La potenza del S. Rosario

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ROSARIO

 

Le promesse della Madonna per la recita del Santo Rosario (a San Domenico)

 

1) A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.

2) Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.

3) Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4) Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

5) Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.

6) Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.

7) I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8) Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9) Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10) I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.

11) Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

12) Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

13) Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo. *

14) Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15) La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

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Maria di Gesù Crocifisso, suoi fenomeni mistici e previsione della presa di Roma e del crollo della Francia, se non avesse sostenuto Pio IX

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MARIAM

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.corrispondenzaromana.it/maria-di-gesu-crocifisso-lestatica-osservatrice-del-concilio-vaticano-i/

Maria di Gesù Crocifisso: L’estatica “osservatrice” del Concilio Vaticano I

Anche il Concilio Vaticano I ha avuto i suoi osservatori. Ma diversi – per grazia e per fede – dai 6 protestanti sorprendentemente invitati all’ultima Assise conciliare.

L’“osservatrice” del tutto eccezionale è Suor Maria di Gesù Crocifisso, al secolo Mariam Baouardy, morta il 26 agosto 1878, in odore di santità, nel Carmelo di Betlemme, all’età di 33 anni. Galilea come il divin Maestro, del tutto illetterata, povera ed orfana, è passata alla storia col nome di “Piccola Araba”. La sua vita è caratterizzata da una tale irruzione del divino che il Cardinal Mercier, dopo averla studiata attentamente, non esitò ad affermare che si tratta di una delle esistenze più straordinarie dell’agiografia cattolica. Estasi, visioni, stimmate, trasverberazioni, locuzioni, apparizioni, profezie, scrutazioni dei cuori, bilocazioni fino alla possessione diabolica seguita dalla possessione angelica: questa fenomenologia mistica d’eccezione si ritrova con una sorprendente semplicità nella vita del “piccolo nulla”, come ella amava definirsi, una vita degna più del cielo che della terra, che ebbe anche il sigillo del martirio.

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Satana, il migliore dei missionari

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Le cronache dell’epoca narrano che durante l’assise conciliare (del Vaticano II), quando Monsignor Francois Adam, Vescovo di Sion, Svizzera, osò parlare della «presenza attiva di Satana», si sentì nell’aula vaticana «une vague de feu rire», uno scroscio di risa.

La Chiesa Cattolica, da decenni, è preda di simili personaggi, che hanno sostituito le risatine al Vangelo. Le conseguenze dell’aver abbandonato la lotta primaria che Roma conduceva contro il male sono oggi perfettamente evidenti.

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L’unità nella verità

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Segnalazione del Centro Studi Federici

L’unità nella verità

Fervorino di don Francesco Ricossa al sacrario di Castelfidardo, pellegrinaggio Osimo-Loreto dell’Istituto Mater Boni Consilii, 17/5/2015 (è stato conservato lo stile parlato).

Ringrazio Don Ugo per le sue parole e per l’organizzazione (che cura ormai da tanti anni) del pellegrinaggio che ci condurrà alla Santa Casa di Loreto, dove si realizzò il mistero dell’Incarnazione.

Questi i misteri della nostra fede: Trinità, Incarnazione, Redenzione, fanno di noi, credendoli, dei cristiani; ma non bisogna pensare però che questa tappa nel sacrario della battaglia del 18 Settembre 1860, sia  trascurabile nel quadro di questo nostro pellegrinaggio. Infatti, per un cattolico conservare, com’è necessario, i dogmi della fede e la vita cristiana, è l’essenziale; tuttavia se si dimentica chi è il nemico, se non ci ricordiamo più del nostro passato, poco a poco anche la nostra fede incomincia a diminuire, a perdersi, a scomparire.

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Gli appuntamenti di giugno organizzati dall’IMBC

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Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Colle Don Boco (AT), 20/6/2015: giornata albertariana 

http://www.davidealbertario.it/2015/05/20/giornata-albertariana-a-colle-don-bosco-at-sabato-20-giugno-2015/

 

Modena e Pescara, 27-28/6/2015: Cresime

http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=news&op=news_show_single&ide=280

 

Rimini, 28/6/2015: cena papalina

http://federiciblog.altervista.org/2015/06/05/rimini-28-giugno-2015-cena-papalina/

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Omosessuali cattolici: la testimonianza di Alberto

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ROSELLINE

Nel presentare questa stupenda testimonianza di vita (che si aggiunge a quella di Jovi, condivisa qualche tempo fa) invitiamo tutti i nostri amici e lettori a pregare quotidianamente perché tutti, e soprattutto i giovani, possano vivere la purezza secondo la propria condizione. [RS]

Mi chiamo Alberto, ho 40 anni e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, che per grazia di Dio e buona volontà si sforza di vivere la castità come mi è indicato da Cristo e proposto dalla Chiesa.

Dopo un infanzia difficile, in cui ho subito gli effetti negativi del divorzio dei miei genitori ed il trauma di un introduzione violenta alla sessualità, ho cominciato a sviluppare, già in età preadolescenziale, un’attrazione erotica per persone del mio stesso sesso. Crescendo ho provato difficoltà ad accettare questo orientamento sessuale nella sua giusta dimensione di ferita dell’anima, restando in bilico tra pulsioni inutilmente represse e la coscienza, legata al senso comune, che in queste ci fosse qualcosa di profondamente innaturale.

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