Miti laicisti: Ipazia
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione del Centro Studi Federici
di Redazione
Chi avesse perso la diretta del 19 Maggio 2015, ha la possibilità di ascoltare qui la registrazione dell’intervento del giornalista e scrittore Carlo Maria Di Pietro, collaboratore di Radio Spada e di Agere Contra, che è stato invitato su RETE 4 a parlare di Fatima, del Terzo Segreto, della teoria della sostituzione di suor Lucia e che con un Rosario in mano, alla fine conclude lasciando a bocca chiusa un Alessandro Cecchi Paone già pronto al consueto show anticattolico.
Clicca qui per il Video: http://www.dailymotion.com/video/x2qs3zz
di Redazione
Oggi la città di Verona festeggia il suo Santo Patrono e il quartiere di San Zeno fa festa. Iniziano, all’ombra della Basilica, le cinque giornate di musica e sapori organizzate per la ricorrenza che, oggi, vedrà chiusi scuole e uffici pubblici.
Fino a domenica, il centro del quartiere da piazza San Zeno a Piazza Pozza e Piazza Corrubio, si animerà con stand, giochi e dimostrazioni sportive per i più piccoli.
La Basilica è aperta alla venerazione del corpo del Santo in cripta. Noi Cattolici tradizionalisti ricordiamo San Zeno con un Santo Rosario e con le preghiere a Lui dedicate, affinché interceda in nostro aiuto.
di Antonio Borrelli
La festa liturgica di San Zeno è il 12 aprile; nella diocesi di Verona, però, la ricorrenza è stata spostata al 21 maggio, a ricordo del giorno della traslazione delle reliquie nella basilica, avvenuta il 21 maggio 807. Continua a leggere
A cura di Carlo Di Pietro
Introduzione.
Questo breve estrapolato dal «Dizionario di Teologia Dommatica» (1952, Piolanti, Parente, Garofalo, Editrice Studium Roma) spiega con relativa semplicità come si può arrivare all’eresia (materiale o formale) ed allo scisma (o atteggiamento scismatico) attraverso il sentimento.
Alla luce dei fatti, si può sostenere che oggigiorno il «sentimentalismo» sembra aver causato numerosi “piccoli” scismi all’interno della Chiesa, tante eresie, di fatto provando a minare l’Unità e la Santità della Chiesa stessa, in contesti più o meno vasti.
Tuttavia, laddove non ricorrono le note distintive (una o più di una) che caratterizzano la Chiesa, ovvero Unità, Santità, Cattolicità, Apostolicità, lì c’è un problema che, nella storia, all’occorrenza, abitualmente i Pontefici (e/o i Vescovi – Chiesa docente) hanno sanato, talvolta tempestivamente, altre volte nei tempi comunque necessari ed opportuni ad evitare il divampare di eresie e scismi. Continua a leggere
Segnalazione del Centro Studi Federici
di Fra’ Leone da Bagnoregio
Vogliamo premettere che non si vuol insegnare ad un vescovo la sua funzione, in quanto come vescovo è parte integrante della “chiesa docente”, ma quando si constatano certe incongruenze e certe palesi omissioni è dovere anche dell’inferiore precisare e riprendere anche un superiore per il bene delle anime e per amore della verità ed è ciò che ci accingiamo a fare.
Sono apparsi recentemente due “commenti” (n. 405 e 407) di Mons. Richard Williamson, intitolati “Buon senso sulla sede vacante” nei quali il vescovo espone le argomentazioni formulate da Giovanni di San Tommaso relativamente all’eresia del papa, questa teoria è stata seguita principalmente dai domenicani, ma anche da altri teologi, ma le opinioni sul papa eretico si possono ridurre a cinque e non solo a quella riportata da Mons. Richard Williamson e sono le seguenti:
1°) Il Papa non può cadere nell’eresia. Difesa da molti teologi, che però quasi tutti precisano, con S. Roberto Bellarmino, che nel caso dovesse cadere in eresia cesserebbe d’essere papa “ipso facto” poiché “chi è fuori della Chiesa non può esserne il Capo”.
2°) Per la sua eresia, il Papa non perde mai il pontificato. Difesa da un solo Teologo (Bouix) e confutata da molti teologi. Continua a leggere
Segnalazione del Centro Studi Federici
Auguri per la festa dell’Ascensione di Gesù Cristo in Cielo, quaranta giorni dopo la sua resurrezione.
Atti degli Apostoli, 1,1-11 – Nel primo libro parlai, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece ed insegnò dal principio fino al giorno in cui, dati, per mezzo dello Spirito Santo, i suoi ordini agli Apostoli, che aveva eletti, ascese al cielo; ai quali si fece anche vedere vivo, dopo la sua passione, con molte riprove, apparendo ad essi per quaranta giorni e ragionando del regno di Dio. Ed essendo insieme a mensa, comandò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la promessa del Padre, la quale avete udita (disse) dalla mia bocca, perché Giovanni battezzò con l’acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, di qui a non molti giorni. Ma i convenuti gli domandavano: Signore, lo ricostituirai ora il regno d’Israele? Rispose loro : non sta a voi di sapere i tempi e i momenti che il Padre si è riservato in suo potere; ma voi riceverete la virtù dello Spirito Santo che verrà sopra di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, e nella Samaria e fino all’estremità della terra. E detto questo, mentre essi lo guardavano, si levò in alto; ed una nuvola lo tolse agli occhi loro. E mentre stavano a mirarlo ascendere al cielo, ecco due personaggi in bianche vesti presentarsi loro e dire: uomini di Galilea, perché guardate il cielo? Questo Gesù, che, tolto a voi, è asceso al cielo, verrà come l’avete visto andare in cielo.
Arai Daniele non è uno scrittore di mestiere, ma un comandante d’aviazione civile. Nato a San Paolo il 13 maggio 1934, al sole di mezzogiorno di una Domenica, come la prima apparizione di Fatima, ha studiato nel Collegio San Luigi dei Gesuiti. Tra gli studi all’Università di Fisica e l’aviazione ha seguito questa carriera per ragioni contingenti, che lo ha condotto da giovane dal Brasile ai cieli di tutto il mondo.
Ma il pilota, assorbito dal veloce progresso tecnologico che la professione richiedeva e i contatti mondani che il mondo offriva, si allontanava dalle questioni spirituali di sempre finché, nello scontro con la dura realtà della vita e della morte, come padre di famiglia, si sentì richiamato alla Chiesa della sua giovinezza. Lì, tuttavia, ha trovato un porto desolato da devastazioni descritte dai profeti.

Era il 13 maggio 1917 quando Lucia, Francesco e Giacinta, tre ragazzi di 10, 9 e 7 anni di un paesino di nome Fatima in Portogallo, videro su un leccio «una signora tutta vestita di bianco, più splendente del sole».
Il suo volto era molto bello, dalle mani giunte in atto di preghiera pendeva il rosario. La bianca Signora chiese ai ragazzi di tornare in quel luogo ogni tredici del mese da maggio a ottobre. Nel corso delle apparizioni la Vergine, tramite i ragazzi, invitò pressantemente gli uomini alla preghiera, alla conversione e alla penitenza.
La Madonna rivelò inoltre tre segreti da far conoscere a tempo opportuno. I primi due riguardavano i ragazzi stessi, due dei quali, Francesco e Giacinta, furono presto chiamati alla casa del Padre. Il terzo segreto, invece, venne messo per iscritto da suor Lucia nel 1944 ed è oggetto di studi ed approfondimenti che danno esiti apocalittici nel contesto del mistero d’iniquità.
Secondo quanto scriveva suor Lucia, la Madonna fece vedere ai ragazzi l’orrore dell’inferno per mostrare il pericolo che incombeva sugli uomini. Vi si poteva sfuggire diffondendo nel mondo la devozione al cuore immacolato di Maria, che sconfiggerà i persecutori della Chiesa che uccidono il Papa, i vescovi, i fedeli.
Il cuore immacolato di Maria è totalmente impregnato del Fiat, dell’atteggiamento di accettazione del piano di Dio. La devozione al cuore immacolato significa accogliere e far proprio il piano di salvezza di Dio. È questo, secondo quanto scrisse l’allora cardinal Ratzinger, il senso vero del segreto e delle apparizioni di Fatima.
Comparazione critica tra il magistero perenne della Chiesa Cattolica e le nuove teorie promulgate dal Concilio Vaticano II
A cura di Mons. Donald J. Sanborn[i]
Prefazione e traduzione di Federico Colombera
VIII E ULTIMA PARTE
(Link parte VII: http://www.agerecontra.it/?p=14672)
QUESITO I. Le chiese scismatiche e/o eretiche fanno parte della Chiesa di Cristo?
| GLI INSEGNAMENTI DEL VATICANO II E I DOCUMENTI/SENTENZE SUCCESSIVE
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LE DOTTRINE DELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA
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COMMENTO |
| [Una certa] comunione esiste specialmente con le Chiese orientali ortodosse: per quanto separate dalla Sede di Pietro, esse restano unite alla Chiesa Cattolica per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e l’Eucaristia valida, e meritano perciò il titolo di Chiese particolari (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, 1992, 17).
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PIO XII
[Allocuzione agli studenti romani, 30 gennaio 1949]
La Chiesa di Cristo è solamente quella che si regge su Pietro e i suoi successori, attraverso i vincoli di una solida integrità e destinata a perdurare fino alla fine dei tempi nella sottomissione al proprio Capo visibile. |
Tutti coloro che respingono la sottomissione al Romano Pontefice non appartengono alla Chiesa di Cristo. I gruppo scismatici ed eretici non sono “chiese particolari” unite alla Chiesa di Cristo, non potendo nemmeno vantare un’effettiva comunione con Essa. |
| Perciò anche in queste Chiese [particolari] è presente e operante la Chiesa di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa
(Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Dominus Iesus, 2000, 17). |
PIO XII
[Enciclica Humani Generis, 22 agosto 1950]
Certuni non si ritengono legati alla dottrina che Noi abbiamo esposta in una Nostra Enciclica e che è fondata sulle fonti della Rivelazione, secondo cui il Corpo mistico di Cristo e la Chiesa Cattolica romana sono una sola identica cosa. Alcuni riducono a una vana formula la necessità di appartenere alla vera Chiesa per ottenere l’eterna salute. |
Se il Corpo Mistico di Cristo e la Chiesa Cattolica Romana sono in realtà una sola cosa, le sette scismatiche ed eretiche sono separate dal Corpo Mistico, perché lontane e divise dalla Chiesa stessa. |
| La Chiesa universale è perciò il corpo delle Chiese [particolari] (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, 1992, 8).
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PIO XII
[Lettera Apostolica ai fedeli della Chiesa Cattolica in Cina, Cupimus imprimis, 18 gennaio 1952]
Qualsiasi comunità cristiana che permane in uno stato di separazione dalla Sede Apostolica, si trova in verità come un tralcio rinsecchito reciso dalla vite, impossibilitato a produrre frutti di salvezza.
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Scismatici ed eretici sono da paragonarsi a dei rami secchi recisi, incapaci di condurre le anime alla salvezza. Non rappresentano dunque delle “chiese particolari”. |
| In quelle assemblee veramente plenarie delle comunità ecclesiali nei vari paesi, si attua il fondamentale capitolo II della “Lumen Gentium”, che tratta di molte “sfere” di appartenenza alla Chiesa quale Popolo di Dio, e del legame che esiste con essa, anche da parte di coloro che non vi appartengono ancora (Giovanni Paolo II, Discorso ai membri del Sacro Collegio e a tutti i collaboratori della Curia Romana, 28 giugno 1980).
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PIO XII
[Allocuzione ai parroci e ai predicatori quaresimalisti di Roma, 27 marzo 1953]
La Chiesa è un ovile, che ha un Pastore supremo invisibile, Cristo stesso, il quale però volle che facesse le sue veci sulla terra un Pastore visibile, il Papa. |
Dunque le sette scismatiche ed eretiche non fanno parte del gregge di Cristo, perché rifiutano di sottomettersi al Papa. |
| PIO XII
[Allocuzione ai pellegrini irlandesi, 8 ottobre 1957]
Per essere Cristiani dobbiamo pure essere ‘Romani’ – è necessario riconoscere l’unità e l’integrità della Chiesa di Cristo, che è governata da uno dei tanti successori del Principe degli Apostoli, che è allo stesso tempo Vescovo di Roma, il Vicario di Cristo in terra. |
Chi non è ‘Romano,’ nel senso inteso dal Papa, non è nemmeno cristiano! Non si possono nemmeno definire ‘cristiani’ coloro che si rifiutano di riconoscere e conformarsi all’unità e integrità della Chiesa di Cristo governata dal Romano Pontefice. |
[i] Titolo originale dell’opera: “The New Ecclesiolgy. A Double-Column Comparison of the Vatican II Ecclesiology with the Teachings of the Catholic Church, Plus a Commentary.” Novus Ordo Watch, 2013, <http://www.traditionalmass.org/images/articles/ecclesiology.pdf>. Continua a leggere
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