Confcommercio: nel triennio 2011-2014 tasse sulla casa aumentate del 115%

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Segnalazione Quelsi

CONFCOMMERCIO

by Vittorio Argese

L’ufficio studi di Confcommercio rileva che l’insieme delle tasse sulle case “tra il 2011 e il 2014 è cresciuto del 115%”. Il rapporto evidenzia che solo nel 2014 l’aumento della tassazione ha raggiunto il 14,7% rispetto al 2013, arrivando a 31,88 miliardi di euro. Questa quota, sempre secondo l’ufficio studi, “non dovrebbe scendere nel 2015”. Inoltre, se scattassero le clausole di salvaguardia contenute nella legge di Stabilità 2015, gli italiani dovrebbero pagare più tasse per 72,7 miliardi di euro nel triennio 2015-2018. “Si tratta di un pericolo assolutamente da scongiurare perché i presupposti per la ripresa ci sono, ma va messa mano alla pressione fiscale”, ha affermato Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi di Confcommercio.

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FITCH VS ITALIA: SCACCO AL RE IN DUE MOSSE

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Di Alberto Micalizzi

SCHACCHI

Siamo ad un passo dall’evento del secolo, ma non del XXI secolo…parlo dell’evento degli ultimi 100 anni: l’Italia che diventa ufficialmente “spazzatura”. Ancora un taglio al rating e con un imbarazzante “BB+” saremo al livello dell’Indonesia e della Bulgaria, però “spavaldamente” avanti di un gradino rispetto alla Nigeria e all’Angola! Sembra uno scherzo ma è la realtà.

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Come abbattere il debito pubblico

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Segnalazione Quelsi

DEBITO

by Cristiano Mario Sabbatini

Come si abbatte il debito pubblico che ha trasformato questo paese nell’inferno fiscale che è diventato? Le soluzioni di policies (i provvedimenti atti a farlo) le conosciamo tutti e nei dettagli ce le faremo riepilogare dai professori e dagli esperti di turno, è il loro mestiere. Ma quando abbiamo un problema oltre alle diagnosi e alle soluzioni tecniche occorre, se si è seri, anche, e prima di tutto, dire quali sono gli ostacoli che a tutt’oggi impediscono l’attuazione delle soluzioni che tutti conosciamo (gli esperti nei dettagli). Oltre alla policy c’è un problema, quindi, di politics che va affrontato, senza la risoluzione del quale le ricette economiche sono solo retorica di programma.

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Gabanelli: Tesoro miliardi banche derivati

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Milena_Gabanelli_blu

GABANELLI LANCIA UN ALLARME! NEL 2015 DOVREMO PAGARE MILIARDI DI EURO ALLE BANCHE DEI MASSONI! CON I NOSTRI SOLDI! SAI PERCHE’ LEGGI QUI

GABANELLI: ITALIA ALLA DERIVA-TI – IL TESORO HA IN PANCIA DERIVATI PER 160 MILIARDI E HA GIÀ DOVUTO RIMBORSARE 2 MILIARDI A MORGAN STANLEY – ADESSO VIENE FUORI CHE IL RISCHIO PERDITE NEL 2013 AMMONTA A 34 MILIARDI

Nella legge di Stabilità torna nuovamente una norma, già bocciata in passato, che autorizza lo Stato a fornire alle banche garanzie anche per cassa sui derivati. Milena Gabanelli: serve una commissione d’inchiesta bicamerale…

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Istat: a novembre disoccupazione giovanile al 43,9%, record dal 1977

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Segnalazione  Quelsi

by Vittorio Argese

OBJ LAVOROL’Istat comunica che il tasso di disoccupazione a novembre sale a quota 13,4%, +0,2% rispetto ad ottobre. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a novembre balza invece al 43,9%, +0,6% su ottobre. Anch’esso è il valore più alto registrato dal 1977. Risultano in cerca di un lavoro ben 729 mila under 25, in aumento di 18 mila unità nell’ultimo mese (+2,5%) e di 63 mila rispetto a dodici mesi prima (+9,4%). Gli occupati under25, a quota 934 mila, restano fermi su base mensile, mentre calano di 8 mila nel confronto annuo (-0,9%).

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Bankitalia: nel 2013 pressione fiscale record al 43,3%, quarti in Ue

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Segnalazione Quelsi

 

by Vittorio Argese

 

TAXBankitalia nel suo Bollettino dichiara che la pressione fiscale in Italia è cresciuta anche nel 2013, dal 43,2% al record di 43,3% del Pil. L’Italia è al quarto posto tra i Paesi euro ”tassatori”, +2,1% sulla media Eurozona, +3,3 punti sulla media Ue.

Nella serie storica della pressione fiscale emerge un vero e proprio balzo della pressione fiscale Italia negli ultimi tre anni: si e’ saliti dal 41,6% del 2010-2011 al 43,3% attuale.
Otto anni fa, nel 2005, il ”peso” fiscale era stabile sotto la soglia del 40%, al 29,1% della ricchezza prodotta. Il 2013 rappresenta così un record assoluto e per il secondo anno si oltrepassa anche il livello raggiunto nel 1997, con l’eurotassa per entrare in Europa, quando gli italiani hanno versato nelle casse dell’erario il 42,3% del Pil.

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La “flat tax” al 15% di Salvini? Ingiusta, oltre che irrealizzabile

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A cura di nocensura.com

 

IL BEL SALVINI

 

 

Da diversi mesi il segretario della Lega Nord sta girando l’Italia – e ancor di più i canali televisivi) in lungo e in largo per promettere, tra le tante cose, la cosiddetta “flat tax“, ovvero un’aliquota fiscale unica del 15% per tutti. Inizialmente la proposta prevedeva un’aliquota del 20%, ma dopo qualche settimana è scesa al 15%, e chissà che tra qualche mese non scenda al 10% – visto che il giochino funziona – o magari potremmo diventare un paradiso fiscale o un porto franco… 

Negli ultimi giorni anche Berlusconi si è allineato alla proposta della flat tax; il cavaliere ha visto che funziona, non poteva che accodarsi.

Ovviamente nessun “simpatizzante” ha pensato di chiedere a Salvini come intende finanziare questo consistente abbassamento delle tasse, che sarebbe possibile solo se l’Italia si riappropriasse della propria sovranità monetaria, cosa che – attenzione – non significa “uscire dall’euro“, visto che anche ai tempi della Lira l’emissione monetaria era gestita da banchieri privati,gli stessi banchieri privati che oggi – in quanto soci di Banca d’Italia – possiedono le quote della BCE.

Come possano, così molti italiani, credere a queste promesse è qualcosa che sfugge alla comprensione, al razionale. Non solo perché senza una riforma “auritiana” in ambito economico-monetario abbassare le tasse sarà un utopia, ma anche per il pulpito dalla quale provengono: un partito che ha governato per oltre un decennio e che mentre il paese andava verso la progressiva deriva, si è preoccupato di sistemare il Trota in Consiglio Regionale e soddisfare i vari membri del “cerchio magico” bossiano. La Lega non ha mantenuto praticamente niente del programma che li ha portati più volte al governo, la Bossi-Fini non ha risolto niente, i clandestini sono stati regolarizzati a colpi di sanatorie da 6/700.000 beneficiari alla volta, le forze dell’ordine hanno subito pesanti tagli, e le condanne per i reati di allarme sociale non sono state aumentate. La Lega di governo sarà ricordata per il teatrino dei ministeri al nord e per i diamanti di Belsito.

Ma sono bastati pochi mesi e gli italiani hanno dimenticato tutto. Evidentemente in questo paese conta di più le promesse e gli slogan che pronunci in televisione che quello che hai fatto. Proprio così. Berlusconi su questo ci ha basato le fortune elettorati, e anche Renzi deve la sua popolarità – fortunatamente in calo – ai teatrini televisivi e ai format di Marketing.

A parte questo, la flat tax non sarebbe nemmeno una buona legge. Sarebbe l’ennesima legge che tutela i ricchi, e con “ricchi” non si intende chi guadagna centomila euro all’anno, ma chi porta a casa milioni di euro.

Con la flat tax del 20% chi guadagna 1.000€ paga 200€ e chi guadagna 100 milioni ne paga 20. La differenza sta “solo” nel fatto che il primo con 800€ fatica a vivere, mentre l’altro con 80 milioni di euro si fa i rubinetti d’oro.

Il compito di uno Stato serio e degno di questo nome, A MAGGIOR RAGIONE IN UN SISTEMA CAPITALISTICO, ha il compito, o meglio lo avrebbe, di prelevare i soldi a chi ne ha di più, per ridistribuirli tra chi ne ha bisogno.

Chi ha un reddito basso, e guadagna una cifra al di sotto di una soglia prestabilita, dovrebbe essereesentato dal pagare le imposte sul reddito, anche perché quei pochi soldi che maneggia li reimmette nell’economia – di certo chi guadagna 7/800 ma anche 1.000€ non risparmia ne investe – pertanto paga le tasse sui consumi (l’IVA) e fa girare l’economia. 

Chi ha un reddito elevato invece, può pagare anche il 30%: chi guadagna un milione di euro non può avere problemi a pagarne 300.000 di tasse, sopratutto se sapesse che quei soldi vengono impiegati per manutenere i beni comuni e per aiutare i bisognosi. 

In un contesto come quello di oggi, con uno stato che RAPINA i cittadini del 60/70% dei propri redditi, per pagare interessi miliardari alle banche, finanziare missioni militari, acquistare jet da guerra e altri sprechi, nonché per alimentare il sistema di malaffare e corruzione che appare sempre più generalizzato, ed i privilegi della casta politica e delle altre caste, un cittadino non può che sentirsi vessato, spremuto come un limone, ed è normale che si incazzi, anzi: probabilmente dovrebbe arrabbiarsi di più.

Il centrodestra italiano sta cercando di sdoganare l’idea che sarebbe giusto pagare tutti la stessa percentuale, ma in realtà “fare parti uguali tra diversi” è la vera ingiustizia. I cittadini dovrebbero contribuire in base alle proprie possibilità economiche, ed è giusto che l’imposizione fiscale aumenti sulla base di fasce di reddito. Un calciatore non può pagare quanto un operaio!

Ci vuole equità e non uguaglianza.

Staff nocensura.com

Italia declassata: pressing dell’elite su Renzi per le “riforme” ?

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RAGNO BANCA

  

 

  

A cura di nocensura.com

 

E’ ufficiale: il jobs act non crea occupazioneA dirlo è Standard and Poor, l’agenzia di rating che ci ha declassato, e che certo non è dalla parte dei cittadini e tanto meno dei lavoratori e dei disoccupati interessati alla riforma. Anzi, tutt’altro. Le agenzie di rating sono un tentacolo delle grandi banche, uno strumento degli stessi poteri forti che mediante gruppi come il Bilderberg, la Trilaterale, l’Aspen etc. dirigono/condizionano i governi di tutta Europa, fatta eccezione, almeno parzialmente, per l’Ungheria di Orban, che pur cautamente, senza cercare lo “scontro totale” (sa che ne uscirebbe perdente) cerca di tutelare il proprio paese.

Con la scusa di “creare nuovi posti di lavoro” – CHE NON ARRIVERANNO – hanno demolito l’articolo 18, rendendo precari tutti i lavoratori e togliendo loro ogni potere contrattuale.

Il jobs act non è altro che un regalo alla grande imprenditoria e alle multinazionali, che da anni chiedevano la libertà di licenziare e di “precarizzare” definitivamente il mercato del lavoro. 

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ITALIA SENZA EURO COMPETITIVA DER SPIEGEL

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DER SPIEGELITALIA SENZA EURO? DALLA GERMANIA UNA NUOVA “AMMISSIONE”: IN UN COLPO SOLO TORNEREBBE COMPETITIVA. LEGGI COSA SCRIVE IL PRESTIGIOSO “DER SPIEGEL”

BERLINO – Clamorosa presa di posizione del “Der Spiegel” sull’Italia e sull’euro.

“Uno dei motivi per cui oggi esiste l’euro e’ l’ampio consenso politico – denuncia il settimanale tedesco – in tutti quei Paesi che piu’ tardi l’avrebbero adottato. E anche l’approvazione dei partiti all’opposizione e’ stata importante perche’, nel corso dei 15 anni, quasi tutti sono saliti al governo: l’Spd in Germania, i Socialisti in Francia e in Spagna.

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5 Dicembre: parliamo delle vere cause della crisi!

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A TUTTI COLORO CHE PARTECIPERANNO ALLE MANIFESTAZIONI E PRESIDI DI PROTESTA DAL 5 DICEMBRE:

 

MAGNA MAGNASfruttiamo questa occasione per parlare con i nostri concittadini delle VERE cause della crisi!!! Se ne avete la possibilità, stampate volantini e/o articoli che spiegano il signoraggio bancario, c’è un’ampia letteratura in merito sul web.

Ovviamente in pochi minuti non si può “aprire gli occhi” a chi vive immerso nel mondo patinato dei mass media, a chi crede che la causa del debito pubblico siano gli sprechi e le ruberie dei governi, e non il fatto che il sistema monetario è BASATO sul debito, e tutto l’ammontare circolante costituisce un debito! Solo chi si informa sul web è a conoscenza del fatto che le banche centrali siano PRIVATE, compresa la BCE!

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