Proclamazione del dogma dell’ Assunta
Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Assunzione di Maria Santissima in Cielo e proclamazione del dogma da parte di Sua Santità Papa Pio XII, di venerata memoria, (1950) innanzi a una folla mondiale immensa …
Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Assunzione di Maria Santissima in Cielo e proclamazione del dogma da parte di Sua Santità Papa Pio XII, di venerata memoria, (1950) innanzi a una folla mondiale immensa …
– RECITA DEL PROPRIO DELLA S. MESSA DELL’ASSUNTA (DAL MESSALE DI S. PIO X, EDIZIONE DEL 1952) ORE 10.30
– SANTO ROSARIO E LITANIE LAURETANE ORE 11.00
– CANTO DEL SALVE REGINA ORE 11.30 circa
E’ seguita la recita della PREGHIERA per l’ASSUNZIONE della B.V. MARIA (PIO XII il 1 Novembre 1950 giorno della Proclamazione del Dogma)
O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini,
noi crediamo nella tua assunzione in anima e corpo al cielo,
ove sei acclamata da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi. Continua a leggere
Su segnalazione di Luciano Gallina ripubblichiamo un interessante articolo, già pubblicato su questo sito, ma poi andato distrutto dai due attacchi haker subiti. Quanto ad ogni approfondimento sul Terzo Segreto di Fatima, su chi lo occulta ed altri particolari di fondamentale interesse, consigliamo di acquistare il libro di cui trovate il titolo sul bottone in alto sull’ Home Page.
Suo significato rituale e tradizionale
Queste pagine si rivolgono a tutti coloro, che non più giovanissimi, hanno dimenticato, o ricordano confusamente, lo svolgimento del Rito e la Liturgia della Messa tradizionale.
Ma, in modo particolare, sono destinate ai giovani che della Messa Antica sanno poco o nulla.
Ci si augura e si spera vivamente, che tutti i lettori possano trarre profitto dalla meditata lettura del volumetto.
La morte del Cristo sulla Croce è sacrificio redentivo universale, sacrificio unico.
Christus semel oblatus est ad multorum exhaurienda peccata.
Ma vi è un altro sacrificio, rinnovazione del Sacrificio cruento del Calvario e questo è il rito della Messa, chiamato Opus Magnum, Opus Divinum.
La Santa Messa è l’atto più sublime della Religione. È la redenzione dell’uomo in atto.
Trascende tutti gli antichi Riti e li compendia in forma nuova e universale. La Messa è il Sacrificio della nuova Legge, della nuova Alleanza. Il suo valore è dato dalla Vittima che s’immola. È il Sangue del Divino Agnello che s’immola sull’Altare: Cristo è la vittima Divina che si sacrifica nella Messa. Il rito della Messa rinnova il sacrificio della Croce: sacrificio incruento, della morte mistica che si attua per la separazione delle sacre specie:
Consacrazione che divide il Sangue dal suo Corpo.
Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Ordinazione da parte dell’Arcivescovo di Monaco e Frisinga Cardinale Michael von Faulhaber. Fra gli ordinati un giovanissimo Joseph Ratzinger, prete quindi valido ma modernista apostata
Segnalazione di Viero Di Matteo
di Fra Leone da Bagnoregio
Si è dibattuto molto sulla questione del cosiddetto “concilio imperfetto”, questa denominazione è stata stabilita dai teologi cattolici[1] per definire un concilio convocato in assenza del romano pontefice in quanto non presente o dubbio, con il solo scopo di eleggere un legittimo papa e per estirpare uno scisma creato nella Chiesa dalla presenza di più papi.
Elemento fondante del “concilio imperfetto” è la rappresentatività generale della Chiesa, il cattolicesimo deve essere rappresentato nelle sue istituzioni. Questo “concilio imperfetto” avrebbe il compito per lo stato di necessità della Chiesa di comporre eventuali scismi ovvero di constatare la vacanza della Sede Apostolica e di provvedere universalmente all’elezione di un nuovo Romano Pontefice in assenza o nel dubbio della legittimità di cardinali o qualora gli stessi non compiano il loro dovere.
Unico esempio di “concilio imperfetto” nella storia della Chiesa risulta essere stato il Concilio di Costanza celebrato tra il 1414 e il 1418 nella citta di Costanza sull’omonimo lago.
Il Circolo Christus Rex augura un buon onomastico a tutti coloro che hanno l’onmore di portare il nome di questo grande Santo.
Fin dai primi secoli del cristianesimo, Lorenzo viene generalmente raffigurato come un giovane diacono rivestito della dalmatica, con il ricorrente attributo della graticola o, in tempi più recenti, della borsa del tesoro della Chiesa romana da lui distribuito, secondo i testi agiografici, ai poveri. Gli agiografi sono concordi nel riconoscere in Lorenzo il titolare della necropoli della via Tiburtina a Roma È certo che Lorenzo è morto per Cristo probabilmente sotto l’imperatore Valeriano, ma non è così certo il supplizio della graticola su cui sarebbe stato steso e bruciato. Il suo corpo è sepolto nella cripta della confessione di san Lorenzo insieme ai santi Stefano e Giustino. I resti furono rinvenuti nel corso dei restauri operati da papa Pelagio II. Numerose sono le chiese in Roma a lui dedicate, tra le tante è da annoverarsi quella di San Lorenzo in Palatio, ovvero l’oratorio privato del Papa nel Patriarchio lateranense, dove, fra le reliquie custodite, vi era il capo. (Avvenire)
di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.
San Giovanni Maria Vianney era un contadino. Con molta difficoltà, riuscì a diventare sacerdote. Confessava 22 ore al giorno, con penitenze e digiuni terribili; leggeva nelle anime, faceva tanti miracoli, e la gente veniva dal mondo intero per confessarsi con lui. Egli predicava ai suoi contadini in maniera molto semplice, ma chiara e essenziale.
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Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo…
“Mio Dio, perché mi avete messo al mondo?” – “Per salvarti”.
“E perché mi volete salvare?” – “Perché ti amo”.
Com’è bello conoscere, amare e servire Dio ! non abbiamo nient’altro da fare in questa vita. Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo è tempo perso! Bisogna agire solo per Dio, mettere le nostre opere nelle Sue mani… Svegliandosi al mattino, bisogna dire: “Oggi voglio lavorare per Voi, mio Dio! Accetterò tutto quello che vorrete mandarmi come Vostro dono. Offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, io non posso nulla senza di Voi: aiutatemi!” Continua a leggere
di Padre Romualdo Maria Lafitte
Documenti storici, scritti pochi anni dopo la morte di Cristo.
I testimoni erano vivi e potevano smentirli, ma non l’hanno fatto.
San Marco, San Matteo, San Luca, scrissero nelle anni dei fatti che raccontano, quando i contemporanei vivi potevano smentire, schiacciando come un uovo la neonata Religione. Questo, però, non è successo, nonostante l’odio contro la Fede. Chi scrisse i Vangeli sapeva che diceva cose vere e non temeva di essere sbugiardato. La datazione dei frammenti mostra come la vera Scienza non contraddica mai la Fede, e renda innegabile l’attendibilità storica di tali scritti.
San Marco. Fu ritrovato, nelle Grotte di Qumran, un Frammento di papiro con 20 lettere in greco, catalogato “7Q5”, datato dal 50, che è un brano di San Marco 6, 52-53. Ne consegue che 17 anni dopo la morte di Gesù, il Vangelo di Marco era gia ricopiato. Dunque l’originale, in greco, fu redatto fra il 34 e il 49 d.C. San Marco ha scritto in epoca cosi vicina ai fatti da rendere impossibile inventare miracoli e dati. Il pericolo di essere smentito da testimoni era grande. Una vera cronaca Tv, quella di San Marco.
San Matteo. Tre frammenti di papiro, custoditi ad Oxford, datati dal 60 / 70 d.C., contengono versetti del Vangelo di San Matteo. Sono in greco, mentre il santo scrisse in aramaico. Ne consegue che San Matteo ha scritto insieme al suo collega San Marco, anch’egli senza timore di essere smentito da testimoni ancora vivi. Continua a leggere
di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.
Un anno prima dell’apparizione della Santa Vergine nel 1917 ai pastorelli di Fatima, l’angelo del Portogallo diede la prima comunione a Giacinta (7 anni) e Francesco (9 anni). Lucia (12 anni) l’aveva già fatta. La Santissima Vergine li inviterà ad “offrirsi a Dio, accettando le sofferenze che Dio vorrà mandare loro in riparazione per i peccati”, a consacrarsi al Suo Cuore Immacolato e a “recitare ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori”. I tre bimbi risponderanno con un “Sì” generoso. Grazie ai tre piccoli e alle loro penitenze, il Portogallo fu preservato da due guerre mondiali e Maria promise che questa nazione non avrebbe mai perso il dono della Fede.
San Pio X, col Decreto “Quam Singulari” (1910) abbassò a 7 anni l’età della prima comunione dei bambini. Voleva che “si portassero i piccoli all’Altare”, dall’età di discrezione, “quando si arriva a discernere il bene dal male”. “L’età della discrezione tanto per la Confessione quanto per la Comunione è quella in cui il fanciullo comincia a ragionare, cioè verso il settimo anno… anche al di sotto”. – Congregazione disciplina dei Sacramenti, 1910. / “L’obbligo della Confessione e della Comunione comincia non appena un certo uso della ragione rende capaci di peccare” – IV Concilio Lateranense.
Benedetto XV (1922). L’onnipotenza della preghiera dei bambini sul cuore di Dio è legata alla presenza in loro della Grazia – l’innocenza -. “L’onnipotenza mediatrice delle vostre preghiere è figlia della vostra innocenza. Perché la voce di un cuore rimasto puro è molto più efficace della voce di un cuore pentito e nuovamente purificato”. Che ricevano Gesù prima del primo peccato! “Presto!” (Pio XI).
Oggi, più che mai. I bambini sono molto più precoci che 100 anni fa. Bombardati dal peccato ben prima dell’uso della ragione. Tv e media sollecitano molto presto, e male. Mai come oggi, il Maligno si è cosi accanito nei confronti dei piccoli per strappare loro l’innocenza il più presto possibile. Egli teme il primo bacio di Gesù ad un’anima innocente e fa del tutto per farla cadere nel peccato mortale prima. Oggi, i bimbi di tre anni sanno già distinguere fra bene e male. Continua a leggere
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