La Cina, nuovo centro della finanza mondiale

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La risposta cinese ai progetti americani di ridefinizione delle regole del commercio mondiale. Ecco dove si ridisegna il futuro, già ora. [Giulietto Chiesa]

di Giulietto Chiesa.

cina

Fino a ieri pochi, al di fuori dei ristretti circoli dell’alta finanza, sapevano dell’esistenza della Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB).

Nata a Pechino nel 2014, ha fatto subito una serie di mosse ad ampio raggio, concentrandosi in primo luogo su possibili “clienti” europei. Per meglio dire: azionisti europei. In America i cinesi non si sono affacciati anche perché, con ogni evidenza, la AIIB si è subito presentata come un concorrente della Asian Development Bank, che è una distillazione finanziaria anglo-americana, e che, in coppia con la Banca Mondiale, ha fatto in questi ultimi decenni il bello e il cattivo tempo in Asia.

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Grecia: il “sogno” Tsipras è già finito

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TSIPRAS

Chi si aspettava grandi cambiamenti e la fine della crisi in Grecia è rimasto deluso. Il sogno #Tsipras è durato poco. Ha confermato di essere ciò che noi “soliti complottisti” avevamo previsto: DISSENSO CONTROLLATO, per catalizzare il malcontento in un binario morto… Alla Grecia hanno tolto molto, moltissimo, quasi tutto. Ora gli restituiranno qualche nocciolina, un contentino, per esempio Tsipras probabilmente garantirà un piatto di minestra ai tanti disperati che si sono ritrovati senzatetto.

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FITCH VS ITALIA: SCACCO AL RE IN DUE MOSSE

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Di Alberto Micalizzi

SCHACCHI

Siamo ad un passo dall’evento del secolo, ma non del XXI secolo…parlo dell’evento degli ultimi 100 anni: l’Italia che diventa ufficialmente “spazzatura”. Ancora un taglio al rating e con un imbarazzante “BB+” saremo al livello dell’Indonesia e della Bulgaria, però “spavaldamente” avanti di un gradino rispetto alla Nigeria e all’Angola! Sembra uno scherzo ma è la realtà.

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Come abbattere il debito pubblico

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Segnalazione Quelsi

DEBITO

by Cristiano Mario Sabbatini

Come si abbatte il debito pubblico che ha trasformato questo paese nell’inferno fiscale che è diventato? Le soluzioni di policies (i provvedimenti atti a farlo) le conosciamo tutti e nei dettagli ce le faremo riepilogare dai professori e dagli esperti di turno, è il loro mestiere. Ma quando abbiamo un problema oltre alle diagnosi e alle soluzioni tecniche occorre, se si è seri, anche, e prima di tutto, dire quali sono gli ostacoli che a tutt’oggi impediscono l’attuazione delle soluzioni che tutti conosciamo (gli esperti nei dettagli). Oltre alla policy c’è un problema, quindi, di politics che va affrontato, senza la risoluzione del quale le ricette economiche sono solo retorica di programma.

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Il prof. Giacinto Auriti spiega in modo facile il “valore indotto della moneta”

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Pubblicazione di Informati.

AuritiGUARDATE IL VIDEO E FATELO GIRARE!!! Il professor Giacinto Auriti spiega il “valore indotto della moneta”, ovvero il fatto che le banconote sono a tutti gli effetti “carta priva di valore”, non convertibile in oro come in passato, e hanno valore solo perché i cittadini gliene riconoscono: tizio accetta la banconota da caio in cambio di beni o servizi perché sa che potrà scambiarla a sua volta con beni o servizi: il valore della banconota è INDOTTO dalla accettazione della stessa. Non si tratta di un valore reale e oggettivo. Le banche creano denaro dal NULLA e lo PRESTANO alle nazioni, indebitandole. Il debito pubblico è una vera e propria TRUFFA perpetrata dai banchieri privati che gestiscono l’emissione monetaria a danno dell’umanità. E’ SCONCERTANTE e SCANDALOSO che l’emissione della moneta sia delegata a BANCHIERI PRIVATI; lo è altrettanto il fatto che le nazioni anziché stampare moneta se la facciano prestare dai banchieri in cambio di titoli di stato, e corrispondendo MILIARDI E MILIARDI di interessi. Negli ultimi 30 anni, CONTI ALLA MANO abbiamo pagato 3.100 miliardi di euro SOLO A TITOLO DI INTERESSI (vedi: http://www.nocensura.com/2013/07/litalia-in-20-anni-ha-pagato-3100.html) la cifra è aggiornata al 2012, se consideriamo anche il 2013 ed il 2014 il conto sale a 3300 miliardi in 32 anni!!! E abbiamo ancora un debito di 2.150 miliardi per il quale paghiamo 100 miliardi all’anno di interessi! Un debito INESTINGUIBILE che ci costringerà a ripagarlo cedendo ai creditori (banche) i nostri BENI REALI: case, aziende, automobili etc. Edison e Ford lo dicevano già nel 2012: “assurdo che lo stato emetta titoli (indebitandosi) anziché moneta” http://www.nocensura.com/2012/06/edison-e-ford-assurdo-che-lo-stato.html Staff nocensura.com – Video di Informati

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La Svizzera sgancia il Franco dall’Euro. Zurigo sprofonda

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

svizzeraLa Banca centrale Svizzera: “Era ormai inutile mantenere il tetto” fissato al cambio del franco contro l’euro a 1,2 e “abbiamo concluso che è meglio uscire ora che tra 6 o 12 mesi quando il quadro potrebbe essere più difficile ovunque”

La Banca centrale svizzera ha deciso di cancellare il tetto fissato al cambio del franco contro l’euro a 1,2. Immediate le reazioni sui mercati internazionali. Con la caduta della Borsa di Zurigo, euro ai minimi e il rally del franco. Crollano i grandi esportatori. Per frenare un’eccessivo rialzo del franco, la banca centrale svizzera, insieme all’eliminazione del tetto, ha deciso di tagliare i tassi, riducendo di mezzo punto percentuale il tasso di sconto a -0,75% e abbassando allo stesso modo la forchetta del tasso Libor che adesso oscilla tra -1,25% e -0,25%. Continua a leggere

Vinca chi vinca, in Grecia a vincere sarà ancora l’euro

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EURO VS GRECIA

Nei giorni scorsi alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che la Germania non esclude l’uscita della Grecia dall’euro, sostenendo “che è una possibilità”.

In Grecia il malcontento è alle stelle, e alle imminenti elezioni potrebbe vincere Tsipras, che promette aumenti di stipendio, di rinegoziare il debito, ma ha chiarito che NON INTENDE LASCIARE L’EURO.

(E pertanto potrà fare ben poco per l’economia greca…)

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Boicottare Wall Street, il piano di Putin per un mondo libero

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da libreidee.org

 

PUTINNessuna delle tribù barbare alle frontiere dell’Impero Romano avrebbe potuto, individualmente, annientare la macchina da guerra rappresentata da quest’impero ed entrare vittoriosa a Roma. L’impero s’era fornito  di più risorse e più cavalieri in vista della distruzione del suo nemico. I barbari erano divisi e si muovevano in modo scoordinato. Roma, infatti, cadde solamente quando le sue strutture di governo si decomposero e l’esercito cessò di esistere. L’impero, poco a poco, perse le sue province; privato delle sue risorse, si indebolì e perse i mezzi con cui opporsi agli invasori. Ciò significa che per vincere gli Usa, che si considerano come gli eredi dell’impero romano, bisogna: 1. unirsi a coloro che si vogliono liberare del potere di Washington; 2. indebolire dall’interno la “nuova Roma”;  3. privarla di quante più risorse possibili. I paesi stanchi dell’egemonia degli Usa si sono uniti nel quadro dei Brics, dello Sco e dell’Unione Doganale Eurasiatica. Indebolire gli Usa dall’interno è molto complicato, perché ciò richiede delle azioni specifiche: una preparazione di alto livello delle Ong e di specialisti delle “rivoluzioni colorate”, le quali non sono possedute né dalla Russia né dalla Cina.

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Un’Europa fragile e impaurita, si divide sulle sanzioni alla Russia

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di Salvo Ardizzone

 

putin oba oba obamaAl G20 di Brisbane, il tema al centro degli incontri è finito per essere la crisi in Ucraina più che gli argomenti economici in agenda. I leader più vicini a Washington (l’australiano Abbot, il canadese Harper e naturalmente David Cameron) sono stati volutamente ruvidi con Putin, nel tentativo di metterlo nell’angolo; da ultima, sabato sera, la Merkel s’è presentata all’improvviso nell’albergo del presidente russo per un incontro fiume: due ore faccia a faccia, continuato per altre quattro anche con Juncker (docile strumento della Cancelliera) chiamato nel cuore della notte.

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CIA, BILDERBERG, BR, BRITANNIA: ECCO A VOI LA VERA STORIA ITALIANA

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di Nino Galloni

Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi, l’Italia.

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