Canale YouTube Sodalitium

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Audio della VI giornata per la regalità sociale di Cristo: “Risorgimento: Massoneria e Protestantesimo all’assalto dell’Italia cattolica”, Modena, 8/10/2011.

“La Controriforma: sconfitta dell’eresia protestante in Italia”

https://www.youtube.com/watch?v=FVKgiEVXNcc

“Il magistero dei Papi e la condanna del risorgimento”

https://www.youtube.com/watch?v=soLzCmvkd8o

“La breccia del Vaticano II: il protestantesimo modernista nella Chiesa”

https://www.youtube.com/watch?v=Qg3hMdAnnRI

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Oggi, Festa del Corpus Domini – il Mistero dell’Eucarestia

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Il Corpus Domini, il Corpo del Signore, è uno dei più grandi Misteri della fede, quello dell’Eucaristia, ovvero il Mistero del Corpo e Sangue di Cristo donati a noi come cibo e bevanda spirituali.

Dio ha mandato suo figlio perché la Sua vita, il Suo comportamento, se preso a modello per la nostra vita, ci faccia sempre più simili a Lui e veniamo mandati a nostra volta nel mondo a testimoniare il Suo Amore.  Gesù è pane per chi ha fame, non per chi è sazio.

E’ fame di Verità, di Luce, di Amore. Di Dio. Con la celebrazione dell’Eucaristia noi ci uniamo intimamente a Gesù, in corpo e anima. Nell’Eucarestia l’uomo si nutre del Verbo fatto carne, “carne” data perché il mondo abbia la vita. In questo senso, la vita cristiana diventa un cammino di maturazione che assume pian piano la forma di Gesù: la sua capacità di amare, la sua fiducia e obbedienza senza riserve al Padre, la sua capacità di dire sì alla volontà di Dio nel momento della gioia e della passione.

Mangiare la carne e bere il sangue del Signore è nutrirsi del cuore incandescente dell’amore, è assimilare il segreto di quella vita più forte della morte, è scoprire che Dio mi è più intimo di quanto io lo sia con me stesso.

Mangiare e bere di Lui è scoprire che solo Lui sfama e disseta le nostre inquietudini, che solo Lui può dare forza e direzione alla nostra vita, che solo Lui sa riempire di bellezza la nostra quotidianità.
Nutrirci di Lui significa dire il nostro “Sì” a quel progetto di vita che Gesù ha rivelato dalla Croce e farlo diventare il nostro.

E’ partecipare sempre più alla natura divina del Padre, e che costituisce la sostanza della nostra Anima.

Fare la Comunione quindi non dev’essere un’azione meccanica ogni volta che andiamo a Messa… lì c’è la Presenza reale di Cristo! Solo questo pensiero dovrebbe farci prostrare a terra davanti all’Ostia consacrata, se solo realizzassimo veramente di Chi ci stiamo nutrendo, e la meraviglia di questo miracolo che si compie ad ogni celebrazione eucaristica.

Fonte: http://www.itineraricristiani.it/articolo/186/Corpus-Domini.html Continua a leggere

Bp. Bernard Fellay: “I was appointed by Rome to Judge SSPX Priests”

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SSPX Superior drops a Bombshell…

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Bp. Bernard Fellay: “I was appointed by Rome to make Canonical Church Judgements on SSPX Priests”

The Superior General of the Society of St. Pius X, Bp. Bernard Fellay, gave a sermon at Our Lady of the Angels church in Arcadia, California, on May 10, 2015. The video of the entire 1-hour sermon is given below. At 27:10 into the talk, he starts speaking about the SSPX’s situation with Rome. At the 34:36 mark, the juicy part begins: Fellay speaks about how “Rome” (by that he means the entity he believes to be the Holy See) is treating the SSPX in contradictory fashion. At the 35:11 mark, he drops a veritable bombshell, revealing that the so-called Congregation for the Doctrine of the Faith (the Novus Ordo Holy Office) has appointed him, Bernard Fellay, as the legitimate canonical judge of the priests in the SSPX for serious cases.

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San Pio X, l’ultimo papa canonizzato

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Discorso di  Pio XII dopo il rito di canonizzazione di San Pio X, 29 maggio 1954

 

Quest’ora di fulgente trionfo, che Iddio, suscitatore degli umili, ha disposto e quasi affrettato, per sigillare la mirabile ascesa del suo servo fedele Pio X alla suprema gloria degli altari, ricolma l’animo Nostro di gaudio, al quale voi, Venerabili Fratelli e diletti figli, con la vostra presenza così largamente partecipate. Eleviamo pertanto fervide grazie alla divina bontà per averCi concesso di vivere questo straordinario evento, tanto più che forse per la prima volta nella storia della Chiesa la formale santificazione di un Papa è proclamata da chi ebbe già il privilegio di essere al servigio di lui nella Curia Romana.

Fausto e memorando questo dì, non soltanto per Noi, che lo annoveriamo tra i giorni felici del Nostro Pontificato, cui la Provvidenza aveva pur riservato così numerosi dolori e sollecitudini; ma altresì per la intiera Chiesa, che, spiritualmente stretta intorno a Noi, esulta all’unisono in veemente palpito di religiosa commozione.

Il caro nome di Pio X in questo vespro radioso attraversa da un capo all’altro la terra, scandito con gli accenti più diversi; e destando da per tutto pensieri di celestiale bontà, forti impulsi di fede, di purezza, di pietà eucaristica, risuona a perenne testimonianza della feconda presenza di Cristo nella sua Chiesa. Con generoso ricambio, esaltando il suo servo, Dio attesta la eccelsa santità di lui, per la quale, anche più che per il suo supremo Ufficio, Pio X fu in vita inclito campione della Chiesa, e come tale è oggi il Santo dato dalla Provvidenza ai nostri tempi.

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Una lettera ai Sacerdoti ancora attuale

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sacerdote tradizionale

Riceviamo da un nostro affezionato lettore e pubblichiamo con piacere questo scritto di un amico di Padre Pio, Enrico Medi, che riteniamo di profonda attualità per i suoi contenuti. Forse questo “manifesto” sarebbe da affiggere in ogni Sacrestia.

Sacerdoti,

io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra». Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.  Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!  Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare.

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IL VANGELO DELLA FEDELTÀ CONIUGALE di Rainer Beckmann (Edizioni Solfanelli)

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CONIUGALE

 

Segnalazione Edizioni Amicizia Cristiana

 Rainer Beckmann

IL VANGELO DELLA FEDELTÀ CONIUGALE

Edizioni Solfanelli

Si possono concedere i sacramenti ai “divorziati risposati”?

Rainer Beckmann è divorziato con rito civile ma non risposato. Vive secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica in materia di indissolubilità del matrimonio.

Dalla sua analisi del volume del “Card.” Walter Kasper, Il Vangelo della famiglia (2014), Beckmann trae la conclusione che quel testo è privo di sostanza argomentativa:

 «Il Card. Kasper non dice neanche una parola che spieghi per quale motivo i divorziati risposati dovrebbero poter ricevere il Sacramento della Penitenza, benché manchino di convertirsi. Pur mentre ribadisce l’indissolubilità del matrimonio, il Cardinale vorrebbe che, in pratica, ai divorziati risposati fosse accordato esattamente lo stesso trattamento riservato ai coniugi rimasti fedeli. Le due cose sono incompatibili. L’argomentazione del Cardinale contiene in sé una profonda contraddizione.»

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Canale YouTube Sodalitium

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mbc

Segnalazione del Centro Studi Federici

E’ in linea il canale YouTube “sodalitium” dell’Istituto Mater Boni Consilii:

https://www.youtube.com/user/sodalitium

Attualmente è stato completato il caricamento dei video nella sezione “pellegrinaggio Osimo-Loreto”. Segnaliamo quelli relativi all’edizione 2015:

– Immagini del pellegrinaggio 2015:

https://www.youtube.com/watch?v=Rx1nzO8_e4c&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=1

– Omelia alla Messa del pellegrinaggio 2015

https://www.youtube.com/watch?v=d-1CTLBvdf0&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=2

 – Fervorino di don Francesco Ricossa al sacrario di Castelfidardo 2015:

https://www.youtube.com/watch?v=EZ-OrzCTWEY&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=3

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Auxilium Christianorum

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Bicentenario dell’istituzione della festa liturgica di Maria Ausiliatrice

Il 15 settembre 2015 ricorrono duecento anni da quando il santo e tribolato papa Pio VII, il monaco benedettino Barnaba Chiaramonti, emanava il decreto dell’istituzione della festa in onore di Maria SS.ma sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani.

Pio VII stette al timone della Chiesa in un momento storico tra i più difficili della sua storia, dal 1800 al 1823 e fu liberato, per intervento di Maria, dalla prigionia napoleonica, rientrando a Roma il 24 maggio 1814 tra l’esultanza di tutta la cristianità, per riprendere il libero esercizio del suo ministero pastorale. Come segno di riconoscenza verso la Madre di Dio, Pio VII nel 1815 istituiva la festa in onore di Maria Ausiliatrice da celebrarsi in Roma e negli Stati Pontifici. Era ferma convinzione del Papa che i tempi della persecuzione della Chiesa e del suo capo erano terminati grazie ad un intervento prodigioso della Madre di Dio, come dichiarò lo stesso pontefice ai cardinali il 26 settembre 1814: “A Te, ora, Vergine Madre di Dio, al cui efficacissimo patrocinio attribuiamo la Nostra salvezza… rivolgiamo la nostra preghiera”. Quel pontificato, che era iniziato in preghiera davanti alla statua dedicata all’Ausiliatrice nella chiesa abbaziale di San Giorgio Maggiore a Venezia, riconosce nell’aiuto prodigioso dell’Ausiliatrice la propria difesa e il sicuro patrocinio. Inoltre duecento anni fa lo stesso Pio VII visitò la città di Torino, dopo aver incoronato la statua della Madonna della Misericordia nell’omonimo santuario presso Savona a compimento di un voto fatto durante la sua prigionia in quella stessa città. La sera del 19 maggio giungeva alla metropoli del Piemonte e il 21 maggio esponeva con le sue mani la preziosa reliquia della Sindone dalle logge di Palazzo Madama, rimanendo a Torino fino alla sera del 22, ospite del Re Vittorio Emanuele I, fra il tripudio di tutta la città e dell’intero Piemonte. Come nel 1571 san Pio V aveva aggiunto alle invocazioni delle Litanie Lauretane quella di Auxilium Christianorum, ora pro nobis, per ricordare ai fedeli la prodigiosa vittoria di Lepanto riportata per intercessione di Maria, così Pio VII confermò detta invocazione con una festa, che fa memoria di tutte le grazie e delle vittorie ottenute mediante il patrocinio della SS. Vergine e sprona a ricorrere costantemente a Lei e chiederle aiuto in ogni necessità di ordine pubblico e privato, così per la Chiesa come per l’umanità.

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22 Maggio, Santa Rita da Cascia

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Risultati immagini per santa rita da casciaIl 22 Maggio del 1447 moriva santa Rita da Cascia, vedova.

Rita nacque presumibilmente nell’anno 1381 a Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata ma decorosa e tranquilla.

La storia di S. Rita fu ricolma di eventi straordinari e uno di questi si mostrò nella sua infanzia.
La piccina, forse lasciata per qualche momento incustodita nella culla in campagna mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la piccola ma stranamente non la punsero. Un contadino, che nel contempo si era ferito alla mano con la falce e stava correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al cestello dove era riposta Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava completamente.

La tradizione ci tramanda che Rita aveva una precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarLa quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto.

S. RITA ACCETTA DI ESSERE SPOSA
Rita avrebbe desiderato farsi monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, presumibilmente verso i 17-18 anni, cioè intorno al 1397-1398.

Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l’amore, la tenerezza e le cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.

La vita coniugale di S. Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l’assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone a qualche chilometro da Roccaporena mentre tornava a Cascia.

IL PERDONO
Rita fu molto afflitta per l’atrocità dell’avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell’orazione con assidue e infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito.
Contemporaneamente S. Rita intraprese un’azione per giungere alla pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la vendetta per la morte del padre.
Rita si rese conto che le volontà dei figli non si piegavano al perdono, allora la Santa pregò il Signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue. “Essi moriranno a meno di un anno dalla morte del padre”..

Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione che da giovinetta aveva desiderato realizzare.

S. RITA DIVENTA MONACA
Rita chiese di entrare come monaca nel Monastero di S. Maria Maddalena, ma per ben tre volte non fu ammessa, in quanto vedova di un uomo assassinato.
La leggenda narra che S. Rita riuscì a superare tutti gli sbarramenti e le porte chiuse grazie all’intercessione di: S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino che l’aiutarono a spiccare il volo dallo ” Scoglio” fino al Convento di Cascia in un modo a Lei incomprensibile. Le monache convinte dal prodigio e dal suo sorriso, la accolsero fra di loro e qui Rita vi rimase per 40 anni immersa nella preghiera.

IL MIRACOLO SINGOLARE DELLA SPINA
Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.

VITA DI SOFFERENZA
Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella “senza parlare con nessuno se non con Dio”, inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: dormiva per terra fino alla fine quando si ammalo e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita.

IL PRODIGIO DELLA ROSA
A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell’orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita.

Cosi S. Rita divenne la Santa della “Spina” e la Santa della “Rosa”.

S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.

S. Rita da Cascia è stata beatificata ben 180 anni dopo il suo decesso e proclamata Santa a 453 anni dalla sua morte.

Fonte: Vita di Santa Rita da Cascia

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