Il settimanale “Oggi” pubblica la lettera di richiesta scomunica di Bergoglio

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Papa Francesco è scomunicato in quanto simpatizza per il comunismo. Ora aspettiamo un nuovo Conclave e un nuovo Papa

di Luciano Gallina

IL 18 LUGLIO 2015, è stata inviata questa lettera al Card. Gerhard Ludwig Müller presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede, chiedendo che venga dichiarata pubblica la SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE di Jorge Mario Bergoglio, in considerazione del  decreto dal Santo Uffizio (scomunica comunisti e catto-comunisti.) del 1º luglio 1949, quindi “rinforzata” il 4 aprile 1959, con il decreto confermato da Giovanni XXIII DUBIUM.
Quindi la dichiarazione di SEDE VACANTE e la conseguente convocazione del Conclave.
Detta lettera è stata inviata per conoscenza anche a tutti i vescovi delle Diocesi d’ItaliaEminenza Reverendissima,
Nel Sito del Vaticano, alla pagina che riguarda la CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, trovo scritto l’origine e i compiti dell’Istituto.
Per il caso in oggetto trovo riportato quanto segue:
L’Ufficio Dottrinale si occupa delle materie che hanno attinenza con la promozione della dottrina della fede e della morale. A tale scopo:
– cura la preparazione di documenti dottrinali;
– interviene nei confronti delle posizioni difformi dall’insegnamento del Magistero;
– esamina gli scritti e le opinioni che appaiono contrarie alla retta fede;
– esamina sotto l’aspetto dottrinale i documenti degli altri Dicasteri;
– valuta le richieste di “nihil obstat” per le varie nomine ed onorificenze.
È ben nota la recente visita in America Latina di Jorge Mario Bergoglio, così come il regalo che il Presidente Boliviano gli fece: un oggetto rappresentante il simbolo comunista ossia, falce e martello, con il Cristo adagiato sul martello e come Calvario la falce.
I Cattolici Apostolici Romani sono edotti che chiunque, e in qualsiasi modo voti, collabori, simpatizzi, promuova, propaghi ecc. l’ideologia comunista, è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.
Tale Scomunica è stata decretata dal Santo Uffizio il 1º luglio 1949, quindi “rinforzata” il 4 aprile 1959, con il decreto confermato da Giovanni XXIII DUBIUM.
Inoltre, è scomunicato automaticamente con scomunica “latae sententiae”: chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1).
Considerato l’atteggiamento e le esternazioni espresse da Jorge Mario Bergoglio durante il ricevimento del crocifisso blasfemo, nonché le risposte alle domande poste dai giornalisti sull’aereo di ritorno a Roma, si può affermare che egli è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.
In tale situazione, ove Jorge Mario Bergoglio è scomunicato, decade ipso facto non solo come PAPA ma anche come membro del Corpo Mistico della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Da parte del Collegio Cardinalizio manca solamente la dichiarazione di SEDE VACANTE e la conseguente convocazione del Conclave.
In attesa della dichiarazione e convocazione di cui sopra.
Sia Lodato Gesù Cristo

Cordialmente Luciano Gallina
Treviso

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“Essi furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi”

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INFERNO

Segnalazione di Federico Prati

L’INFERNO VISTO DA SANTA VERONICA GIULIANI: “SARÀ SEMPRE COSÌ. SEMPRE, SEMPRE,
SEMPRE”

Santa Veronica Giuliani (Orsola) nacque il 27 dicembre 1660. Entrò nel  monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Morì il 9 luglio  1727. Una visione dell’inferno, avuta nel 1696, è così raccontata da Santa  Veronica: «Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma  dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non  si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un  fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare.  In questo punto, Iddio mi dà una comunicazione sopra l’ingratitudine delle  creature, e quanto gli dispiaccia questo peccato. E qui mi si  imostrò tutto  appassionato, flagellato, coronato di spine, con viva, pesante croce in spalla.  Così mi disse: “Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine. Vi sta,  per tormento, la mia giustizia ed il rigoroso mio sdegno”.
In questo mentre, mi parve di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni:  tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie,  in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che  mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante,  e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, con tutto che vi fosse poco  spazio, non potei mai avvicinarmi più. Il Signore grondava sangue, e sotto quel  grave peso stava. O Dio! Io avrei voluto raccogliere il Sangue, e pigliare  quella Croce, e con grand’ansia desideravo il significato di tutto. In un  istante, quelle creature divennero, di nuovo, in figura di bestie, e poi, tutte  furono precipitate in quel luogo oscurissimo, e maledicevano Iddio e i Santi.  Qui mi si aggiunge un rapimento, e mi parve che il Signore mi facesse capire,  che quel luogo era l’inferno, e quelle anime erano morte, e, per il peccato,  erano divenute come bestie,  e che, fra esse, vi erano anche dei religiosi […]. Mi pareva di essere  trasportata in un luogo deserto, oscuro e solitario, ove non sentivo altro che  urli, stridi, fischi di serpenti, rumori di catene, di ruote, di ferri, botti  così grandi, che, ad ogni colpo, pensavo sprofondasse tutto il mondo. E io non  aveva sussidi ove rivolgermi; non potevo parlare; non potevo invitare il  Signore. Mi pareva che fosse luogo di castigo e di sdegno di Dio verso di me,  per le tante offese fatte a Sua Divina Maestà. E avevo davanti di me tutti i  miei peccati […]. Sentivo un incendio di fuoco, ma non vedevo fiamme; altro  che colpi sopra di me; ma non vedevo nessuno. In un subito, sentivo come una  fiamma di fuoco che si avvicinava a me, e sentivo percuotermi; ma niente  vedevo. Oh! Che pena! Che tormento! Descriverlo non posso; e anche il sol  ricordarmi di ciò, mi fa tremare. Alla fine, fra tante tenebre, mi parve di  vedere un piccolo lume come per aria. A poco a  poco, si dilatò tanto. Mi sembrava che mi sollevasse da tali pene; ma non  vedevo altro».

Un’altra visione dell’inferno è del 17 gennaio 1716. La Santa racconta che in  detto giorno fu trasportata da alcuni angeli nell’inferno: «In un batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di  tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti […]. Una grande montagna si  alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati  assieme […]. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa  era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si  spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni  intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le  anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne  più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi.  Nel fondo dell’abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti.  Al centro una sedia formata dai capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel  suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi  spiegarono che la visione di Satana forma il tormento dell’inferno, come la  visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo, notai che il muto  cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli  angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: “Essi  furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi».

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L’Angelo sterminatore: lo cercano? L’avranno!

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Segnalazione di Federico Prati

di Antonio Farina

L’Apocalisse presenta immagini tremende del castigo finale per l’ostinazione  nel peccato. La nostra attenzione si sofferma però sul castigo delle
cavallette, menzionato ancor prima nell’Esodo. Ci sono particolari da notare,  che sembrano simboleggiare un peccato oggi dilagante.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che uno dei peccati più gravi  contro lo Spirito Santo (il quinto per l’esattezza) è l’ostinazione nel  peccato. Nel libro la Teologia della perfezione cristiana l’autore Antonio Royo  Marìn così etichetta coloro che si ostinano nella via del male: «Si danno al  peccato per raffinata malizia e satanica ostinazione… Infrante le ultime  barriere che li trattengono sull’orlo del precipizio, si abbandonano, per una  specie di vendetta contro Dio e contro la propria coscienza, ad ogni sorta di  delitti e di disordini. Attaccano fieramente la religione, combattono la  Chiesa, odiano i buoni, fanno parte delle sette anticattoliche e, perseguitati  dai rimorsi della 10ro coscienza, si immergono sempre più nel male.  È il caso di Giuliano l’Apostata, Lutero, Calvino, Voltaire e di tanti altri  che hanno trascorso la vita rifiutando ostinatamente la luce e odiando Dio e  tutto quanto è santo… Uno di questi disgraziati giunse a dire: “lo non credo  nell’ esistenza dell’Inferno; però, se esiste ed io vi andrò, almeno avrò il  piacere di non curvarmi mai davanti a Dio”» (lib. 1, cap. 1, Lotta contro il  peccato, p. 357).

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IOSTOCONDANILO: I conciliari, “inquisitori” dei cattolici e tolleranti di tutti i nemici della Chiesa

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo scritto, avendo a suo tempo aderito alla campagna “Iostocondanilo” e rilanciamo l’invito all’acquisto del libro “Ancilla Hominis”, oppure ad altri aiuti concreti e preghiere per Danilo Quinto e la sua famiglia. 

ANCILLA HOMINIS


di Danilo Quinto

Con l’articolo che riporto qui sotto – intitolato “Nel rispetto assoluto della tua libertà…” – davo notizia, lo scorso 7 giugno, su www.radiospada.org, del licenziamento ricevuto dall’Agenzia Sir:

“Nel rispetto assoluto della tua libertà, prendo atto della tua posizione sul Papa che è in netta opposizione a quella del SIR. Ti comunico che, essendo venuto meno il rapporto fiduciario con il direttore, e d’intesa con l’amministratore delegato, con la pubblicazione odierna dei due ultimi tuoi articoli, si ritiene conclusa la tua collaborazione con l’Agenzia SIR. Buona fortuna.”.

E’ il testo dell’sms che ho ricevuto oggi dal Direttore dell’Agenzia SIR, dopo una sua telefonata di ieri, all’ora di cena, nella quale mi raccontava che qualcuno gli aveva segnalato alcuni degli articoli che ho scritto nelle ultime settimane sul sito di “Radio Spada” e su altri siti. “Sono qui davanti al video” – mi ha detto – “e sono allibito e esterrefatto”. “A che cosa ti riferisci, in particolare?”, ho chiesto. “Ai tuoi articoli e al tuo libro sul Papa”. “Qual è l’accusa che mi fai? Dovrei rinunciare alla mia identità? Non dovrei pensare? Mi dovrei sopprimere? Non comprendo poi quale problema vi sia, considerato che per Sir svolgo la collaborazione sotto pseudonimo, così come mi è stato chiesto e imposto”. Gli ho chiesto, infine, se con la telefonata intendesse licenziarmi. Mi ha risposto che non aveva il potere per farlo. Non aveva il potere, ma la faccia l’ha avuta. Con un sms, senza neppure avere il coraggio di dirmelo guardandomi negli occhi.

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San Gaspare del Bufalo, vita per immagini, grande nemico di Bonaparte e dei risorgimentalisti

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Giusto per riconciliarci (in epoca bergoglista) con Dio e con la Santa Chiesa, vedendo com’essa era ed è veramente. Vita per immagini di San Gaspare del Bufalo, grande nemico di Bonaparte e dei risorgimentalisti (carbonari, massoni, anticlericali ecc.) …

 

SAN GASPARE

 

 

Vita di San Gaspare del Bufalo

(Roma, 6 gennaio 1786 – ivi, 28 dicembre 1837)

 

Tomba di San Gaspare del Bufalo nella chiesa romana di Santa Maria in Trivio

Breve nota biografica

Nato a Roma il 6 gennaio 1786 da Antonio ed Annunziata Quartieroni, fin dai primi anni si fece notare per una vita dedita alla preghiera e alla penitenza e per segni non dubbi della chiamata alla vita religiosa.

Tentò anche di fuggire di casa per recarsi ad evangelizzare i pagani, sognando la gloria del martirio.

Completati gli studi presso il Collegio Romano che in quei tempi, data la soppressione della Compagnia di Gesú, era diretto dal clero secolare, nel 1798 indossò l’abito talare e si diede ad organizzare opere di assistenza spirituale e materiale a favore dei bisognosi. Si deve a lui la rinascita dell’Opera di San Galla, della quale fu eletto direttore nel 1806. Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l’apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in S. Maria in Pincis e specializzandosi nella evangelizzazione dei “barozzari”, carrettieri e contadini della campagna romana, che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora Campo Vaccino.

Per la Chiesa, intanto, correvano tempi duri: nella notte dal 5 al 6 luglio 1809 Pio VII fu fatto prigioniero e deportato. Il 13 giugno 1810 Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all’esilio e poi al carcere, che sostenne con animo sereno per quattro anni. Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del papa. Pio VII gli diede l’ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale dell’Italia e Gaspare abbandonò la città, la famiglia ed ogni altro suo progetto per dedicarsi totalmente al ministero assegnatogli, al quale attese per tutto il resto della sua vita, con zelo instancabile.

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PRODROMI PER UN CHIARIMENTO DOTTRINALE ESSENZIALE

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SEDE VACANTE

di Redazione

Questo è il primo contributo che il nostro Circolo Christus Rex vuole fornire alla Buona Battaglia, per ricordare che lo status di “Sede Vacante” non è uno stato ordinario nella Chiesa sul quale adagiarsi, che la Messa tradizionale “non una cum” è imprescindibile di questi tempi d’apostasia, che dobbiamo lavorare e pregare il più possibile, cercando di unire tutte le forze del cattolicesimo integrale perché Dio ci doni presto un Sommo Pontefice, che metta ordine nella Chiesa.

del Prof. Antonio Diano

“Mi spiace dirlo, come sempre io canto sempre fuori dal coro, ma sembra che ci si compiaccia di non essere “una cum” veramente il cattolico dovrebbe essere “una cum” il non avere un papa è una iattura. Non dico di essere “una cum” l’eretico Bergoglio, ma per un cattolico è primo compito cercare di avere un capo nella Chiesa la Chiesa è per divina istituzione monarchica e non acefala. Si dice che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca, ma questo… stato di cose va bene per tutti! Se domani miracolosamente fosse eletto un papa vero, mi sa che nessun tradizionalista gli ubbidirebbe, perché essere soggetti a qualcuno vuol dire perdere l’indipendenza e non poter più fare quel che si vuole.”

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Aborto: REPETITA IUVANT

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del Prof. Antonio Diano

In un altro post qui accolto viene citato il caso della fantomatica assassina “dr.ssa” Deborah Nucatola, che in USA ammazza e fa a pezzi (al fine di venderli!!) bambini spesso già nati, come purtroppo fanno altri suoi colleghi assassini (alcuni “teorici” dell’aborto post partum sono italiani attivi in Australia, come abbiamo documentato anche qui più volte). Ma attenzione: se è ovvio che l’omicidio post partum suscita psicologicamente e umanamente un orrore maggiore, imparagonabile (né v’è motivo di sorprendersene), va notato e anzi va ribadito con grande fermezza che, sul piano morale e – volesse Iddio – giuridico: omicidio è questo, omicidio è l’altro, quello in pancia. Strettamente parlando non v’ha differenza alcuna. Il fatto che uccidere un essere umano già nato faccia psicologicamente più orrore è – lo ripetiamo – comprensibile, e probabilmente serve, nella prassi astutissima dei servi di satana, oltre che ad alimentare un giro micidiale di soldi, a far rientrare con maggior efficacia una certa idea di ‘liceità’ dell’aborto purché “non si esageri”, per dir così. E’ la stessa logica di richiedere che l’omicidio avvenga “almeno” entro i “confini della legalità” (Dio ci spieghi quale ‘legalità’ può assumere un omicidio), come sembra voler suggerire qualcuno (ad es. il Card. Ruini allorché s’oppone alla cancellazione della 194, ma anche, purtroppo, alcuni sedicenti “prolife” che considerano l’opzione pro vita come una delle soluzioni ‘democraticamente’ accettabili, sovrapponendosi così drammaticamente al più orripilante pro choice, la cui legittimazione passa per la finestra, anzi ormai dalla porta).

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Consigli per le coppie in crisi…o per evitarla!

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Risultati immagini per coppia felice

di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Dio si è impegnato con voi il giorno del vostro matrimonio; non siete più 2 ma 3. Ce la faremo.

Sapere perdonare e domandare perdono: alla sera almeno 1 volta al giorno, mano nella mano, il Padre Nostro. Per dire “rimetti a noi come noi rimettiamo: se ti ho offeso oggi o mi hai offeso, ti offro il perdono, accetto il tuo perdono ti chiedo perdono.

Litigate per prendervi la colpa. L’umiltà: Se il nostro matrimonio ha un problema, è certamente colpa …MIA! Vedrai che tutto cambierà./ Se siete in crisi, prendetevi per la mano, correte alla chiesa dove vi siete sposati e dite a Ge- sù:” Scusaci Signore ma siamo ancora noi. Aiuto!”

Vedere il positivo: nel rito bizantino gli sposi si incoronano l’un l’altro con 1 corona di rose: per ricorda re che a volte la/lo vedrai con le rose, tutta dolce, bella….e a volte la vedrai colle spine. Amalo/la lo stesso. Anche Gesù non era bello da vedere con la corona di spine./Lei è la mia croce! -Forse sei tu la Sua./ Almeno 1 volta al di, digli qualcosa di amabile: Quale virtù divina ho visto in lui/lei oggi per dirle questa sera:”Oggi ho visto in te questo; grazie! –E se non vedo niente? -Allora Tu hai un problema!

Cambiare un punto chi gli piacerà. Ti hanno detto -moglie, amici- 1000 volte che tu hai questo difetto o questa porta che si blocca e che non hai mai riparato o che metti sempre troppo sale nella pasta. “Ma non è vero!” E ti fa innervosire. Allora è vero. Cambia su quel piccolo punto: fallò per Gesù -l’altro lo vedrà o no, ma Dio Si.

I miei / i nostri figli: “Padre, i Miei figli…” -Signora, le avete fatti da sola, come Maria SS? -Beh, no, anche con lui (Il marito)! -Allora dite: I Nostri./ “Guarda cosa hanno combinato i Tuoi figli! –Caro o ca ra, sono anche i tuoi!” Tutto è Nostro fra sposi: Il tempo, il denaro, il calcio, anche i genitori o suoceri.

Quando si arrabbia, Taci! E quando si calma, dille solo: “Cuore mio ti amo”. Aspetta 15 minuti, non parlare se sei arrabbiato/a; diresti cose che non vuoi dire. Quando lei è arrabbiata, prendi i bimbi e porta li fuori anche per 1 ora, per sollevarla: le donne apprezzano. Dopo lavoro, prima di affrontare la casa, aspetta 5 minuti in macchina o entra in 1 chiesa o nel parco vicino. Quando lui entra in casa, non saltar- gli addosso subito con i problemi della giornata. Un bacio, ”Bambini, venite a salutare papà ”, e lascialo 10 minuti in pace.

Mai litigare davanti ai figli .Papà (o Mamma) ha detto NO? Allora fate come ha detto! Fronte comune davanti ai bambini. Poi in privato con dolcezza:”Amore mio, ti voglio bene e vorrei conoscerti di più. non voglio giudicarti ma vorrei sapere perché hai detto di Si o di No. Io forse avrei detto l’opposto” Ed ascoltate con Amore. I bimbi sono furbi per mettere papà contro mamma o i nonni contro i genitori.

Non risalite ad Adam ed Eva quando litigate. State al problema e starci fra voi; non lasciarci entrare le cognate. “Sei come il tuo padre, la tua madre, il tuo nonno.”Lasciate i genitori a casa. La sposa ha 1 me- moria d’elefante, non dimentica niente, anche dopo 30 anni: “Mi hai fatto aspettare 1 ora da fidanzati”. Altro: i problemi si risolvono attorno alla tavola col rosario nella mano…mica al letto soltanto, dove dopo il momento di piacere, risorgono subito.

Un mese dopo il Matrimonio, sono piombata a casa dei miei alle 2 di mattina in vestaglia. Avevo litigato con mio sposo. Busso disperata. Mamma si alzò e di dietro la porta, senza aprire, mi disse:” Figlia mia, adesso sei sposata -prima di essere figlia nostra. Ritorna a casa e affronta il tuo sposo. Pregheremo per voi.” Questa notte mamma mi ha salvato il matrimonio.

Serata di coppia: almeno ogni 15 giorni la vostra serata di coppia, fra voi, senza figli, anche se l’ultima ha 4 mesi. Lasciateli ai nonni e scappate. Vi piace la cucina giapponese o il cinema? Andate al ristorante giapponese o al cinema,anche se vi costerà 60 €. Dio ve lo renderà. E’ provvidenza. Il vostro amore vale molto di più. Farà bene a voi e ai bambini.

Come parlarvi. Dio ha fatto il matrimonio fra 1 uomo e 1 donna: il giorno e la notte! Lei pensa, parla diversamente. Quando lui è preoccupato, ha bisogno di silenzio, di chiudersi per un po’ nella sua grotta: lascialo. Dirgli soltanto “Cuore mio, avrei piacere di parlarti, ma dimmi quando te la senti”. Spesso bas- terà 10 minuti./ Quando lei è preoccupata, ha bisogno di parlare, di sfogarsi con la lingua, per ordinare i pensieri in testa. E’ più complessa nel pensare. Ma avvisalo.”Non voglio aggredirti ne rimproverarti ne avere consigli, ma essere ascoltata.” Cosi, lui sarà 1 dolce principe azzurro. Ascoltala…chiudendo la Tv o la gazzetta dello sport. Guardala negli occhi, assenta colla testa, prendile la mano. Quando sei uscito dalla tua grotta ,vai a cercarla con tenerezza. Avete le grazie del Sacramento.

Dille che la ami…1000 volte al di. “Ma lei lo sa!” -Fallò lo stesso. E’ donna, non è uomo; ha bisogno di sentirselo dire con 1 carezza, 1 complimento anche davanti ad altri, 1 priorità alla porta, 1 biglietto, 1 fiore…anche dopo anni di matrimonio .Non è 1 peccato anche se davanti i figli. “Ragazzi, avete una mamma fantastica, me la risposerai”. Volerà in casa per una settimana/ Anche tu, sposa, dillo: quante mogli distruggono i loro sposi perché non li fanno sentire il loro amore.

Dagli priorità sui figli: sei sposa prima di essere madre. Se ritorna dal lavoro allo stesso momento che i figli, vai prima da lui, affidando i bambini all’angelo custode. Capiranno e vi stimeranno.

Intimità coniugale. E’ parte del sacramento. L’occhio vuole la sua parte: fatti bella per il tuo sposo. Perdi i chili di troppo. Dall’inizio abituate i bimbi a dormire in cameretta loro. Ma dormono!- Sei sicura? L’amore non si fa, ma si riceve. Non si fa in 3 minuti e poi buona notte .”Quando lui ha finito, diventa 1 pezzo di ghiaccio fra le mie braccia!”. La moglie ha un climax molto più lento, ha bisogno di 20 minuti di coccole, d’attenzioni, di parole, tutta la giornata, per giungere al desiderio del dono totale. Costa molto di più a lei; deve togliere la maschera, le difese psicologiche, credersi bella, offrirsi indifesa nel suo più intimo. Non arriverà mai al piacere dell’orgasmo se non si sente amata ,rispettata, accettata completamente con tutto il suo mistero di fecondità. Fingerà come fanno tantissime donne. Non è un peccato per gli sposi dire: ”Questo tipo di carezza, a questo posto, mi piace”. Tu, sposo, sappi controllarti, per aspettare la tua sposa. Dille:”Grazie per aver scelto me come il tuo sposo/a X anni fa, con Dio, di esserti dato/a a me con fiducia per farti felice. Posso unirmi a te?” E al momento finale: “Ti amo, ti amo”. Una sola carne. Poi stai in lei ancora, parlagli, coccolala, anche se ti costa. Il liquido seminale contiene un ormone che Dio ha creato solo per lei, che la colma e calma dopo il rapporto coniugale. Rimanete chinati insieme con Dio sul suo intimo dove forse si sta operando in quel momento il più grande mistero: Abbiate fiducia in Lui. “Quando 1 moglie dice al suo sposo: sono incinta, il Mondo dovrebbe fermarsi”. In un matrimonio felice il sesso conta 15%. In un matrimonio infelice il 90%.

Educate i bimbi all’intimità e rispetto. La camera di papà e mamma è 1 mistero sacro, non ci si entra senza essere invitato. Quando compì 8 anni la figlia più grande ebbe sua camera separata. Papà bussava sempre alla porta e non entrava prima che la bambina dicesse :”Papà, entrate”. “Bimbe, chiudete la porta del bagno. Siete signorine”. E spiegate il perché di questo mistero delicato.

Chi ama bene castiga bene. Mazza e panella fanno figli belli. Non ha mai fatto male a nessuno. Non castigare perché sei arrabbiato con la moglie, ma fallò perché è giusto. I figli capiscono benissimo la differenza. “Siete 1 dono di Dio ma ve le suoniamo perché avete fatto 1 cosa cattiva: si chiama 1 male mo- rale”. Poi portali con te a confessarsi dal prete…dando l’esempio. Vedendoti confessare, ti faranno domande e tu spiegherai. “Non è facile essere genitori. Anche noi pecchiamo e necessitiamo confessarci ”.

Formare all’umiltà e all’ubbidienza. Grazie, prego, di niente, scusatemi, posso?, per piacere. Tali pa-role, tali atti. L’erba Voglio non cresce a casa nostra. Anche voi genitori fatelo fra voi davanti a loro. Tagliate netto i capricci, dalla culla; dopo 3 anni è troppo tardi.

Mai dire a 1 bimbo che è cattivo. Lui lo farà o lo diventerà. Non paragonare i figli fra di loro o con al- tri :”Lui est buono, non è come te!”. Lui è lui, punto! Deve correggersi, ma non è l’altro. Puntate sul buono che fa ogni tanto; mostrate che l’avete notato e che siete contenti, sarà portato a ri-farlo.

Educate alla povertà: “Mamma, siamo 4 figli e ci sono solo 2 mele! -Tagliale in 2, farà 4 meta!” Vuoi i tuoi figli felici? Educali nella povertà. Non dare loro tutto ciò che puoi. Non vogliono la caramella o la play ma coccole e attenzione, magari un NO chiaro: fate crescere i figli di Dio, non quelli di satana.

Non dire mai bugie ai bambini, anche se piccoli, neanche su Babbo Natale. Perderanno fiducia in voi. “Mamma, perché nell’autobus hai detto che avevo meno di 6 anni e alla vicina adesso hai detto che ne ho quasi 8?”. Non promettere cose che sapete non poter mantenere (Ricompensa o castighi).

Date esempio. Devono sorprendervi in ginocchio mano nella mano almeno 1 volta al giorno; dalla cul- la! “Ma cosa fanno? Stanno parlando con Dio, riconoscono l’autorità superiore, parlano di noi a Dio –Il loro matrimonio è appoggiato sul solido. Ci insegnano a rispettare l’autorità superiore…dunque anche noi dobbiamo riconoscerla e rispettarla in loro. Obbediscono a Dio e noi ubbidiamo a loro”./ Ma se i vostri figli non vi hanno mai visti in ginocchio… E pretendete l’ubbidienza da loro? Papà (Mamma) non va mai a messa e non si confessa mai; da grande farò come lui. Si chiama scandalo.

I due Libri degli sposi: Filotea, di San Francesco Di Sales / Una sola carne, di Michel Laroche

Dvd da vedere insieme:”Balocchi e profumi” Buona giornata amore. Ricordati dell’appuntamento con il dentista, di portare fuori la spazzatura e di darmi un bacio quando esci.

Ti ho sognato tutta la notte. Grazie per esserci stata quando mi sono svegliato questa mattina.

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Mons. Fellay è l”ala destra del Concilio: Bergoglio riconosce che la Fraternità è cattolica…

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Mons. Fellay risponde ad alcune domande sulla FSSPX e lo stato attuale dei suoi rapporti con Roma

In occasione della benedizione delle campane per la cappella della scuola di St-Michel de La Martinerie a Chateauroux, il Vescovo Bernard Fellay ha fornito a Présent un aggiornamento (pubblicato sabato 27 giugno) sulla situazione della Fraternità San Pio X, di cui è il Superiore Generale.

Présent: In un’intervista con Fideliter nel 2001, lei ha citato il «movimento di profonda simpatia di giovani sacerdoti per la Fraternità». Questo movimento è cresciuto, in particolare con il motu proprio del 2007?

Fellay: Senza dubbio! Il motu proprio ha dato nuovo slancio a questo movimento. Ed è importante persistere sull’interesse di Benedetto XVI per la liturgia in generale. Egli ha veramente voluto mettere l’intera liturgia tradizionale, non solo la Messa, a disposizione dei sacerdoti e dei fedeli; se ciò non è accaduto è perché c’era troppa opposizione. Ma i giovani sacerdoti si identificano con questa liturgia, proprio perché è senza tempo. La Chiesa vive in eterno.

La liturgia opera oltremisura, ed è per questo che è sempre giovane. Essa è vicina a Dio, è al di fuori del tempo. Quindi non è una sorpresa che il carattereimpresso dal Battesimo faccia risuonare questa armonia anche nelle anime che non hanno mai conosciuto la liturgia. E il modo in cui i giovani sacerdoti reagiscono quando scoprono questa liturgia è toccante: si ha l’impressione che un tesoro sia stato loro nascosto.

La Fraternità è stata ufficialmente riconosciuta come cattolica da parte dello Stato di Argentina, con l’aiuto del cardinale Bergoglio, che nel frattempo è diventato Papa Francesco. Questo fatto ha un’importanza puramente amministrativa o è più rivelatore?

Prima di tutto, c’è un effetto giuridico e amministrativo, senza implicazioni per quanto riguarda le relazioni generali della Fraternità che, per dirla semplicemente, riguardano la Chiesa ufficiale. Ma gli effetti secondari non sono facili da valutare correttamente. Non vi è dubbio che Papa Francesco, allora cardinale Bergoglio, aveva promesso di aiutare la Compagnia ad ottenere il riconoscimento da parte dello Stato argentino della nostra Fraternità come cattolica e che ha mantenuto la sua promessa. Quindi non abbiamo altra scelta che pensare che ci consideri cattolici.

Sulla stessa linea, lei è stato nominato giudice di primo grado da parte del Vaticano per il procedimento nei confronti di un sacerdote della Fraternità. Ciò può essere visto come un segno di buona volontà?

Non c’è niente di nuovo; è così da oltre dieci anni. È davvero un segno di buona volontà e di buon senso. È qualcosa che si può osservare nella Chiesa romana in tutta la sua storia: il suo realismo, la sua capacità di andare oltre i problemi canonici e giuridici al fine di trovare soluzioni a problemi molto reali.

Nella sua Lettera agli amici e benefattori, lei ha citato «messaggi contraddittori» provenienti da Roma. Cosa intende con questo?

Stavo pensando al modo in cui è stato trattato, o meglio maltrattato, un ordine che si stava avvicinando alla Tradizione: i Francescani dell’Immacolata. E ai diversi modi in cui veniamo trattati dalle diverse autorità romane: la Congregazione dei Religiosi, per esempio, ci considera ancora scismatici (nel 2011, hanno scomunicato un prete che si è unito nostra Fraternità); ma non è il caso di altre congregazioni, o dello stesso papa, come abbiamo appena detto.

«Pessimisti», «chiusi agli altri», «pensano che solo i fedeli della Fraternità saranno salvati»: a volte vi si riferiscono queste espressioni. Come risponde? In cosa consiste per lei lo spirito missionario?

Io non mi riconosco in queste battute. La fermezza nella dottrina è effettivamente necessaria, alla fede non appartiene la negoziazione. La Fede è, tutta integralmente, data da Dio, e non abbiamo il diritto di scegliere tra le verità rivelate. Oggi, è malvisto ricordare questi requisiti, com’è più o meno sempre accaduto. L’espressione «la lotta per la fede» fa parte della storia della Chiesa. Il missionario deve far sentire pubblicamente la voce della fede, e allo stesso tempo cercare di rafforzare coloro che già la hanno. Non si può parlare solo ai fedeli della Fraternità. La lampada illumina il mondo, la luce della fede brilla con calore. La fede deve essere sostenuta dalla carità: è così che vedo il missionario.

Qualche settimana fa, i seminari della Fraternità sono stati visitati dal cardinale Brandmüller e dal vescovo Schneider. Queste visite sono un collegamento pubblico con la «Chiesa ufficiale». Non è di vitale importanza?

Il legame con la Chiesa è di vitale importanza. Le manifestazioni di questa connessione possono variare. Le date e i luoghi per queste visite sono state lasciate a me; il Vaticano ha scelto i nomi. Io ho scelto i seminari perché mi sembrava fossero le realtà più eloquenti e rappresentative per i vescovi.

Quali sono state le prime reazioni di questi vescovi?

Erano molto soddisfatti. «Voi siete persone normali», ci hanno detto… il che dimostra la reputazione che abbiamo! Si sono congratulati sulla qualità dei nostri seminaristi. Non vi è dubbio che la loro conclusione dopo questo primo contatto più stretto è che siamo un’opera della Chiesa.

È stato in contatto con tutti i vescovi che vi sostengono con discrezione?

Certo! Quando vediamo che oggi i sacerdoti si avvicinano a noi ed entrano in contatto con noi, possiamo facilmente concludere che lo stesso è vero a livello più alto…

Nell’intervista del 2001 abbiamo già detto, ha dichiarato: «Se c’è qualche possibilità che i nostri contatti con Roma possano riportare un po’ di più la Tradizione nella Chiesa, penso che dovremmo cogliere l’opportunità». È ancora la sua posizione?

Rimane la nostra posizione, anche se non possiamo dire che è facile, soprattutto a causa dei dissensi aperti all’interno del Vaticano stesso. Queste relazioni sono delicate, ma il nostro punto di vista rimane valido come è confermato dai fatti. È un lavoro discreto, che si compie in mezzo a una forte opposizione. Alcuni lavorano in una direzione, altri nella direzione opposta.

È importante il ruolo della Fraternità nella Chiesa come elemento di equilibrio?

Questo ruolo non è una novità. Lefebvre ha iniziato, ed è questo che stiamo continuando. È facile riconoscerlo nell’irritazione dei modernisti rispetto ai passi compiuti da Benedetto XVI.

Dove si trova la Fraternità oggi? Quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli? Quale futuro prevede per essa?

Vedo un futuro di pace. Si tratta di un lavoro che è stato affidato al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria; tutto quello che dobbiamo fare è rimanere fedeli alla loro volontà. Questa Chiesa è la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che rimane suo capo e non permetterà che sia distrutta.

Debolezze della Fraternità? Il rischio di separazione è grave. Guardate la caricatura della Tradizione che si definisce «resistenza”, per esempio: è uno spirito non cattolico e quasi settario. Non vogliamo aver nulla a che fare con essa; è un movimento che è ritratto in se stesso, con persone che pensano di essere gli unici uomini buoni e giusti sulla terra: il che non è cattolico. È un obiettivo, ma vi è connesso un pericolo. La maggior parte della Fraternità è sana e non cadrà in queste illusioni. Questo ci incoraggia a fare affidamento sui mezzi soprannaturali. Dio ci mostrerà ciò che vuole da noi; Egli parlerà attraverso le circostanze.

I punti di forza? La fedeltà viva che porta i suoi frutti e mostra al mondo di oggi che la vita cattolica, anche con tutte le sue esigenze, è possibile. Ma – altro punto debole – siamo uomini del nostro tempo, e sarebbe un sogno far finta che siamo immunizzati contro l’influenza del mondo moderno. Per essere più precisi, dobbiamo evitare la caricatura di desiderare una Chiesa senza rughe o macchie quaggiù: non è questo che il buon Dio ci ha promesso su questa terra. E non è quello che la «Santa Chiesa» intende; vuol dire che essa è capace di santificare con i mezzi dati da Nostro Signore: i sacramenti, la fede, la disciplina, la vita religiosa, la vita di preghiera.

Cosa ne pensa del suggerimento del Cardinale Sarah di introdurre l’offertorio tradizionale nella nuova Messa?

Non è una nuova idea; gira a Roma da dieci anni. Sono contento che sia stata ripresa. Alcuni criticano l’idea, dicendo che è un modo di mescolare il profano con il sacro. Al contrario, nella prospettiva di riportare salute alla Chiesa, penso che sarebbe un grande passo in avanti, perché l’offertorio è una sintesi dei principi cattolici della Messa, del sacrificio espiatorio offerto alla Santissima Trinità, offerto dal sacerdote a Dio in riparazione dei peccati, e accompagnato dai fedeli. E che potrebbe gradualmente riportare i fedeli alla Messa tradizionale che hanno perso.

Come vuole concludere, Eccellenza?

A mio parere, siamo alla vigilia di importanti eventi che non possiamo ancora definire molto bene. Vorrei chiedere preghiere e terminare con uno sguardo verso Dio, che ci permette di mantenere sempre la speranza.

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Roma immortale

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Auguri a tutti i lettori per la festa dei Santi Pietro e Paolo, Principi degli Apostoli.

INNO PONTIFICIO

Roma immortale, di martiri e di santi;

Roma immortale, accogli i nostri canti:

Gloria nei cieli a Dio Nostro Signore,

Pace ai fedeli di Cristo nell’amore.

A Te veniamo, angelico pastore;

In Te vediamo il Mite Redentore.

Erede santo di vera e santa fede,

conforto e vanto a chi combatte e crede.

Non prevarranno la forza ed il terrore,

ma regneranno la verità e l’amore.

Salve, salve, o Roma!

patria eterna di memorie,

cantan le tue glorie

mille palme e mille altari.

Roma degli apostoli,

Madre e guida dei redenti,

Roma luce delle genti,

Il mondo spera in te!

Salve, salve o Roma!

la tua luce non tramonta,

vince l’odio e l’onta

lo splendor di tua beltà.

Roma degli apostoli,

madre e guida dei redenti,

Roma luce delle genti,

il mondo spera in te!

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