La chiesa e l’immigrazione. Il cuore del problema
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’amico Martino Mora su un problema di scottante attualità
di Martino Mora
Le polemiche al calor bianco sull’immigrazione che hanno costellato le prime pagine dei giornali di quest’estate 2015, hanno messo in luce ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) quello che il pensatore cattolico Thomas Molnar sosteneva da anni: “La Chiesa oggi si allinea al mondialismo, nuova religione dei secoli a venire”. Per giunta, aggiungiamo noi, spacciando per cristianesimo quello che ormai ne è – e lo diciamo con la morte nel cuore – una misera contraffazione.
Da questo punto di vista l’immigrazionismo, l’ecumenismo sincretista e i richiami di Ratzinger (nella “Caritas in Veritate”del 2009) e di Bergoglio (nella “Laudato si’” del 2015) ad un’unica autorità mondiale (vecchia idea già presente nella giovannea “Pacem in Terris” del 1963), sono strettamente legati. Compongono, in un tutto, l’adesione dell’attuale Chiesa cattolica al mondialismo. Cerchiamo di capire.
PDF di “Chiesa viva” 486, ottobre 2015
La vigna e il cinghiale
Segnalazione di Federico Prati
Perché hai abbattuto la sua cinta […]? La devasta il cinghiale del bosco (Sal 80 [79], 13-14).
Quando papa Leone X, nel 1520, applicò la metafora salmica al rivoluzionario di Wittenberg, la cinta della vigna diletta era ancora saldamente in piedi.
Certo, buona parte del Popolo di Dio – clero, religiosi e laici – aveva bisogno di un’urgente riforma, che alcuni illuminati vescovi e fondatori avevano già avviato; ma la devastazione provocata dal cinghiale fu allora efficacemente arginata da un Concilio ecumenico e dalle eroiche imprese apostoliche di nuovi ordini religiosi, come i Gesuiti e i Cappuccini, che riconquistarono alla Chiesa Cattolica ampie regioni d’Europa. D’altronde il ribelle, che morirà suicida dopo l’ennesima crapula, aveva avuto successo unicamente per ragioni politiche, grazie all’appoggio di principi altrettanto ribelli all’autorità costituita dell’Imperatore romano-germanico. L’Europa si spaccò in due e fu sconvolta da quasi un secolo e mezzo di guerre spaventose; ma la Chiesa Cattolica rimase cattolica.
20 settembre 1870 2015: viva il Papa-Re!
Segnalazione del Centro Studi Federici
20 settembre 1870 – 2015: viva il Papa-Re!
1) I caduti papalini del 20 settembre 1870
Nella battaglia del 20 settembre 1870, l’esercito italiano ebbe 4 morti e 9 feriti tra gli ufficiali, 45 morti e 132 feriti tra la truppa. I pontifici, invece, registrarono solamente 19 morti, deceduti il 20 settembre 1870 e nei giorni successivi in seguito alle ferite, e 68 feriti. Ecco l’elenco dei caduti pontifici:
Zuavi:
Sergente Duchet Emilio, francese, di anni 24, deceduto il 1 ottobre.
Sergente Lasserre Gustavo, francese, di anni 25, deceduto il 5 ottobre.
Soldato de l’Estourbeillon, di anni 28, deceduto il 23 settembre.
Soldato Iorand Giovanni Battista, deceduto il 20 settembre.
Soldato Burel Andrea, francese di Marsiglia, di anni 25, deceduto il deceduto il 27 settembre.
Soldato Soenens Enrico, belga, di anni 34, deceduto il 2 ottobre.
Soldato Yorg Giovanni, olandese, di anni 18, deceduto il 27 settembre.
Soldato De Giry (non si hanno altri dati).
altri tre soldati non identificati, deceduti il 20 settembre.
Carabinieri:
Soldato Natele Giovanni, svizzero, di anni 30, deceduto il 15 ottobre.
Soldato Wolf Giorgio, bavarese, di anni 27, deceduto il 28 ottobre.
Dragoni:
Tenente Piccadori Alessandro, di Rieti, di anni 23, deceduto il 20 ottobre.
Artiglieria:
Maresciallo Caporilli Enrico, italiano, deceduto il 20 ottobre.
Soldato Betti, italiano, deceduto il 20 settembre.
Soldato Curtini Nazzareno, italiano, deceduto il 20 settembre.
Soldato Taliani Mariano, di Cingoli, di anni 29, deceduto il 20 settembre.
Soldato Valenti Giuseppe, di Ferentino, di anni 22, deceduto il 3 ottobre.
(Attilio Vigevano, La fine dell’esercito pontificio, ristampa anastatica, Albertelli Editore, Parma 1994, pagg. 672-673; nel testo del Vigevano i nomi di battesimo sono stati italianizzati).
2) Esercito pontificio: paesi d’origine degli ufficiali e della truppa nel primo semestre del 1870
… Metà all’incirca di questa forza era italiana, l’altra metà era formata da individui di diverse nazionalità: la Francia vi figurava con circa 3000 uomini, il Belgio con 700 uomini, l’Olanda con circa 900, la Germania e l’Austria con 1200, la Svizzera con 1000, il Canada con 300; vi erano poi inglesi, russi, spagnoli, portoghesi, americani del nord; si aggiunsero infine le così dette rarità rappresentate da 3 turchi, 4 tunisini, 3 siriaci, un marocchino, 2 brasiliani, un peruviano, un messicano; l’estremo artico della terra v’era raffigurato da 2 svedesi del capo nord e l’estremo sud da un nativo della Nuova Zelanda (tutti di fede cattolica).
(A. Vigevano, op.cit., pag, 123)
Santa Bernadetta, zuava del Papa
Segnalazione del Centro Studi Federici
In occasione del 20 settembre ricordiamo l’eroismo dell’esercito pontificio con una lettera di santa Bernadetta Soubirous a Pio IX, in cui si definiva “zuava” del papa. La nota di mons. Trouchu, a margine della lettera, fa comprendere la forte ammirazione che i cattolici dell’epoca avevano per i soldati di Pio IX, in particolare per gli Zuavi. Ieri come oggi è importante imitare questi eroi nella difesa della causa cattolica, contro i nemici interni ed esterni della Chiesa e della regalità sociale di Cristo.
Viva il Papa Re!
DOMENICA 20 ALLE ORE 10 A VERONA, PRESSO LA CHIESA DI SANT’ANTONIO DI VILLA BERTOLDI I MILITANTI DI “CHRISTUS REX” PREGHERANNO PER I CADUTI PONTIFICI NEL CORSO DELLA S. MESSA TRADIZIONALE
Segnalazione del Centro Studi Federici
Roma, domenica 20 settembre 2015, 145° anniversario della breccia di Porta Pia:
ore 11,00 S. Messa di suffragio per le anime dei soldati pontifici all’oratorio “San Gregorio VII” di Roma, in Via Pietro della Valle 13/b (quartiere Prati);
ore 12.30 pranzo presso una trattoria nelle vicinanze dell’oratorio;
ore 14.30 appuntamento all’ingresso del cimitero monumentale del Verano;
ore 15.00 partenza al monumento in onore dei caduti pontifici, fatto erigere dal Papa Re Pio IX, con la recita del S. Rosario, la deposizione di una corona ai piedi del monumento e il canto dell’inno pontificio “Roma Immortale”; seguirà la visita alla tomba del gen. Hermann Kanzler, alla tomba di Madame de Charette, moglie del comandante degli Zuavi Athanase de Charette, e alle tombe di alcuni Zuavi.
ore 16.00 visita alla tomba di Pio IX nella basilica di San Lorenzo al Verano.
Chi desidera fermarsi a pranzo è pregato di avvisare entro sabato 19 settembre, per riservare i posti, telefonando al 347.6003018 (Giorgio).
“IL FALSO PROFETA E L’ANTICRISTO”
Segnalazione di Federico Prati
La profezie dimenticate di mons. Fulthon John Sheen.
L’Arcivescovo Fulton John Sheen[1] disse nel 1950:
«Stiamo vivendo nei giorni dell’apocalisse-gli ultimi giorni della nostra epoca… Le due grandi forze il Corpo mistico di Cristo e del Corpo Mistico dell’anticristo stanno cominciando a elaborare le linee di battaglia per la fine».
Aggiunse [2]:
«Il Falso Profeta avrà una religione senza croce. Una religione senza un mondo a venire. Una religione per distruggere le religioni. Ci sarà una chiesa contraffatta. La Chiesa di Cristo [la Chiesa cattolica] sarà una. E il falso profeta ne creerà un’altra. La falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale. Sarà una federazione di chiese. E le religioni formeranno un certo tipo di associazione globale. Un parlamento mondiale delle chiese. Sarà svuotato di ogni contenuto divino e sarà il corpo mistico dell’Anticristo. Il corpo mistico sulla terra oggi avrà la sua Giuda Iscariota e sarà il falso profeta. Satana lo assumerà tra i nostri vescovi.
L’Anticristo non si chiamerà così; altrimenti avrebbe seguaci. Egli non indossarà calze rosse, nè vomitarà zolfo, né portarà un tridente né una coda come Mefistofele nel Faust. Questo per aiutare il Diavolo a convincere gli uomini che egli non esiste. Quando l’uomo lo nego, più diventa potente. Dio ha definito Sé stesso come “Io sono colui che sono”, e il Diavolo come “Io sono colui che non sono.
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Il sacrilegio. Terribile peccato causa di dannazione per molti.
Un peccato che può condurre alla dannazione eterna è il sacrilegio. Disgraziato colui che si mette su questa strada! Commette sacrilegio chi volontariamente nasconde in Confessione qualche peccato mortale, oppure si confessa senza la volontà di lasciare il peccato o di fuggirne le occasioni prossime. Quasi sempre chi si confessa in modo sacrilego compie anche il sacrilegio eucaristico, perché poi riceve la Comunione in peccato mortale.“Mi trovai con la mia guida (l’Angelo custode) in fondo a un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso con una porta altissima che era chiusa. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva; un fumo grasso, quasi verde e guizzi di fiamme sanguigne si innalzavano sui muraglioni dell’edificio.
Domandai: ‘Dove ci troviamo?’. ‘Leggi l’iscrizione che c’è sulla porta’. mi rispose la guida. Guardai e vidi scritto: ‘Ubi non est redemptio! , cioè: `Dove non c’è redenzione!’, Intanto vidi precipitare dentro quel baratro… prima un giovane, poi un altro e poi altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato.
Mi disse la guida: ‘Ecco la causa prevalente di queste dannazioni: i compagni cattivi, i libri cattivi e le perverse abitudini’.
Quei poveri ragazzi erano giovani che io conoscevo. Domandai alla mia guida: “Ma dunque è inutile lavorare tra i giovani se poi tanti fanno questa fine! Come impedire tutta questa rovina?” – “Quelli che hai visto sono ancora in vita; questo però è lo stato attuale delle loro anime, se morissero in questo momento verrebbero senz’altro qui!” disse l’Angelo.
Dopo entrammo nell’edificio; si correva con la velocità di un baleno. Sboccammo in un vasto e tetro cortile. Lessi questa iscrizione: ‘Ibunt impii in ignem aetemum! ; cioè: `Gli empi andranno nel fuoco eterno!’.
Vieni con me – soggiunse la guida. Mi prese per una mano e mi condusse davanti a uno sportello che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie di caverna, immensa e piena di un fuoco terrificante, che sorpassava di molto il fuoco della terra. Questa spelonca non ve la posso descrivere, con parole umane, in tutta la sua spaventosa realtà.
All’improvviso cominciai a vedere dei giovani che cadevano nella caverna ardente. La guida mi disse: ‘L’impurità è la causa della rovina eterna di tanti giovani!’.
– Ma se hanno peccato si sono poi anche confessati.
– Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o del tutto taciute. Ad esempio, uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne ha detto solo due o tre. Ve ne sono alcuni che ne hanno commesso uno nella fanciullezza e per vergogna non l’hanno mai confessato o l’hanno confessato male. Altri non hanno avuto il dolore e il proposito di cambiare. Qualcuno invece di fare l’esame di coscienza cercava le parole adatte per ingannare il confessore. E chi muore in questo stato, decide di collocarsi tra i colpevoli non pentiti e tale resterà per tutta l’eternità. Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio ti ha portato qui? – La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo oratorio che conoscevo bene: tutti condannati per questa colpa. Fra questi ce n’erano alcuni che in apparenza avevano una buona condotta.
La guida mi disse ancora: ‘Predica sempre e ovunque contro l’impurità! :. Poi parlammo per circa mezz’ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: ‘Bisogna cambiar vita… Bisogna cambiar vita’.
– Ora che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che anche tu provi un poco l’inferno!
Usciti da quell’orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l’ultimo muro esterno. Io emisi un grido di dolore. Cessata la visione, notai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura.”
Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.
Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.
Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: “lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all’inferno!”. Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.
Scrive il Padre Francesco Rivignez (l’episodio è riportato anche da Sant’Alfonso) che in Inghilterra, quando c’era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.
Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.
II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l’accontentò.
Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.
Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un’anima con l’aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni…
– lo sono l’infelice figlia del re Anguberto.
– Ma come, tu dannata con una vita così santa?
– Giustamente sono dannata… per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l’eternità alle fiamme dell’inferno.
Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.
L’inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L’inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l’episcopato, la prima parola che dissi fu questa: “Ma io ho paura di andare all’inferno.”
(Card. Giuseppe Siri)
La fine di un equivoco
di Redazione
Pur non avendo mai aderito alla Tesi di Cassiciacum, riteniamo che questo comunicato dell’ IMBC in merito alla situazione della Fraternità San Pio X sia estremamente chiaro e condivisibile. “Christus Rex” si annovera tra i “sedevacantisti” che dal 2007 (prima della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum) parlano di accordo “de facto” in corso tra fraterneschi e modernisti e tra coloro che auspicano la fine dell’equivoco… (grassetti redazionali)
Segnalazione del Centro Studi Federici
La fine di un equivoco: riflessioni sulla “Fraternità San Pio X” o “Fraternità degli Apostoli di Gesù e di Maria” (comunicato dell’Istituto Mater Boni Consilii)
Il 1 settembre 2015, in una lettera indirizzata al ‘Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione’ Mons. Rino Fisichella, l’attuale occupante della Sede Apostolica, Jorge M. Bergoglio, ha dichiarato che, durante ‘l’Anno Santo della Misericordia’, a partire quindi dall’8 dicembre, 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per sua disposizione, avranno i poteri per confessare tutti i fedeli che ricorreranno al loro ministero, in modo tale che le assoluzioni sacramentali da loro impartite saranno valide e lecite.









