Eurostat: con “metodo Esa” deficit italiano pari al 2,8% del Pil

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Segnalazione Quelsi

 

by Vittorio Argese

 

eurostattSecondo i dati presentati da Eurostat, con la revisione dei conti pubblici in base alla nuova metodologia Esa 2010 (spese per la ricerca e sviluppo non siano più registrate come pure uscite ma come investimenti ), lo scorso anno il deficit pubblico in Italia è stato del 2,8% del Pil, calcolato a 1.618,9 miliardi di euro. Il rapporto debito/Pil è cresciuto nel 2013 al 127,9%, +5,7% rispetto al 2012. Il disavanzo pubblico italiano è pari a 45,95 miliardi.

 

 

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La Piramide del Potere del mondo

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Una piramide. Al vertice banche e istituti finanziari presenti nell’azionariato di 43.000 multinazionali, di queste 1.318 aziende hanno più partecipazioni incrociate: l’azienda A può possedere quote dell’azienda B che a sua volta è azionista dell’azienda A, formando una ragnatela inestricabile di interessi.

Questo è il vero potere.
Un potere mondiale che spesso nomina i suoi rappresentanti nei governi, negli organismi di controllo internazionali e nelle banche centrali. Continua a leggere

«La Russia venderà il suo gas alla Cina, ma a un prezzo minore»

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by Eugenio Cipolla

fotoferrua_400x400Intervista ad Anna Zafesova

«Lì si stanno ammazzando per un futuro, che può essere illusorio, lontano, però si sono trovati un obiettivo. In fin dei conti l’Ucraina è riuscita a fare quello che nessun paese post-sovietico è mai stato capace: darsi un’alternanza democratica. Ci sono state transizioni non violente e si è passati a personaggi diversissimi tra loro. Insomma, gli ucraini si sono inventati un futuro. Certo, in Europa non si sta bene così bene, ma francamente c’è un posto dove si sta meglio?». Anna Zafesova, sovietologa de La Stampa, ha le idee chiare su quello che è successo in Ucraina in questi mesi. E’ con lei che Qelsi.it ha voluto approfondire tutto quello ciò che sta accadendo nell’ex paese sovietico. Compresi i retroscena e le possibili mosse di tutti gli attori protagonisti. Continua a leggere

EURO-ANSCHLUSS: IL FANTASMA DI MORGENTHAU

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Di Avv. Marco Della Luna

EURO ANSCHLUSSVerso la fine della II Guerra Mondiale gli USA avevano un piano, il Piano Morgenthau, per eliminare dopo la guerra tutte le industrie tedesche, facendo della Germania un paese puramente agricolo. Il mezzo per ottenere ciò era semplice: imporre alla Germania l’unione monetaria con gli USA, la cui moneta era allora molto forte: il prezzo delle merci tedesche si sarebbe moltiplicato e le aziende avrebbero chiuso, non potendo più esportare, e l’industria yankee avrebbe preso i suoi mercati e i suoi assets migliori gratis o quasi. Gli Stati Uniti non fecero questo alla Germania dopo la sua resa, però la Germania Ovest lo fece poi alla Germania Est negli anni ’90. E ora lo fa all’Italia.

Oramai è stato acquisito: Essendosi inchiodata a un cambio elevato e fisso – elevato sia rispetto agli altri paesi dell’eurozona, che rispetto agli altri – e non potendo più svalutare la moneta per mantenersi competitiva sui mercati internazionali, l’Italia, per restare competitiva e limitare la sua deindustrializzazione, ha dovuto svalutare i lavoratori, riducendo i salari/redditi, tassandoli di più, tagliando e differendo le pensioni. Ma la riduzione dei redditi ha automaticamente causato il crollo della domanda interna e della capacità della gente di pagare i debiti già contratti, quindi un crollo degli incassi di chi produce per il mercato interno e un’impennata delle insolvenze e dei fallimenti. La riduzione dei salari viene in parte compensata con ammortizzatori sociali finanziati con più tasse e contributi, in parte scaricando i disoccupati e i sottoccupati sui risparmi della famiglia e sulle pensioni dei genitori o dei nonni. Continua a leggere

Fondo monetario internazionale: “L’Italia non ha un futuro radioso”

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Segnalazione Quelsi

by Vittorio Argese

fondo monetario internazionaleNuovo “messaggio” al governo, stavolta dal Fondo monetario internazionale. “L’Italia, con le condizioni attuali, non è un Paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno”: lo ha affermato il direttore esecutivo Fmi, Andrea Montanino, presentando il Country report riguardante l’Italia. “La crescita potenziale dell’Italia di fatto – ha osservato – crolla per gli anni futuri, siamo inchiodati allo 0,5%”. Secondo il capo missione Fmi, Kenneth Kang, per avere la crescita “bisogna ridurre le tasse sul lavoro, fare investimenti pubblici e rendere la revisione della spesa parte integrante del budget. La spesa pensionistica è troppo alta e un taglio della spesa pubblica deve passare per un taglio della spesa previdenziale”

Il piano di riforme dell’Italia “è audace e ambizioso, ma bisogna agire in fretta per implementarlo”: così ha proseguito, Kenneth Kang, secondo il quale “il debito pubblico è sostenibile ma il paese resta vulnerabile sui mercati”.

La politica deve perseguire una “vigorosa agenda di riforme strutturali sul mercato dei prodotti e del lavoro per aumentare il ritorno sugli investimenti e rendere la ripresa più sostenibile”, sostiene il Fondo monetario internazionale. Continua a leggere

INCREDIBILE Islanda: società finanziarie costrette dal governo a saldare 100.000 mutui

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Il governo islandese era già intervenuto nell’Aprile 2012 per aiutare i cittadini a pagare i mutui, evitando che migliaia di famiglie perdessero la casa… che differenza rispetto al nostro governo, vero? Come avevamo scritto pochi giorni fa, perché invece di parlare di “Modello spagnolo” il nostro governo non parla del “Modello islandese” ?!?

Staff nocensura.com

ISLANDA

Il premier Gunnlaugsson: «La finanza ha provocato la crisi e inguaiato le famiglie, la finanza le tirerà fuori dai guai». L’Islanda era stato anche l’unico Paese ad andare in fallimento, su decisione di un referendum popolare. Inutili le minacce di Fmi e Standard & Poor’s.

di Franco Fracassi – popoffquotidiano.it

«È stata la finanza a provocare la crisi economica e il tracollo della nostra economia. È stata la finanza a mettere nei guai i nostri cittadini. E adesso dovrà essere la finanza a tirare fuori dai guai gli islandesi». Il primo ministro Sigmind Gunnlaugsson ha mantenuto la sua promessa elettorale. I mutui di centomila islandesi (un terzo della popolazione) sono stati ridotti di ventiquattromila euro (novecento miliardi di euro in totale). A pagare sono state le società finanziarie e gli hedge fund.

L’economia dell’Islanda era stata la prima a collassare sotto il peso dei derivati, nel 2008. Le due principali banche islandesi erano fallite, il numero dei disoccupati era quintuplicato. La società era a pezzi. Il governo un referendum popolare aveva spinto il governo a dichiarare fallimento.

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“€uroschiavi – dalla TRUFFA alla TRAGEDIA” – Recensione libro

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Euroschiavi – Dalla Truffa alla Tragedia LIBRO di Marco Della Luna e Antonio Miclavez

 

EUROSCHIAVIL’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale.
Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.

In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.

 

 

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Governatore irlandese: “La Troika ha Minacciato di Mandarci in Bancarotta”

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Il Governatore della BC Irlandese, Rivela: La Troika ha Minacciato di Mandare in Bancarotta l’Irlanda.  

GOVERNATORE IRLANDESEL’Irish Independent riporta le rivelazioni del governatore della Banca Centrale Irlandese sulle pressioni subite dal suo governo da parte della Troika, perché entrasse nel programma di salvataggio. Sebbene il ruolo di Honohan nella vicenda sia molto ambiguo, la sua esternazione rafforza le testimonianze sulla prepotenza della BCE nel difendere gli interessi dei creditori nella crisi del 2011 (ne avevamo parlato qui), e la reticenza e l’opacità da parte dei Commissari e dell’Unione Europea, che, chiamati in causa sulla vicenda, preferiscono tacere.

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LA FAMIGLIA ROCKFELLER CAMBIA INVESTIMENTI

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PERCHE’ LA FAMIGLIA ROCKFELLER STA RITIRANDO I PROPRI INVESTIMENTI DAL SETTORE CHE L’HA RESA RICCA ?

 

FONTE: RT.COM

ROCKFELLER

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come riportato dal The Guardian , la famiglia Rockefeller  ha aderito al movimento di disinvestimento che insiste nella necessità di abbandonare le aziende petrolifere, carbonifere e produttrici di gas. Questo disinvestimento sta coinvolgendo sia le istituzioni che gli investitori.

Il Rockefeller Brothers Fund controlla circa 860 milioni di dollari in assets, il 7% dei quali è investito in combustibili fossili. 
Tuttavia, Stephen Heintz, il presidente del fondo, ritiene che questa decisione sarebbe in linea con i desideri di John D. Rockefeller, che ha accumulato una fortuna di milioni di dollari dopo aver fondato la Standard Oil Company alla fine del XIX secolo.  “Siamo convinti che se J.D. Rockfeller fosse vivo, da astuto e lungimirante uomo d’affari qual’era, avrebbe abbandonato i combustibili fossili per investire in energia pulita e rinnovabile “, ha detto Heitz in un comunicato citato dal The Telegraph

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FMI chiede il taglio delle pensioni: ed è ciò che faranno, vediamo come e perché!

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A cura di Staff nocensura.com

 

la gardeIl Fondo Monetario Internazionale ha ufficialmente invitato il governo italiano a tagliare le pensioni; il ministro dell’economia Padoan (riconducibile ai “poteri forti”, tra cui proprio il FMI ) ha smentito che si tratti di un “diktat“, ora nel mirino del governo c’è la distruzione dell’articolo 18 e la cosiddetta “riforma del mondo del lavoro, leggasi la stangata finale ai diritti dei lavoratori, pertanto il governo vuole evitare accuratamente di estendere il malcontento e le polemiche, come al solito le “bastonate” vengono date con “gradualità” e sopratutto, una categoria alla volta, in modo da limitare il dissenso; gli italiani infatti si muovono – e ben poco – solo quando viene toccato il loro orticello.

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