglio c’è l’ipotesi di un MAXI AUMENTO che porterebbe l’IVA al 25%! Sarebbe davvero il colpo finale… 

Staff nocensura.com

Stabilità, arriva anche l’aumento dell’IVA al 25%?

Di Giovanni De Mizio – @ToobyTweet 

Il governo Renzi nella legge di stabilità ha reso sempre più forte la sua intenzione di sostenere i consumi (stabilizzando gli 80 euro, che passano da bonus a detrazione strutturale – e in quanto tale rischia di avere qualche problema alla Consulta) e demolire il risparmio (aumentando le imposte alla previdenza complementare e supertassando il TFR in busta paga). Tuttavia questo piano rischia di frantumarsi contro la solita clausola di salvaguardia: l’aumento dell’IVA. Continua a leggere

Renzi trucca le carte, meno rigore solo per Confindustria

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PAGLIACCIRenzi archivia Monti e Letta, proni all’euro-rigore, ma lo fa “da destra”: all’autismo suicida dell’euro oppone l’antica ricetta del neoliberismo, senza il coraggio di rompere con la prigione della moneta unica. E intanto trucca le carte, per tentare di imbrogliare Angela Merkel. «E’ noto come Mussolini usasse spostare di continuo i pochi e inefficienti carri armati di cui disponeva per far credere a tutti, e a Hitler in particolare, di avere un esercito ben più potente della misera realtà che la guerra dimostrerà ben presto». Passano gli anni, ma certi vizi restano: «Al posto dei carri armati ci sono ora i miliardi di una manovra economica che ha la stessa credibilità dell’esercito mussoliniano», sostiene Leonardo Mazzei. «Allora Hitler non si fece certo impressionare dal suo alleato italiano, tanto ambizioso quanto subordinato nei fatti». La Merkel? Vedremo. «Ma il “cambiare verso” all’Europa è ormai soltanto un ricordo a cui nessuno più crede». Il prestigiatore Renzi ha da tempo superato il “maestro” Berlusconi, con una finanziaria che doveva essere di 20 miliardi, poi 30, anzi 36.

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Condannato per bancarotta e assolto in Appello: la storia di Antonio Manno, tra banche e malagiustizia

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Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

Immagine 1Un imprenditore contribuisce a fondare quella che diventerà una delle più importanti internet company d’Italia, poi arriva la prima bolla dell’internet e due banche importanti entrano nel capitale. Le cose peggiorano rapidamente finché nel 2002 la società è costretta a chiedere l’autofallimento.
Cosa è successo in realtà? La sentenza di primo grado del tribunale di Trani dà la colpa ad Antonio Manno, l’imprenditore di cui sopra, condannandolo a 4 anni di reclusione per dissipazione del patrimonio sociale. Era il 2007.
Il 2 Maggio del 2013 il tribunale di appello di Bari invece assolve Manno con sentenza inappellabile.
Una storia di banche, tra cui la “prezzemolina” Mps, e malagiustizia. Una “farsa e tragedia del nostro Paese”, come la definisce lo stesso Manno sul suo blog.
E’ lui a raccontarci la sua storia. Continua a leggere

Consumi in calo? Il tfr in busta paga non è la soluzione

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Segnalazione Quelsi

by Cristina E. Rapisarda

TFRCari lavoratori dipendenti, volete qualche euro al mese in più? Se sommate gli 80 euro a un altro centinaio di euro che ricevereste (in anticipo dai vostri soldi) incassando la metà del vostro tfr, potrete avere ben 180 euro in più! Mica male per chi fatica ad arrivare a fine mese, no?
Sembra una di quelle televendite in stile Vanna Marchi. Renzi, oltre ai magici 80 euro, cerca ora disperatamente altri modi per rimpinguare le tasche dei lavoratori dipendenti (privati), e far così ripartire i consumi, sempre irrimediabilmente in calo: a luglio 2014 l’Istat ha constatato un calo delle vendite alimentari dello 0,5% su giugno. Così il Governo ripesca un’idea già vagliata nel 2011 dall’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il quale però la scartò poiché non realizzabile.

Bisogna ricordare che ad oggi, dopo la riforma del 2006, i lavoratori dipendenti privati possono scegliere se mantenere la propria liquidazione in azienda o destinarla ad un fondo pensione integrativo. Inoltre, dopo otto anni presso uno stesso datore di lavoro è possibile chiedere un anticipo del tfr fino al 70% dell’importo complessivo, tassato con la stessa aliquota fiscale agevolata della liquidazione completa. Se confluissero nella busta paga immediatamente, questi soldi contribuirebbero a far crescere il reddito imponibile irpef e quindi l’aliquota fiscale. In sintesi: i lavoratori si vedrebbero applicare conguagli di fine anno più onerosi e potrebbero addirittura cambiare scaglione reddituale. Dare questi soldi ai lavoratori sarebbe come mettere una pezza su una ferita profonda che andrebbe completamente disinfettata. Avere i soldi oggi per non averli domani. Non averli domani, quando non si è più in grado di lavorare o quando si resta senza lavoro non sembra però una soluzione ragionevole. Nel momento in cui ci si ritrova, per le più svariate ragioni, senza un impiego, poter disporre di quella buonuscita permette spesso anche di “tirare avanti” durante il difficile periodo di transizione da un impiego a un altro, considerato che in Italia non esiste una gestione integrata ed efficiente delle risorse umane. Continua a leggere

+ Turismo = + Lavoro

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Segnalazione di www.veronapulita.it 

 

UOMO CON OCCHIALI+ TURISMO = + LAVORO (del prof. Riccardo Pelizzo)

La macchina Italia potrebbe ripartire grazie al turismo. Verona pure. Una cultura un po’ spocchiosa e una politica spesso miope hanno spesso ignorato, in Italia, l’importanza del settore turistico per la crescita economica e occupazionale. E mentre nel resto del mondo si investiva, ingentemente, per attrarre i turisti, in Italia si e’ fatto poco per sviluppare le destinazioni turistiche, nuove …

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